Riforma pensioni, ultime: quota 41, donne, uscita dai 62 anni + 20 di contributi

Le ultime novità sulla riforma pensioni ruotano intorno all’atteso incontro che si terrà il 27 gennaio tra Governo e sindacati, Cgil , Cisl e Uil si sono espressi anche sul nostro sito dicendo he il confronto sarà certamente utile per rimettere mano alla riforma Fornero. Molte cose ancora vanno cambiate, la quota 100 non ha risolto il dramma di molti lavoratori che non hanno potuto beneficiarne, vuoi perché più giovani, vedi i quota 41, vuoi perché con meno anni di contributi, come le donne. Spesso la quota 100 é stata definita un ‘ambo secco’, effettivamente fino al 2021 potranno accedervi quanti avranno almeno compiuto 62 anni d’età e abbiano alle spalle 38 anni di contributi versati. Molte le proposte che in questi giorni si stanno susseguendo per dare una risposta alla necessità di una riforma previdenziale post quota 100, tra queste é emersa la quota 102 con contributivo, subito bocciata dai sindacati e la quota 99 con Bonus mamma della Puglisi, di cui abbiamo ampiamente parlato ieri.

I sindacati dalla loro rilanciano quota 41 senza limiti d’età, la risoluzione del dramma esodati per gli ultimi 6.000 rimasti fuori dalle precedenti salvaguardie, l’uscita flessibile dai 62 anni d’età con 20 di contributi e la valorizzazione del lavoro di cura delle donne, oltre a spingere per una pensione di garanzia per i giovani. L’uscita dai 62 anni d’età pare, stando ad un sondaggio EMG Acqua presentato venerdì 24/1 ad Agorà, dividere i lavoratori tra favorevoli e contrati. Sui social, invece, sui gruppi che trattano l’argomento previdenziale e le priorità che il Governo dovrebbe affrontare é intervenuta anche Daniela Bagni, lavoratrice precoce, donna e con una situazione paradossale a livello pensionistico che ha più volte esposto sia a noi che sui media. Sulla questione ‘riforma pensioni’ sono intervenuti anche Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e Pensioni:Problemi e soluzioni e l’ amminitratrice del CODS Orietta Armiliato, con la quale ci siamo anche confrontate ieri. Eccovi dalle loro parole qualche considerazione in meriro ai temi più caldi in vita dell’incontro di lunedì prossimo.

Pensioni 2020, uscita dai 62 anni + 20 anni di contributi e quota 41

I sindacati proporranno nell’incontro di lunedi 27 con il Ministro Catalfo anche l’uscita anticipata dai 62 anni con 20 anni di contributi, sebbene il governo abbia stimato che la spesa per tale opzione ammonterebbe a 20 miliardi. Ne vale la pena, si chiedono in tanti? Stando ad sondaggio EMG Acqua presentato ad Agorà su Raitre, solo il 39% si é detto favorevole alla pensione a 62 anni con 20 di contributi, mentre altrettanti si sono detti contrari. Il 22% ha preferito non dare risposta.

Per Daniela Bagni invece la situazione é ancora più complessa ed ogni soluzione ideata dal Governo non ha risolto il suo specifico dramma previdenziale eccovi il suo pensiero: “Noi #donne…precoci e non….che non possiamo andare in pensione se non con i #requisitiFornero, cioè 41+10+3 mesi di finestra…praticamente scontiamo un #doppioergastolo lavorativo!! Non possiamo uscire con #opzionedonna perché abbiamo anche contributi versati in #gestioneseparata, non possiamo uscire con #41precoci perché non apparteniamo alle cd categorie #lavorigravosi ed usuranti, non possiamo uscire con #quota100 perché pur avendo oltre 40 di contributi versati siamo solo un pochino più giovani….dobbiamo lavorare #42anni….42 anni che x noi donne sono il #doppio, visto che da sempre siamo il #welfare di questo paese!!! Tutti parlano di riconoscere i cd.”#lavoridicura” ma nessuno fa nulla in merito con misure concrete!! Io come altre confidavo in un emendamento e poi nelle #1000proroghe….ma pare si siano dimenticati tutti di noi ed inoltre siamo state truffate con la famosa #quota100!!! Chi ci libererà da questo ergastolo!?? “

Riforma pensioni, D’Achille risponde a Landini e alla Puglisi

Landini intervenuto a Di Martedì ha detto, parlando dell’incontro che si terrà il 27 gennaio: “ Una persona deve poter scegliere di andar in pensione a 62 anni in base ai contributi che ha versato e non deve essere penalizzato per questa scelta”. Mauro D’Achille così scrive sulla pagina del gruppo che amministra: “Vorrei dire a Landini che andare in pensione a 62 anni e “in base ai contributi versati” lo potrà proporre soltanto tra qualche anno, quando non ci sarà più nessuno che avrà versamenti antecedenti al 1996, altrimenti gli si abbassa l’importo della pensione.

Poi vorrei dire alla On.Puglisi- che lo ricordiamo ha proposto la quota 99 (uscita dai 64 d’età +35 anni ) con bonus mamma- che il limite minimo per andare in pensione anticipata è di 35 anni di versamenti si, ma effettivi, ovvero non considerando i periodi di astensione per malattia.
Inoltre, a tutti coloro che auspicano una pensione totalmente contributiva, che in tal caso è inutile porre dei limiti anagrafici, poiché godranno soltanto dei propri versamenti.
Poi termina il suo discorso aprendo ad un interrogativo: “Un ulteriore spunto di riflessione, che non ho mai letto o sentito da parte di nessuno, nasce dalla considerazione del fatto che reputo non più accettabile il discrine dei venti anni di contributi indispensabili per vedersi riconosciuto un qualsivoglia assegno pensionistico: lo vogliamo riconsiderare, oppure lo dobbiamo ritenere un dogma?

Mauro che abbiamo contattato ci spiega ancor meglio cosa intendeva: Per avere una pensione, è sempre stato posto il limite dei 20 anni di contributi. Se ne versi di meno, a 67 anni riceverai lo stesso assegno sociale di chi non ha mai versato nulla. Si chiamano contributi silenti. Poi concludecon il contributivo totale quali e quanti che siano i contributi versati e l’età anagrafica, vanno riconosciuti”. In ultimo le considerazioni di Orietta Armiliato per quanto riguarda le donne.

Pensioni 2020, su disparità di genere serve urgente alfabetizzazione sociale

Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, che da anni si batte per la valorizzazione del lavoro di cura ai fini previdenziali e per misure che abbiano carattere ‘strutturale‘ e non si limitino al ‘di anno in anno‘ , si rivolge anche a quanti fanno proposte in merito al genere femminile, come il bonus mamma proposto dall’onorevole Puglisi, dicendosi contraria al fatto che si discrimini tra madre e non madre. La valorizzazione del lavoro di cura, come ci ha ben spiegato ieri, non deve passare solo dalla maternità, potrà dunque trovare accoglimento e concretizzarsi in misure ‘serie’ a vantaggio delle donne solo se vi sarà un’alfabetizzazione sociale. In caso contrario le donne continueranno, purtroppo, ad essere in credito.

Eccovi le sue parole: “Siamo sempre più consapevoli che rispetto alla “disparità di genere” salariale etc. sia urgente “un’alfabetizzazione sociale” necessaria per poter superare un profondo guado culturale.

Voi dal canto vostro cosa vi aspettate dall’incontro tra Governo e sindacati del prossimo 27 gennaio, quali priorità vorreste emergessero? Fatecelo spaere nell’apposota sezione commenti del sito.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

16 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime: quota 41, donne, uscita dai 62 anni + 20 di contributi

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    27 Gennaio 2020 in 9:13
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    Bastaaaaaa !!!!!! il partito del popolo che inchioda i lavoratori sul posto di lavoro !!!!! sarebbe anche ora di finirla di prendere per i fondelli i lavoratori, vi siete bevuti anche il sangue dei lavoratori, restituite la libertà a chi vi mantiene da una vita e cominciate a cancellare la legge Fornero che toglie dignità alle persone, Boeri piuttosto che proporre rimedi ai danni perpetrati forse sarebbe stato meglio controllare i conti quando potevi.

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    27 Gennaio 2020 in 0:11
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    Andare in pensione con 62 anni e minimo 20 di contributi è una decisione che può prendere il lavoratore (come quota 100). Ognuno decide se conviene o meno.

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    26 Gennaio 2020 in 19:27
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    Le donne non devono essere penalizzate! È giusto percepire la pensione a 62 anni con 20 anni di contributi. È un diritto!

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    26 Gennaio 2020 in 17:33
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    E’ una vergogna tutta italiana e mi spiego.
    Se ho versato i 20 anni di contributi obbligatori per andare in pensione e sono uscita dal mondo del lavoro per mobilità e senza ammortizzatori sociali, perchè a 60 anni non posso avere il mio assegno di pensione riferito ai 20 anni di contributi? Ma si rendono conto quando sia difficile trovare lavoro dopo i 50 anni? E’ proprio vero la casta non può comprendere e i primi sono proprio i sindacati, devono mendicare al governo i nostri diritti, ma vergognatevi!!!!!

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    26 Gennaio 2020 in 13:49
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    41 senza se e senza ma ci AVETE tolto la gioventù lasciateci un po’ di vecchiaia LARGO AI GIOVANI

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    26 Gennaio 2020 in 11:41
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    Sarebbe giusto anche se …avere 35 anni di contribbuti, andare in pensione a 60’anni…!!!

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    26 Gennaio 2020 in 10:42
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    Perchè non si parla più della proroga di OPZIONE DONNA al 2023?
    Certamente ben vengano altre misure che tengano conto delle esigenze delle donne e di cui si parla da più parti, ma in assenza di certezze non si deve abbandonare la richiesta di proroga di OPZIONE DONNA, magari cercando di migliorarla eliminando il limite temporale. Ricordiamoci che per molti casi rimane l’unica soluzione.

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    25 Gennaio 2020 in 11:38
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    Con il PD al governo in pensione non si andrà mai e poi mai!!!!! La mia sensazione é che vogliano peggiorare la gia pessima legge Fornero…..

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      29 Gennaio 2020 in 21:22
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      Infatti. Il Pd una delusione totale. Il partito del popolo che diventa il partito della casta dando addosso ai lavoratori. Ci voleva ora vincessero in Emilia Romagna per sentirsi dei padreterni e dare voce ancora di più a quella nefasta fornero che parla e straparla in radio e tv. La odio. La odiano tutti. Basta. 41 anni senza limiti di età è il giusto limite.

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      • Erica Venditti
        30 Gennaio 2020 in 13:06
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        Annamaria approvo ma non parliamo di odio o fomentiamo l’odio che non é il caso. Si poteva scrivere lo stesso pensiero senza andare sul personale.

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        30 Gennaio 2020 in 14:53
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        Sig.ra Annamaria58, conosco gli effetti della legge Fornero in maniera soltanto indiretta, attraverso un mio collega che invece ne ha subito le drammatiche conseguenze. Non essendo coinvolto, i miei sentimenti verso la prof.ssa Fornero non sono dunque impregnati di accesa emotività. E questo mi consente anche di provare a capire le ragioni, i razionali, che hanno dato origine alla legge Fornero. Non c’erano alternative. Bisognava fare la legge Fornero.
        Certo, la Fornero avrebbe potuto dimettersi. Ma non l’ha fatto
        Il responsabile (il capo) della Fornero era Monti. Monti ha agito su pressione dell’Unione Europea (l'”Europa ci chiede…”) e tale pressione Monti l’ha trasmessa a tutta la sua linea di comando, compresa la Fornero.
        La legge Fornero l’hanno scritta in molti, la Fornero l’ha firmata (ed è quindi responsabile), Monti l’ha approvata (ed è quindi doppiamente reponsabile: come capo della Fornero, e per averla approvata ).
        Oggi la Fornero potrebbe tacere. Ma non lo fa.
        Certamente sa di esporsi a un pubblico ostile. Tuttavia, prova ad esprime le ragioni (giuste) alla base della sua legge (ingiusta). Ma il pubblico non sta ad ascoltare le ragioni della Fornero, perchè il pubblico dà ascolto alle proprie ragioni.
        Piuttosto, sarebbe bene voltare pagina e cominciare a capire cosa succederà, perché non sia mai che la sensazione del sig. Roberto (il “commentatore” che sta proprio sopra di noi), e cioè che “vogliano peggiorare la già pessima legge Fornero”, diventi un giorno realtà.

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    25 Gennaio 2020 in 11:24
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    Ricordarsi degli ultimi 6000 esodati, sarebbe una grande cosa per sanare questa ingiustizia che dura da 8 anni. Salvaguardare in ogni caso i diritti acquisiti anche per i comuni mortali.
    Saluti Paola

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    24 Gennaio 2020 in 22:18
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    Ho 60 anni, sono invalida al novanta per cento,dal 2011,e lavoro dal 1981, ho tre figli, che ho sempre seguito per la scuola e per una buona educazione. Mi chiedo cosa vuole ancora lo stato da me, forse che muoia prima di prendere la pensione? Devo lavorare ancora 18 mesi ma vi giuro che non ho più le forze mi sta venendo la disperazione spero che mettano 41 di contributi così a luglio potrei andare via, lo farei provare alla cara signora Fornero, si dodrebbe solo vergognare non aggiungo altro

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    24 Gennaio 2020 in 19:29
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    Io mi aspetto che una volta per tutte parlino di precoci e esodati quelli che fino ad oggi hanno pagato per tutti..Che sono stati umiliati dopo tanti anni di lavoro ..spero che capiscano che 41/42 anni di lavoro sono tanti e lascino questi benedetti giovani la possibilità di lavorare e farsi una vita .. Lo spero tanto ma ci credo poco.. NOI NON MOLLIAMO.. 41 per tutti..

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    24 Gennaio 2020 in 14:34
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    SE LAVORO NON CE E GIUSTO CHE CHI HA 20 ANNI E 62 DI ETA MANDARE IN PENSIONE UN LAVORATORE PERO SENZA PENALIZZAZIONE

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