Riforma pensioni, ultime: quota 41 e quota 96 per tutti, donne via dai 60 anni

Le ultime novità sulle pensioni anticipate post incontro Governo Sindacati giungono anche dai nostri lavoratori che, tanti ed assiduamente, commentano sul nostro portale dicendo la loro sulle proposte previdenziali udite dai vari politici, oppure facendo proposte su quelle che, a loro dire, potrebbero essere le misure migliori per arrivare ad una riforma equa, strutturale e duratura del sistema previdenizale italiano.

Due i mantra che sembrano accomunare i commenti dei lavoratori: la pensione dovrebbe essere concessa indipendentemente dall’età per chi ha alle spalle 41 anni di contributi e alle donne dovrebbe essere riconosciuto ai fini previdenziai il lavoro di cura. Inoltre viene proposta una quota 96 per tutti che ricomprenderebbe in sé questa logica, basta mille finestre e uscite differenziate, ma una sola ‘vera quota’ per tutti, così la definisce Emilio, che permetta di sommare età e contributi e dunque una maggiore combinazioni di uscite, che potrebbero plasmarsi adeguatamente alle singole richieste dei lavotaori, Tipo 41+55=96, oppure 60+36 e così via. Vediamo le considerazioni esposte in maniera precisa.

Pensioni 2020, stop a giungla previdenziale, serve 1 quota vera

Così Emilio: “Le “quote” di cui si parla ultimamente non sono quote bensì finestre. Magari fossero quote!!! Sarebbero certamente improntate a maggiore equità, infatti al lavoratore che ha alle spalle più anni di contributi necessiterebbe un età inferiore mentre ai lavoratori più anziani sarebbero richiesti meno contributi per accedere alla pensione. Il problema è stabilire quale sia la quota giusta per lasciare il lavoro. Oggi tra finestre e quote è una giungla. Abbiamo la finestra opzione donna (58+35=93), la finestra 100 (62+38=100), la finestra di vecchiaia (67+20=87) e le quote 42 e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne, più la quota 41 per i precoci impegnati in lavori gravosi e usuranti.

Inoltre si aggiungono le proposte “civetta” di finestra 99 (64+35) e finestra 82 dei sindacati (62+20). Non male vero? Per me si dovrebbe eliminare tutte queste finestre e quote e unificarle in un’unica quota “vera”: Quota 96. Che nasce dal fatto che chi ha 41 anni di contributi (chiesti a gran voce dai precoci) e ha iniziato a lavorare in giovanissima età (comunque non prima dei 14 anni perché stava ancora sui banchi di scuola a terminare il ciclo obbligatorio) si potrebbe teoricamente pensionare a 55 anni e appunto 55+41=96. Così ad esempio il 60enne con 36 anni di contributi lascerebbe il lavoro e il 64enne con 32, oppure a 58 con 38 e così via. Per le donne si potrebbe prevedere uno sconto per ogni figlio e magari introdurre agevolazioni per le persone impegnate nella cura degli anziani.

Sulla valorizzazione ai fini previdenziali del lavoro di cura delle donne intervengono altresì Tomassina e Veronica, che così aggiungono, la seconda commentando anche il bonus mamma proposto dall’onorevole Puglisi di recente.

Riforma pensioni, scontro scontributivo per tutte le donne e uscita dai 60 anni

Così Tomassina: “Sarebbe importante valorizzare del lavoro di cura ai fini previdenziali per “tutte” le donne – con un bonus ulteriore per le mamme – a prescindere dall’età anagrafica, o comunque a partire dai 60 anni di età.
Inoltre, il lavoro di cura all’interno della famiglia svolto gratuitamente e costantemente da ogni donna dovrebbe essere riconosciuto a prescindere dalla tipologia di attività svolta (impiegate, operaie, insegnanti, infermiere, ecc.). Terminato l’orario di lavoro in fabbrica , in ufficio, in ospedale, a scuola e rientrate a casa, per le donne si ricomincia: lavare, stirare, seguire i compiti dei figli, fare la spesa, cucinare…. quante tipologie di lavoro vengono svolte sempre dalla stessa figura, costantemente e per anni? Quindi, a partire dall’età di 60 anni, le donne “tutte” dovrebbero essere libere di scegliere di poter andare in pensione o rimanere al lavoro.

Veronica parlando del bonus mamma proposto dalla Puglisi ha aggiunto: “Temo però diventi un’ulteriore discriminazione per quelle donne che purtroppo non hanno potuto avere figli e comunque, in quanto donne, svolgono lo stesso un lavoro di cura per la loro famiglia e per i loro genitori anziani e non solo….troverei più giusto uno sconto contributivo per TUTTE le donne, oltre che per i cargiver familiari di qualsiasi genere”.

Voi dal canto vostro cosa ne pensate di queste proposte, la quota 96 come somma tra età anagrafica e contributiva potrebbe essere la soluzione? O il limite indicato (96) é troppo basso considerando il sempre costante problema di risorse a disposizione da poter allocare per il capitolo previdenziale? Diteci la vostra nellapposita sezione commenti del sito.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

31 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime: quota 41 e quota 96 per tutti, donne via dai 60 anni

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    15 Settembre 2020 in 13:42
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    QUOTA 96 PER I PRECOCI E USURANTI…ma nn vi basta?noi i soldi li abbiamo versati,e abbiamo dato e fatto la nostra parte .ora tocca a voi del governo…

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    4 Febbraio 2020 in 14:18
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    Basta con questa legge fornero e basta con quota 100 si vuole mandare in pensione quelli che lavarano da piu tempo e hanno versato piu contributi perche si deve agevolare quelli che hanno versato meno anche se piu anziani vuole dire che qualcuno ha iniziato prima e poi le donne che in questo paese non vengano considerate ma sapete quanto lavora una donna

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    4 Febbraio 2020 in 13:35
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    Basta con questa legge fornero e con quota cento c e gente che ha piu contributi vogliamo mandare quelli che lavorano da piu tempo o si vuole agevolare come sempre quelli che hanno meno controbuti e poi le donne che sono sacrificate e in questo paese non vengano considerate

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    2 Febbraio 2020 in 23:24
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    Buongiorno sarebbe anche ora che si pensasse a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la terza media…rammento che negli anni 70/80 c’era un enorme richiesta di manodopera così facendo si è contribuito al benessere di questo Paese bisognerebbe essere obiettivi 41 Per Tutti a Qualsiasi Età Senza Penalizzazioni……

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    2 Febbraio 2020 in 15:16
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    Buongiorno, difficile trovare la soluzione che accontenta tutti i lavoratori, leggo tante opzioni, a mio parere la soluzione sarebbe quota 100, la somma dei contributi più età anagrafica, magari lo sconto di un anno per le donne

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    1 Febbraio 2020 in 11:43
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    Lavoratori precoci con oltre 41 anni di contributi aspettano ancora una volta delle risposte, intanto stiamo tutti a c…dritto.
    Siamo stati sempre ignorati, ma chi cazzo vi crede più.

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    31 Gennaio 2020 in 22:18
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    Concordo con quota 96 molto equa nei confronti di tutti i lavoratori

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      4 Febbraio 2020 in 15:05
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      Non procrastinare oltre… I precoci non ne possono piu!! 41 sono piu che sufficienti se pensassimo oggi alle disparita’ di trattamento pensionistico. I governi e le parti sociali devono prendersi le loro respinsabilita’ dinanzi ad una vasta platea di lavoratori che attendono l’ora di riprendersi un boccone di vita propria magari prima di morire.

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    31 Gennaio 2020 in 18:00
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    Ritengo che il modo migliore di pensionare le persone sia a partire dai 60 anni di età e contributo minimo di 25 anni, alle donne un abbuono di un anno per ogni figlio nato vivo.
    L’assegno dovrà essere commisurato ai contributi effettivamente versati ( per chi è nel sistema contributivo ultimo )con un prelievo di solidarietà crescente dal 2% al 20% per chi percepisce redditi di pensione oltre i 4000 euro lordi mensili (trattasi nella maggior parte dei casi di persone che hanno usufruito di privilegi tipici del magna-magna italiano negli anni passati e presenti).

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    31 Gennaio 2020 in 13:11
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    Che senso ha quota 41 per tutti se si pensa di farlo partire da Gennaio 2022. Io oggi ho 41 anni di servizio e 60 anni di età, una doppia beffa perché oltre ad aver raggiunto la quota 101, non posso andare in pensione perché non ho ancora compiuto 62 anni, mentre chi ha versato contributi per 38 anni e con 62 anni di età può andare già in pensione. Ma vi rendete conto che non si fa altro che parlare ogni giorno di quota 41 per tutti senza concludere nulla. Intanto i mesi passano e tutti quelli che nel 2022 andranno in pensione (si spera) avranno versato già 43 anni di contributi. Nel frattempo il numero dei lavoratori che raggiungerà la famosa quota 41 si ridurrà di tanto, visto che nell’arco degli anni l’età lavorativa si é innalzata significativamente (dopo i 30 anni), quindi raggiungere la famosa quota sarà impossibile. Vogliamo la quota 41 subito, ecco perché tanti lavoratori hanno perso la fiducia nei confronti dei loro rappresentanti.

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      31 Gennaio 2020 in 16:40
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      Condivido al 100%. Sono nelle tue stesse condizioni (60/41).
      Quota 41 senza se e senza ma

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      3 Febbraio 2020 in 14:45
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      Quanto hai ragione Paolo, tutto condivisibile ciò che riporti! Sottolineo che siamo stufi di essere presi in giro!

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    31 Gennaio 2020 in 12:50
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    Il sistema migliore sarebbe quello di fissare un limite massimo di contribuzione (magari a livello europeo) di 40 anni per accedere alla pensione anticipata. Per la pensione di vecchiaia stabilire l’asticella a 67 anni con una flessibilità di max 5 anni in anticipo con eventuale decurtazione del 2% annuo (max – 10%) e in posticipo fino a 70 anni con maggiorazioni anche in questo caso del 2% annuo (max + 6%) mantenendo il sistema di pensione (misto o interamente contributivo).

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    31 Gennaio 2020 in 12:42
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    Massimo rispetto per le esigenze delle donne ma vorrei fare notare che ci sono uomini che, per circostanze sfortunate, sono rimasti soli a sostenere la famiglia e anche a fare il lavori domestici, perchè nessuno ne parla disinteresse o altro?

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    31 Gennaio 2020 in 12:25
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    Sono d’accordo con la proposta detta quota 96 che permetterebbe di modulare l’uscita a seconda delle singole situazioni, evitando i rigidi paletti dell’età. E’ senza dubbio la proposta più equa, mentre quelle proposte che tendono ad abbassare troppo i limiti contributivi (tipo 20 anni di contributi e 62 anni di età) sono ingiuste e inique e non si adattano a gran parte della platea di lavoratori.
    Bisogna tornare ad adottare una modalità di raggiungimento requisiti che sia modulabile e adattabile il più possibile alle molteplici variabili che un mercato del lavoro sempre più frastagliato ha creato.
    Non è giusto che questa generazione (oltre a quelle future) paghi così tanto certe scellerate politiche di pensionamento di anni addietro e comunque ricordiamoci che i contributi versati sono salario differito. La pensione non si ruba a nessuno, piuttosto mettano mano alle pensioni d’oro e alle ingiuste differenze che regolano i pensionamenti dei politici!

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    31 Gennaio 2020 in 11:15
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    Io sono una donna di 60 anni, 39 di contributi, 3 figli, 3 nipoti e una famiglia piuttosto impegnativa.
    Andando sicuramente contro il mio interesse, ritengo che il ragionamento di Alberto non faccia una piega.
    41 anni per tutti, e un tetto massimo di età per chi, purtroppo non riuscirà a raggiungere i 41 anni di contributi.
    Tante “finestre” creano solamente tanta confusione.
    Piuttosto mi sembrerebbe logico non dover aspettare un secolo prima di poter usufruire della liquidazione!

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    31 Gennaio 2020 in 10:03
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    buon giorno, mi chiamo Giuseppina, svolgo il ruolo di infermiera pediatrica e a fine febbraio compirò 60 anni con 38 anni di contributi.
    Vorrei esprimere il mio disappunto nel sentire che ancora si parla di quote e finestre. Proprio perché è impensabile che il governo possa stare a sentire il racconto personale di ogni italiana/o sarebbe auspicabile che finalmente si decidesse un’età uguale per tutti con un occhio di riguardo per il genere femminile. Personalmente ho lavorato per gran parte della vita almeno 8 ore in ospedale stipendiata e altre 16 nell’ospedale casalingo che la vita ha voluto elargirmi con spese e impegno emotivo non indifferente passando anche attraverso un’esperienza personale di cancro e varie…senza mai aver chiesto aiuti alle ASL per le cura dei miei cari. Ritengo che come me vi siano migliaia di donne e sono convinta che molte di noi, pur essendo ormai alla frutta, non possiamo vederci portare via la possibilità di una pensione più che guadagnata e tanto meno accettare le varie decurtazioni proposte. I contributi li abbiamo sempre pagati e la retribuzione,credetemi, non è mai stata proporzionale alle responsabilità, senza nulla togliere alle altre mansioni sociali. ciò non di meno, tutti abbiamo gli stessi diritti. Grazie e buona giornata a tutti

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    31 Gennaio 2020 in 9:30
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    Sicuramente in questa giungla di numeri, e quote, non se ne uscirà facilmente, tenendo conto che dalla fornero, si è pensato solo di fare cassa e oltretutto poi questa “cassa” è finita in mano alle banche!! E ancora oggi la Professoressa,dice che ce lo chiedeva l’Europa!! Non mi pare!! Basta vedere i nostri cugini francesi!!! Quindi visto che la pensione è un po’ un salvadanaio, che servirà in vecchiaia a potersi permettere di curarsi,di conseguenza il problema è politico. La politica deve garantire almeno un minimo di assistenza. Pertanto si deve stabilire un unico parametro che sia 96,o 100 o qualsiasi altra legge, ma che non venga cambiata in corso d’opera! Se così fosse, ci sarebbero ingiustizie, per chi magari per 1 giorno si ribecca lo scalone di 5 anni!! Quindi ripeto è necessario stabilire una regola e quella deve essere! Certo non di 67 anni! Perché a parte qualche genio! Per gli altri, i neuroni si esauriscono!! Secondo me l’eta’ giusta deve essere intorno ai 60-63 dando priorità alle donne e ai lavori usuranti.

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    31 Gennaio 2020 in 8:28
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    Io sono contenta di 41 l importante e togliere questa legge fornero che e uguale all ergastolo

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    31 Gennaio 2020 in 7:47
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    96 e’ perfetta ma che si sbrighino a farla.

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    31 Gennaio 2020 in 7:35
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    Ma come fate a credere alla bufala di quota 96?
    Il nostro Stato è esoso e affamato di tasse e ha di fatto ammazzato il sistema pensionistico con la famigerata Fornero.
    Renzi e compagnia combattono quota 100, così come molti altri, sia esplicitamente (Renzi almeno ha il coraggio di ammetterlo) che di nascosto.
    Come potete pensare che Quota 96 sia sostenibile secondo i parametri espressi dalla Fornero?
    Non lo sarà mai, sono solo chiacchiere!
    L’unico che ha fatto qualcosa di concreto è stato Salvini che chiunque nutra qualche speranzza di dribblare la Fornero dovrebbe votare e sostenere!

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      2 Febbraio 2020 in 9:47
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      … se parliamo di politica anche quota 100 era del movimento 5 stelle (esplicitamente nel programma ) e Salvini l’Ha saputo pubblicizzarlo come proprio, una volta capito che andava a favorire maggiormente i lavoratori del nord ,quasi in contrapposizione, al Reddito di Cittadinanza (sempre dei 5 stelle ,che solo in parte era un decreto per il lavoro assistito, ma sostanzialmente una lotta all’indigenza ) che favoriva prevalentemente il sud . Quota 41 era l’obbiettivo finale del precedente governo giallo verde (fatto decadere per volonta di Salvini ) e tutt’ora rimane l’unica finestra-parametro “credibile-verosimile” per l’equilibrio fra sistema pensionistico – equilibrio dei conti, superamento della legge fornero , facilita’ di compressione ed attuazione,unificazione del sistema , non ritorno alla preFornero (40 anni di contributi) e superamento della stessa Fornero (circa 42 – circa 43 anni di contributi a secondo del sesso ). Ovviamente la stessa quota 41 necessita di possibili correttivi (per le donne il piu facile di tutti un anno in meno per figlio nato vivo o per entrambi magari 1 anno per ogni 9 anni di lavoro usurante ) e sopratutto di una immediata applicazione possibilmente nel corso del 2020 per arrivare al 2021 (alla scadenza naturale di quota 100 ) senza alcun “scalone” oltre che a ridurre la platea dei “puniti” (lavoratori che intanto hanno gia raggiunto 41 anni di contributi ma non hanno l’eta anagrafica di 62 anni ) .

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    30 Gennaio 2020 in 20:38
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    Quanta 41 per chi come me ha iniziato a lavore a14anni punto…contributi versati per mia fortuna con regolarità quindi sono del parere che è un diritto e basta ripeto contributi versati rinunciando a studiare per mantenere la mia famiglia…noi per fortuna o pultroppo abbiamo dato sin dalla giovane età rinunciando a tutto …quota 41per i precoci e’ un diritto acquisito quindi chiedo a gran voce che questa volta non sia l’ennesima presa in giro per noi credo nelle buone intenzioni e che mettano fine a questa angoscia.

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    30 Gennaio 2020 in 19:15
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    Sono concorde al fatto di mettere un tetto limite ai contributi da versare per tutti, io lavoro da quando avevo 14 anni ed ora ne ho 53 anni avendo versato 39 anni di contributi, aiuto mia moglie nelle faccende di casa, lavo, stiro, preparo da mangiare, faccio la spesa, seguo i figli tutto al 50% e quant’altro occorra in casa. Il problema delle casse è che lo stato NON HA MAI VERSATO i contributi dei propri dipendenti, pertanto avendo fatto la fusione INPS e INDAP quest’ultima a portato un BUCO economico enorme nelle casse INPS (che a suo tempo era in ottime condizioni economiche) ed ora la situazione CRITICA deve essere sistemato/sanata in qualche modo, come? alzando nuovamente l’asticella dell’età pensionabile, così se mai un giorno dovessi andare in pensione, magari a 64 anni come vorrebbero fare con 50 di contributi magari con il calcolo completamente contributivo (molto penalizzante) la mia liquidazione mi servirà per dare l’acconto al mio Comune per la scelta di un loculo………………..

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    30 Gennaio 2020 in 19:14
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    Bisognerebbe che anche noi lavoratori ci chiedessimo come mai, economisti, sindacati e partiti, soprattutto quelli al governo oggi, discutano di come superare la Fornero. Ma a detta della Lega e di Salvini quella legge è bella che superata !!!!! C’è la meravigliosa quota 100 che ha bloccato per un triennio, sperperando una marea di miliardi, qualsiasi intervento e discussione. Facendo proposte peggiorative, sindacati e partiti, sono forse masochisti che intendono perdere tessere e voti in tutte le prossime elezioni ? Non credo. La verità è pura e semplice: La quota 100 ha creato un blocco e un caos assurdo. Nel 2022 i lavoratori si troveranno uno scalone incredibile e ci sarà chi, anche solo per un giorno, dovrà sorbirsi anni in più di lavoro. Fare meglio della quota 100 è impossibile e insostenibile. Quota 100 così come è stata formulata, è stata un danno per milioni di lavoratori e un regalo a qualche centinaio di migliaia. La nuova riforma, a detta di tutti, dovrà essere equa, strutturale e duratura, esattamente l’opposto di quota 100.
    Con tutti quei miliardi spesi si poteva fare già da un anno qualcosa di equo per tutti e tutti ne sarebbero stati contenti, invece i lavoratori dovranno aspettare il 2022 per avere qualcosa di meno peggio della Fornero ma sicuramente molto peggio della quota 100. Ne valeva la pena perdere tre anni ?

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      4 Febbraio 2020 in 11:09
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      Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni e questo grazie a Lega e M5S due forze politiche che finalmente hanno fatto qualcosa per i lavoratori anziani vessati per anni dai governi Monti e Renzi

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    30 Gennaio 2020 in 16:33
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    La quota 96 per me andrebbe più che bene…sarei felice di poter andare a 60 anni quando avrò 39 anni di contributi! Ma purtroppo per me, e per chi come me ha avuto la possibilità di avere un lavoro continuativo e duraturo, non è previsto nulla di alternativo alla “maledetta legge Fornero”! Questo secondo me non è giusto, al momento ho 56 anni e 35 di contributi, sono sposata da 33 anni e ho avuto due figli…..sono pertanto 33 anni che svolgo due lavori…la sera torno a casa cucino, lavo, stiro, faccio tutte le attività che si fanno in una casa… ho seguito sempre i miei figli in tutto…..mio marito ha sempre cercato e cerca di dare una mano ma siamo a un 30% contro un 70% (meglio di niente sicuramente!). Purtroppo non ho mai avuto la possibilità economica di avere una domestica, e questo va anche preso in considerazione, io vorrei solo poter riprendere in mano la mia vita per qualche anno se Dio vorrà….anche perché tra qualche anno potrei avere anche i miei genitori da seguire che per ora stanno ancora discretamente! La cosa peggiore è sentirsi IMPRIGIONATI in questa legge che non dà possibilità di scelta! Pertanto io dico che è ora che qualcuno faccia qualcosa anche per chi ha già tanti anni di contributi come me.
    Per quanto riguarda le risorse non sta a noi dire come gestirle, certo è che la predica da certi pulpiti, e non dico quali ma lascio immaginare, non la voglio proprio sentire!

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    30 Gennaio 2020 in 16:06
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    la mia proposta sarebbe uscita a 60 anni per le donne e 63 anni per gli uomini rispettando il minimo contributivo di 20 anni e percepire la pensione in base ai contributi versati.

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      31 Gennaio 2020 in 7:49
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      Un solo commento :
      40-41 anni sono tanti e dovrebbero bastare per chiunque a prescindere dall’età e dal lavoro svolto. Poi su base volontaria si può anche decidere di continuare.

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    30 Gennaio 2020 in 15:38
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    Perdonatemi, ma dopo aver letto tutti i commenti di sindacalisti, ministri, esperti, economisti etc… rimango basito e inorridito. Il sistema pensionistico, da sempre era concepito in quote che venivano prelevate dallo stipendio, mese mese e che l’Inps ci avrebbe restituito, con gli interessi, per permetterci di avere un sostentamento a fine carriera lavorativa. Queste quote, cioè i contributi, un tempo erano sufficienti se versati per 35 anni, poi via via fino a 42 e 10 mesi (43 e 1 mese con la finestra). Ripeto Contributi Versati ….. non dimentichiamolo! Ora si parla solo di età limite, 62 o 63 o 64 anni minimo e 36, 38 anni di versamenti, ma perchè non più di anni di contribuzione? Se qualcuno ha cominciato a lavorare e versare le sue quote prima di altri, è un delitto? se chi ha versato il numero sufficiente di quote e non ha ancora compiuto i 62 anni che ha fatto di male? Non mi interessa usare i soldi della pensione per pagare ticket o medici dai 70 anni in avanti, ma dopo aver versato la mia parte di contributi, pretendo di avere il dovuto ritorno indipendentemente dall’età. Mettano una volta per tutte un limite contributivo per tutti, riterrei più congruo i 41 anni e la smettano di perdere tempo con differenziazioni tra usuranti e non, in mobilità, esodati e non, donne, maternità, e chi più ne ha più ne metta…. Basta!!! Versi contributi per 41 anni e te ne vai in pensione con il 100% delle spettanze, hai versato meno prenderai meno ma ti metteranno un limite minimo di anni per poter accedere. Semplice …….

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    30 Gennaio 2020 in 15:16
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    Quota 96 è perfetta. Una finestra molto più equa e giusta.

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