Riforma pensioni, ultimissime: difficile nel 2020, tutto rimandato al 2021?

Emmanuel Macron é stato chiaro ad aprire gli occhi ai suoi cittadini, la riforma delle pensioni nel 2020 non potrà essere fatta come era stata prevista prima della crisi, le condizioni sono cambiate ha fatto intendere il Presidente Francese nell’intervista in diretta tv dall’Eliseo il 14 luglio scorso. La riforma pensioni, il provvedimento più importamte del suo mandato, alla luce di quanto lasciato sul campo, a livello economico, dagli effetti della pandemia Covid 19, dovrà essere rinegoziato e messo in discussione. Il ‘Pacchetto pensioni’ di cui si sta ridiscutendo sempre più in Italia in questi ultimi giorni in vista della riapertura dei tavoli di confronto tra Governo e sindacati potrebbe, come fa notare Claudio Maria Perfetto, non riuscire a vedere la luce nel 2020, ma é giusto iniziare a lavorare per arrivare ad una strutturale riforma delle pensioni che ricomprenda provvedimenti mirati per uomini e donne e che possa divenire operativa dal 2021. Eccovi la disamina puntuale dell’esperto già autore di una rivista previdenziale a cadenza settimanale sul Quotidiano online ‘Il valore Italiano’ ed autore del libro ‘L‘economista in camice’ edito da Aracne nel 2019

Pacchetto pensioni non vedrà la luce quest’anno: si lavori per il 2021

Così Perfetto: “Il “Pacchetto Pensioni” di cui parlo non potrà vedere la luce quest’anno, nel 2020. I tavoli di confronto tra governo e sindacati non si sono ancora riaperti, ma il fatto che di “bonus bebé” e di “lavoro di cura” se ne sia già cominciato a parlare prima dell’avvento della pandemia favorirà certamente una più rapida discussione su una “Opzione Donna” più estesa, flessibile e meno penalizzante.

Le previsioni sull’occupazione per il 2020 e 2021 non sono affatto brillanti. Nel 2019 il tasso di disoccupazione è stato del 10%. Il governo stima che il tasso di disoccupazione nel 2020 potrà arrivare all’11,2%. La stima dell’Ocse invece è del 12,4% a fine 2020. L’Ocse suggerisce anche di dare lavoro ai giovani. Ma a mio avviso i giovani non potranno entrare nel mercato del lavoro se altri non ne usciranno dal momento che l’economia è in recessione (Pil al -8% nel 2020 secondo Gualtieri) se non addirittura in depressione (Pil al -12,8% nel 2020 secondo l’Fmi).

Riforma pensioni, Perfetto a Governo e sindacati: favorire quanti più pensionamenti possibili

Poi prosegue: “Se governo e sindacati comprenderanno che per dare lavoro ai giovani e per far riprendere l’economia ci sarà bisogno di stimolare nuovi consumi (provenienti proprio dai giovani), allora si comprenderà anche che sarà necessario favorire quanti più pensionamenti possibili, tenendo anche conto dei cambiamenti sociali in corso dovuti alla trasformazione digitale (tali cambiamenti fanno propendere più verso l’impiego di giovani trentenni).

Tenendo conto di questo contesto economico e sociale, ritengo che ci siano ampi margini di manovra per discutere e far approvare ai tavoli del confronto quel “Pacchetto Pensioni” di cui parlo, che contempla sia le pensioni per donne che le pensioni per uomini. Da attuarsi già nel 2021.

Concludo esprimendo una mia riserva. Io non siedo al tavolo del confronto dove siedono governo e sindacati. Siedo alla mia scrivania e le mie idee sono espresse su questo sito. Spero solo che tali idee possano arrivare alle persone che siederanno a quel tavolo.

La mia speranza, conclude Perfetto che ringraziamo per la stima che nutre per il nostro sito, si fonda sul fatto che il sito Pensioni per tutti registra un gran numero di accessi e che tra questi accessi ci sono anche persone di rilievo in ambito sindacale, politico e accademico

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultimissime: difficile nel 2020, tutto rimandato al 2021?

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    31 Luglio 2020 in 11:36
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    Sono perfettamente d’accordo. Magari qualcuno ha anche lavorato, ma in nero, non trovando altro…e la vita li ha comunque stancati, anzi li ha stancati più di altri considerando le condizioni del lavoro nero.

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  • Pingback: Riforma Pensioni 2020 e recovery fund: le richieste dell'Olanda | Pensioni Per Tutti

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    19 Luglio 2020 in 11:01
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    Concordo con ciò che dice Perfetto e ciò nonostante il mio “scetticismo” sulla preparazione media dei giovani italiani (secondo me peggiorata rispetto a 30-40 anni fa).
    Ma “largo ai giovani”, è non solo giusto ma pure opportuno (e comunque inevitabile, per motivi biologici) che il testimone passi a loro e che possano far vedere ciò di cui sono capaci.
    Il rinnovamento anagrafico della forza lavoro italiana è NECESSARIO proprio all’interno di quell’ampio pacchetto di provvedimenti che vanno presi se vogliamo trasformare il dramma (sanitario, sociale, economico) del COVID-19 nell’occasione per rilanciare un paese che DA VENT’ANNI è assolutamente FERMO (PIL fermo, disoccupazione e nessuno dei mali storici, dalla burocrazia alla Giustizia, mai seriamente affrontato …).

    Secondo me molto dipenderà anche dal risultato che verrà dalla trattativa in sede UE per il Recovery Fund.
    Se arriveranno dei sostegni consistenti, allora anche il governo potrà “respirare” e mettere in cantiere pure una riforma delle pensioni in senso flessibile, se arriveranno solo briciole la vedo dura per questo paese, non solo per i pensionati …
    O si gestisce questa post (speriamo) epidemia come se si trattasse di un vero dopoguerra, includendovi anche un “Piano Marshall” per l’economia europea (stavolta auto-gestito), oppure se passano le idee di quelli che vogliono “che tutto torni come prima” (perchè LORO com’era prima ci guadagnavano, mentre la maggioranza ci perdeva!) siamo diretti verso il disastro definitivo.
    Incrocio le dita.

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    17 Luglio 2020 in 11:23
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    In Francia si va già in pensione di vecchiaia a 62 anni. Bisogna tener conto che non tutti hanno avuto, per problematiche diverse, la possibilità di lavorare 40 anni e più, e la vita li ha comunque stancati.

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