Riforma pensioni ultime oggi: Quota 100 rosa e opzione donna: quale differenza tra loro?

Si torna a parlare della riforma delle pensioni e soprattutto del tema dell’uscita delle donne dal mondo del lavoro, con i comitati che tornano a chiedere maggior flessibilità in uscita. Vediamo le parole di Orietta Armiliato sul lavoro di cura e sulla differenza tra l’Opzione Donna e la richiesta di quota 100 rosa.

Ultime riforma Pensioni, differnze tra quota 100 rosa e proroga Opzione Donna

Ecco le parole di Orietta Armiliato, responsabile del comitato opzione donna social: “La proroga dell’Opzione Donna e la proposta di Quota 100 Rosa sono due possibilità in campo con il fine di poter soddisfare differenti bisogni delle Donne, sono diverse e disgiunte, e l’una, naturalmente, non esclude l’altra. Per la prima il CODS propone da tempo che sia prorogata con un unico provvedimento che la porti a termine direttamente all’anno 2023, in modo da evitare la pessima pratica del “di anno in anno” che vede le lavoratrici sottoposte ad un angosciante stillicidio.

Per quanto alla seconda, ci auguriamo che possa trovare spazio nei capitoli delle prossime proposte previdenziali, dando finalmente tangibile seguito al concetto, fino a qui espresso da più parti, della volontà di valorizzare il cosidetto. “Lavoro di cura” Atteso che con questa dichiarazioni, possa essere acclarato ogni dubbio”. Ricordiamo che la proposta di quota 100 rosa prevede di allentare gli attuali requisiti di accesso alla quota 100 (62 anni di età e almeno 38 anni di contributi), abbassando il vincolo contributivo a 36 anni. In questo modo, si riconosce alle donne uno sconto di due anni utile a valorizzare il lavoro di cura svolto nel corso della vita.

Ultime pensioni oggi 22 settembre, Ghiselli sulle donne

Anche Roberto Ghiselli ha parlato introducendo il dibattito “Il welfare da ripensare”, primo appuntamento delle Giornate del lavoro della Cgil in corso a Lecce. Il segretario ha spiegato che “Consideriamo che oggi abbiamo delle tendenze di carattere sociale che modificano profondamente la composizione della nostra società. Ad esempio, siamo dentro ormai da tempo a un processo d’invecchiamento della popolazione, determinato fondamentalmente da due cause: l’innalzamento dell’età media  di vita – quasi 81 anni per gli uomini e oltre 85 per le donne -, con la tendenza a crescere di un mese all’anno. L’altra causa è la bassa natalità, dove di media una famiglia ha 1,35 figli a testa. Nel complesso, il saldo fra natalità e mortalità è da anni negativo”.

Poi sulla condizione della donna continua: “Non meno significativo è il tema delle donne, per noi prioritario. In questi ultimi anni, la componente femminile è cresciuta nella dinamica del mercato del lavoro. Un fatto assai importante, ma se andiamo a vedere la qualità del lavoro che si produce, ci accorgiamo che lascia molto a desiderare in termini di reddito, opportunità, ruoli, funzioni. Tutto è collegato alle politiche di genere, tanto è vero che il fenomeno del part time è quasi sempre al femminile. Dunque, ben venga qualunque provvedimento anche normativo che ponga l’attenzione sulle condizioni delle donne nel mondo del lavoro, in particolare sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: pensiamo soprattutto a tutto quello che significa il tema del lavoro dei servizi all’infanzia e quindi del lavoro di cura“, ha concluso Ghiselli.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

9 pensieri riguardo “Riforma pensioni ultime oggi: Quota 100 rosa e opzione donna: quale differenza tra loro?

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    24 Settembre 2019 in 10:48
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    Sono una mamma lavoratrice da 40 anni stanca non sono andata in pensione con quota 100 non avendo 62 anni perché non si propone uno sconto anagrafico per chi non ha bisogno di contributi grazie

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    23 Settembre 2019 in 16:19
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    Vorrei esprimere un mio parere in riguardo alle richieste di tante donne su diversi siti di accreditare dei periodi contributivi o diminuire gli anni contributivi per la pensione per il lavoro di cura svolto.
    Penso che periodi di cura dovrebbero essere accreditate solo alle donne MADRI.
    Le diverse richieste, probabilmente di donne senza figi, di vedersi accreditare dei periodi per la cura della casa/stirare/ cucinare… non mi sembra logica, é soggettiva, chi cura bene e chi meno bene, e ci sono anche compagni/mariti che fanno questo lavoro. In piú, se allevare ogni figlio fino a 18 anni costa 105.000 €, come letto ultimamente, le donne senza figli hanno sicuramente accumulato abbastanza risorse per integrarsi la pensione, non hanno dovuto interrompere il lavoro e in piú percepireranno in futuro la pensione pagata con i contributi dei figli di noi mamme. La stessa cosa vale anche per gli uomini senza figli.
    Io ho allevato due figli, curato la casa e gli ultimi 8 anni accudito mia madre malata gravissima. Ma sarei felice se mi accreditassero dei periodi contributivi per i figli e basta.
    Se le donne chiedono troppo, alla fine ottengono niente.
    Sono dell’opinione che se mancano risorse per noi donne madri, si dovrebbe spostare delle risorse dai contributi degli uomini, perché solitamente possono andare in pensione prima perché raggiungono gli anni contributivi necessari prima delle donne che hanno magari perso il lavoro perché dovevano curare i bimbi e ora devono lavorare fino a 67 anni. Voglio dire: ulteriori 1-2 anni di lavoro in piú per gli uomini (in primis quelli senza figli) e anni in meno per le mamme a seconda del numero dei figli.

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    23 Settembre 2019 in 14:44
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    sono d’accordo con Monica anch’io sono nelle sue stesse condizioni sono stanca per noi che abbiamo già alle spalle più di 40 anni ma nn abbiamo 62 anni non è possibile

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    23 Settembre 2019 in 9:32
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    Come si fa a mandare in pensione con opzione donna e dare una miseria di pensione dopo tanti anni di contributi io per esempio ne ho 39

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    23 Settembre 2019 in 8:13
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    Sarebbe ora che il governo volgesse l’attenzione alle donne. La bassa partecipazione a quota 100 da parte delle donne non deve essere vista come una mancanza di interesse, ma la realtà è che le donne non riescono a raggiungere i requisiti di 38 anni di contribuzione. La quota 100 rosa sarebbe aiuterebbe molte donne con carriere discontinue a poter andare in pensione un po’ prima. Io ci spero moltissimo. Opzione donna non basta e non è giusta perchè troppo penalizzante ai fini economici.
    E’ giusto che ognuno veda riconosciuti gli eventuali periodi retributivi.
    Grazie e speriamo bene!

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    23 Settembre 2019 in 1:31
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    CONDIVIDO PIENAMENTE QUOTA 100 ROSA CON 36 ANNI DI CONTRIBUTI PER LE DONNE, IN QUESTA MANIERA VIENE FATTA FINALMENTE GIUSTIZIA (PER IL LAVORO DI CURA CHE VERREBBE FINALMENTE RICONOSCIUTO) NEI CONFRONTI DELLE DONNE, AUSPICO CHE VENGA APPLICATA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020 VISTO CHE CI SONO STATE FINO AD ORA POCHE RICHIESTE DA PARTE DELLE DONNE
    PER QUOTA 100.

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    22 Settembre 2019 in 22:59
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    QUOTA 100 ROSA CON ABBASSAMENTO DEI CONTRIBUTI RICHIESTI PER LE DONNE PENSO SIA UNA COSA GIUSTISSIMA, PENSO SIA ARRIVATO FINALMENTE IL MOMENTO DI FARE GIUSTIZIA NEI CONFRONTI DELLE DONNE E CHE SIA INSERITA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020.

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    22 Settembre 2019 in 18:54
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    E le donne che fanno parte delle precoci? Quindi troppo giovani per quota 100 e opzione donna? Per noi il nulla? Dobbiamo morire sul posto di lavoro E.vederci passare davanti da.chi ne ha lavorati di meno? Per noi lavoro di cura non esiste? Sono una mamma lavoratrice stanca…e mi uccide il pensiero di ancora tanti anni di lavoro…iniziato a lavorare a 17 anni anni devo arrivare a 41 e 10 mesi…ma una donna quante cose fa..lavora 40.ore alla settimana cresce i figli accudisce i genitori, pensa alla casa alla spesa….noi non meritiamo quanto gli altri la pensione?

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    22 Settembre 2019 in 18:12
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    E ora di pensare una volta seriamente per le donne che devono risolvere oltre lavoro fuori e dentro casa figli ecc ma sopratutto prendersi cura dei loro genitori invalidi a 100٪

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