Riforma Pensioni ultime oggi 17 febbraio, Fornero: ‘Quota 100 una trappola’

In una lunga intervista l’ex Ministro del lavoro durante il Governo Monti Elsa Fornero, è tornata a parlare della riforma delle pensioni, e di tutti i suoi dubbi riguardanti quota 100 e il futuro della previdenza italiana. Vediamo i passaggi più importanti e le sue parole rilasciate al sito Formiche.net al collega Giancarlo Salemi.

Ultime notizie Riforma Pensioni 2020: Elsa Fornero su quota 100

Elsa Fornero non è mai stata favorevole a quota 100 e ancora una volta ha ribadito le sue motivazioni: ” Quota 100 è stata una trappola perché ha generato false aspettative. Era più che legittima l’aspettativa che vi sarebbe stato un intervento sull’età di pensionamento per ridurla rispetto alla nostra riforma del 2012. Insomma nessuno può immaginare che per 3 anni si è fatta scendere anche drasticamente l’età pensionabile e poi si torna come prima. Lo scalone di cui tutti parlano è un’inevitabile conseguenza della Quota 100 che è stata messa lì, diciamocelo, per intrappolare anche le decisioni di chi viene dopo”.

La soluzione a questo problema, secondo l’ex Ministro è quella di percorrere “Un sentiero più ragionevole e sostenibile, anche alla luce dei nuovi dati sulla demografia e dell’economia del Paese, sia quello di cominciare a porre qualche restrizione in più rispetto a Quota 100 non per il 2020 ma per il 2021. Limitazioni che segnalino la volontà del governo di non posticiparla ma di andare su misure egualmente generose. (…) Per esempio posticipando per un periodo di sei mesi rispetto alla normale apertura della finestra ma, al tempo stesso, non dovrebbe cedere alle pressioni dei sindacati che sembrano essere tornati all’epoca dell’aspirazione della pensione di anzianità che, prima della nostra riforma, era la loro indicazione preferita”.

Riforma Pensioni oggi 17 febbraio 2020: Fornero contro i Sindacati

Poi Fornero commenta le ultime parole di Landini che spinge per un’uscita anticipata a 62 anni per tutti i lavoratori: “Il Paese può decidere democraticamente se vuole, non solo continuare sulla strada del declino ma anche accelerarla. Siamo un Paese con una crescita praticamente assente e fortemente indebitato e vogliamo veramente spendere circa 20 miliardi di euro per questo tipo di proposta? Opterei più di spendere questi soldi a favore di politiche di sviluppo, per i giovani e le generazioni future.

Fornero poi conclude bocciando la proposta dei 62 anni: ” mandare in pensione le persone a 62 anni vuol dire farne dei futuri poveri perché tra qualche lustro quelle persone potrebbero trovarsi con carenze di risorse e spingeranno i futuri esecutivi per allentare le maglie e aumentare la spesa. Tutto questo è paradossale perché avviene mentre tutti sostengono che bisogna separare la previdenza dall’assistenza. Ma le misure di pensionamento anticipato senza penalizzazioni, o con penalizzazione basse del 2%, sono sostanzialmente di assistenza a carico della collettività generale”.

Voi cosa ne pensate di queste parole di Elsa Fornero? Siete d’accordo? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito o tramite la nostra pagina facebook e tornate a trovarci ogni giorno per esser sempre aggiornati con tutte le ultime notizie sulla Riforma delle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

16 pensieri riguardo “Riforma Pensioni ultime oggi 17 febbraio, Fornero: ‘Quota 100 una trappola’

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    20 Febbraio 2020 in 14:39
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    Non è un essere umano, ignoratela è indemoniata.Cercasi esorcista

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    19 Febbraio 2020 in 8:02
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    Buongiorno,io non capisco come mai la continuino a intervistare….forse per farci rodere di più’ il fegato e a farci fare la guerra tra noi…cosi’ sperano che moriamo prima del meritato riposo!!!41per tutti se se e senza ma!!!

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      21 Febbraio 2020 in 8:43
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      Viene pagata in tutti i suoi interventi e interviste , prova tanto piacere a farsi odiare dalla maggioranza dei lavoratori e non ammetterà mai che la sua riforma è spietata

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    18 Febbraio 2020 in 12:37
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    SONO TUTTI DEI DISONESTI 40 ANI SONO ANCHE TROPPI . HANNO RUBATO TUTTI ED ORA DETTANO LE CONDIZIONI VERGOGNATEVI E RIDATECI I SOLDI SEI CONTRIBUTI VERSATI INDEGNI RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO NULLAFACENTI

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    18 Febbraio 2020 in 10:24
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    Ma che cosa ci fanno parlare ancora alla Elsa Fornero? Non vedete e capite che danni ha fatto con la sua riforma? Che si faccia con immediatezza una controriforma che possa consentire a tutti di andare in PENSIONE CON 62 anni di età e con 35 anni di contributi senza alcuna penalizzazione. Se poi si vuole anticipare la pensione con meno di 35 anni di contributi ma sempre con 62 anni di età si faccia una piccola penalizzazione dell’1% per ogni anno prima dei 35 anni di età a partire da 25 anni di contributi ma sempre, sottolineo sempre con 62 anni di età che già è troppo.
    P.S. la migliore età per andare in pensione è avere 60 anni di età e almeno 30/35 anni di contributi per potervi accedere. Tutte le altre opinioni e leggi sono solo chiacchiere. Solo così i giovani possono trovare lavoro mandando la gente in pensione a 60/62 anni di età!!!!!!!!!!!

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    18 Febbraio 2020 in 9:38
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    Cosa si vuole fare?Dobbiamo morire prima di raggiungere la pensione?La signora coccodrillo e il governo di allora all’unanimità ci hanno fregato. Loro non sanno cosa significa guadagnare 1200 euro al.mese e poi andare in pensione a 67 anni! Ci hanno fatto la cattiveria più vile da dopo il 1945….perché con dati alla mano la mortalità più alta in Italia e’ tra i 62 e 68 anni……meditate gente e non votateli più….

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    17 Febbraio 2020 in 23:39
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    Ma giornali e televisioni non hanno niente di meglio da fare che propinarci le solite interviste di questa pseudo professoressa?

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    17 Febbraio 2020 in 17:58
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    Buona sera,
    mi domando: ma questa Sig.ra che un tempo versava lacrime da coccodrillo, trova ancora il coraggio di parlare! forse non ricorda, forse avrà dimenticato i drammi, il dolore, provocato a tutti coloro che hanno subito una enorme ingiustizia causata dalla Sua “Riforma”, tra cui il sottoscritto.
    Personalmente attendo ancora una Sua risposta dal 2017, quando Le recapitai la mia personale opinione sulla Sua pseudo riforma, attraverso posta elettronica.
    No comment!

    https://www.linkedin.com/pulse/email-privata-allex-ministra-del-lavoro-elsa-luigi-napolitano/

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

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    17 Febbraio 2020 in 17:17
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    È una vergogna che un lavoratore con 41 anni di contributi oggi non possa andare in pensione e i giovani semmai troveremo un lavoro quando andranno?

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    17 Febbraio 2020 in 15:42
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    Sig fornero perché non rinuncia alla sua pensione e vive di ciò che guadagna così magari qualcuno ascoltera tutte le stupidate che dice..e troppo bello giudicare quando di problemi lei non li ha rinunci alla sua pensione pagata da noi e magari anche io accettero 43,1 di lavoro bello parlare quando si ha la pancia piena

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    17 Febbraio 2020 in 14:52
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    Io dico semplicemente che questo paese in cui viviamo , di civile ha ben poco , perché continua a pensare ai vertici e mai alla base. ( personalmente ho versato per 41 anni e sono disoccupato … è nn ricevo il becco di un quattrino) . Grazie grazie grazie alla … dottoressa Fornero. ( p s avevo 15 anni e 2 mesi quando iniziai a lavorare) ……..

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    17 Febbraio 2020 in 11:58
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    Bisogna assolutamente operare per permettere alla gente di andare in pensione, fissando un limite di età, quando desidera in funzione della piena libertà ed esigenze personali. 62 anni è un limite che ritengo giusto per smettere di lavorare anche per non far pagare troppo questa generazione rispetto alle agevolazioni incredibili ed assurde dedicate a certe categorie di lavoro che i governi precedenti hanno permesso. Persone andate in pensione a 40 anni di età ad esempio. Pertanto l’età di 62 anni permetterebbe a moltissimi di potersi dedicare a se stessi e alla propria famiglia, aiutando con la propria presenza ed economicamente i figli. Inoltre si eviterebbe una nuova ingiustizia su chi è rientrato nella quota 100 andando in pensione rispetto ad altri che per pochi anni o addirittura mesi non vi rientrano. Il sacrificio con la Fornero è stato richiesto solo ad alcuni, nulla è stato fatto per evitare ingiustizie o per sanarle.

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      18 Febbraio 2020 in 19:04
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      Sig. Uberto, mi dispiace, ma è bene farglielo notare. Lei sta dicendo tutto e il contrario di tutto. Prima dice che 62 anni è l’età giusta per andare in pensione e poi dice di togliere tutti paletti per evitare ingiustizie. Non si rende conto che è proprio il paletto dell’età anagrafica che crea l’iniquità della quota 100 ?
      62-38 = quota 100
      62-43,1 = quota 105,1
      Domanda: Lei ritiene giusto che in pensione ci vada prima chi ha iniziato a lavorare a 17 anni o chi ha iniziato a 24 ?
      Ritiene più giusto che in pensione ci vada prima chi ha versato 41 anni di contributi o chi ne ha versato solo 38 ?
      La questione delle critiche è tutta in queste domande e risposte.

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        20 Febbraio 2020 in 8:53
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        Buongiorno, io ritengo giusto che sia chi ha 41 anni di contributi oggi debba assolutamente andare in pensione e sia chi abbia 62 anni. Una quota 100 libera tra età anagrafica e contributi versati. Io ho iniziato a lavorare a 18 anni ma l’azienda non mi versava i contributi e senza busta paga, per 5 anni ho lavorato così, allora non ci si rendeva conto di cosa poteva succedere in futuro e si accettavano determinate situazioni per farsi apprezzare e assumere in maniera definitiva. Una quota 100 libera, questo è il mio pensiero.

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    17 Febbraio 2020 in 11:28
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    Se il problema è quello dei fondi, bisogna attuare misure per recuperarli questi fondi! Si continua a parlare di giovani, ma ci rendiamo conto che si vuole far pagare questa situazione solo a questa generazione di 50/60 enni? Anche noi siamo stati giovani, chi ha iniziato a lavorare a 19, 18, 15 anni, quasi sicuramente per due lire e magari senza contributi! Certo che bisogna porsi il problema del futuro dei giovani, ma noi abbiamo già lasciato tanto sul terreno in tutti questi anni (vedi il passaggio dai 35 anni di contributi all’attuale riforma, blocco dell’indicizzazione ecc…), e ora si parla di 41 e più anni di contributi come se fosse una cosa normale!! Ma ragazzi, già 40 anni sono una VITA e soprattutto per i giovani che ben difficilmente riusciranno a raggiungerli (posto fisso evaporato).
    Dovrebbero essere i politici e i sindacati a spremersi bene le meningi per trovare il modo di recuperare le risorse (senza fare macelleria sociale), magari guardandosi un po’ intorno, confrontandosi con paesi più avanzati del nostro, non guardando al “quarto mondo”, ma ahimè non lo fanno, e non lo fanno perché non sono toccati dal problema proprio grazie ai privilegi che tuttora continuano ad avere! Se fossero nelle nostre condizioni (e con i nostri salari!) forse si batterebbero un po’ di più….
    I lavoratori salariati a reddito basso e medio, donne, uomini, con lavori gravosi, con disabili e anziani a carico, queste sono le persone che vanno tutelate e alle quali va data la sacrosanta possibilità di ritirarsi dignitosamente dopo una vita di lavoro (quasi sempre non facile) e senza alcuna penalizzazione! Non occuparsi di questo significherà avere comunque in futuro un grave problema sociale cui far fronte.
    (Circa alcune possibili misure da adottare mi sono già espressa in altri post.)

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    17 Febbraio 2020 in 11:17
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    Non dico nulla sulla Fornero perchè se lo facessi rischierei una denuncia per diffamazione.
    Del resto, una che definisce “bassa” una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo si è già capito …

    Basti pensare che perfino un altro feroce critico di Quota 100 e “cerbero” dei conti dell’INPS, Tito Boeri, sta proponendo una penalizzazione ancora minore, l’1.5% l’anno, come soluzione accettabile per i conti dell’Istituto.
    E Boeri non mi sembra certo uno orientato a “fare regali”.

    Quota 100 è una riforma fatta male, con un limite minimo di 38 anni di contribuzione che esclude quasi tutti tranne pochi fortunati con carriera lavorativa senza interruzioni (non a caso i due terzi dei beneficiari ne godono a partire dai 64 anni, non dai 62).
    Però è stata anche una riforma SACROSANTA, che ha scardinato il limite criminale dei 67 anni (il più alto d’Europa) ed oggi è ciò che, a poco dalla sua scadenza, ha forzatamente rimesso in moto la discussione sulle pensioni.
    Anche solo per questo, le si deve essere grato.

    Ed è grande motivo di soddisfazione che proprio per questo si attiri l’odio della Fornero: “Quota 100 è stata messa lì, diciamocelo, per intrappolare anche le decisioni di chi viene dopo”.
    Bene, per fortuna!
    Se no, eravamo ancora tutti qui con la prospettiva unica forneriana dei 67 anni.

    Detto quindi che sarebbe bene, per tutti gli italiani (non solo i pensionandi attuali), che la Fornero (lei e la sua legge) cadesse nel dimenticatoio (invece è stata da mesi mediaticamente “riesumata”), personalmente ritengo che una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo sarebbe accettabile (ovviamente lasciando nell’assegno una eventuale parte retributiva, se esiste, se no sarebbe un furto e una presa in giro!).
    Ciò a patto che non vengano messi (o lasciati) paletti assurdi sul numero minimo di anni di contribuzione, che renderebbero la riforma inavvicinabile per quasi tutti (e quindi, di nuovo, una presa per i fondelli).

    Flessibilità a scelta con età minima di 62 anni e 34 o 35 di contribuzione, con un 2% in meno per ogni anno di anticipo rispetto ai 67, potrebbe secondo me essere una buona, semplice e realistica soluzione.
    Certo, “nessuna penalizzazione” (come in Quota 100) sarebbe bellissimo, ma temo poco realistico.

    Poi si può anche lavorare un pò sui parametri (età, contribuzione, penalizzazione …) ma la cosa più importante è cambiare l’approccio: NON “vediamo che risorse ci sono e facciamo la riforma in base a quelle” ma “facciamo una buona riforma e poi troviamo le risorse per attuarla”.
    Perchè finchè continueremo con l’approccio gretto e contabile della Fornero, considerando scandaloso (“sostanzialmente di assistenza a carico della collettività generale”) ogni provvedimento che non veda l’INPS come un’AZIENDA (!), correremo sempre il rischio della MACELLERIA SOCIALE.

    Ma l’INPS non deve essere un’azienda e le pensioni devono essere considerate per chi è in età avanzata come il lavoro per chi è più giovane: un diritto sociale.
    E se è necessario integrarle con la fiscalità generale, lo si faccia.

    Del resto, lo si fa già per le pensioni assistenziali, che sono la metà del totale, date anche a chi non ha mai versato un contributo (e secondo me è comunque giusto avere almeno un minimo di assistenzialità sociale).
    Succhiare il sangue a chi i contributi li ha pure versati, come vorrebbe fare la Fornero, è non solo incoerente ma pure immorale.

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