Riforma pensioni, ultim’ora oggi 18 febbraio su precoci e lavori di cura

Un nostro lettore Giuseppe, stamane ha lasciato un commento molto lungo in cui chiedeva lumi alla Professoressa Saraceno su alcune questioni di carattere previdenziale, e a suo dire, sociologico. Giacché il commento in essere faceva esplicita menzione alla sociologa, che ci ha gentilmente rilasciato la sua intervista nei giorni scorsi, abbiamo provato nuovamente a disturbarla per girarle il quesito in essere.

Eccovi la sua pronta risposta, come sempre ringraziamo la Prof.ssa Chiara Saraceno per il tempo dedicatoci e la disponibilità al confronto.

Pensioni 2019, giusto versare se poi non posso andare in pensione?

“Se ricordo bene, la Signora Saraceno, in un talk show, dichiarò che non si può andare in pensione, PERCHE’ TROPPO GIOVANI, a “tot” anni (chiedo venia, non ricordo bene, forse prima dei 67 anni?, ma era comunque una età alta, superiore di molto a quella in cui io, psico fisicamente distrutto e, peraltro, da impiegato, lavoro secondo me a torto considerato non usurante, ci andai). La Signora Saraceno immagino sia una ammiratrice della Professoressa Fornero e dei politici dei sacrifici; probabilmente perché il lavoro di sociologa e “intervistata” da talk show stanca meno di quanti sopravvivano con altri lavori meno gratificanti? e, anzi, Lei amerebbe NON avere limiti di età “massima” che La “obblighino” ad “andare” in pensione.
Nonostante sembrerebbe un controsenso per chi, da sociologo, studi la società, da certe dichiarazioni sembrerebbe che, proprio chi studia la società, in alcuni casi, sembri non capire bene i problemi di chi faccia un lavoro che serva solo per sopravvivere economicamente e non per essere gratificati; e pensi che, come chi faccia un lavoro gratificante, si possa andar in pensione solo prossimi alla morte allora, pero’, ci si dovrebbe chiedere quale sia il “motivo” per cui “subire” prelievi mensili sullo stipendio per la previdenza obbligatoria; e occorrerebbe prendere in considerazione la possibilita’ di non essere “obbligati” ai versamenti per la pensione”, versamenti prelevati ogni mese per il 33% dello stipendio, particolare non precisamente insignificante: no pensione, no contributi!

Come la vede, questa idea, dal punto di vista sociologico, professoressa Saraceno? non pensa, inoltre, che tanti lavoratori che si vedano prelevare mensilmente ingenti somme per qualcosa che sembri arrivare solo prossimi alla morte possa, a questi, dar l’impressione che qualcuno stia “beffandosi” di loro (o magari e’ solo una mia impressione sbagliata), e abbia, magari, solo istituito una nuova tassa con la “scusa” delle “future generazioni” e che non gliene importi molto ne’ delle passate, ne’ delle presenti, ne’ delle future, generazioni? dal punto di vista sociologico, non pensa che continuare con tale “andamento” possa portare a qualcosa di pericoloso dal punto di vista sociale, tipo ribellione ad una “apparente” ingiustizia? come ci si puo’, poi, magari anche da non sociologi, stupire di certi “rovesci” di voto contro una sedicente sinistra “amica” di governi tecnici “apparentemente poco amichevoli verso il mondo del lavoro”, ad ogni elezione? e, dal punto di vista legale contrattuale, ritiene giusto prelevare “obbligatoriamente” versamenti ogni mese per la pensione e poi, questa, prorogarla unilateralmente in continuazione e con piu’ parametri contemporaneamente, col rischio che chi se la sia pagata non la percepisca perche’ muoia sul lavoro?

Pensioni, Saraceno: ok lavoro di cura e misure ad hoc precoci

Così ha risposto la Professoressa Chiara Saraceno al duro commento del Signor Giuseppe: “Non mi è chiaro a quale mia posizione si riferisca il lettore (e tralascio di rispondere alle osservazioni acrimoniose e gratuite su di me e il mio lavoro). Nell’intervista, infatti, sostengo l’opportunità che si arrivi ad una flessibilità – entro un range ragionevole – dell’età alla pensione.

Naturalmente, quanto prima si sceglierà di andare in pensione tanto inferiore dovrà essere l’importo della stessa, non solo perché si saranno pagati meno contributi, ma perché si godrà della pensione per più anni. Tanto più numerosi sono gli anni trascorsi in pensione, infatti, tanto più improbabile che essi siano tutti coperti effettivamente dai contributi versati. Ciò detto, sono anche favorevole, come ho scritto, che chi svolge lavoro di cura si veda riconosciuti contributi figurativi. E sono favorevole al fatto che i lavoratori precoci e chi ha svolto lavori usuranti possa andare in pensione prima senza riduzioni, o con riduzioni molto contenute, dell’ammontare della pensione, se non altro, anche se è spiacevole dirlo, perché ha meno probabilità di chi ha studiato e svolto un lavoro non usurante, di goderne a lungo.”

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

One thought on “Riforma pensioni, ultim’ora oggi 18 febbraio su precoci e lavori di cura

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    18 Febbraio 2019 in 18:52
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    La prof.ssa Saraceno indubbiamente vive in una realtà che di fatto è diversa dal mondo reale. Anche se oggi in risposta al commento, cerca di parare le parole espresse e comunque il Suo pensiero è in sintonia con la riforma Fornero . Queste figure di alto prestigio, non avendo mai provato, quindi mai esercitato in fabbriche dalla tenera età (15/18 anni) a lavori umili con sacrifici di varia natura a mio parere non dovrebbero dare voce. Non si capisce o meglio con non si faccia capire che una persona a 60/63 anni dopo una vita di lavoro non possa accedere alla quiescenza, che sia per mantenere il carrozzone??

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