Riforma pensioni, ultime su coefficienti di trasformazione: caleranno?

In questi giorni sul portale si é tornati a parlare di un altro spinoso problema relativamente al calcolo dell’assegno previdenziale, ossia i coefficienti di trasformazione, al riguardo un nostro lettore Andrea, che ringraziamno per aver posto il focus sulla questione, ha chiamato in causa direttamente il Dott. Perfetto, che con la solita dovizia di particolari ha risposto relativamente alla possibilità che gli stessi possano ancora calare nel 2026. Di seguito domanda e risposta, confidiamo questi spunti di confronto possano tornarvi utili per chiarire alcuni dubbi.

Riforma pensioni, nel 2026 i coefficienti di trasformazione caleranno?

Andrea: Ma dei coefficienti di trasformazione,che sicuramente saranno in calo anche dopo il 2026 ne vogliamo parlare??Non so se qui il Dottor Perfetto ha mai citato l’argomento.Le chiedo semmai un parere,e se anche lui,come leggo altrove è pessimista al riguardo.Grazie

Così Il Dott. Perfetto: “Sig. Andrea, riguardo ai coefficienti di trasformazione cui lei fa riferimento, le segnalo l’articolo pubblicato su pensionipertutti in data 16 Gennaio 2025 a firma di Erica Venditti dal titolo “Pensioni 2025 e coefficienti di trasformazione: come sono cambiati e come si calcola? Esempio”.

L’articolo è leggibile al seguente link: https://www.pensionipertutti.it/pensioni-2025-e-coefficienti-di-trasformazione-eta-divisori-valori-come-sono-cambiati-esempio/.

Come viene specificato nell’articolo sopra riportato, i coefficienti di trasformazione nei calcoli attuariali sono correlati a diversi parametri, tra cui:

• andamento demografico (aspettativa di vita)
• andamento del PIL

Personalmente mi ritengo una persona né pessimista, né ottimista, e quando bevo il vino non mi riesce mai di vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Mi ritengo semplicemente una persona realista.

Da persona realista ho ragionevoli motivi per ritenere che:

1. L’andamento demografico non si invertirà per almeno nei prossimi 15-20 anni. Anche se i “bonus bebè” che il Governo intende erogare alle famiglie per favorire le nascite dovesse risultare efficace, i bebè di oggi diverrebbero forza lavoro disponibile tra almeno 15 anni. Riguardo alla possibilità di fare ricorso agli immigrati regolari, segnalo il pensiero espresso dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta riportato nell’articolo ANSA in data 21 ottobre 2024 dal titolo “Panetta: ‘Demografia pesa su pensioni-sanità, immigrati aiutano’” (FONTE: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2024/08/21/-panettademografia-pesa-su-pensioni-sanita-immigrati-aiutano_6903cdec-05db-4858-bcb1-1590c36f821c.html). Riguardo al ricorso di immigrati regolari, non ho valutazioni sufficienti per potermi esprimere riguardo alla reale efficacia di potere invertire l’attuale tendenza demografica. Mi viene però in mente il pensiero che oltre a ricorrere agli immigrati regolari occorre anche frenare l’emigrazione degli italiani, i quali trovano all’estero prospettive economiche e di vita migliori di quelle che vengono loro offerte dall’Italia. Frenare l’emigrazione degli italiani significa provvedere a dar loro un lavoro dignitoso e non precario e ben remunerato, e per questo occorre potenziare il nostro sistema di Istruzione, a cominciare dalle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado per completare con le Università e gli istituti di Ricerca istituendo anche nuove discipline STEM come, per esempio, l’Economia Informatica.

2. Per quanto riguarda il PIL, sono dell’avviso che non ci sono i presupposti per una sua crescita oltre lo zero virgola per cento. La produzione (e quindi il reddito nazionale e pro capite) aumenta se aumentano la spesa per consumi delle famiglie, la spesa per investimenti delle imprese, la spesa pubblica dello Stato e le esportazioni nette (esportazioni meno importazioni). Domanda: abbiamo razionali validi per affermare che i 4 settori di spese da me indicati possano aumentare? Osserviamo che aumentano i lavoratori anziani (nonché gli anziani pensionati che vivono sempre più a lungo) i quali consumano relativamente poco perché hanno già tutto ciò che serve (casa, mobili, elettrodomestici, ecc.), mentre dovrebbero essere i giovani a consumare, quei giovani che sono senza lavoro o che hanno un lavoro precario, perché sono loro che potranno stimolare i nuovi consumi, per formarsi una famiglia, comprare una casa, arredarla, allevare figli, stimolare servizi per l’infanzia. Le imprese non producono se non c’è richiesta di consumi, e quindi non investono e non assumono personale. Per quanto riguarda la spesa pubblica, lo Stato, laddove è possibile, tende a non investire (e non investe al fine di avere avanzo primario, cioè più entrate con le tasse e meno uscite, utile per coprire la spesa per interessi sui prestiti e quindi ridurre il debito pubblico che è piuttosto elevato), ma tende piuttosto a delegare i privati, anche attraverso l’erogazione di incentivi, ma i privati a chi venderebbero i loro prodotti e servizi se non c’è domanda di consumi? Per quanto riguarda, invece, le esportazioni, ci sono molte incertezze a riguardo, soprattutto in merito ad altalenanti decisioni di applicazione di dazi sui prodotti italiani.

CONCLUSIONE

In definitiva, sig. Andrea, se non si è lasciato vincere dalla noia nel seguirmi in questo lungo commento, se è ancora presente, le posso dire che i coefficienti di trasformazione, venendo a mancare valori in aumento dei parametri demografici (nuovi nati) e di PIL (crescita economica), potranno in futuro solo diminuire rispetto agli anni precedenti.

Ringraziamo il Dott. Perfetto per le sue preziose specifiche a riguardo dei coefficienti di trasformazione, rimgraziamo anche i nostri lettori per consentirci attraverso le loro domande di poter approfondire argomenti utili a tutti i futuri pensionandi.

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28 commenti su “Riforma pensioni, ultime su coefficienti di trasformazione: caleranno?”

  1. Ascolta Pio … ora ti spiego … i privilegi sono un costo minimo … insignificante … tu Pio non capisci … i parlamentari lo fanno per te … per il tuo bene … per il bene del popolino … ah ah ah ah !!!! … perche’ sei cosi’ choosy da non capire ?? … Elsa e Mario sono scesi in campo per il bene dei pensionati … i privilegi non sono un problema … sono una gocvia nel mare … ah ah ah ah !!!! … vedi Pio … tu credi che anche chi predica bene dovrebbe necessariamente razzolare (lui per primo) bene … cioe’, tu sei convinto che PRIMA di distruggere le pensioni di milioni di persone dovevano (prima di tutto) sistemare le distorsioni e le differenze del sistema … ma questo e’ un pensiero troppo choosy … Elsa e Monti ne sapevano … ah ah ah ah !!!! … Pio, non pensare ai privilegi … fidati di Elsa … lei piangeva poverina … ah ah ah ah !!!!

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    • Elsa e Mario sono scesi in campo perchè le banche erano stracolme di BTP, lo spread era oltre 570 e lo stato rischiava di fallire trascinando anche loro nel baratro. Hanno salvato anche la tua pensione…………ahahahahahahahahahahahah………….e soprattutto il LORO PORTAFOGLIO………ahahahahahahahah………..non essere così choosy, accontentati di non essere finito come l’Argentina…………ahahahahahahahahah. Dai, con il tuo sacrificio E I LORO PRIVILEGI staremo tutti bene……. ti faremo un monumento AHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!

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  2. Forza Elsa, non piangere … hai poi azzerato i privilegi ?? … ah ah ah ah !!!! … e tu Mario, non ricordo chi ti avesse dato i voti per governare ?? … ah ah ah ah !!!! … Durigone e Salvinone … dateci voti, riceverete promesse … ah ah ah ah !!!! … ma come mai, se mancano i soldi, parlamentari 4 anni (circa) mentre popolino 44 anni (circa) … ah ah ah ah !!!!

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      • La spesa pensionistica annuale (dato 2024) è di circa 364 mld di euro, dei quali 107 mln. sono quelli dei tuoi “amici” parlamentari, quindi anche se si abolissero totalmente i loro trattamenti insieme a tutti i privilegi di cui godono, sarebbe come togliere un bicchier d’acqua dal mare e loro comunque prenderebbero la loro bella pensione maturata per le loro attività private. Ed aggiungo: “alla faccia di quelli che gli vogliono male” Ahahahahahahahahahahahahahah

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        • Attività private, quali ? Molti dei parlamentari non hanno fatto altro in vita che scaldare sedie pubbliche (anche ai massimi livelli di governo). Spero, il suo, sia un commento ironico. Sappiamo benissimo che il costo dei privilegi dei politici (di medio alto livello) costituisce una minima parte della spesa generale, tuttavia quello che stride è l’allargarsi della forbice tra le condizioni del “popolo” e quelle di “lor signori”, fatto che ampiamente giustifica le argute (non populiste) osservazioni di Pio. Chissà perché i sacrifici li dobbiamo fare sempre e solo noi !

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          • I privilegi della casta non riguardano solo la casta ma si estendono a tutti coloro vicini alla casta: ministeri, enti locali, regioni etc etc . Il pesce puzza dalla testa ma se tutto il pesce è marcio va buttato nel bidone. Se eliminiamo tutti i privilegi a tutti i livelli e in altre parole riformiamo la burocrazia la seicento fiat scassata che è l’italia potrebbe anche ripartire perchè avremmo cambiato il motore.

          • Carissimo sig. Mariano, io di anni ne ho 67 e di politici e di governi ne ho visti passare parecchi (penso che in Italia ne abbiamo il record) e le dirò di più, il passaggio dalla prima repubblica che doveva sancire un “ripulisci” di tutto il marciume della classe dirigente di allora, alla seconda è risultato un vero disastro qualsiasi coalizione sia andata al governo. E non sono certamente i privilegi il nostro problema, che non trovano certamente la mia approvazione, non fraintenda. Trovo quindi ripetitivi e superflui i commenti del Sig. Pio che inondano ogni articolo di questo interessantissimo sito. Meglio sarebbe esprimere giudizi rimanendo nel tema dei vari articoli, magari facendo valutazioni tecniche più che politiche, anche se pare che queste ultime prevalgano nettamente sulle prime. Cordiali saluti.

  3. L’ adesione obbligatoria alla previdenza integrativa doveva essere resa obbligatoria sin dagli anni 90 ( io mi iscrissi nel 1998), perchè già nel 1995 con il sistema contributivo adottato dal governo Dini, era chiara la rotta che avrebbe preso il sistema pensionistico.
    Capisco che quando si è giovani non si pensa tanto al momento del pensionamento, ma la lungimiranza di metterlo in previsione avrebbe permesso a molti pensionandi attuali di colmare il gap prima pensione/ultimo stipendio e ridurre l’ impatto dei coefficienti di trasformazione. Questa è la realtà.

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  4. Il combinato disposto tra l’introduzione del sistema di calcolo contributivo e il progressivo abbassamento dei coefficienti di trasformazione del montante (giustificato da statistiche inattendibili propalate dall’ ineffabile ISTAT) ripropone il tristemente noto fenomeno delle pensioni d’annata, caratteristico degli anni settanta, con effetto contrario, però, rispetto a quel periodo. Allora, a perderci, causa inflazione galoppante e insufficiente adeguamento, furono i pensionati in essere, ora, per effetto di aumenti salariali raffreddati da diversi anni e, appunto, le regole pensionistiche attuali, a rimetterci sono quelli che la pensione non l’hanno ancora raggiunta. Un sentito ringraziamento ai fenomeni (burattini) che fingono di governare (alcuni non sanno nemmeno ciò che fanno).

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  5. La soluzione ci sarebbe, basterebbe smettere di rivalutare le pensioni già erogate per mantenere gli attuali coefficienti di trasformazione a quelli che ancora devono andare in pensione. il problema dell’italia è che non si possono toccare i diritti acquisiti mentre si possono toccare i requisiti per generare dei diritti come quelli della pensione. Così facendo si genera sempre più disparità sociale tra quelli che sono già in pensione e quelli che ancora ci devono andare. in buona sostanza l’attuale situazione si può riepilogare dicendo che in media, chi oggi è in pensione ha pagato meno contributi di chi deve ancora andare in pensione prospettando un importo simile di pensione futura.

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    • Se lei fosse in pensione non parlerebbe certo così. La pensione è ” salario differito” come dice anche un certo Landini che è ben distante dalle mie idee. E’ demagogia innescare una guerra tra pensionati attuali e futuri. Il suo ragionamento fa acqua da tutte le parti. Seguendo il suo ragionamento, quando dovrebbero tagliare a quelli ancora in vita che hanno usufruito delle baby pensioni?

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    • vedi Daniele, come sempre davanti ad alcuni provvedimenti ci sono ragioni di fondo; quando hanno modificato le regole nel 1995, cioè 30 anni fa, lo scopo era di far partire le pensioni integrative; chi ha provveduto per tempo adesso ha meno problemi, chi non ci ha pensato adesso i problemi se li trova; poi è chiaro e pacifico che i sacrifici, alla lunga, pagano in tutti gli ambiti; quella di non rivalutare le pensioni non esiste; lo fanno gradatamente in base al reddito di ognuno; saluti a te e ai gestori del sito

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  6. Max, te l’ho già spiegato in un altra occasione e te lo ripeto; purtroppo conta l’età e con il misto con 30 anni di contributivo a 62 anni prendi poco ma dipende dal lavoro che hai fatto; chi è al governo ragiona che la normalità non sono i 62 anni, ma i 67 anni; tutto qui; quindi? o rimanere a lavorare un altro po’ o terminare , farsene una ragione e risparmiare; saluti a te e ai gestori del sito

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  7. Buonasera,
    I coefficienti di trasformazione caleranno per i motivi esposti … potremmo anche farcelo andare bene se solo le retribuzioni aumentassero in maniera decente.
    Le pensioni sono il frutto di tutte le retribuzioni percepite nell’arco di una vita.
    Ad una retribuzione insufficiente non potrà mai corrispondere una pensione migliore.
    Saluti

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  8. “le posso dire che i coefficienti di trasformazione…potranno in futuro solo diminuire rispetto agli anni precedenti”.
    Non c’era alcun dubbio!! Non si poteva certo pensare che aumentassero! L’ennesima mazzata sul morale e sulle finanze dei pensionandi, dopo 43 anni di lavoro!!! Dobbiamo ringraziare qualcuno?

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  9. Coefficienti troppo bassi per chi ha lavorato oltre 43 anno e va in pensione a 62 anni ! 400 euro in meno rispetto all’ ultimo stipendio ! Si ok il” montepremi non sara’ alto ma la differenza e’ tanta !

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