Riforma Pensioni ultime oggi 1 febbraio: Boeri su domande INPS per Quota 100

Sulle domande presentate all’ INPS per quota 100 (quasi 10mila ultimo dato di oggi 1 febbraio) ha parlato Tito Boeri durante il Forum delle Politiche sociali promosso dal Comune di Milano. Le stime previste dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sono in linea secondo il numero 1 dell’INPS con quante domande arriveranno e non c’è quindi da preoccuparsi.

Anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno è tornata su quota 100 e sulla Riforma delle Pensioni, focalizzandosi durante la sua intervista soprattutto sulle assunzioni nel comparto pubblico che il turnover generazionale dovuto a quota 100 porterà. Vediamo le ultime novità di oggi 1 febbraio.

Ultime novità Riforma Pensioni oggi 1 febbraio: Boeri su quota 100

Il numero 1 dell’ INPS ha spiegato sulla Riforma delle Pensione e sul numero di domande per quota 100: “Arriveremo a circa a 325 mila persone in più che dovrebbero andare in pensione rispetto al quadro previgente, cioè precedente a questa riforma. Le stime della relazione tecnica parlano per il 2019 di 290 mila persone, poi ci sono le persone che potrebbero beneficiare dell‘opzione donna (con decurtazione del 30%), ci sono le persone che beneficeranno del congelamento e dell’adeguamento della speranza di vita per le pensioni anticipate.

Se questi sono i numeri su cui si ragiona – ha detto Boeri -, erano nelle previsioni della ragioneria dello Stato e della relazione tecnica allegata al provvedimento. Quindi, sono circa mille persone in più al giorno che dovrebbero arrivare nel corso del 2019, quindi chiaramente nei primi due giorni siamo al di sopra di questo numero. E’ legittimo aspettarsi che nei primi giorni ci sia un maggior numero di domande, ma mi sembra presto per dire che c’è stato un boom di domande, un numero superiore alle aspettative. Siamo abbastanza in linea con quanto ci si potesse aspettare“.

Infine Boeri sottolinea come le domande sono giunte per “circa il 40% direttamente all’Inps, cioè non attraverso i patronati, il che segnala anche il fatto che l’Inps in questi anni ha recuperato un rapporto diretto con i cittadini che non necessariamente passa attraverso gli intermediari“.

Riforma Pensioni e quota 100, novità oggi: Bongiorno su PA, assunzioni e TFS

Della nuova Riforma delle Pensioni e in particolare di quota 100 parla anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno: durante la trasmissione radiofonica di Radio 2 I Lunatici. “Con ‘quota 100’ abbiamo stabilito che tutti i dipendenti pubblici che andranno in pensione, quelli che aderiranno a ‘quota 100’, ma anche quelli che lo faranno con il regime ordinario, avranno subito 30mila euro, che spero possano diventare 45mila. Credo sia una cosa bellissima che siamo riusciti a fare”. Poi continua: “Quota 100 può essere un alleato per il ricambio generazionale e per la digitalizzazione della Pa. In Italia il dipendete pubblico ha un’età media di 52 anni, 56 anni per i dirigenti.

La Bongiorno spiega che “Avremo nella Pa nuove figure in settori strategici. Non volere assumere nello Stato tanto per mettere persone dietro ad una scrivania: questo non serve. Ho indicato quelle che per me sono le priorità: giovani per la digitalizzazione, specialisti nell’utilizzo dei fondi strutturali”. Continuate a seguirci su Pensionipertutti per esser sempre aggiornati con tutte le ultime novità sulla Riforma delle Pensioni e su quota 100!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

9 pensieri riguardo “Riforma Pensioni ultime oggi 1 febbraio: Boeri su domande INPS per Quota 100

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    2 Febbraio 2019 in 18:40
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    Buona sera,
    ma non dimenticate che tra qualche settimana succederà tutto: (Fonte il giornale )

    La truffa a Salvini: soldi agli immigrati
    Hanno vinto i grillini: reddito di cittadinanza anche agli stranieri

    Alessandro Sallusti – Ven, 04/01/2019 – 15:00

    Detto così sembra un paradosso o una provocazione, ma Matteo Salvini potrebbe trovarsi a breve a dover mettere la sua firma, se vuole tenere in piedi il governo, in calce a una legge che elargisce stipendi pubblici a circa duecentomila immigrati.

    Questo, al momento e nonostante la smentita di Di Maio, prevede infatti il testo del decreto sul reddito di cittadinanza tanto voluto dai grillini. E per di più secondo i costituzionalisti non potrebbe essere diversamente perché chi risiede nel paese da cinque anni ha maturato gli stessi diritti degli italiani.

    Porti chiusi ma portafoglio apertissimo sarebbe davvero una beffa per il leader della Lega. Di più, sarebbe una contraddizione logica e politica probabilmente in grado di spezzare il feeling in atto tra lui e ampi strati dell’opinione pubblica. Ma al di là di come andrà a finire il solo rischio «reddito agli immigrati» è l’esempio più macroscopico di come i soci di questa maggioranza siano tra di loro inconciliabili. E di come, fuori dal perimetro (a noi caro) della sicurezza la Lega rischi di subire un clamoroso cappotto con gravi danni per milioni di italiani. È vero, le navi dei clandestini non attraccano più o comunque molto meno di una volta, ma in compenso Salvini ha avallato il taglio delle pensioni del ceto benestante e il blocco di quelle medio basse; non è riuscito a fermare l’avvio della fatturazione elettronica, ennesima tagliola per commercianti, artigiani e consumatori; la legge per la maggiore autonomia di Lombardia e Veneto è impantanata e di fatto non vedrà mai la luce alla faccia dell’esito trionfale del referendum chiesto proprio dalla Lega. Se ci aggiungiamo l’aumento della pressione fiscale generale (altro che flat tax) e che la Lega sta per cadere nel tranello Cinquestelle sul taglio degli stipendi ai parlamentari (un modo per distrarre dai problemi veri e innescare un braccio di ferro mediatico per accalappiare i voti degli allocchi) non mi pare proprio che, al netto di una efficace propaganda, il bilancio di Salvini possa dirsi nei fatti lusinghiero come appare dai sondaggi.

    Credo che il super Salvini dovrò con maggio abbassare le ali e tornare con i piedi a terra, E finita la pacchia…E non esiste bacchetta magica….

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    2 Febbraio 2019 in 16:36
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    Io vorrei porre un quesito,nel mio caso specifico al 31 dicembre 2018 posseggo (certificati INPS) 42 anni e 3 mesi con 63 anni di età se esco con quota 100 ad aprile li conteggiano i versamenti dei 3 mesi ulteriori alla finestra? stesso per anticipata fornero……agosto il requisito ma la pensione a novembre………..se poi la differenza sull’assegno di pensione è minimo come sembra detto dal CAF ma non da me accertato è MEGLIO L’UOVO OGGI O LA GALLINA DOMANI? un Saluto

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    1 Febbraio 2019 in 17:20
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    Non mi preoccuperei, ammesso che di “preoccupazione” si debba parlare per chi voglia finalmente vedersi “restituito” un suo diritto strapagato: 5000, 1000? Quando si faranno i conti e vedranno quanto verrà loro tolto rispetto alla legge Fornero che NON e’ stata abolita ma viaggia parallela facendo definire “pensione anticipata” ciò che ANTICIPATO non doveva essere se “abolita la legge Fornero”, smetteranno, nel loro interesse, di fare domanda: chi rinuncia a certe cifre per tre o quattro anni in meno?
    IO PENSO CHE ADDIRITTURA CONVERREBBE ALL’INPS SE TUTTI ADERISSERO A QUOTA 100: TANTI SOLDI RISPARMIATI! Per l’INPS, naturalmente…

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    1 Febbraio 2019 in 15:19
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    CONFERMO QUANTO SOSTENEVA LA SIG.NA ERIKA CHE PER LA PENSIONE ANTICIPATA 42 ANNI E 10 MESI ,CHE DURANTE LA FINESTRA DEI 3 MESI SI PUO’ TRANQUILLAMENTE LAVORARE E CHE I CONTRIBUTI MATURANO . AL RAGGIUNGIMENTO DEI 43 ANNI E 1 MESE PARTE LA QUIESCENZA NON PERDENDO COSI’ NULLA , IL GUADAGNO IN SOSTANZA E’ DI SOLO 2 MESI. ( HO VOLUTO COMUNICARLO PERCHE’ HO VISTO CHE ALTRE PERSONE AVEVANO I MIEI STESSI DUBBI , FONTI PATRONATO CISL ).

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    • Erica Venditti
      2 Febbraio 2019 in 12:01
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      Grazie Renato per averci dato conferma che le nostre risposte sono corrette anche attraverso fonti patronato, ottimo. Certezze in più sono sempre ben accette

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        3 Febbraio 2019 in 9:18
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        Buongiorno. Buona domenica a tutti. Vorrei sapere da qualcuno che ha già contattato i patronati se dimettendosi alla fine dei requisiti della legge fornero e cioè 42 anni e 10 mesi o 41 e 10 messi se donne, se si può scegliere di lavorare durante i 3 mesi di finestra solo per un periodo inferiore esempio 1 solo mese in più o si deve lavorare tutti i 3 mesi con lo sconto di soli 2 mesi.
        Grazie per quanti mi possono dare questa informazione. per me è importante. per me perdere 3 mesi di stipendio o pensione è una cifra troppo alta ma magari perdere 1 mese o 1 mese e mezzo mi può agevolare nell’organizzazione della mia vita.

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        • Erica Venditti
          4 Febbraio 2019 in 11:45
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          Annamaria io penso proprio sia possibile e lei che una volta maturarati i requisiti può scegliere se continuare a lavorare e credo a questo punto anche per quanto o fare immediatamente domanda di pensione ed attendere senza rateo la decorrenza. Poi giusto informarsi,ma non vedo impedimenti nel lavorare 1/2/3 mesi , essendo una scelta.

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    1 Febbraio 2019 in 12:36
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    Mi sembra normale che i primi giorni ci sia un boom di domande. Questo perchè i primi a presentarla sono chi il lavoro lo ha perso causa licenziamento, chi non ha problemi finanziari familiari e chi intravvede la possibilità di esercitare un lavoro in nero in modo da percepire a fine mese un doppio reddito. Credo che chi si informerà bene sulle decurtazioni che subirà, passare da uno stipendio di 1400 euro a una pensione di 1000 è un bel colpo che molti non potranno permettersi, vedremo nei prossimi giorni, un rallentamento graduale delle domande. Rimane chiaro il fatto che la riforma è ingiusta anche solo per il fatto che con 38 anni di contributi si mandano in pensione chi il lavoro lo ha ancora mentre quelli con 41-42 pagheranno le pensioni ai primi rimanendo al lavoro.

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      2 Febbraio 2019 in 12:50
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      O, ne usufruiranno, le Signore che lavoravano, magari con coniuge ad alto reddito, “tanto per tenersi occupate”.
      Chi con la pensione deve camparci temo che, visto quanto perderebbe, desisterà e sarà costretto a sottostare al “trattamento” legge Fornero “fino alla fine pena”; purtroppo! Dato che la promessa “abolizione della legge Fornero” tale non sembrerebbe; la legge Fornero è viva e lotta insieme a loro!

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