Riforma Pensioni ultime oggi 24 febbraio: Ghiselli su Quota 100, Donne e precoci

Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, è tornato a parlare di riforma pensioni e di quota 100 e l’ha fatto in due occasioni: la prima è durante il convegno indetto da Cgil Parma, nel salone Trentin della Camera del Lavoro, dal titolo ‘(Dis)uguaglianze di genere nel sistema previdenziale’ e la seconda è tramite un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook in cui ha risposto alle parole di Salvini. Vediamo allora tutte le ultime novità.

Ultime novità Riforma Pensioni 2020: Ghiselli risponde a Salvini

Andiamo con ordine e riportiamo le dichiarazioni di Salvini che dal Carnevale di Viareggio ha parlato a tuttocampo, dal Coronavirus alle Pensioni. A proposito di riforma pensionistica ha detto: “Se questi proveranno a tornare alla legge Fornero e ad aumentare l’età per andare in pensione, faremo veramente le barricate dentro e fuori il Parlamento, perché non si torna alla legge Fornero, costi quello che costi. Del resto – aggiunge Salvini – gli italiani sono affezionati alla Lega. Siamo il primo partito perchè quello che promettiamo lo facciamo”.

Ghiselli risponde tramite il suo post su Facebook: “Salvini fa finta di non sapere che la Legge Fornero è tuttora in vigore e non è stata per nulla intaccata da Quota 100, misura a termine che cesserà nel 2021. Il problema quindi non è quello di “non tornare alla Legge Fornero” ma semmai quello di una riforma che superi veramente l’attuale sistema previdenziale favorendo la flessibilità in uscita e dando risposte a giovani, donne, lavori gravosi, precoci e esodati. È quello che il sindacato sta chiedendo anche a questo Governo dal quale attende risposte concrete, ad iniziare dal prossimo incontro previsto il 13 marzo”.

Riforma Pensioni oggi 24 febbraio: ultime su disuguaglianze, donne e lavoro di cura

Durante il Convegno organizzato dalla CGIL, come spiega l’edizione di Parma de ‘La Repubblica’ si è parlato di come in Italia ‘La differenza di genere nel sistema pensionistico italiano è del 16%. Il 52% delle donne sono beneficiarie di pensioni ma sulla spesa complessiva pesano solo il 44,2%. Un uomo percepisce mediamente il 35% in più rispetto a una donna e il 16% di queste invece è in povertà assoluta’. Il segretario confederale Cgil nazionale, Roberto Ghiselli è intervenuto dicendo: “Le donne sono fortemente penalizzate dall’attuale sistema normativo e si troveranno condannate ad andare in pensione oltre i 70 anni e con oltre 45 anni di contributi. Per questo noi chiediamo che vengano riconosciuti tutti quei lavori oggi non retribuiti che rientrano nella sfera di ‘cura’. La nostra proposta è stata presenta al Governo ed è previsto per il prossimo 13 marzo un incontro su questo tema della parità di genere”. La proposta di Cgil vorrebbe infatti riconoscere i contributi per i lavori di cura, o un anno di contributi per ogni figlio.

Tutti gli strumenti di flessibilità in uscita – continua Ghiselli – che consentono di andare in pensione un po’ prima, prevedono dei contributi molto alti. La pensione di anzianità prevede 42 anni e 10 mesi di contributi, Quota 100 prevedeva 38 anni, Ape sociale prevedeva 36 anni. Le donne hanno invece una contribuzione media di 25 anni perché costrette a conciliare il lavoro con il loro lavoro di cura per figli o famigliari. In più hanno dei trattamenti pensionistici molto inferiori agli uomini. Dobbiamo valorizzare meglio il lavoro femminile. Fare regole uguali tra situazioni di partenza molto diverse non fa altro che creare disuguaglianza”.

Voi cosa ne pensate di queste proposte del sindacato? E delle parole di Salvini e Ghiselli? Fatecelo sapere nei commenti qui di sotto se avete piacere di confrontarvi con noi. Vi ricordiamo di tornare tutti i giorni a trovarci sul nostro sito per esser sempre aggiornati con tutte le ultimissime novità relative alla Riforma delle Pensioni!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

18 thoughts on “Riforma Pensioni ultime oggi 24 febbraio: Ghiselli su Quota 100, Donne e precoci

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    26 Febbraio 2020 in 11:42
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    Vi racconto un assurdo: sono iscritta alla Gestione separata ma ho anche parecchi anni di lavoro dipendente. Con Quota 100, sarei andata in pensione ad aprile 2019, ma non potevo più lavorare. Ho rinunciato. Con 41 e 10 mesi sarei in pensione da aprile 2020, col cumulo e il sistema misto. Peccato che a me convenga il contributivo e allora: 2 opzioni o aspettare Febbraio 2021 ( comuputo) o pagare 10.000 euro di riscatto per la Totalizzazione ( 21 mesi di finestra!!!) e andare a ottobre 2020. Alla faccia di chi vuole spingere per il contributivo… a voi oare normale?

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    25 Febbraio 2020 in 23:39
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    Se non avessero fatto quota 100 ora i ns politici non si metterebbero ad un tavolo con i sindacati per superare lo scalone dal 2022.
    Almeno per questo quota 100 è stata super positiva .
    Almeno ne parlano . Se no rimanevano dal 2022 con la fornero e basta .

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    25 Febbraio 2020 in 15:02
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    Sono perfettamente concorde con quanto detto da Roberto Ghiselli, inutile continuare con quota cento, solo a favore di pochi, libera scelta di andare in pensione dopo i 62 anni, dunque tenere conto del lavoro svolto dalle donne a casa che non è poco! sostituendo badanti infermiere ecc. maternità. Tenere conto di tutti gli anni versati e non discriminare contributivo -retributivo …i soldi versati vanno dati.

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    25 Febbraio 2020 in 13:08
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    Penso che il limite di età possa bastare. A 62/65 tutti in pensione, uomini e donne, e comunque bisogna dare dignità alle persone, con una pensione dignitosa per chi non ha abbastanza contributi, uomini o donne che siano.

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    25 Febbraio 2020 in 9:17
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    Tanti sono d’accordo con salvini ma il problema è che salvini non ha ancora capito che la legge fornero non è stata eliminata e tutta li com’è prima..dunque lui cosa ha eliminato.. Ha fatto solo la quota 100 che ha discriminato precoci esodati..caro capitano almeno piantala di dire cose non vere e fai le cose che i lavoratori chiedono 41 per tutti…

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    24 Febbraio 2020 in 22:39
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    E anche proroga Opzione donna al 2023

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    24 Febbraio 2020 in 21:25
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    Caro Salvini..avevi promesso quota 41..non quota 100!!!mi spiace ma non mi sembra che hai i mantenuto le promesse..

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    24 Febbraio 2020 in 20:43
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    Non posso andare con quota 100 perché ho 60 e41 anni vado prima con la fornero grazie a salvini

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    24 Febbraio 2020 in 20:38
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    SIG. GHISELLI DICE :”Le donne hanno una contribuzione media di 25 anni perché costrette a conciliare il lavoro con il loro lavoro di cura per figli o famigliari.” HA RAGIONE ,QUINDI MANDIAMO IN PENSIONE LE DONNE CHE RISULTANO DISOCCUPATE A 62 ANNI E CHE ABBIANO 25 ANNI DI CONTRIBUTI.

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      26 Febbraio 2020 in 16:25
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      Sig. Massimo, lei è un gentiluomo da ciò che scrive a favore delle donne…pensassero così anche i nostri cari scaldapoltrone!!!.. io se penso agli orari che sto facendo figli casa e quant’altro.. e costretta ad aspettare di maturare 41 e 10 mesi perché precoce…questa è galera legalizzata…

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    24 Febbraio 2020 in 19:30
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    Quota 100 è stata fatta male (tanto che è una quota 100 per pochissimi, per i due terzi dei comunque pochi che la possono sfruttare è già una “Quota 102”) ma la Fornero è molto peggio!

    Vogliamo accettare una flessibilità con un pò di penalizzazione, cestinando una volta per tutti gli indecenti 67 anni della signora Fornero?
    C’è la proposta di Cesare Damiano, 2% in meno per ogni anno di anticipo a partire dai 63 anni e 37 di contributi o 64 anni e 36 di contributi, e conservazione di una eventuale quota di retributivo, se c’è.

    A me sembra accettabile, anche se migliorabile: considerando che la maggior parte degli anni di lavoro sono ormai a contributivo per chiunque vada in pensione, 34 o 35 anni di minimo sarebbero pure equi (hai contribuito di meno, già solo per questo prenderai di meno, inutile chiederti un minimo di anni alto).

    Vedremo se l’atteggiamento battagliero dei sindacati è sostanza o solo fumo negli occhi, se rimanderanno al mittente le proposte indecenti che arrivano da parte governativa o se ancora una volta si piegheranno.
    Io sono ben poco ottimista.

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    24 Febbraio 2020 in 17:41
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    Ma quale quota 100 diciamo la verità si va in pensione di anzianità minimo a 62 anni con il beneficio x chi ha lavorato almeno 38 anni.
    Ho 60 anni, lavoro da 40 la somma è 100,. Andrò in pensione con anzianità a 42 e 10 mesi, quindi quando avrò 62 e 10 mesi,. Risultato ho lavorato di più di quelli di 38 anni di versamenti e vado più tardi ……. ancora parliamo di imparzialità del sistema??????

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    24 Febbraio 2020 in 14:23
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    Buongiorno, incominciamo con APE SOCIAL qui esiste molto di più che una disequaglianza una vera e propria discriminazione tra chi ha potuto usufruire dalla NASPI e chi no. Chi ha dovuto lasciare per forza di cose per problemi famigliari dopo più di 32 anni di lavoro non può accedere ALL’APE SOCIA perché non ha usufruito della NASPI , una vera contraddizione , dopo che ha fatto risparmiare allo stato due anni di NASPI..E NON SONO POCHI SOLDI! viene anche penalizzato a dispetto di chi se ne stato a casa tranquillo per due anni pagato dallo stato. Incominciamo a togliere questo paletto che grida vendetta.

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      24 Febbraio 2020 in 19:33
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      Concordo.
      Una delle tante vergognose assurdità ed iniquità del nostro sistema previdenziale.

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    24 Febbraio 2020 in 13:53
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    Secondo me bastano due proposte per andare in pensione. La prima cosa da fare è la quota 40,Che bastano e avanzano. Tutto questo per TUTTI. Alle Donne, magari 38 anni, sempre per TUTTE. Non possiamo avere persone che vanno in pensione con 20 anni, con 30 ecc ecc. Questo non è giusto. Poi quota 100, ma quella vera che tra età più i contributi la somma dia 100. Spero vivamente che le proposte dei lettori siano prese in considerazione GRAZIE

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    24 Febbraio 2020 in 13:47
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    quota 100 per tutti o 41 per tutti e finiamola.

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    24 Febbraio 2020 in 13:23
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    Salvini è l’unico che capisce i problemi di noi poveri cittadini sono d’accordo con Salvini barricate e non solo

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