Riforma Pensioni ultime oggi 1 dicembre: Tridico torna su quota 41 e quota 100

Riforma Pensioni ultime oggi 1 dicembre: Tridico torna su quota 41 e quota 100

Le ultime notizie di oggi 1 dicembre 2019 sulla Riforma delle Pensioni arrivano dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico che in un’intervista a ‘Il Giornale’ è tornato a sollevare il delicato tema di quota 41 e a parlare ancora una volta di quota 100 e di cosa potrà succedere nella prossima legge di bilancio. Ecco le sue parole e dopo le dichiarazioni di Salvini e Delrio proprio su quota 100.

Ultime notizie Riforma Pensioni: parla Pasquale Tridico (presidente INPS) su quota 41 e quota 100

Nell’intervista al Giornale Pasquale Tridico spiega che: “Quota 41 è certamente un’opzione, ma non mi piacciono le quote strettamente rigide. Dovrebbe essere affiancata a coefficienti di gravosità di lavoro, in modo da prevedere delle uscite flessibili per tutti. Ovvero, si dovrebbe prevedere un’età di uscita dal lavoro per ogni categoria”. Insomma come spiega il Giornale, Quota 41 avrebbe bisogno di adattarsi maggiormente a una società complessa come quella attuale, dove non tutte le persone fanno lo stesso mestiere e dove c’è chi raggiunge la pensione prima e chi dopo. Tridico poi prosegue spiegando meglio il suo punto di vista: “Ci sono lavori diversi. Ci sono persone che possono uscire più tardi e altre prima. Tutto il sistema dovrebbe girare attorno al sistema dei coefficienti di gravosità“.

Su Quota 100 e la riforma delle pensioni invece il presidente dell’INPS dice: “Per alcuni periodi limitati, la stessa Quota 100, che è sperimentale va bene, perché addolcisce l’uscita di persone che erano rimaste ingessate nella riforma del 2011. È temporanea, quindi sostenibile: sta avendo un tasso di adesione molto più basso delle attese. A livello nazionale abbiamo avuto circa 200 mila domande e ne sono state liquidate poco più di 130 mila. Questo vuol dire che siamo al di sotto del numero dei 290 mila pensionamenti previsti. Oggi si stima un risparmio di un miliardo e mezzo e il prossimo anno di 2,5 miliardi. Nel totale, la spesa pensionistica prevista nel 2019, 2020 e 2021 si attesta sui 20 miliardi, ma se il tasso di adesione è questo, vuol dire che si risparmieranno in tutto il triennio, non meno di 6-7 miliardi”.

Riforma Pensioni oggi 1 dicembre 2019: le parole di Salvini e Del Rio

Nel frattempo, Matteo Salvini ha detto ai giornalisti che la Lega ha intenzione di tenere Quota 100 e arrivare a Quota 41, ecco le sue ultime dichiarazioni: “Il nostro obiettivo è non solo tenere ‘quota 100’ ma arrivare a ‘quota 41’, cioè fare l’esatto contrario di quello che Renzi vorrebbe fare tornando alla legge Fornero”.

In queste ultime ore di dibattito sulla riforma delle Pensioni, anche Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera ai microfoni di Rai Radio1 è intervenuto come ospite di “Un giorno da Pecora” su Radio Rai e ha detto: “Quota 100 non si tocca nella manovra. Se voteremo gli emendamenti di Iv per cancellare quota 100? No, quota 100 è un diritto acquisito da delle persone. Si deve ragionare sugli scaloni successivi per evitare che qualcuno abbia diritto ad andare in pensione tre anni prima di un altro avendo lavorato qualche giorno in più”. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e seguiteci per tutti gli ultimi aggiornamenti ogni giorno anche per questo mese di dicembre!

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Riforma Pensioni, Tridico su quota 41
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Pasquale Tridico torna su quota 41 e quota 100 ecco le sue ultime dichiarazioni e quelle di Salvini e DelRio
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Pensionipertutti
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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

16 pensieri su “Riforma Pensioni ultime oggi 1 dicembre: Tridico torna su quota 41 e quota 100

  1. E per chi ha 62 anni con 36 di contributi ed è disoccupato da anni e non arriverà mai a quota 41 perché nessuno assume un ultra sessantenne come fa a campare fino ai 67 anni e oltre ( per il momento)?

  2. Buongiorno io faccio il metalmeccanico in fabbrica e e quota 41 e più che sufficiente ,manderei a lavorare loro per 41anni in fabbrica

  3. È bene ricordare alcune passaggi su quota 100 e sui 41 anni.
    Quota 100 è stata adottata un annuncio fa. E mantenuta da questo nuovo Governo. Ex Ministro Tria il 30 giugno ha presentato a Bruxelles il risparmio ipotetico di spesa corrente per anno 2019. Quindi occorre a livello politico porre attenzione su questo. E sappiamo tutti che il risparmio è riferito ad un minor debito. I costi di quota 100 sono a carico dello Stato. È quindi la politica che decide e non il Presidente INPS.
    Su quota 41 sarebbe opportuno che si smetta di parlare di categorie ma si vada verso una progressiva uscita dopo 41 anni di lavoro. Perché di “indici” abbiamo già sulle spalle quelli relativi ai coefficenti di calcolo delle nostre rendite mensili che penalizzano i lavoratori precoci. Se si deve parlare di uscire dopo 41 anni lo si faccia ponendo attenzione a tutti i lavoratori precoci, che in questi anni sono stati penalizzati da provvedimenti che non hanno tenuto conto minimamente dei lavoratori precoci. Ma quali indici di gravosità? Ma stiamo scherzando? Ma lo sa Teorico cosa vuol dire aver lavorato per 41 anni di cui inorimi, umili faticosi gravosi usuranti? Ma si tenga conto di tutto il periodo lavorativo, se proprio vogliamo parlarne e non degli ultimi anni. Tridico non ha messo avanti una buona idea con i lavori gravosi. Politicamente le scelte sulla previdenza e non del Presidente INPS il quale dovrebbe portare studi e proiezioni di spesa reali e future, lasciando alla politica il compito di decidere.

  4. Sono d’accordo con Roberto cosa vuol dire devono andare in pensione chi fa lavori usuranti perche i lavori non sono tutti uguali..ma se io per 15 anni o fatto lavori in carpenteria in ferro adesso lavoro come impiegato non posso andare in pensione dopo 41 anni e mezzo perché qualcuno decide quali sono i lavori più faticosi… Per quanto riguarda i lavori usuranti la legge per le pensioni già c’è.. 41 anni di lavoro sono più che sufficienti che fai il muratore che fai altri lavori lasciate decidere alle persone se il loro lavoro e più faticoso di un’altro poi sarà lui se vuole continuare o no a lavorare ancora

  5. Ogni giorno se ne legge una nuova, l’ultima in ordine di tempo ovvero quella di Pasquale Tridico che spiega che: “Quota 41 è certamente un’opzione, ma non mi piacciono le quote strettamente rigide. Dovrebbe essere affiancata a coefficienti di gravosità di lavoro, in modo da prevedere delle uscite flessibili per tutti. Ovvero, si dovrebbe prevedere un’età di uscita dal lavoro per ogni categoria”.
    Ma anziché prevedere un’uscita per categoria perché non la facciamo addirittura nominativa? Così ci sarebbero ben 60 milioni di modi diversi per andare in pensione cuciti addosso ad ogni singolo italiano. Ma dai per piacere, adesso basta!!! Si innescherebbe un’ennesima guerra tra i poveri. Mi spiego, poniamo due lavoratori che facciano il medesimo lavoro, ma il primo a 500 metri da case e invece il secondo che deve farsi magari 2 ore di mezzi pubblici per raggiungerlo, andrebbero in pensione alla stessa età? Scommettiamo che il secondo avrebbe (e secondo me anche giustamente) qualcosa da recriminare?
    La pensione è frutto dei contributi pagati dai lavoratori, ebbene cosa c’è di più giusto che restituire l’intero montante accumulato? Esiste un sistema che fa ciò? Ebbene si, si chiama metodo contributivo, quindi senza inventarci nulla basta applicarlo a tutti. Il sistema è autosostenibile perché se vai prima in pensione prenderai un importo più basso e se ci vai dopo l’assegno sarà più sostanzioso. E’ già applicato alle donne e si chiama “opzione donna”, basta estenderlo a tutti e chiamarlo “opzione contributiva”. Quindi a partire dai 58 anni di età e con 35 anni di contribuzione si potrebbe incominciare a lasciare il lavoro. E per i precoci si applicherebbe la quota 41. Per tutti quelli che non raggiungono almeno 35 anni di contributi dovranno lasciare il lavoro a 67 anni dove bastano solo 20 anni di contribuzione in virtù dell’elevata età.

  6. la quota cento è giusta anche per chi come me che ho quasi 62 anni e 38 anni e 5mesi di contributi e’ disoccupato da anni e bloccato dalla legge fornero viva la quota cento

  7. Bisognerebbe far decidere al cittadino quando uscire dal mondo del lavoro esempio:35 anni di contributi con una pensione di 1300, con 38 anni con 1500 , e così via… TANTO l’Inps vince sempre perché i contributi di un single che muore prima della pensione rimangono lì, chi muore prematuramente i soldi rimangono lì pareggia se deve dare i soldi solo alla vedova esente tasse. Allora se mi vuoi rendere libero dammi la libertà di scegliere.

    1. Perchè ci sono vincoli per chi è precoce ?, Io ho iniziato a lavorare a 16 anni e mezzo faccio turni, notte
      lavoro a caldo, L’INPS non mi riconosce come lavorazione gravose, non voglio essere volgare, mi rivolgo ai sindacalisti devono combattere che la quota 41 è per tutti i precoci non ci devono essere vincoli perchè stiamo lavorando da ragazzini.

  8. Io penso che qualsiasi legge/riforma deve essere improntata alla semplicità di applicazione.
    Una cosa come “Quota 41” è chiara, semplice e non pone ambiguità: quando hai raggiunto 41 anni di contributi puoi anticipare l’uscita dal lavoro rispetto al raggiungimento dell’età di vecchiaia (che è troppo alta, ma questa è un’altra storia).

    Quello che propone Tridico è corretto solo finché non comincia a parlare di (cito testualmente) “Ci sono lavori diversi. Ci sono persone che possono uscire più tardi e altre prima. Tutto il sistema dovrebbe girare attorno al sistema dei coefficienti di gravosità“.
    Questa è teoria. Nella realtà tutti questi meccanismi di calcolo sono farraginosi e alla fine aggirabili con i soliti trucchetti all’italiana, oppure sono demenziali. Prendiamo il caso della professione di infermiere che rientra nei lavori gravosi solo se negli ultimi sette anni ha fatto una certa quantità di turni di notte… etc.. etc,..
    Guardate che fare l’infermiere è gravoso di per sé e (mi dicono delle amiche che fanno questa professione) il turno di notte può essere in media molto meno faticoso di quello di giorno.

    La mia idea in definitiva è: basta regolucce, distinguo, coefficienti,… Un termine unico, chiaro e senza altre regole! Chiamiamola “Quota 41 liscia”.

    1. Caro Roberto, bisogna intendersi sul termine quota 100, perché se parliamo di questa in vigore, dovrebbe essere ridenominata possibilità di lasciare il lavoro con almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi, che comunque è stato un passo in avanti rispetto alla legge Fornero e va lasciata, ma che sia meglio di quota 41 non credo, perché un precoce che avesse versato anche solo 12 mesi di contributi prima del 19esimo anno e quindi nell’ipotesi avesse iniziato il lavoro a 18 anni a 59 anni con la quota 41 potrebbe godersi la pensione e sicuramente 59 e meglio di 62.
      Suggerisco a tutti i nostri politici di evitare di far finta che i precoci non esistono perché se ne accorgeranno presto alla prossima tornata elettorale, e i nati negli anni 50 e 60 sono la stragrande maggioranza e votano.

  9. Abito in un condominio di 80 famiglie e per curiosità ho chiesti ai pensionati che conosco com erano le condizioni di accesso alla pensione all epoca del loro pensionamento .
    Ne ho trovati una quindicina e nessuno è andato con la legge fornero .
    Alcuni con 32 anni con il retributivo , alcuni dai 25 ai 30 anni con il retributivo e addirittura 2 con 25 anni con il retributivo .
    Accusano quota 100 di essere iniquia per i giovani ma prima non interessava a nessuno dei giovani .
    Sono andati tutti con il contributivo.
    Ora con 38 anni di contributi versati sembra di rubare sentendo molti giornalisti e politici .
    Fatela finita .

  10. Personalmente mi sono rotto le scatole di sentire questi politici incompetenti ,tridico dice che la quota 100 è servita per far uscire quelli che sono stati ingessati dalla riforma fornero, non ho.mai sentito una cazzata peggiore, perché per lui far uscire uno con 38 anni di lavoro sarebbevuna cosa giusta? E perché chi di anni ne ha 41 ee è ancora bloccato dalla fornero? Non è stasto bloccato dalla riforma fornero. Altra cazzata ,uscita a quota 41 a seconda del lavoro che fai ,e chi come me per 20 anni ha lavorato ai forni a 2000 gradi o al tornio ora non ci potrebbe andare solo perché ora fa il programmatore analista? Ma fatevi furbi politici,ritornate a scuola,economisti dei miei stivali, se qualche favore si deve fare per chi fa lavori pesanti li si devono fare per far andare prima dei 41 anni ,ma a 41 anni tutti devono poter andare in pensione

  11. Tridico: “Ci sono lavori diversi. Ci sono persone che possono uscire più tardi e altre prima. Tutto il sistema dovrebbe girare attorno al sistema dei coefficienti di gravosità”. Intenzioni forti, azioni deboli (“dovrebbe”?),
    Salvini: “Il nostro obiettivo è non solo tenere ‘quota 100’ ma arrivare a ‘quota 41’”. Strategia corretta, tattica sbagliata (far cadere Governo Conte).
    Del Rio: “quota 100 è un diritto acquisito da delle persone. Si deve ragionare sugli scaloni successivi per evitare che qualcuno abbia diritto ad andare in pensione tre anni prima di un altro avendo lavorato qualche giorno in più”. Diritto acquisito, rovescio perduto “(evitare che qualcuno abbia diritto ad andare in pensione tre anni prima…?”).

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