Riforma pensioni, ultim’ora oggi 5/1: possibile uscire fino a 3 anni prima di Quota 100

Le ultime novità sulle pensioni al 5 gennaio 2019 si concentrano intorno all’atteso decreto che dovrebbe chiarire chi potrà beneficiare della quota 100 e per quanto tempo, nelle ultime bozze del provvedimento si parla anche di fondi di solidarietà bilaterali di settore.

Questi dovrebbero consentire quel turnover generazionale che garantirebbe l’uscita anticipata, anche fino a 3 anni prima rispetto al raggiungimento dei requisiti necessari per uscire con quota 100. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Pensioni 2019, fondi di solidarietà bilaterali di settore cosa sono?

I fondi in questione sono costituiti con accordi sindacali e hanno l’obiettivo di “favorire percorsi di ricambio generazionale, anche mediante l’erogazione di prestazioni previdenziali integrative finanziate con i fondi interprofessionali”.

Questi fondi di solidarietà bilaterali saranno dunque una sorta di scivolo per raggiungere la pensione, e saranno usufruibili da quanti avranno almeno alle spalle 59 anni d’età e 35 di contributi e si reggeranno su finanziamenti ad hoc delle aziende interessate alla staffetta generazionale. Queste aziende potranno erogare infatti un assegno previdenziale a tutti quei lavoratori a cui manchino non più di tre anni al raggiungimento della quota 100, però la condizione necessaria é che ciò avvenga con accordi sindacali che prevedano l’obbligo di assunzione di lavoratori in sostituzione di quelli che usciranno con questa sorta di prepensionamento. L’obbligo di assunzione verrebbe meno solo per quelle aziende che risultassero in crisi anche solo temporanea.

Pensioni 2019, fondi di solidarietà bilaterali e isopensione, quale analogia?

La misura ricorda, se venisse attuata, l’«isopensione», ovvero la possibilità per le aziende di mandare in pensione i lavoratori anche 7 anni prima dei requisiti previsti dall’attuale Legge Fornero. L’isopensione finora é stata però utilizzata da pochi grandi gruppi perché il costo dell’assegno è interamente a carico delle aziende.

Invece il fondo di solidarietà bilaterale potrebbe come misura interessare maggiormente in quanto definita dagli stessi accordi sindacali, con costo per le imprese fiscalmente deducibile e dunque più abbordabile. Inoltre allo studio vi sarebbero altresì agevolazioni, prestiti agevolati, per tutti quei datori di lavoro che assumeranno in sostituzione a quanti usciranno con la quota 100 normale. Un meccanismo questo slegato però da accordi sindacali. Insomma il Governo sta cercando di prevenire l’eventuale flop della misura, puntando sugli incentivi all’assunzione.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

19 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultim’ora oggi 5/1: possibile uscire fino a 3 anni prima di Quota 100

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    6 Gennaio 2019 in 16:57
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    Buonasera, sono pubblico dipendente (sanità) tra 6 mesi sarò a quota 105 (63+42) vorrei approfittare della quota 100 con uscita il 1 luglio 2019(anche se solo per 1 anno rispetto alla Fornero: pensione prevista per il 1/11/2020), ma vista la bozza del DL ho alcuni dubbi:
    – art.14 comma 6 lettera a: i dipendenti pubblici che maturano i requisiti entro il 31 marzo 2019 conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1 luglio 2019
    ma:
    – art.14 comma 6 lettera c: la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi.
    Visto che il decreto verrà pubblicato (si spera) nel corso del mese di gennaio…. i 6 mesi non saranno più possibili per il 1 luglio 2019 a meno che si sia fatta domanda alla cieca e rischiando entro il 31/12/2018 (il sottoscritto l’ aveva già pronta, ma per non rischiare di essere gabbato non l’ho presentata).
    Grazie

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    • Erica Venditti
      7 Gennaio 2019 in 11:08
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      Dunque Sergio, lei mi sembra già molto informato, cosa vuole sapere? Ma obiettivamente, una sola costatazione, le conviene uscire con la quota 100,quando il traguardo pensionistico con la Fornero, ed il relativo assegno pieno, é molto vicino?

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        7 Gennaio 2019 in 11:41
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        La mia era solo una costatazione di quanto non sia chiaro quando un dipendente pubblico (se quota 100 già maturata entro il 31/03/2019) riesca a usufruire della stessa. Probabilmente quando è stata scritta la bozza la mano destra non sapeva cosa scriveva la sinistra o viceversa. Le assicuro che dopo tanti anni di lavoro e a questa età 1,5 anni di anticipo fanno la differenza.
        grazie

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        • Erica Venditti
          7 Gennaio 2019 in 16:16
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          Indubbiamente Sergio, non volevo convincerla a restare al lavoro, ma solo a farsi fare una simulazione dei due importi che eventualmente percepirà, al fine di poter scegliere ocn maggiore raziocinio. A presto e grazie per seguirci 🙂

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    6 Gennaio 2019 in 11:43
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    Ancora una ulteriore diminuzione di anni per la quota 100 ? Io veramente non capisco il cervello di questi politici. Ma si rendono conto che mandando in pensione con soli 38 anni di contributi creeranno un esercito di futuri pezzenti ? Si rendono conto questi futuri pezzenti che dopo 38 anni di contributi avranno una pensione che equivale a poco più della pensione sociale, cioè di quelle persone che non hanno mai versato un solo contributo? Si rendono conto i nostri politici che stanno proponendo una disuguaglianza enorme tra cittadini lavoratori tra chi gli viene concessa la pensione anticipata pur perdendo una cifra e chi invece pur avendo 40-41-42 accetterebbero anche loro una lieve detrazione? Perchè mandare in pensione prima chi ha meno contributi? Anche io sono disposto a perdere qualcosa ma i miei 41 e mezzo li ho versati tutti. Perchè a me non viene concessa la possibilità? Ma la costituzione italiana non prevede pari diritti e opportunità per tutti? Una presa in giro colossale e noto che alcuni sono pure contenti. Un domani vedremo davanti alla Caritas anche chi ha accettato la quota 100.

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    6 Gennaio 2019 in 11:29
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    Non capisco perché, non si chieda L’ISEE ( tetto max 9000 euro) anche per le pensioni di invalidita’ minime (280 euro),….. soggetti con dei ricchi conti in banca potrebbero usufruire di tali cifre…. si potrebbero recuperare dei quattrini da utilizzare per chi lavora duramente da 40 anni e non riesce ad andare in pensione.

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    6 Gennaio 2019 in 3:18
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    Leggo che l’Onorevole Di Maio dichiara: ” … E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019… “.
    SI, MA LO AVRANNO MINORE DEL DOVUTO!
    LA MIA PENSIONE, “NON D’ORO”, DAL 2018 (1699,75 LORDI E 1326,23 NETTI) A GENNAIO 2019 E’ PASSATA A 1718,25 LORDI E 1345,18 NETTI: LA RIVALUTAZIONE MI E’ STATA TAGLIATA, NON HO AVUTO LA RIVALUTAZIONE DELL’1,1 MA DELL’1,088. E, COME LEGGO, E’ MOMENTANEAMENTE SUPERIORE A QUANTO POI VERRA’ CONGUAGLIATO ULTERIORMENTE IN MENO CON LE NUOVE REGOLE DEL GOVERNO GIALLO VERDE, CHE L’INPS NON HA ANCORA AVUTO IL TEMPO DI APPLICARE E LO FARA’ A CONGUAGLIO NEI MESI SUCCESSIVI. QUINDI, L’AUMENTO, LO HA AVUTO MENO DEL DOVUTO!
    QUINDI L’AUMENTO “SBANDIERATO” DALL’ONOREVOLE DI MAIO PER LE PENSIONI “NON D’ORO” E’ PER ORA INFERIORE ALL’1,1 DELL’INFLAZIONE E, POI, CON LE REGOLE DEL SUO GOVERNO, VERRA’ CONGUAGLIATO ANCOR PIU’ IN MENO, COME I SITI DI PREVIDENZA TUTTI RIPORTANO! TAGLIATE PENSIONI DA 1300 EURO CIRCA NETTI!

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    6 Gennaio 2019 in 1:18
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    Giuseppe C.,
    e dire che ci eravamo illusi, VOTANDOLI, che il POTERE delle Banche, sarebbe finito!
    E invece no. Quel Potere continua a divorarci, come un mostro multiforme, con ben altri colori….. E noi?
    Continuiamo ad illuderci.
    Dovremmo imparare dai Francesi…..

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      7 Gennaio 2019 in 13:54
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      Veramente io non mi ero né illuso, né li ho votati! Ma sono rimasto ugualmente buggerato, vedendomi tagliata nella rivalutazione, cosa dichiarata incostituzionale recentemente dalla Consulta, nuovamente, la mia pensione di circa 1300 euro netti e, ancor più, mia moglie che dovrà andare in pensione con la legge Fornero, per non subire un INGIUSTO SALASSO.

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      7 Gennaio 2019 in 15:06
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      Io, scherzosamente, ma non troppo, uso dire che i ladri siano funzionali alle banche, perché se i ladri non esistessero, non avremmo bisogno di custodire i nostri soldi in banca ma potremmo tenere i nostri soldi in casa; cosa lecitissima se si dimostra la lecita provenienza dei nostri soldi. E poi venite a parlare di patrimoniale!

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    5 Gennaio 2019 in 19:41
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    Susanna…. Sei troppo ottimista… Beata te che credi ancora nelle favole…..

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    5 Gennaio 2019 in 19:38
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    Giuseppe… Ma non hai ancora capito con chi abbiamo a che fare ? Sono solo degli imbroglioni incapaci. Hanno la faccia come il sedere…. E hanno ancora il coraggio di farsi vedere in pubblico…..

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      7 Gennaio 2019 in 22:43
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      L’ho capito, l’ho capito… Ma non vedo via d’uscita…

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    5 Gennaio 2019 in 16:02
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    Anch’io sono un po’ delusa…ma comprendo le difficoltà del Governo. Spero solo che sia un inizio e che venga continuato nel tempo almeno quota 41 x tutti e strutturale opzione donna.

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    5 Gennaio 2019 in 15:07
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    PARDON. HO COMPLETATO E RIVISTO MEGLIO IL MIO PRECEDENTE COMMENTO:
    TFS con prestito bancario? Ci prestano i nostri soldi?
    Riguardo al diritto al TFS subito e allo scongelamento del “congelamento” temporaneo effettuato dalla legge Fornero, quella che si dichiarava di “abolire”:
    Leggo che l’Esecutivo stia lavorando a quota 100 e allo scongelamento del TFS per gli statali con una ipotesi che coinvolga l’Associazione Bancaria Italiana con un accordo per scongelare il TFS, ora “congelato” per sei, dodici o ventiquattro mesi e permettere ai pensionati con quota 100 (istituto da non chiamare, peraltro, “pensionamento anticipato” se doveva sostituire quello derivante da una legge da “abolire”) di ottenerlo (come, secondo me, sarebbe loro normale diritto) “subito al pensionamento”, invece che secondo il tipo di uscita o importo del TFS: la proposta, se ho ben capito quanto leggo, sarebbe quella di accedere ad un prestito bancario da restituire in cinque anni con interessi a carico dello Stato!!!
    Ma vogliamo scherzare od ho capito male quanto letto?
    Eventuale scherzo 1): Io, per avere la “restituzione dei miei soldi” che (perlomeno da parte dei privati, prima che la gestione del TFR fosse devoluta all’INPS) dovevano essere “accantonati” e vincolati, e, quindi, non usati per altro, fino al mio pensionamento (o licenziamento) e poi “restituitimi subito”, dovrei chiedere un prestito bancario?
    Eventuale scherzo 2): “Da restituire in cinque anni”? Immagino non da me, ma da parte del datore di lavoro, ovvero lo Stato!
    Eventuale scherzo 3): “Con interessi a carico dello Stato”? Ovvero della fiscalità generale? Ovvero dei cittadini e contribuenti e, di riflesso, anche dei pensionandi stessi in questione? Soldi relativi ad interessi, quindi, anche a “nostro” carico perché occorre scongelare qualcosa che “ci” spetterebbe subito e, quindi, che doveva “in qualsiasi momento” essere tenuta a nostra disposizione perché “soldi di noi lavoratori” da “restituire” subito al pensionamento o licenziamento?
    Eventuale scherzo 4): Nel frattempo che si continua, come posso sbagliare ma questa impressione ricevo, a far cassa sui pensionati, permangono 110 miliardi di evasione fiscale!
    Non ho parole. Sono esterrefatto.

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      6 Gennaio 2019 in 9:10
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      Per quello che ho capito io, il governo prenderebbe accordi con le banche le quali pagherebbero subito il TFS e dopo, lo Stato, restituirebbe alle banche, in 5 anni, a suo carico, il tutto. Se così fosse io sarei ampiamente contento .

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        7 Gennaio 2019 in 14:00
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        Non direi che dovremmo essere contenti: perché gli interessi pagati alle Banche “dallo Stato” sono in realtà pagati con soldi “nostri”, pubblici, della fiscalità generale, ovvero dei contribuenti, dei cittadini, ovvero anche dei pensionandi o pensionati n questione che, per avere quanto di loro diritto, il TFS, ovvero i loro soldi cui AVREBBERO DIRITTO SUBITO, ripagheranno una seconda volta come interessi pagati dallo Stato coi “nostri” soldi alle Banche!

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    5 Gennaio 2019 in 13:32
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    RIGUARDO AL DIRITTO AL TFS SUBITO E ALLO “SCONGELAMENTO” DEL “SEQUESTRO” TEMPORANEO EFFETTUATO DALLA LEGGE FORNERO:
    Leggo che l’Esecutivo stia lavorando a quota 100 e allo “scongelamento” del TFS per gli statali con una ipotesi che coinvolga l’Associazione Bancaria Italiana con accordi per scongelare il TFS ora congelato per sei, dodici o 24 mesi e permettere ai pensionati con quota 100 di ottenerlo, COME, secondo me, SAREBBE LORO NORMALE DIRITTO, SUBITO AL PENSIONAMENTO, invece che secondo il tipo di uscita o importo del TFS. LA PROPOSTA SAREBBE QUELLA DI ACCEDERE AD UN PRESTITO BANCARIO DA RESTITUIRE IN CINQUE ANNI CON INTERESSI A CARICO DELLO STATO !!!
    MA VOGLIANO SCHERZARE?
    SCHERZO 1) Io, per avere la RESTITUZIONE DEI MIEI SOLDI, CHE DOVREBBERO ESSERE “ACCANTONATI” E VINCOLATI “FINO AL MIO PENSIONAMENTO”, e non congelati oltre, E NON USATI PER ALTRO, COME ACCADEVA QUANDO LI GESTIVA IL DATORE DI LAVORO PRIVATO, DOVREI APRIRE UN PRESTITO BANCARIO?
    SCHERZO 2) DA RESTITUIRE IN CINQUE ANNI? IMMAGINO NON DA ME, MA DAL DATORE DI LAVORO, LO STATO.
    SCHERZO 3) CON INTERESSI A CARICO DELLO STATO? OVVERO DELLA FISCALITA’ GENERALE, OVVERO A CARICO DEI CITTADINI SOLO PERCHE’ OCCORRE SCONGELARE QUALCOSA CHE SPETTEREBBE SUBITO?
    NON HO PAROLE!

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    5 Gennaio 2019 in 13:14
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    E questa sarebbe l'”ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO” come, in campagna elettorale, promessa, senza “bacchetta magica” e come “LA PRIMA COSA CHE FAREMO” SE AL GOVERNO?

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