Riforma Pensioni, ultime oggi 8 gennaio: Fornero su quota 100 a DiMartedì

Riforma Pensioni, ultime oggi 8 gennaio: Fornero su quota 100 a DiMartedì

Botta e risposta sulla Riforma delle Pensioni durante la trasmissione di La 7 ‘DiMartedì‘ andata in onda ieri sera. Tra gli ospiti era presente anche l’ex Ministro Elsa Fornero che ha parlato nuovamente di quota 100. Intervengono nella trasmissione anche il direttore di Libero Pietro Senaldi, l’esponente del Governo Carla Ruocco e i giornalisti Ilaria Sotis e Fabio Caressa. Ecco le dichiarazioni principali sul tema delle pensioni.

 Pensioni anticipate oggi 8 gennaio, Elsa Fornero a DiMartedì su quota 100

L’ex Ministro Elsa Fornero durante la trasmissione ha parlato in collegamento video e ha spiegato che su quota 100: “È certo che nessun governo può permettersi uno scalone di questo tipo, a meno che la situazione peggiori drammaticamente e la politica dica: ‘Si accomodino i tecnici’. Il Governo dovrebbe dire che Quota 100 non sarà mantenuta per il futuro e per dare credibilità a questo annuncio bisognerebbe dire che si inizia a fare già qualcosa per il 2021: un piccolo “delacage” di Quota 100, perché, oggettivamente, l’ipoteca che si mette sull’azione del governo futuro è molto forte”

Poi nella seconda parte del suo intervento, parlando delle dimissioni del Ministro Fioramonti, la professoressa dice: “Ho trovato paradossale che il ministro dell’Istruzione si sia dimesso perché non sono stati trovati due miliardi per rafforzare il sistema educativo, scolastico, universitario ed al contempo noi spendiamo decine di miliardi per mandare in pensione chi magari potrebbe continuare a lavorare, non sto palando di attività gravose ed usuranti“.

Riforma Pensioni ultime oggi 8 gennaio: a Di Martedì parlano Senaldi, Sotis, Ruocco e Caressa

Non è mancato anche lo scontro a distanza con il direttore di Libero Pietro Senaldi, il tema è quello dei giovani, con la Fornero che dichiara che “I giovani emigrano perché non c’è lavoro, e non perché non avranno una pensione”. Senaldi la interrompe subito rimarcando: “Mi scusi professoressa in Italia oggi il lavoro c’è, stando al tasso di occupazione che è il più alto degli ultimi 30 anni. Il problema, piuttosto, è che oggi il lavoro non ti arricchisce e non ti dà neanche il sostentamento”. Risponde poi la Fornero che dice: “Il lavoro dei giovani è molto diverso da quello della generazione precedente, perché precario e spesso forzatamente a termine”.

Sempre sul dibattito relativo alle pensioni è intervenuta anche il deputato dei 5 stelle Carla Ruocco: “La garanzia di sostenibilità è data dal fatto che negli anni si sia attivato sempre di più il sistema contributivo. Non sono soldi regalati quelli delle pensioni”. La giornalista Ilaria Sotis incalza l’esponente del M5S dicendo: “Sta rivendicando i risultati di quota 100, nel 2018 ci avete detto che per ogni pensionato le aziende ne assumeranno 3, oggi il rapporto non è neanche uno per uno: come si fa a difendere questa misura?”.

Infine, anche Fabio Caressa, giornalista di Sky interviene sul dibattito e dice la sua sulle pensioni anticipate: “Sarà anche vero che si può lavorare fino a 70 anni. Ma una situazione del genere vorrebbe dire “fare tappo” per le nuove generazioni e opporre resistenza al cambiamento negli ambienti lavorativi“. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

6 pensieri su “Riforma Pensioni, ultime oggi 8 gennaio: Fornero su quota 100 a DiMartedì

  1. Parole della Fornero: ” noi spendiamo decine di miliardi per mandare in pensione chi magari potrebbe continuare a lavorare, non sto parlando di lavori gravosi e usuranti”, forse riferendosi agli insegnanti (?!?), visto che la sua affermazione era riferita alle dimissioni di Fioramonti. Allora la Prof. Fornero ha solo in mente l’insegnamento universitario! Non conosce o finge di non sapere quale sia la realtà del mondo della scuola. Dovrebbe andare a studiare i dossier del Prof. Vittorio Lodolo Doria ( usura psicofisica dell’insegnamento, sindrome bornout…). Rispondo dicendo che le “minacce” quotidiane che arrivano dai media contro Q 100 non fanno altro che creare tensioni a quei lavoratori che pur volendo continuare ad essere attivi vengono costretti ad accedere a Q 100 prima che qualcuno ci rimetta mano. Q 100 è una opportunità prima del raggiungimento dei nefasti 67 anni! Chi opta per Q 100 difficilmente ha 62 anni (assegno povero) ma cerca di fare qualche anno in più per migliorare la propria pensione, e comunque, sarà sempre una Q 103, 104 ecc.

  2. Una volta dicevano gli anziani il pane duro c’è in tutti i lavori,per cui e ora di smetterla con sta storia dei lavori usuranti,e badate bene che nei manicomi non ci sono i muratori,ma Avvocati impiegati e medici,lavorare con la testa ti buca il cervello e ti mangia dentro come un Tarlo,e questo lo dice il sottoscritto che fa il cuoco che non é proprio un lavoro leggero!!!!

  3. litanie natalizie… ma perchè anche codesta non parla mai del recupero dell’evasione DICHIARATA UFFICIALMENTE DA TUTTI e COMUNQUE SOTTOSTIMATA in 100 MILIARDI ??
    Hai denari in abbondanza per pensioni, assunzioni , cantieri, .
    C’è da chiedersi CHI NON VUOLE RECUPERARE L’EVASIONE ?

  4. Tutti hanno ragione sulle questioni essenziali, e tutti hanno torto su questioni minori. Mi soffermo sulle questioni essenziali.
    Fornero: “I giovani emigrano perché non c’è lavoro, e non perché non avranno una pensione”. Ha ragione.
    Senaldi: “il lavoro non ti arricchisce e non ti dà neanche il sostentamento”. Ha ragione.
    Ruocco: “Non sono soldi regalati quelli delle pensioni”. Ha ragione.
    Sotis (all’esponente M5S): “nel 2018 ci avete detto che per ogni pensionato le aziende ne assumeranno 3, oggi il rapporto non è neanche uno per uno”. Ha ragione.
    Caressa: “Sarà anche vero che si può lavorare fino a 70 anni. Ma una situazione del genere vorrebbe dire “fare tappo” per le nuove generazioni e opporre resistenza al cambiamento negli ambienti lavorativi”. Ha ragione.
    I pensieri che hanno espresso gli intervistati non sono argomentazioni, ma fotografie della realtà. Ci hanno chiarito ciò che ci era già chiaro da tempo.
    Ho tre ipotesi da avanzare per spiegare la mancanza di argomentazioni degli intervistati:
    1) Non ho visto la trasmissione DiMartedì in cui hanno parlato
    2) In televisione non si ha tempo per argomentare con ragionamenti, ma si ha tempo solo per illustrare cose brevi e chiare
    3) Nessuno ha chiaro (o si è posta la questione) come intervenire simultaneamente su pensioni e lavoro (questione che invece è da porsi, dal momento che emerge dal fatto che hanno parlato sia di “pensioni” che di “lavoro”)

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