Riforma pensioni, ultime su uscite anticipate dai 64 anni o 62 con penalità

In questi giorni , se si esclude la sempre alta apprensione sul Coronavirus, altra tematica che non smette di far discutere é quella previdenziale, moltissimi economisti e politici proseguono nel proporre soluzioni per una riforma delle pensioni, specie in vista del prossimo incontro tra Governo e sindacati.

Sulla questione é intervenuto anche il Dott. Claudio Maria Perfetto che non solo é noto per commentare sulla nostra pagina, ma tiene da mesi ormai un’interessante rubrica settimanale in campo previdenziale sul quotidiano web nazionale ‘Il Valore Italiano’ ed é autore del libro ‘ L’economista in camice’. Nel suo ultimo intervento, Perfetto analizza le ultime proposte di uscita anticipata che potrebbero andare per la maggiore, anche se a suo avviso non rappresenterebbero comunque la soluzione. Tra queste le considerazioni espresse dal Prof Marco Leonardi in merito all’uscita anticipata dai 64 anni o all’uscita dai 62 anni con penalità. Riprendiamo parte dell’intervento di Perfetto così come pubblicato nel suo ultimo articolo su Il Valore Italiano.

Pensioni anticipate, 2 le ipotesi allo studio anche se ‘datate’

“Nel confronto tra governo e sindacati emergono diverse ipotesi sulla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Ipotesi non nuove. Sono idee sulle quali i tecnici ragionano già da tempo e che ruotano attorno alla questione demografica e sostenibilità della spesa previdenziale, attorno allo scorporo dei costi dell’assistenza da quelli della previdenza, attorno alla pensione di garanzia e alla non autosufficienza: tutte tematiche sulle quali già due anni fa in marzo 2018 su Il Messaggero si è espresso il prof. Marco Leonardi ex Consigliere economico della Presidenza del Consiglio nei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni”

Poi Perfetto ricorda le due proposta di uscita ancticipata più datate, ma che ancora generano dibattito perché estremamente attuali e tornate sui tavoli di confronto: “Una delle ipotesi che si affaccia al tavolo del confronto è l’uscita anticipata a 64 anni di età con una penalità del 6% (che corrisponde a un anticipo di tre anni, 2% per ogni anno di anticipo). Sull’ipotesi dell’uscita anticipata dai 64 anni di età si trova d’accordo il Centro Studi di Confindustria che, nella sua Nota Numero 2/20 del 05 febbraio 2020 sulla economia della terza età, suggerisce proprio di “innalzare il tasso di occupazione delle persone tra i 55 e i 64 anni”.

Altra ipotesi allo studio è l’uscita anticipata a 62 anni e 38 di contributi (gli stessi requisiti dell’attuale Quota 100), ma con la penalizzazione del ricalcolo contributivo. Su tale ipotesi si trova d’accordo Marco Leonardi, il quale su Il Foglio del 13 ottobre 2019 così scrive: “Il ricalcolo contributivo è un modo naturale per dare flessibilità di uscita: quota 100 con calcolo contributivo potrebbe diventare la base di un intervento strutturale e permanente su cui “scivolare” a termine di quota 100 dal 2022 in poi”. Nello stesso articolo Marco Leonardi evidenzia “il fallimento totale della teoria della staffetta generazionale giovani/anziani come giustificazione per quota 100”. Per il Dott Perfetto le ragioni perché quota 100 non ha funzionato vanno oltre quelle espresse dal Professor Leonardi e sono altresì molteplici. Eccole elencate per punti.

Riforma pensioni, ecco perché quota 100 non ha funzionato

Così Perfetto: “Quota 100 non ha favorito il ricambio generazionale per almeno 2 ragioni perché: 1) le aziende hanno esuberi da smaltire, come testimoniano, per esempio, i 6000 esuberi in Italia di Unicredit e i 2000 di Ubi Banca (tecnologie digitali e disintermediazione fanno sì che i clienti diventino “dipendenti virtuali” della banca e quindi prendano il posto dei dipendenti reali); 2) chi possiede i requisiti 62 anni di età e 38 di contribuzione può aver scelto di rimanere al lavoro per costruirsi un montante contributivo più elevato e quindi percepire una pensione più elevata”

Poi aggiunge facendo un focus sulla realtà italiana che ci contraddistingue e che pesa dunque anche sul buon esito o meno delle riforme previdenziali: “La realtà italiana è questa: la produzione è stagnante, gli investimenti sono fermi, i consumi non decollano, i disoccupati sono 2,5 milioni (soprattutto giovani), il lavoro manca (altrimenti non ci sarebbero esuberi). Quando l’economia è stagnante e il Pil cresce solo dello “zero virgola”, essendo gli investimenti fermi, il solo modo per far crescere il Pil è agire sui consumi”.

Pensioni 2020, far ripartire i consumi, non limitare quota 100

Ecco allora la ricetta di Perfetto per far ripartire i consumi, ricetta che a suo avviso invece é legata anche al proseguo di quota 100, perché tutte le altre soluzioni o eventuali modifiche restrittive all’attuale uscita anticipata con quota 100 rischierebbero di compromettere ancor più la stabilità degli italiani e dunque la fiducia nei consumi: “I nuovi consumi possono essere stimolati solo da nuovi occupati, i quali possono trovare lavoro solo se altri lavoratori vanno in pensione con Quota 100 senza vincolo di età. Avendo un lavoro retribuito adeguatamente, i giovani potranno mettere su famiglia e avere bambini, che nel 2045 avranno un’età compresa nella fascia (15-64), contrastando quindi la diminuzione del 19 percento della popolazione abile al lavoro di cui parla Leonardi”

Infine conclude il Signor Perfetto: “Ridimensionare la Quota 100 significherebbe aggravare ulteriormente il problema della disoccupazione generazionale, già aggravata dall’automazione e dalla disintermediazione. Per uscire da questa impasse economica è necessario utilizzare un modo di pensare opposto a quello che l’ha generata

Cosa ne pensate delle sue parole, concordate sul fatto che ridimensionare oggi quota 100 sarebbe dannoso? Quale misura post quota 100, a vostro avviso, potrebbe essere la migliore per rendere equa, sostenibile e soprattutto strutturale, ossia valevole per tutti e non a scadenza temporale, la futura riforma delle pensioni? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

30 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime su uscite anticipate dai 64 anni o 62 con penalità

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    3 Marzo 2020 in 9:36
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    La critica maggiore che viene mossa alla Quota 100 di Salvini è quella della ridotta platea di fruitori, stante i 38 anni di contributi, che sono tanti per carriere lavorative discontinue/continue. Perciò, buona parte delle parti sociali e dei partiti politici chiedono maggiore flessibilità contributiva, che però non può essere quella molto esigua di Damiano, con i suoi 35-36 anni di contributi, che poco si discosta da quella di Salvini. D’altra parte, bisogna pur dirlo, l’altro canale di uscita dei 20 anni di contributi, tutti dopo il 1995, NON FUNZIONA!, per disposizioni introdotte dalla Fornero: esclude coloro che sono nel sistema misto; e per gli altri c’è il coefficiente 2,8 moltiplicatore dell’A.S., per cui ben pochi possono pensionarsi. Perciò, la soluzione compromissoria può essere quella dei 30 anni di contributi, validi per tutti. Che tra l’altro si presta alla seguente osservazione: l’attuale opzione donna è 58 d’età + 1 anno di finestra + 35 di contributi = 94 “quota”. Mentre, 30 anni di contributi per donna e uomo + 64 d’età = 94 “quota”. In questo modo, si toglie pure la disparità di genere, che varie volte l’Europa ci faceva notare. Poi, ai fini del risparmio statale, conta di più l’aumento di età che non la diminuzione degli anni di contributi.
    CONCLUSIONE: per quanto esposto, i 30 anni di contribuzione minima, valevoli per tutti, possono essere assunti come impostazione generale per la pensione anticipata. Questa è una sostanziale flessibilità contributiva, perché i 20 anni di contributi sono una grossolana finzione, che solo pochissimi possono accedervi.

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    2 Marzo 2020 in 18:57
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    Il ricalcolo contributivo è un FURTO del 25-30% sugli assegni dei potenziali pensionandi di adesso, quelli che stanno sui 62-64 anni e che hanno verosimilmente almeno una dozzina di anni a retributivo.
    Chi dice che una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo, ovvero 6%-8% massimo, è equivalente ad un “contributivo mascherato” non ha fatto bene i conti.
    La penalizzazione del 2% l’anno secondo me è accettabile ed un minimo di 62 anni e 34-35 di contributi (più o meno la proposta Damiano) sarebbero ragionevoli (per i precoci ci vuole invece una separata e contemporanea Quota 41).
    Il ricalcolo a contributivo NO, non è accettabile!
    Questo per commentare l’INDECENZA proposta dal tal Leonardi (e da altra gente estremamente censurabile che si è espressa in questi giorni)

    Mentre al signor Perfetto, che in generale dice cose sensate, ricordo che c’è sicuramente un altro e credo più importante motivo per cui Quota 100 è stata meno usufruita del previsto: con i chiari di luna degli ultimi decenni sull’occupazione, arrivare a 62 o 63 anni con 38 anni di contributi è un miraggio per molti. Per chi ha poi cominciato a lavorare dopo l’Università è quasi impossibile, a meno di non svenarsi riscattando qualche anno di studio.
    Questo è il motivo per cui QUALSIASI riforma si faccia NON potrà avere un minimo contributivo così ALTO, pena il renderla nei fatti una chimera per moltissimi (a meno che da alcuni non la si voglia fare proprio in quest’ottica truffaldina, che è il mio sospetto da tempo …).
    34 o 35 anni di minimo contributivo dovrebbero essere sufficienti, soprattutto se c’è una qualche penalizzazione che compensa l’anticipo rispetto alla Fornero.

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    2 Marzo 2020 in 18:39
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    È tutto peggiorativo……rispetto alla Fornero, quando avrò 64 anni avrò anche 44 anni di contributi, essendo donna mi bastano 42 e 1 mese finestra compresa. Inoltre dovrei anche essere penalizzata. Che tristezza….

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    2 Marzo 2020 in 18:34
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    Quindi riassumo, se ho capito bene : Per il Sig. Leonardi, portare l’età dell’anticipata a 64 anni con perdita del 2% per ogni anno prima dei 67. Una genialata che non cambia la Fornero. Infatti chi non vuole perdere nulla deve farsi quei tre anni in più. I 64 anni non sono un’anticipata, è la pensione di vecchiaia tagliata del 6%. Giusto Sig. Perfetto ? Altra ideona sarebbe la quota 62-38 tutta contributiva. Cosi sappiamo che, chi ci è andato e andrà in questo triennio di sperimentazione avrà un assegno più sostanzioso di chi ci andrà nel 2022. Infatti oggi hanno un calcolo misto e domani si sorbiranno il tutto contributivo, pur avendo avuto gli stessi requisiti. Giusto Sig. Perfetto ?
    Ultima considerazione: Il Presidente INPS Tridico ha affermato che delle 151.000 domande della quota 100, 1/3 provengono da servizio pubblico, quindi da persone che non erano licenziate e disoccupate in situazioni di disagio economico. I restanti 2/3 provengono da dipendenti privati e dal commercio. Di questi non sappiamo se erano disoccupate e in difficoltà. E’ possibile semplicemente che abbiano approfittato di una norma favorevolissima, stando già bene economicamente. Infatti chi non poteva permettersi un reddito minore è rimasto ancora al lavoro per incrementare in futuro l’assegno pensionistico. Quello che rimane è che la tanto decantata, meravigliosa e dispendiosa quota 100, non sarà possibile replicarla, perchè rimarrà un unicum nell’ingiustizia pensionistica italiana. Tutto quello che verrà dopo sarà peggiorativo. Con buona pace di Francesca, Gian, Salvatore(Primo) ai quali dico affettuosamente: “Una legge deve essere equa e giusta per tutti sempre e non solo quando si è beneficiati personalmente.” Altrimenti sarebbe come dire: ” La legge va bene com’è e deve durare per quanto interessa a me. Cosa succederà dopo non me ne può fregare di meno e se gli altri saranno penalizzati tanto meno.”

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      2 Marzo 2020 in 19:23
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      A me sembra che le proposte e i proponenti dicano altro.

      Leonardi (non a caso ex consigliere economico di Renzi e Gentiloni!) propone una Quota 100 (perciò 62 anni minimi di età con 38 minimi di contributi) e ricalcolo tutto a CONTRIBUTIVO, che nei fatti vuol dire non solo avere le stesse difficoltà di accedere a Quota 100 che ci sono già oggi ma, PEGGIO, subire un FURTO del 25-30% sull’assegno tranne che per quei pochi fortunati che hanno avuto una oggi QUASI IMPOSSIBILE “carriera lineare senza alcuna interruzione” negli ultimi decenni (per chi non ci credesse: https://www.uil.it/documents/Anailisi%20UIL%20su%20ipotesi%20ricalcolo%20contributivo.pdf ).
      In pratica, non solo un FURTO ma pure una BEFFA per quei lavoratori già meno fortunati in termini di carriera! Una totale INDECENZA.
      A confronto, la proposta Damiano con penalizzazione moderata del 2% è di cristallina equità (tu vai via prima ma per poterlo fare paghi un pò questa flessibilità in uscita, senza per questo dover finire sotto i ponti come con il ricalcolo contributivo).

      Le idee del sig. Perfetto, invece, mi sono molto meno chiare in termini di proposte concrete (Quota 100 senza vincolo di età? cosa vorrebbe dire?), salvo per il fatto che concordo con lui sul fatto che mantenere una cosa come Quota 100 o, meglio, fare una sua rimodulazione migliorativa che consenta COMUNQUE al pensionando di andare se vuole ben prima dei 67 (fosse pure eventualmente, dico io, con una moderata penalizzazione) è cosa non solo giusta ma indispensabile se non ci si vuole prenderci in giro con una “riforma” di cui poi quasi nessuno potrebbe usufruire (come è stato anche per Quota 100) e che non libererebbe posti di lavoro.

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        3 Marzo 2020 in 10:23
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        Gent.le sig. Carlo, le sue associazioni proposte-proponenti sono corrette. Chiarisco cosa intendo con “Quota 100 senza vincolo di età”.
        La Quota 100 senza vincolo di età, così come io la intendo, lascia liberamente fluttuare l’età anagrafica e gli anni di contribuzione. Si ottengono quindi le seguenti finestre, combinazioni di età anagrafica e anni di contribuzione: (57, 43), (58, 42), (59, 41), (60, 40), (61, 39), (62, 38), (63, 37), (64, 36), (65, 35), (66, 34), (67, 33), (68, 32), (69, 31), (70, 30), (71, 29), (72, 28)… (80, 20).
        Le pensioni dipendono strettamente dai contributi versati dalla popolazione di lavoratori attivi.
        Il fatto che sia stato possibile realizzare solo la finestra (62, 38) significa che il lavoro scarseggia.
        Il fatto che sia stato possibile realizzare proprio la (62, 38) e non la (59, 41) significa che il lavoro scarseggia veramente molto.

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          3 Marzo 2020 in 19:54
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          Gentile Sig. Perfetto, SE la Quota 100 senza vincoli di età, come la intende lei, non comporta anche un ricalcolo tutto a contributivo (che è una mazzata per chi ha avuto una parte della carriera a retributivo, pur se minoritaria, come gran parte dei pensionandi ed aspiranti tali di questi anni) allora la trovo una proposta ragionevole.
          Immagino che sia così (ma se imponesse invece un ricalcolo contributivo le sarei nettamente contrario).
          Tuttavia, vedo un limite nella sua proposta.

          Su Quota 100, quella originale, io credo che sia stata sfruttata solo da pochi fortunati non tanto perchè a 62 anni tanta gente vuole rimanere al lavoro quanto perchè pochi raggiungono i 38 anni di contribuzione a 62 anni.
          In sostanza, l’età teorica “sfruttabile” di Quota 100 è bassa (62 anni) ma il limite dei 38 è parecchio alto.
          E la distribuzione delle pensioni di quota 100 che ho visto pubblicate parlano di un due terzi godute da gente che è arrivata e ha superato i 64 anni: in pratica, con Quota 100 quasi tutti tra i “pochi fortunati” ci sono andati a 64, 65 e addirittura 66 anni (anticipando solo un anno prima del limite della Fornero, presumibilmente non ne potevano proprio più).
          Per cui, anche con la sua “Quota 100 senza limiti” credo che “de facto” sarebbero pochi quelli in grado di sfruttarla prima dei 65 anni + 35 di contributi, guadagnando perciò solo due anni rispetto ai 67 della Fornero e ancora una volta mancando in flessibilità.

          Delle due, preferirei una soluzione stile-Damiano se fatta dai 63 anni con penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo e un minimo di anni di contributi non oltre i 35 (meglio se meno, 34 o magari 33).
          Questa sarebbe una vera flessibilità, uno pagherebbe qualcosa per andare via anche quattro anni prima, se si sente di doverlo fare, piuttosto di essere costretto a continuare a lavorare controvoglia per raggiungere un cospicuo minimo di anni di contributi.

          P.S.: le pensioni dipendono più dalle scelte del governo che dai versamenti, dato che la parte previdenziale dell’INPS è comunque in equilibrio e ci sono diverse soluzioni flessibili sostenibili (ho letto che lo stesso Boeri ha fatto una proposta simile a quella di Damiano ma migliorativa per i pensionati, l’1.5% in meno per ogni anno di anticipo, e se lo dice perfino lui che ciò è sostenibile …).
          Poi è chiaro che se arrivano Monti e la Fornero ed usano pensionati e pensionandi come Bancomat, beh …

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            4 Marzo 2020 in 11:45
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            @Carlo,
            Sei disinformato. Risegnalo:
            1. L’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa da SACCONI nel 2010-11:
            – da 65 a 66 anni o 66 anni e 6 mesi, mediante la “finestra” mobile, di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti o di 18 mesi per tutti gli autonomi.
            – da 66 a 67 anni, mediante l’adeguamento alla speranza di vita (+3 mesi dall’1.1.2013; + 4 mesi dall’1.1.2016 e +5 mesi dall’1.1.2019).
            La Riforma Fornero lo ha soltanto esteso alla pensione anticipata e reso biennale (a decorrere dal 2022, anche se il RGS dice erroneamente dal 2019.
            2. L’età di pensionamento anticipato a 41 anni e 3 mesi è stata decisa dalla Riforma SACCONI.
            – relativamente ai 42 anni e 10 mesi della pensione anticipata uomini, dei 2 anni e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 1 anno e 7 mesi a Fornero;
            – relativamente ai 41 anni e 10 mesi della pensione anticipata donne, dell’anno e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 7 mesi a Fornero.

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      2 Marzo 2020 in 22:40
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      Gent.le sig. Franco Giuseppe, la pensione a 64 anni è tecnicamente chiamata “anticipata” ma in sostanza è come dice lei, “è la pensione di vecchiaia tagliata del 6%”. Quella di andare in pensione a 64 anni di età è l’idea originaria di Alberto Brambilla risalente alla proposta nel 2018 di Quota 100 con 64 anni di età anagrafica e 36 di contribuzione (poi trasformata da Salvini, come tutti sappiamo, in Quota 100 (62,38)).
      La proposta corrente di uscita anticipata a 64 anni è una variante della proposta di Cesare Damiano del 2013, in cui si proponeva una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia che nel 2013 era fissata a 66 anni. Oggi invece tale età di vecchiaia è fissata a 67 anni. Ecco spiegato perchè si parla del “taglio del 6%”, perché andando a 64 anni di età rispetto ai 67 anni si va con tre anni di anticipo (2% di taglio per tre anni dà 6%).
      Marco Lombardi, invece, propone (più che altro accetta) l’uscita a 62 anni di età con 38 anni di contribuzione (in pratica gli stessi vincoli dell’attuale Quota 100) ma con il metodo di calcolo interamente contributivo. Quindi vede ancora giusto, sig. Franco Giuseppe, quando dice che con (62, 38) “chi ci è andato e andrà in questo triennio di sperimentazione avrà un assegno più sostanzioso di chi ci andrà nel 2022”.
      Quota 100 ha preso il sopravvento su Quota 41 perchè l’elemento più critico nell’erogazione delle pensioni, lo spartiacque tra la sostenibilità e la non sostenibilità del sistema previdenziale, è nell’età anagrafica e non tanto negli anni di contribuzione. Tanto è vero che si sta tendendo ad elevare l’età anagrafica da 62 dell’attuale Quota 100 a 63 e forse a 64 anni.
      Io credo che se i politici si soffermassero a spiegare ai lavoratori del perchè di certe scelte, del perchè si dà priorità all’età anagrafica piuttosto che agli anni di contribuzione, forse i lavoratori riuscirebbero ad accettare se non la ragione di essere esclusi almeno i razionali che hanno determinato la loro esclusione. La Fornero ha provato e prova ancora a farlo. Ma le persone non si accontentano di spiegazioni. Vogliono i fatti.
      Credo sinceramente che il cuore di Quota 100, il suo significato più profondo, sia questo: “sono libero di lavorare o di andare in pensione in qualsiasi momento, in particolare qualora dovessi stare male, o perdere il lavoro o, semplicemente, perché sono stanco”. Con questo spirito si lavorerebbe senz’altro più serenamente, e si sarebbe anche più produttivi (meno assenze per giornate di malattia).
      Questo spirito di Quota 100 dovrebbe valere ed essere esteso a tutti i lavoratori.

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        3 Marzo 2020 in 14:15
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        Buon giorno,
        Credo che Lei dimentica molte cose, anzi moltissime!
        1) la pseudo riforma Fornero e stata approvata da tutti compreso i sindacati, senza il minimo sdegno o contrasto, semplicemente si sono prostrati, al golpe pur di mandare a casa il Sig. Berlusconi. Bloccando la vita di centinaia di migliaia persone che erano già in pensione, provocando situazioni drammatiche. Bisogna avere rispetto anche di coloro che ci hanno rimesso la vita. Per queste scellerate scelte.
        2) dove è finito il patrimonio Inps pari a 50 miliardi?
        3) Inpdap buco da circa venti miliardi chi ha pagato tutto questo? Chi sono i responsabili di questa voragine di incompetenza, ci sono figure che percepiscono stipendi da follia, se pur essendo Inpdap diciamo fallita, tutti i dipendenti assorbiti da Inps, ma come il ponte di Genova, la responsabilità oggettiva di chi ha creato questo danno, ovviamente nessuno?? il ponte è crollato da solo, i 20 miliardi, non avendo mai pagato i contribuiti ai dipendenti statali, nessuno sapeva nulla. Situazione non credibile…Situazioni che accadono solo in Italia.
        4) Inps possiamo dire che il personale e raddoppiato, ma la finestra di tre mesi oltre 42 anni e 10 mesi di contributi la ficcano a noi? Inoltre da maggio tutte la sedi Inps lavoreranno solo su appuntamento…Anche questo accade solo in Italia..
        5) la quota 100 che tutti acclamano è semplicemente un regalo per portare a casa voti: infatti in quei calcoli, rientrato tutti i laureati/diplomati, a cui regalano(quasi) anche il riscatto della Laurea.. Non serve un professore per capire che è un scambio per ricevere voti, acchiappando in un colpo solo tutti gli albi professionali, che possiamo definire oggi una sorta di lobbi, essendo anche questi esistenti solo in Italia, Per cui ennesimo regalo. Certo che non danno nulla ai precoci, che sono sono circa 800.000, andando a contrastare con milioni di persone di tutte queste categorie.. Abbiamo la terza media ma non siamo cerebrolesi..Per favore siamo seri!
        6) siamo un popolo di omertosi anche a fronte dei dati, circa 1/3 del paese dichiara meno di 20,000 mila eiro, diciamo alle soglia della povertà, ma viaggiano in ferrari e con ville da sogna, alcuni anche con navi da 50 metri..Lo dichiara Istat e lo stesso Stato. Circa 1000 miliardi che lo Stato Italiano non incasserà mai!!
        Non credo che ci sia altro da aggiungere.
        Abbiamo il secondo debito pubblico al mondo e questi regalo soldi a nullafacenti, come il redditto di cittadinanza. Scandaloso, pura follia…
        “E IO PAGO”!!!!!
        Paese di corrotti…questo è. Nulla di diverso..
        Tutto il resto semplicemente aria fritta…

        Cordiali saluti,
        Luigi Napolitano

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          3 Marzo 2020 in 16:45
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          Gent.le sig. Luigi Napolitano, lei ha voluto ricordarmi le tante cose che ho voluto dimenticare.
          1) Berlusconi-Monti-Fornero-Sindacati-Esodati: è accaduto, è passato, non possiamo cambiare il passato.
          2) Su dove siano finiti i 50 miliardi dell’Inps non so risponderle.
          3) Il buco dell’Inpdap l’abbiamo sicuramente pagato noi. Non so proprio in che modo noi contribuenti avremmo potuto evitare di pagare. Le responsabilità oggettive spesso non vengono attribuite alle persone responsabili dei danni, ma i danni vengono spesso pagati da chi non ha responsabilità oggettive. Di questo sono stato diretto testimone in più occasioni. Non ho mai potuto cambiare le circostanze in alcuna occasione.
          4) Ignoravo che le sedi Inps lavorano solo su appuntamento. Io mi rivolgo ai patronati, e anche lì devo fissare un appuntamento. Anche per rifare il passaporto ho dovuto fissare l’appuntamento con la Questura. Non ho mai potuto cambiare tali circostanze.
          5) Quota 100 è acclamata solo dai Quota 100. È una Quota per pochi, non per tutti. Per questo viene considerata iniqua. Dietro Quota 100 ci sono numeri, giochi di potere, gruppi di pressione, interessi personali, di partito, di categoria. Mi piacerebbe cambiare Quota 100 in “Quota per tutti”. Ma non ho le credenziali per cambiare Quota 100 in Quota per tutti.
          6) Siamo un popolo che va avanti a fatica perchè sono più coloro che stanno sul carro che coloro che lo tirano. Anche questo non lo posso cambiare.
          Quando c’è un problema da risolvere mi concentro sulle cose che posso cambiare. Perchè se non trovo ciò che va cambiato il problema rimane.
          A furia di voler cambiare il mondo, l’ambiente circostante, è successo che è stato il mondo a cambiare me. E allora ho fatto una scoperta sensazionale: se cambi il tuo modo di pensare cambi il tuo modo di agire, se cambi il tuo modo di agire hai cambiato il mondo.
          Ed ora voglio concludere alla stessa maniera di Marco Porcio Catone detto “il Censore” (perchè censiva abitanti e sorvegliava su comportamenti individuali e collettivi) che terminava ogni suo discorso con la frase “Per il resto, ritengo che Cartagine debba essere distrutta”.
          Per il resto, ritengo che Quota 100 debba essere mantenuta.

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            3 Marzo 2020 in 22:19
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            Buona sera,
            Sig. Perfetto grazie per sua gentile risposta.
            Personalmente resto fermo anzi inchiodato su quanto affermato nel mio precedente post.
            Quota 100 deve essere disintegrata…dissolta..
            Lede totalmente l’art. 3 della Carta Costituzionale “il diritto al trattamento di eguaglianza”.
            Questo manipoli di lestofanti hanno rubato di tutto e ancora di più!!
            Stiamo camminando sulle macerie di quello che resta della sesta potenza economica del mondo dopo Stati Uniti, (1987).. Una branco di pescecani si aggira nei palazzi del potere. Dire negli ultimi 30 anni. Solo gente senza dignità, la peggiore razza..
            La lascio con due affermazioni espresse da due giganti, uomini di altri tempi, eroi e maestri di vita, almeno per il sottoscritto.
            “Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere” Aldo Moro
            “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo” Paolo Borsellino.

            Cordialmente,
            Luigi Napolitano

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            5 Marzo 2020 in 15:05
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            @Luigi Napolitano (4 Marzo 2020 Alle 18:04)
            Bla bla bla… Scrivi troppe fesserie e con tono sempre indignato. Due colpe per me inescusabili. Ti diffido dal continuare…

          • Erica Venditti
            5 Marzo 2020 in 16:48
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            Non intendiamo tollerare discussioni tra di voi sul sito, nel caso proseguire n privato giacché appare la vostra email, oppure chiudete qui la dscussione se non sapete portare avanti una discussione costruttiva. Questo é l’ultimo commento con toni provocatori che approviamo, non abbiamo modo né tempo per poter moderare discussioni personali. Perdonateci e siate maggiormente responsabili dei toni qui usati. Grazie per la comprensione.

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          4 Marzo 2020 in 12:29
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          @Luigi Napolitano (3 Marzo 2020 Alle 14:15)
          Sei disinformato, come tutti. Io ho scritto un saggio sulla XVI legislatura.
          1. BERLUSCONI-MONTI. Quando si è dimesso, sotto l’attacco della speculazione finanziaria, Berlusconi aveva già fatto il grosso del lavoro sporco (4/5). Monti ha soltanto completato l’opera (1/5) ed è stato molto più equo (v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF e modifica della iniqua clausola di salvaguardia tremontiana).
          PENSIONI. Anche per le pensioni: la Riforma SACCONI è molto più severa della Riforma Fornero, alla quale TUTTI, incluso te, attribuiscono le misure varate da SACCONI, anche per colpa della millantatrice Fornero.
          DISINFORMAZIONE. Poi, il potentissimo sistema disinformativo berlusconiano ha addossato tutta la colpa su Monti-Fornero, e 60 milioni di Italiani, oltre all’estero, se la sono bevuta, anche per colpa del millantatore MONTI.
          ESODATI. Gli esodati (causati da un’errata stima della burocrazia) sono 153.389, di cui 10.000 sono di SACCONI, ma sono anch’essi imputati a Fornero.
          2. Il patrimonio INPS (che è una costola dello Stato) è ancora lì.
          3. Il buco INPDAP è dovuto al mancato versamento dei contributi da parte dello Stato a… sé stesso.
          4. Lo scatto era di 5 mesi, ma è stato applicato soltanto alla pensione di vecchiaia. La “finestra” di erogazione è un modo surrettizio usato dai politici (nel caso in esame Salvini-Di Maio) per fregare l’opinione pubblica. In ogni caso, i pensionati anticipati privati hanno risparmiato 2 mesi. L’appuntamento è un’ottima cosa.
          5. Certamente che lo scopo di Salvini-Di Maio era di accaparrare voti. E di evitare i forconi, vista la loro promessa elettorale di abolire la Riforma Fornero: cioè di ottenere i 41 anni per tutti, peraltro impossibile da ottenere senza toccare la Riforma SACCONI.
          6. L’evasione fiscale-contributiva è esecrabile; il RdC (che poi è un RMG) è cosa buona e giusta, tant’è che è previsto in tutti i Paesi UE, tranne l’Ungheria. La canea dai ricchi e dei loro agit-prop contro il RdC è un indizio infallibile di coda di paglia, vista appunto l’enorme evasione fiscale e i miliardi regalati loro ogni anno in detrazioni, deduzioni e perfino dalla spesa sociale!

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            4 Marzo 2020 in 18:04
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            @vincesko,
            per chi non si identifica con nome e cognome, magari mettendoci la faccia, per il sottoscritto sono dei fantasmi, non degli di contraddittorio.
            Per il sottoscritto Lei non esiste. Per cui la Sua è banale aria fritta!…
            La diffido di esprimersi nei miei confronti. Spero di essere stato chiaro.
            No comment.

            Distinti saluti,
            Luigi Napolitano

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            5 Marzo 2020 in 16:07
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            Occhio l alle denuncie. Stia molto attento MA molto attento a quello che dice e ai moderator che non censurano. .
            Scandaloso.
            Distinti saluti.
            Luigi Napolitano

          • Erica Venditti
            5 Marzo 2020 in 16:49
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            Riporto il medesimo commento in risposta a Vincesko: Non intendiamo tollerare discussioni tra di voi sul sito, nel caso proseguite in privato giacché appare la vostra email, oppure chiudete qui la dscussione se non sapete portare avanti una discussione costruttiva. Questo é l’ultimo commento con toni provocatori che approviamo, non abbiamo modo né tempo per poter moderare discussioni personali. Perdonateci e siate maggiormente responsabili dei toni qui usati. Grazie per la comprensione.

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      4 Marzo 2020 in 11:37
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      @Franco Giuseppe,
      Sei disinformato. Risegnalo:
      1. L’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa da SACCONI nel 2010-11:
      – da 65 a 66 anni o 66 anni e 6 mesi, mediante la “finestra” mobile, di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per tutti gli autonomi.
      – da 66 a 67 anni, mediante l’adeguamento alla speranza di vita (+3 mesi dall’1.1.2013; + 4 mesi dall’1.1.2016 e +5 mesi dall’1.1.2019).
      La Riforma Fornero lo ha soltanto esteso alla pensione anticipata e reso biennale (a decorrere dal 2022, anche se il RGS dice erroneamente dal 2019.
      2. L’età di pensionamento anticipato a 41 anni e 3 mesi è stata decisa dalla Riforma SACCONI.
      – relativamente ai 42 anni e 10 mesi della pensione anticipata uomini, dei 2 anni e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 1 anno e 7 mesi a Fornero;
      – relativamente ai 41 anni e 10 mesi della pensione anticipata donne, dell’anno e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 7 mesi a Fornero.

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    2 Marzo 2020 in 16:57
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    62 ANNI L’ETA’ PIU’ O MENO GIUSTA PER LASCIARE IL MONDO DEL LAVORO NELLA SPERANZA DI POTERSI GODERE QUALCHE ANNO DI VITA SPENSIERATA.
    NON DIMENTICHIAMO CHE NON TUTTI GODIAMO DI BUONA SALUTE

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    2 Marzo 2020 in 16:49
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    Credo che quota cento debba finire il suo corso fino al 2023 potrebbe essere l’arma vincente del governo dando modo ai giovani e alle imprese di far ripartire l’italia in un momento cosi difficile.

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    2 Marzo 2020 in 15:42
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    Per quanto mi riguarda è sempre un piacere leggere gli interventi del sig. Perfetto, sono molto interessanti e offrono spunto a molte riflessioni.
    Concordo con la sua analisi e penso come lui che per superare “finestra 100”, “quota 100 senza vincoli” a questo punto sarebbe la soluzione migliore. Ritengo altresì che debba però essere abbinata a “quota 41 per tutti” che terrebbe in considerazione le giuste istanze dei lavoratori precoci.
    In merito invece alle due proposta di uscita anticipata più datate, ma che ancora generano dibattito perché estremamente attuali e tornate sui tavoli di confronto, devo dire che nessuna delle due mi entusiasma particolarmente, però se la scelta fosse limitata a queste due, ovvero a 64 anni con un taglio del 6%, che alla fine, stringi, stringi è un contributivo mascherato e quindi indecente e ingannevole, oppure 62 anni e 38 di contributi col contributivo preferirei di gran lunga la seconda che almeno è solo indecente ma non certo ingannevole e poi 62 anni è già di per se un età elevata per lasciare il lavoro figuriamoci 64.
    Va anche detto che l’Italia, da quando è entrata nell’euro, non ha più la sovranità monetaria, quindi per fare qualsiasi intervento o si hanno i soldi o bisogna chiederli a prestito alla bce, al fondo monetario e così via discorrendo, quindi sperare di fare una riforma della fornero ampia e generalizzata senza pagare pegno secondo me rischia di essere una pia illusione. L’altra possibilità è accontentarsi di un ritocchino che genererà gli stessi problemi di finestra 100 che quando è nata aveva a disposizione un budget di 7 miliardi di euro e che oggi ha favorito qualche centinaio di migliaia di lavoratori ma ne ha lasciati a milionate ad arrabbiarsi perché ancora sotto i vincoli della tanto contestata riforma fornero.

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    2 Marzo 2020 in 15:17
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    Quota 100 già legge alla quale abbiamo fatto affidamento fino al 2021 compreso deve rimanere e così come è fino alla fine della sperimentazione come previsto e come assicurato e dichiarato da molte personalità politiche e sindacali, abbiamo come minimo 62 anni e problemi fisici e di salute dovuti all’età e al lavoro, inoltre le donne svolgono anche doppio lavoro, non si possono cambiare le regole in corso, poi per il 2022 come previsto si applicherà una nuova riforma pensionistica.

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    2 Marzo 2020 in 15:15
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    Si parla di lana caprina…aria fritta…inutili quante dannose ipotesi…fermatevi…una buona volta e per sempre…lasciate in pace i pensionati ed i pensionandi…semmai occorre detassare le pensioni entro i 2500€….(02/03/2020)…

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    2 Marzo 2020 in 14:17
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    In questo articolo si ipotizza un’uscita a 64 anni oppure a 62 anni con penalizzazione ???
    Che cosa significa ?
    Io ( e molti altri naturalmente ) a 64 anni avrò ben 44 anni di contributi , mentre a 62 anni avrò 42 anni di contributi e dovrei prendermi pure la penalizzazione !!!!!! Ma scherziamo !!!!!
    I nostri politici non hanno capito che queste soluzioni vanno bene per chi ha cominciato a lavorare a 25 anni , cioè dopo la laurea , ma per chi ha iniziato prima devono adottare una soluzione legata ai contributi, perché dopo 41 anni di contributi abbiamo versato abbastanza all’INPS e siamo ormai logorati dagli ambienti di lavoro di oggi.
    Quindi : 41 PER TUTTI SENZA TRUCCHI E SENZA INGANNI !!!!!!!!

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      4 Marzo 2020 in 11:26
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      @Andrea
      No, la normativa attuale prevede due modalità di pensionamento ‘ordinario’ (senza alcuna penalizzazione):
      (i) 67 anni per il pensionamento di vecchiaia (decisa dalla Riforma SACCONI);
      (ii) 42 anni e 10 mesi per il pensionamento anticipato uomini, un anno in meno per le donne (41 anni e 3 mesi sono stati decisi dalla Riforma SACCONI).

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    2 Marzo 2020 in 13:48
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    Siamo di nuovo daccapo. In questi giorni sono comparse tante ipotesi che stanno generando una grande confusione.
    Dobbiamo innanzitutto anteporre il giudizio negativo che la U.E. si accinge a formalizzare su tutto l’impianto di legge esistente. Quindi figuriamoci cosa potrà succedere se verranno messe in avanti altre proposte. Tra l’altro siamo appunto tornati ad un circo di voci proveniente da più parti. Non sta uscendo una omogenea idea di come veramente riformare la legge Fornero. Ci sono diverse idee messe in avanti , ognuna tendente ad una fascia di lavoratori e quindi non complessiva. Altro spezzatino Previdenziale che avanza. Ho letto di quota 96, quota 98, quota 101 oltre alla “famigerata” quota 100.
    Ma di una quota 41 per tutti?
    Ma lo vogliamo capire che dopo 40 anni e oltre non può esistere di creare nuovamente il tu si io no?!!?
    La flessibilità in uscita sapete bene che è rivolta a chi può permettersi di una uscire con delle penalizzazioni ma di fatto lascia immobili i lavoratori che hanno quote stipendiali basse. E se aggiungiamo il ricorso da più parti annunciato, al contribitivo, altra sberla per le pensioni.
    Credo proprio che occorra fermare le bocce e ripartire. Prendere in esame studi tecnici con tutte le ipotesi da mettere in avanti, con i relativi costi, con un programma di coperture, con una tempistica delineata. Una riforma complessiva della Fornero, studiata, discussa, concordata. Per fare questo, bene i tavoli, ma non affondiamoli con proposte di parte. E si tenga conto da chi lavora da oltre 40 anni. C’è una forte preoccupazione da parte dei lavoratori precoci che lavorano da oltre 40 anni, di vedere peggiorate le proprie condizioni di uscita nel breve periodo, dove tra l’altro oltre la beffa di lavorare più anni rispetto ad altri che stanno usufruendo di provvedimenti ad hoc, rischiano di vedere messe in discussione le attuali norme peraltro penalizzanti, con indici di trasformazione ancora penalizzanti. E in questa fase chiediamo anche ai sindacati di vigilare e di stare attenti alle forme “subdole” messe in avanti come ipotesi, dove campeggia il contributivo puro. Vi sia una chiara presa di posizione univoca delle 3 maggiori sigle sindacali di questi temi.

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      4 Marzo 2020 in 11:16
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      @Cuppi Cristian,
      Sei disinformato, come tutti. Risegnalo:
      1. Dal 1992, le riforme delle pensioni sono sette: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1998; Maroni, 2004; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011. La Riforma Fornero è soltanto la settima e NON la più severa, sia per allungamento dell’età di pensionamento che per risparmio di spesa al 2060 stimato da RGS (clicca su Vincesko e trovi un centinaio di post con le prove documentali; anche in questo sito, in calce ad articoli precedenti).
      2. L’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa da SACCONI nel 2010-11:
      – da 65 a 66 anni o 66 anni e 6 mesi, mediante la “finestra” mobile, di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per tutti gli autonomi.
      – da 66 a 67 anni, mediante l’adeguamento alla speranza di vita (+3 mesi dall’1.1.2013; + 4 mesi dall’1.1.2016 e +5 mesi dall’1.1.2019).
      La Riforma Fornero lo ha soltanto esteso alla pensione anticipata e reso biennale (a decorrere dal 2022, anche se il RGS dice erroneamente dal 2019.
      3. L’età di pensionamento anticipato a 41 anni e 3 mesi è stata decisa dalla Riforma SACCONI.
      – relativamente ai 42 anni e 10 mesi della pensione anticipata uomini, dei 2 anni e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 1 anno e 7 mesi a Fornero;
      – relativamente ai 41 anni e 10 mesi della pensione anticipata donne, dell’anno e 10 mesi in più rispetto ai 40 del 2010, 1 anno e 3 mesi sono dovuti a SACCONI e 7 mesi a Fornero.

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    2 Marzo 2020 in 13:23
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    si rammenta che quota 100 è facoltativa.Non è vero che non ha creato nuova occupazione .è vero anche che alcune aziende hanno approfittato per smaltire gli esuberi ma anche in questo quota 100 è stato un successo.infatti ha contribuito a risanare in parte il costo del lavoro di queste aziende.Figuriamoci se non ci fosse stata quota 100 cosa sarebbe successo. La disoccupazione sarebbe aumentata ancora.
    Fate attenzione a cosa pensate di fare.

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      2 Marzo 2020 in 15:11
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      Cino Lanzara Condivido il Suo commento.

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