Riforma pensioni, ultimissime proposte: flessibilità dai 62 anni e Quota 41

A seguito della disamina dell’esperto previdenziale Claudio Maria Perfetto sulla quota 100 senza paletti sono sopraggiunti differenti commenti che in un precedente articolo avevamo distinto tra favorevoli e contrari alla proposta, in quest’ultimo elaborato vi proponiamo invece le considerazioni di Carlo, un attento lettore, che dalla sua, analizzando contesto economico e lavorativo attuale, le ultime dichiarazioni dei sindacalisti e leggendo e valutando i tanti commenti rilasciati da altri lettori, espone la sua proposta, che pare essere in linea, dice, con quella di Ghiselli.

La quota 100 non può bastare per parlare di riforma pensioni, occorre puntare ad una maggiore flessibilità in uscita a partire dai 62 anni ed occorre permettere l’uscita anticipata, se così la si vuole chiamare, a quanti hanno maturato 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Questa, a suo dire, potrebbe essere la ricetta per un corretto ricambio generazionale, la quota 100 senza paletti sarebbe solo un ‘pannicello caldo’. Eccovi la lunga ed articolata disamina del Sign. Carlo:

Riforma pensioni, Quota 100 opportuna, ma misura imperfetta

Premessa: “Quota 100 con paletti” (la Quota 100 attualmente in vigore) è stata un provvedimento OPPORTUNO, anche se è stato utile ad una platea limitata di pensionandi, perchè ha messo in moto un meccanismo di riforma per cui non la si potrà lasciar finire facendo finta di nulla e rimandando gli italiani ad andare in pensione a 67 anni. Elsa Fornero si è “lamentata” anche di questo fatto e ciò che da fastidio alla Fornero secondo me è buono per gli italiani.

Ma Quota 100 è stato anche un meccanismo “altamente imperfetto” perchè il paletto minimale dei 38 anni di contributi è troppo ALTO per troppa gente:

  • Chi ha fatto l’università ha di per sè 4-5 anni in meno di contributi, che riscattare è estremamente oneroso e non fa quasi nessuno.
  • Chi ha avuto buchi contributivi causa mancanza o saltuarietà del lavoro ha perso facilmente due, tre o quattro anni.
  • Le donne in particolare sono spesso penalizzate, avendo avuto carriere spezzettate. (Effettivamente a tal riguardo ci permettiamo una digressione, Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, ha proprio scritto poche ore fa sulla pagina Facebook dell’onorevole Durigon che difende la bontà di Quota 100 ricordando come questa non é una misura per donne, vi riportiamo qui le sue parole, che avvalorano certamente le considerazioni di Carlo su espresse. Così Armiliato: ” Bene Durigon! Allora dai una mano a farla modificare rendendola accessibile anche alle donne che, come tutti ma proprio tutti sanno, non riescono a maturare i contributi necessari per poter accedere a causa del lavoro di cura domestico ordinario che non consente loro di avere carriere regolari e dunque continuative. Per loro in virtù di una valorizzazione seppur minima del welfare gratuito erogato, sostenete dunque #QuotaCentoRosa, medesima età ma 36 anni di contributi, corrispondendo ad una sana questione di equità”)

Tutta questa gente non andrà MAI in pensione a 62 anni grazie a Quota 100, ci andrà se va bene a 64, 65 o 66, poco meglio della Fornero. Non a caso molti da subito hanno detto che “Quota 100” era di fatto una “Quota 102” (quando andava bene).

Quota 100 senza paletti non risolve le mancanze di quota 100

Quota 100 senza paletti” NON risolve minimamente questi problemi, perchè il “PALETTO” implicito dei 38 anni di contributi necessari per pensionarsi a 62 anni RIMANE.
ESATTAMENTE COSI’ COME nella Quota 100 originale, l’uscita non ci sarà quasi mai a 62 anni, ma diversi anni dopo. E allora, A CHE SERVE?

Certo, potrà essere utile a qualcuno che ha cominciato a lavorare a 18 anni (o prima) e che, per sua fortuna senza interruzioni lavorative, arriverebbe a “Quota 100 senza paletti” a 59 anni e 41 di contribuzione. Ma allora PER QUESTI si faccia finalmente la “QUOTA 41”, così tra l’altro chi ha cominciato a lavorare a 15 anni può andare in pensione anche a 56 anni (con una “quota 97”), senza aspettare i 59 o 60! E si SEPARI “Quota 41” dalla ormai imprescindibile FLESSIBILITA’ in uscita.

In sintesi: “Quota 100 senza paletti” è un PANNICELLO CALDO, in gran parte un’ILLUSIONE, che NON risolve i problemi di contribuzione già evidenziati dalla Quota 100 originale, NON consente flessibilità, NON potrebbe essere sfruttata da gran parte dei pensionandi e si risolverebbe nell’ennesima presa in giro per gli italiani. Meglio di quella “con paletti”, certo, ma troppo poco meglio. NON CONVIENE lavorare sulla base di Quota 100, mantenendone i difetti di base, neanche per farci entrare di straforo una “Quota 41” che è una questione TOTALMENTE diversa dalla flessibilità in uscita.

Riforma pensioni, verso flessibilità dai 62 anni e quota 41?

In questo momento mi pare che in generale i sindacati siano quelli che hanno le idee più chiare e sensate, pensando ad una VERA flessibilità (che se non facciamo adesso, mentre cerchiamo di ripartire eliminando vecchie storture, forse non faremo mai più) e ad una Quota 41 in AFFIANCAMENTO alla flessibilità. Lo ha fatto capire Ghiselli (CGIL) in questi giorni, lo ha detto non molto tempo fa Landini: “chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato”.

Si può discutere, secondo me se, in quest’ottica flessibile, applicare o meno qualche moderata penalizzazione per gli anni di anticipo rispetto ai 67, ma QUESTA è la base da cui bisognerebbe partire, non un rimaneggiamento della altamente imperfetta Quota 100.
Questa base con, IN AGGIUNTA, una Quota 41 come provvedimento SEPARATO.

Cosa ne pensate di queste considerazioni di Carlo, lasciate in esclusiva per il nostro sito? L’uscita flessibile dai 62 anni d’età in aggiunta alla quota 41 potrebbero dare vita a quell’attesa riforma pensioni che i cittadini attendono da tanto? E dunque questa la strada che dovrebbero percorrere sempre più convintamente i sindacati dialogando con il Governo? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

19 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultimissime proposte: flessibilità dai 62 anni e Quota 41

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    1 Luglio 2020 in 18:50
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    Maledetti ladri! 40, 41 per tutti e basta! Senza limiti di eta’.

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    30 Giugno 2020 in 15:01
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    Uno o più paletti ne farebbe pur sempre una pessima riforma delle pensioni.
    Io partirei da ciò che sostiene Landini: “chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato”.
    Un sistema semplice che favorisce il ricambio generazionale e soprattutto il lavoratore prende dal sistema ciò che ha versato. Se vuole può proseguire il suo percorso lavorativo e incrementare i suoi contributi. Una riforma che favorirebbe la libertà del lavoratore.

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    29 Giugno 2020 in 22:41
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    Guardi che il meccanismo della legge che stabilisce probabilmente in seguito ad un logaritmo il calcolo dell’aspettativa di vita ….. prevede solo incrementi….. non decrementi …. al massimo …. un blocco temporaneo ….. chiedere a sacconi e nanetti assortiti.

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    29 Giugno 2020 in 22:33
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    MALGRADO LE DIVERSE PROMESSE …. VEDI SOTTO…..QUOTA 41 SEMBRA SEMPRE PIÙ UN MIRAGGIO… E RIPROPORLO ANCORA COME OBIETTIVO …. SEMBRA UNA PRESA PER Ì FONDELLI….
    ANCHE DA PARTE TUA SALVINI ….. A QUESTO PUNTO PIU’ DI ALTRI.
    FARE QUOTA 41 DI CONTRIBUTI PER TUTTI SAREBBE STATO SICURAMENTE PIU’ ONESTO ED OGGETTIVAMENTE PIU’ CHIARO CHE QUOTA CENTO 38+62
    NELLA SOSTANZA PERSONE CON 38 ANNI DI CONTRIBUTI E 62 ANNI DI ETA’ POSSONO ANDARE IN PENSIONE E FINO AL 31-12-2021 –
    PERSONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI MA CON 61-60-59 DI ETA’ NO 102-101-100
    DEVONO LAVORARE ANCORA UNO (SE DONNE) O DUE ANNI (SE UOMINI) HANNO TROVATO (DUE VOLTE) UN MODO PER DIVIDI ET IMPERA

    CITTADINI ELETTORI RICORDATEVI
    delle leggi sulla previdenza la monti-fornero e prima la legge a “firma” sacconi con il calcolo della aspettativa di vita per I pensionandi e quindi una FINE LAVORO DINAMICA QUASI UN FINE PENA MAI

    SAREBBE INTERESSANTE SAPERE DALL’INPS ….. AD OGNI FINE ANNO ….. QUANTI CONTRIBUENTI INPS… HA IN PANCIA …… CON 38-39-40 ANNI CONTRIBUTI E PUBBLICARE GLI STESSI IN AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE
    QUOTA 41-

    QUOTA 41 E PROMESSE NON MANTENUTE DA SALVINI-LEGA E M5S
    E PROMESSE MENO DA FORZA ITALIA E FRATELLI D’ITALIA
    DA RENZI ……. I QUOTA 41 …….. DERISI PIU’ VOLTE …… L’INPS PUBBLICHI L’ESTRATTO PREVIDENZIALE DEL SENATORE SEMPLICE EX-PD…..E CAPIREMO TANTE COSE….. LA PRIMA ….. DA CHI SONO PAGATI I SUOI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI……. COME DIRIGENTE D’AZIENDA ….. DA QUANDO DIVENTO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE.

    FINO AL 1995 SI POTEVA ANDARE IN PENSIONE CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI E I DIPENDENTI PUBBLICI ANCHE MENO – grosso modo sono circa 500.000 (cifra per difetto) persone che ancor oggi PERCEPISCONO la pensione, molte da più di 38 anni
    IN SEGUITO DI POTEVA ANDARE IN PENSIONE CON 40 ANNI CONTRIBUTI poi dal 2011 servono anche per ì precoci normali ….. con l’aspettativa di vita …. ma come viene calcolata??? ….quale sarà quella che contiene l’anno 2020??? adesso 42 anni di contributi per le donne ….. che statisticamente vivono più degli uomini e 43 per gli uomini…
    SINTESI=RIASSUNTO PER Ì PRECOCI “NORMALI” E PER TUTTI QUELLI CHE NON HANNO 62 ANNI ENTRO IL DICEMBRE 2021 DEVONO RAGGIUNGERE Ì 42 di contributi SE DONNE E 43 SE UOMINI …. QUINDI 8 ANNI IN PIÙ…. – RISPETTO ALLE REGOLE DI QUANDO HANNO COMINCIATO A LAVORARE …… E TRE ANNI IN PIÙ RISPETTO AL 2010.

    RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
    1.
    Qualche settimana prima che si formasse il governicchio monti (nominato appositamente da re giorgio I, senatore e mantenuto a vita) per fare il lavoro sporco che il governo berlusconi non aveva la capacità e forse nemmeno ì numeri in parlamento per farlo (la lega pur con pochi voti 20/30 si era opposta).
    peccato che qualche anno o mesi prima (pre legge monti-fornero)
    la stessa lega aveva contribuito alla approvazione della legge che stabiliva che nel corso degli anni successivi, quindi successivamente all’approvazione di legge ….. ma mesi o anni dopo … per andare in pensione si doveva statisticamente calcolare “l’aspettativa di vita”, provvedimento firmato da sacconi, che rincorso negli anni successivi dai giornalisti dava l’idea di non sapere cosa aveva firmato come probabilmente altri suoi sodali, farfugliando che si doveva applicare solo per le pensioni di vecchiaia e non per le pensioni legate ai contributi …. e invece (che di fatto sono passate in otto anni da 40 anni di contributi per ambo ì sessi, ai 42 anni di contributi per il sesso femminile e 43 anni di contributi per il sesso maschile hanno trovato un modo per dividi et impera e le chiamano pensioni anticipate ….ì precoci “normali” di fatto è stata la categoria più bastonata da sacconi prima e dalla fornero-monti poi) in contraddizione con il principio di legge e le statistiche ISTAT che ci propinano, dove in ogni caso, risulta che le donne vivono di più dei maschi….aspetto sottolineato anche da organismi UE….. aspetto sottotaciuto e infine silenziato…….sacconi la legge l’ha firmata, ma la mente e l’anima posseduta che l’ha scritta è probabilmente un compagno di merende e/o cene eleganti di sacconi, berlusconi allora anche meloni, razzi…et altri umanoidi piccoli, piccoli …. forse l’energumeno tascabile di dalemiana memoria…..premio nobel mancato …

    ps….
    a) si dovrebbe fare una legge “popolare” con referendum per vietare l’erogazione deì vitalizi a deputati senatori consiglieri regionali e provinciali prima dei 70 anni di età, (mi sembra che ora il limite sia 60 anni) calcolati solo con il metodo contributivo e reversibile solo per il/la coniuge se sposata/o da almeno 10 anni …
    b) altra legge popolare … stesso referendum …chi sparla in particolare deputati senatori consiglieri regionali e provinciali, giornalisti e sindacalisti o ex- …..in televisioni, giornali, social ….di aspetti previdenziali deve presentare prima ….. il proprio conto contributivo-previdenziale … dove è specificato … quanti contributi ha pagato, chi ha pagato, quali e quanti sono ìI contributi figurativi ….

    2.
    …..ripeto introduzione …..
    Qualche settimana prima che si formasse il governicchio monti (nominato appositamente da re giorgio I, senatore e mantenuto a vita) per fare il lavoro sporco che il governo berlusconi non aveva la capacità e forse nemmeno ì numeri in parlamento per farlo (la lega pur con pochi voti 20/30 si era opposta….. ma tardi)
    • la fornero intervistata da RADIO PADANIA, alla domanda: prof fornero secondo lei 40 di contributi previdenziali sono sufficienti per andare in pensioni?
    • risposta: per me sì, ma nell’attuale situazione economica italiana …..ecc, ecc, se la persona ha attualmente accumulato almeno 20 anni di contributi…..
    risposta di buon senso, meno dei 41…. e/o 42-43 …. inoltre la monti-fornero è del 2011… coloro che allora avevano almeno 20 anni contributi …. oggì ne hanno almeno 29…. ma fosse stato stabilito invece di 40, 41 …. pur con qualche mugugno …. anche gli interessati avrebbero capito …… oppure avere almeno 30 anni di contributi ….
    Invece poi la conferenza stampa congiunta monti (l’algido mantenuto a vita ) e fornero ….. frignante ….. da fornero a frignero……
    Monti, infatti, incassa due pensioni. Per un assegno prossimo ai 20mila euro (lordi) mensili. Per metterlo insieme servono 40 vecchietti con la pensione sociale. Di questi quasi 20mila euro, circa 9mila gli arrivano da Bruxelles, in veste di ex commissario europeo (ce lo mandò Berlusconi). Il resto gli arriva dall’Inps per il lavoro svolto come docente universitario: è stato anche rettore della Bocconi. Da notare che l’assegno che riceve è calcolato con il sistema retributivo, e non contributivo. INOLTRE incassa 25mila euro (lordi) mensili di vitalizio quale senatore e mantenuto a vita. TOTALE MENSILE PERCEPITO DA MONTI 45mila euro (lordi) € 45.000.00 AL MESE.

    La fornero intervistata, da soggetti diversi, in seguito e più volte, sottolineava I seguenti aspetti:
    a) la legge che porta il mio nome è stata formata in 20 giorni in una situazione politico-economica per l’Italia pesantissima …… spread a 500-600 punti;
    b) dall’allora ministero delle finanze (ad interim a monti )…. continuavo a ricevere telefonate di fare presTo e tagliare il più possibile;
    c) premesso che la fornero nel governo monti era in quota pd….. lei ha dichiarato che in quel periodo si è sentita sola …… il pd allora era a guida bersani… a parte le sue metafore zoofile …mai una parola sulla riforma pensioni …. passata con ì voti pd …..un silenzio assordante……
    MA SIGNORA FORNERO TUTTO CIO’ PREMESSO NON SAREBBE STATO PIÙ LINEARE DIMETTERSI DA MINISTRO … VISTE LE SUE POSIZIONI INIZIALI ….. ????
    SALVINI …. CERCA IN RADIO PADANIA …. LA CASSETTA DELL’INTERVISTA…. OPPURE HA FATTO LA FINE DEI 49 MILIONI DI EURO…????

    3.
    PROPOSTA DI LEGGE (LA PDL 857) PRESENTATA IL 30 APRILE 2013 ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DAGLI ONOREVOLI DAMIANO, BARETTA E GNECCHI E VIENE OGGI RIPROPOSTA DA NUMEROSI ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO AL GOVERNO RENZI COME BASE PER UN INTERVENTO VOLTO A RISOLVERE I NODI DELLA RIFORMA FORNERO DEL 2011.
    premesso che la fornero nel governo dell’algido monti era in quota pd – Damiano era ed è del PD ed è stato compagno di classe della fornero

    Le penalità e la premiazione – In pratica viene previsto un sistema di penalizzazioni e di premialità a seconda se il lavoratore scelga di cessare l’attività lavorativa prima dei 66 anni o dopo 66 anni entro comunque un range che va dai 62 anni ai 70 anni. Il taglio massimo sull’importo pensionistico è pari all’8% per cento per i lavoratori che decidono di uscire con 62 anni e 35 di contributi e man mano si riduce del 2 % l’anno fino ad annullarsi all’età di 66 anni (si veda tabella). Analogamente, qualora il lavoratore decidesse di rimanere sul posto di lavoro oltre i 66 anni subirebbe un incremento dell’assegno pensionistico del 2% l’anno sino ai 70 anni. Pertanto il beneficio massimo conseguibile sarà dell’ 8% per cento in corrispondenza dei settant’anni. 
    Le penalizzazioni e le premialità si applicano sulle anzianità maturate con il sistema retributivo (dunque sulle anzianità maturate sino al 31.12.2011 per chi era nel sistema misto o sino al 31.12.95 per chi ne era rimasto escluso).

    Per accedere al beneficio è richiesto che l’importo dell’assegno pensionistico, secondo l’ordinamento previdenziale di appartenenza, sia pari ad almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (cioè un importo pari a circa 670 euro al mese).
    P. Anticipata – Il progetto intende inoltre rivedere i requisiti contributivi utili per l’accesso alla pensione anticipata rideterminandoli, per uomini e donne, in 41 anni (contro i 42 anni e 10 mesi previsti attualmente dalla legge Fornero per i lavoratori uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne). Dovrebbe andare in soffitta anche l’attuale sistema di penalizzazioni (già peraltro sospeso sino al 2017 dalla legge di stabilita 2015) anche se resta da comprendere se i 41 anni possano essere adeguati nel tempo alla speranza di vita o meno.

    DAMIANO ERA ED E’ PARLAMENTARE DEL PD, ma la proposta non è firmata solo da piddini.
    Nessun governo a guida pd: letta junior l’immobile, il renzie del pizzino “enrico stai sereno” “vincitore” solo di Europee 2014 (A PARTE LE PRIMARIE PD-CHE NON SONO CONSULTAZIONI ELETTORALI….) che nel parlamento italiano non hanno spostato nemmeno una sedia, dopo aver promesso gli 80 euro mensili e non a tutti, costo 10 miliardi di euro annui o il gentilone …. si sono presi la briga di portare in votazione in aula la
    PROPOSTA DI LEGGE (LA PDL 857) PRESENTATA IL 30 APRILE 2013 ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DAGLI ONOREVOLI DAMIANO, BARETTA E GNECCHI E altri.
    SALVINI A BALLARÒ ALLORA SU RAI TRE DICHIARAVA: SE PORTANO IN PARLAMENTO LA PROPOSTA DI LEGGE (LA PDL 857) PRESENTATA IL 30 APRILE 2013 ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DAGLI ONOREVOLI DAMIANO, BARETTA E GNECCHI E ALTRI …. LA LEGA LA VOTA …… PECCATO CHE ALLORA DISPONEVA ANCORA E SOLO DI 20/30 VOTI IN PARLAMENTO…. PRATICAMENTE VOTO NULLO A PRESCINDERE.

    Poi finalmente le elezioni politiche del 2018.
    PRIMA DI ESSE LA CAMPAGNA ELETTORALE
    IL CENTRO DESTRA Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia si presentavano con un unico programma, tra cui la controriforma fornero che prevedeva i requisiti contributivi utili per l’accesso alla pensione anticipata rideterminandoli, per uomini e donne, in 41 anni di contributi ed una generica quota 100 (somma età e contributi).
    IL PIU’ CONVINTO FORSE IL PIU’ CONVINCENTE PER LA CONTRORIFORMA FORNERO: SALVINI E LA LEGA – Fratelli d’Italia, Forza Italia MENO
    Peraltro in campagna elettorale a Porta a Porta Bruno Vespa ospitando berlusconi esponeva alcune slides molto chiare e molto sintetiche delle ipotesi di programma del centro destra tra cui la flat/tax ed altre e per quanto riguarda la controriforma fornero evidenziava un cartello con quota 41 e costo ipotizzato 3-4 miliardi di euro annue e quota 100 e costo ipotizzato 7-8 miliardi di euro annue …… berlusconi pur ammettendo che le ipotesi erano nel programma …..bofonchiava e sviava il discorso su altri temi…

    SI SOTTOLINEA CHE IN BASE ALLE SLIDE DI VESPA DEL 2018 IL COSTO ANNUO TOTALE DELLA CONTRORIFORMA FORNERO QUOTA 41+QUOTA100 SI IPOTIZZAVA IN 10-12 MILIARDI DI EURO ANNUI –
    CONSTATATO CHE LA QUOTA CENTO DEL GOVERNO M5S-LEGA
    QUOTA CENTO PER TRE ANNI – SPONSOR LA LEGA –
    DUE PALETTI = ALMENO 62 ANNI DI ETA’ – ALMENO 38 ANNI DI CONTRIBUTI A CONTI FATTI COSTERA’ DECISAMENTE MENO DEI 7-8 MILIARDI L’ANNO
    NON E’ CHIARO, IN CHE MODO SONO STATI CALCOLATI RECENTEMENTE E RIPORTATI IN VARI GIORNALI E SOCIAL, COSTI PRESUNTI PER EVENTUALE QUOTA 41, PER 12 MILIARDI ANNUI (NEL 2018 COSTO IPOTIZZATO 3-4 MILIARDI DI EURO)
    E’ DECISAMENTE POCO CREDIBILE.

    SAREBBE INTERESSANTE SAPERE DALL’INPS ….. AD OGNI FINE ANNO ….. QUANTI CONTRIBUENTI INPS… HA IN PANCIA …… CON 38-39-40 ANNI CONTRIBUTI E PUBBLICARE GLI STESSI IN AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

    IL M5S presentava il suo programma tra cui la controriforma fornero che prevedeva nominalmente i requisiti contributivi utili per l’accesso alla pensione anticipata rideterminandoli, per uomini e donne, in 41 anni di contributi ed una generica quota 100 (somma età e contributi) ed il reddito di cittadinanza.

    POI IL GOVERNO GIALLO-VERDE M5S-LEGA
    QUOTA CENTO PER TRE ANNI – SPONSOR LA LEGA –
    DUE PALETTI = ALMENO 62 ANNI DI ETA’ – ALMENO 38 ANNI DI CONTRIBUTI
    DEI 41 ANNI DI CONTRIBUTI PER TUTTI – RIMANDATI AL 2022 …. FORSE
    NELLA SOSTANZA PERSONE CON 38 ANNI DI CONTRIBUTI E 62 ANNI DI ETA’ POSSONO ANDARE IN PENSIONE
    PERSONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI MA CON 61-60-59 DI ETA’ NO
    DEVONO LAVORARE ANCORA UNO (SE DONNE) O DUE ANNI (SE UOMINI) HANNO TROVATO (DUE VOLTE) UN MODO PER DIVIDI ET IMPERA
    SALVINI???? BASTAVA PRENDERE COME ESEMPIO LA PROPOSTA DI LEGGE (LA PDL 857) PRESENTATA IL 30 APRILE 2013 ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DAGLI ONOREVOLI DAMIANO, BARETTA E GNECCHI E ALTRI, CHE DICEVI CHE VOLEVI VOTARE …… QUANDO I TUOI …. VENTI-TRENTA VOTI …. NON CONTAVANO NULLA.

    REDDITO DI CITTADINANZA AI DISOCCUPATI PER TRE ANNI-SPONSOR IL M5S-

    Antonio Brambilla del Centro Studi e Ricerche itinerari Previdenziali aveva suggerito (in particolare a Salvini) di ipotizzare l’uscita dal lavoro almeno a 41 anni e mezzo, oltre quota 100 (ma non con 38+62) poi si è zittito ed praticamente sparito dalle televisioni.. e salvini-lega e di maio m5s …. hanno fatto soloquota 100 (dal 2019-al 2021…) e reddito di cittadinanza.
    Antonio Brambilla del Centro Studi e Ricerche itinerari Previdenziali aveva suggerito di ipotizzare l’uscita dal lavoro almeno a 41 anni e mezzo in una precedente partecipazione, mi sembra, a sky24 polemizzando con non so chi piddino? Giornalista? ……. affermava chi ha versato 41 anni di contributi la sua pensione ….. se l’è pagata!
    INFINE
    salvini in bermuda, in spiaggia bevendo moito ed ebbro per le recite reiterate sull’immigrazione, che peraltro sembra manovrata, taxi del mare non è un ipotesi del tutto esagerata, si è politicamente suicidato (preterintenzionale) …. la iena ridens il senatore semplice …. con la favoletta dell’iva e l’appoggio apparentemente riottoso di pd e leu e la paura di sparire pre-termine degli eletti nel m5s … è rientrato in gioco ….. e smentendo se stesso …… allora pd e perdendo tutte le consultazioni elettorali “vere” dopo le europee 2014 (degli 80 euro e nella sostanza ininfluenti per buona parte della politica italiana)….. sperando di attirare eventuali elettori dell’ultra-ottantenne giaguaro smacchiato, caro a bersani, tiene a galla un governo che sta lì, per ì seggi del m5s, guadagnati da grillo, vedremo alle prossime elezioni politiche…….SE GLI ELETTORI AVRANNO MEMORIA
    ELETTORI, CITTADINI ELETTORI,
    RICORDATEVI CHI HA VOTATO LA FORNERO leggioggi.it/2015/05/12/riforma-fornero-i-nomi-tutti-coloro-votarono
    e PRIMA LA LEGGE SACCONI
    Non solo alcuni esponenti di iv di renzie … appena caduto (il suicida preterintenzionale alcolizzato di moito ed in bermuda) rilasciavano interviste astiose ed assurde … su quota 100… via subito ….. qualche settimana successiva intervistati non solo non ripetevano le stesse frasi velenose …. ma dichiaravano che quota 100 non si toccava….. piccoli, piccoli e meschini…strapagati…. Speriamo che ì cittadini che votano si ricordino …… e vedremo alle prossime politiche ………..anche se per ì 41isti di contributi …. non vedo tante speranze ….. a meno che non si voti a breve ……. ma se chi promette 41 ….. poi fa cento … come hanno già fatto … MA I 41 GLI FACCIAMO POI….. che votiamo a fare…. Ed il tempo scorre.
    PER LA PRESA PER ÌL XXXO, OPSS, PER Ì FONDELLI, GRAZIE A SALVINI, DI MAIO, GRILLO E PRIMA DI LORO A MONTI, FRIGNERO, BERSANI, BERLUSCONI, MELONI, RAZZI, LETTA JUNIOR, SACCONI, A RENZIE, AI NANI E ALLE BALLERINE NOMINATI/E DA BERLUSCONI E RENZIE IN PARLAMENTO, PER 15.000.00 EURO AL MESE …….. E COME CANTA ZALONE ….. QUELLA DELLA ….. È UNA STORIA VERA SONO ALTRE MILLE EURO … SE TI GIRI…
    RICORDATEVI ELETTORI QUANDO VOTATE …… CHI VI HA PRESO IN GIRO…… SE POTETE ALMENO NON RIVOTATELI.
    PER LORO LA MALEDIZIONE DELL’ULTIMO DEI TEMPLARI.
    NON SO SUGGERIRE ALTERNATIVE ……. QUELLI CHE VOTEREI … NON SI CANDIDANO O NON VENGONO CANDIDATI DA GENTE PICCOLA, PICCOLA CHE DECIDE LE LISTE ……
    QUALCUNO FORSE C’ERA MA HA ABBANDONATO O E’ STATO COSTRETTO AD ABBANDONARE.

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    29 Giugno 2020 in 13:29
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    Buongiorno a tutti, se non ho capito male le soluzioni di Carlo sono due: una è portare la quota dei contributi massimi a 41 in modo che, indipendentemente dall’età, chi ha maturato 41 anni di contributi può andare in pensione, in questo caso ne beneficerebbero i precoci, l’altra soluzione, che dovrebbe viaggiare su un binario parallelo alla soluzione “41 anni”, prevede una flessibilità in uscita una volta arrivati ai 62 anni e questa soluzione dovrebbe andare incontro a chi ha avuto buchi nella contribuzioni o per altri motivi. E’ chiaro che queste due soluzioni abbinate e a scelta a seconda della propria età e situazione contributiva, sarebbero molto interessanti. Dubito però che possano essere prese in considerazione soprattutto perchè già si sente che per rientrare dai buchi di bilancio hanno già pensato alle pensioni. Nel mio caso con 62 anni ad agosto e 36 anni di contributi al 31/12/20 quota 100 me la sono scordata e mi sa che dovrò arrivare almeno a 67 anni. 67 anni sono tanti, troppi considerando anche che fra alcuni mesi si potrebbe parlare di licenziamenti o di cassa integrazione…..cassa integrare degli ultra 62enni mi sembra una solenne stupidata a meno che non sia uno strumento per arrivare alla pensione.

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      29 Giugno 2020 in 16:26
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      Si, la mia idea è quella, un doppio binario parallelo: uno per flessibilità dai 62 di età e uno per Quota 41 indipendente dall’età.
      Che mi pare in linea con le ultime idee espresse dai sindacati, quindi non dico cose nuove.

      Tenere la gente al lavoro fino a 67 anni, mentre tanti giovani stanno con le mani in mano, era assurdo pre-COVID, figuriamoci post-COVID.
      E pensare alla pensioni come “Bancomat” per “ripianare i buchi di bilancio” sarebbe non solo ingiusto nei confronti dei pensionandi/pensionati, ma letteralmente assurdo nei confronti del Paese.

      Oltre i 60 anni la gente si ammala di più (e questo anche tralasciando il COVID!), rende di meno (anche se compensando spesso la minore energia con la maggiore efficienza data dall’esperienza) e solitamente spende di meno.
      Tenerli ancora a lungo al lavoro, tra una visita medica, un periodo di malattia e un’operazione di cataratta, mentre coloro che potrebbero veramente far ripartire i consumi, i giovani, sono disoccupati, non hanno in tasca il becco di un quattrino e perciò non possono spendere è un’idea assurda che solo dei ragionieri miopi alla Fornero, alla Monti, alla Cazzola o all’Ichino potrebbero concepire.
      Questo era vero pre-COVID ed è ancor più vero oggi che c’è bisogno di una spinta per far ripartire i consumi.

      Concordo che cassintegrare degli ultra-62enni sarebbe un pessimo, anzi tragico numero di cabaret.

      E se fosse visto come modo “furbesco” per mandare qualcuno in una specie di “pensione anticipata”, senza voler davvero riformare le pensioni, vorrebbe dire l’ennesima sperequazione tra coloro che potrebbero usare questo “scivolo” e coloro che (lavorando in aziende non in difficoltà) non lo potrebbero usare.
      Sperequazione che oggi c’è già, ed è vergognosa, tra chi lavora in grandi e grandissime aziende nelle quali si fanno accordi sindacali nazionali di prepensionamento e chi lavora in medie o piccole, dove di questi accordi generalmente non se ne fanno.
      Se ci dovessere essere uno “scivolo” di prepensionamento, almeno ci sia per tutti, indipendentemente dalla cassa integrazione.

      Ma, a questo punto, invece dello “scivolo” andrebbe fatta una vera riforma generale delle pensioni, con la FLESSIBILITA’!
      Che mi sembra l’unico modo ragionevole per risolvere, senza “pezze” nè sperequazioni, la situazione dei pensionandi, del mercato del lavoro (oggi chiuso ai giovani) e della ripartenza dei consumi.
      Di “furbate” sulle pensioni secondo me ne abbiamo viste già anche troppe.

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    28 Giugno 2020 in 20:23
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    Sono d’accordo che dopo quarant’anni di lavoro sia più che sufficiente per andare in pensione e dovrebbe essere valido per tutti non solo per qualcuno io sono un lavoratore precoce e pure non mi fanno nessun sconto devi farmi i miei 43.1 in più se liberiamo posti di lavoro e facciamo entrare ragazzi giovani al lavoro le famiglie anno più liquidità da spendere e mettere in circolo creando ricchezza grazie

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    27 Giugno 2020 in 10:02
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    Dopo avere avuto il coraggio di ripristinarsi i vitalizi con un blitz notturno voglio vedere con che faccia si permettono di abolire quota 100 prima della scadenza natirale del 31/12/2021…sarebbe una provocazione insopportabile!

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    27 Giugno 2020 in 0:48
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    Quota 100 già legge alla quale abbiamo fatto affidamento e che è sempre stato assicurato e dichiarato da personalità politiche e sindacali che rimarrà e così come è fino alla fine della sperimentazione, 2021 compreso, non si tocca per nessun motivo, non si possono cambiare le regole in corso alle quali abbiamo fatto affidamento ma si devono portare a termine come previsto altrimenti senza pensione, senza lavoro e senza reddito per vivere, esodati , inoltre le donne svolgono anche doppio lavoro cura della famiglia e figli.

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    26 Giugno 2020 in 22:17
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    ###CarloAlTavoloDelleTrattative!!!😊

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    26 Giugno 2020 in 14:01
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    Questa riforma e da anni che si doveva fare perche era unica cosa equa e sensata da fare.. 41 anni di lavoro purtroppo per i giovani sarà difficile raggiungerli dunque non capisco perché non si dia la possibilità ai precoci di liberare posti di lavoro ma non nel 2022 ma subito anche perché se le cose andranno avanti così la gente non avrà più lavoro e allora qualcuno dovrà cominciare a correre..

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    26 Giugno 2020 in 10:20
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    La proposta del sig. Perfetto per una quota 100 senza paletti senza dubbio è una proposta enormemente migliorativa rispetto alla cosiddetta quota 100 attuale che in realtà è un ambo secco (62+38), e non può che essere che sottoscrivibile. Come giustamente ha fatto notare un lettore però non risolverebbe del tutto il problema dei lavoratori precoci, quindi secondo me oltre a una quota 100 “vera” bisognerebbe approvare in contemporanea la quota 41. Se invece si vuole avere una riforma diciamo semplificata dove esiste il solo sistema delle quote, 100 sarebbe una quota troppo penalizzante e andrebbe approvata una quota 96 che implicitamente incorporerebbe anche la quota 41, quindi senza penalizzare i precoci. Infatti un giovanissimo entrato al lavoro a 14 anni per maturare 41 anni di contribuzione dovrebbe avere anche 55 anni di età e appunto 55+41=96.
    Potrà sembrare un eccesso abbassare la quota da 100 a 96, ma bisogna anche dire che a causa del virus l’aspettativa di vita in alcune aree italiane si è ridotta di 6/8 anni e quindi è giusto ridurre l’età pensionabile quando la vita si accorcia non solo aumentarla quando si allunga.

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    26 Giugno 2020 in 6:33
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    Quota 41 x tutti a prescindere dall’età anagrafica è anche una questione di giustizia sociale di chi ha iniziato a lavorare in tenera età, e x chi si trova ad oggi a 54 anni con 40 di lavoro sopra le spalle,non solo ne è estremamente nauseato ma oltre ai contributi ha maturato un senso di nausea e rifiuto mentale.. è ora che tanti vitelloni di trent’anni che vanno ciondolando tutto il giorno inizino a farsi i calli nelle mani dando il loro contributo.IL LAVORO NOBILITA L’UOMO.( Nella giusta dose)

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    25 Giugno 2020 in 23:43
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    A mio parere quota 100 senza paletti mi sembra fin troppo bella per essere vera ed accettata dal governo.

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    25 Giugno 2020 in 22:17
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    Quota 100 senza paletti o in alternativa quota 41x tutti senza limiti di età sono soluzioni entrambe interessanti in alternativa alla legge Fornero

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    25 Giugno 2020 in 19:42
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    Il Procuratore generale della Corte dei Conti Fausta Di Grazia ha affermato (come si legge sulle pagine de La Repubblica del 24 giugno 2020) che per quanto riguarda Quota 100 “i risultati sono stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro”.
    Il Procuratore generale della Corte dei Conti forse non si rende conto che nelle aziende c’è sempre meno bisogno di personale a causa del diffondersi dell’automazione e della disintermediazione digitale. Tutto ciò comporta che le persone che vanno via con Quota 100 non vengano rimpiazzate.
    Il suggerimento del sig. Carlo è senz’altro condivisibile da parte dei lavoratori e (io credo) anche da parte dei sindacati. Tale suggerimento, e cioè uscita flessibile dai 62 anni d’età (con qualche moderata penalizzazione per gli anni di anticipo rispetto ai 67) in aggiunta alla quota 41, offre un ventaglio ampio di possibilità per il ricambio generazionale.
    A patto che partano iniziative e progetti previsti dal Piano Colao!

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    25 Giugno 2020 in 19:27
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    Gentile Erica e gentile Stefano, credo che in tutta la discussione tra quota 100 e quota 41 manchi, oggi, un dato fondamentale che potrebbe, nella futura riforma, dare un contributo decisivo a ciò che serve realmente. Il quesito è : “Dalla nascita della quota 100 sino al suo termine naturale nel 2021, quante sono stimate le uscite di lavoratori ancora sotto la scure della legge Fornero ?” Parlo sia di chi deve raggiungere i 67 della vecchiaia, sia di chi è costretto ad arrivare ai 43,1. Voi che avete contatti e conoscenze magari un dato approssimativo riuscite ad ottenerlo. Sappiamo esattamente quante persone attualmente sono state beneficiate dalla fantastica quota 100, mentre invece io vorrei sapere quante persone sono state penalizzate da questo blocco triennale. Giusto per sapere, scherzando, quanti sono questi superman che a 67 anni sono più in gamba di chi ne ha 62 e per sapere quanti sono quei stakanovisti felici di farsi 43,1 di lavoro rispetto a chi se ne fa solo 38. Perchè nel frattempo,mentre si chiacchiera di cosa fare dopo il 2021, migliaia e migliaia di lavoratori, hanno dovuto o devono lavorare fino a 5 anni in più, un lustro in più e non è una bazzeccola da riderci sopra. Sono stati obbligati, non hanno potuto scegliere di risparmiarsi nemmeno un giorno in meno.

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