Riforma pensioni, ultim’ora: Quota 100 non basta é riduttiva, parla Durigon

Pensioni anticipate, le considerazioni di Perfetto su Quota 100 e post

In questi giorni si parla sempre più spesso di Riforma pensioni e di quello che potrà accadere post quota 100, l’argomento é tornato sempre più da dibattito ‘social’ anche a seguito dell’insediamento del nuovo Governo Draghi e del ministro Orlando al ministero del Lavoro e delle politiche sociali. In tanti si stanno chiedendo cosa potrebbe cambiare e quali misure potrebbero evbistare lo scalone allo scadere della quota 100. Nei giorni scorsi vi avevamo fatto un quadro degli ultimi rumors relativamente alle proposte, si é aprlato a lungo della proposta di DelRio la quota 92, o di quella di Brunetta, scivolo per gli statali, o ancora della Quota 102 di Brambilla e del Ddl 2855 a prima firma Durigon.

Ogni proposta ha per qualche aspetto peculiare non convinto completamente i lavoratori. In questo dibattito già acceso si inseriscono quest’oggi le dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista a Libero proprio da Durgon, considerato da molti il ‘padre’ di quota 100, che ha asserito, spiazzando parte ldei avoratori che forse ambivano ad una proroga, almeno temporanea, della quota 100, che essa non basta più, ed é una misura riduttiva. Vi riportiamo parte dell’intervista quella che maggiormente riteniamo calzante per il nostro sito, il sottosegretario al Mef, ha risposto anche su questioni relative alla pace fiscale ed al decreto sostegno.

Riforma pensioni 2021, quota 100? Non basta più, parla Durigon

Intervistato dal collega Antonio Rapisarda, di Libero, Claudio Durigon, passato da Ministero del Lavoro e delle politiche sociali al Mef, come sottosegretario all’economia, é alle prese col decreto sostegno, e rispondendo alle varie domande che gli sono state poste é emerso anche il nodo riforma pensioni e nello specifico la quota 100.

Così il collega analizzando il difficile contesto socio economico che il covid 19 ha enfatizzato specie nel mondo del lavoro, chiede: ‘Ha letto i dati istat sul lavoro?’

Durigon affranto risponde: Certo sono dati allarmanti, purtroppo e con lo sblocco dei licenziamenti avremo ancora cifre più drammatiche. Da parte nostra dobbiamo essere pronti: il mercato del lavoro avrà bisogno di più tutela sia in entrata che in uscita.”

Il Collega Rapisarda incalza il sottosegretario al Mef: e chiede cosa prevedete?

Dobbiamo permettere alle aziende di riorganizzarsi e per questo dobbiamo dotare imprese e lavoratori di un ‘cassetto degli attrezzi’, dove ci siano ammortizzatori sociali, e io spero che finalmente si introduca l’ammorrizzatore universale e sostegno per le assunzioni . E le dico di più quota 100 non basta più.

Riforma pensioni, se quota 100 non basta quale misura sarà necessaria?

Giustamente il collega di Libero non poteva non sondare l‘aspetto relativo proprio alla quota 100, giacché era stata proprio la Lega, nel Governo giallo verde ove Durigon era ministro del Lavoro, a volere fortemente la misura. Quindi una frase come ‘Le dico di più quota non basta più’ non poteva non destare curiosità.

Rapisarda, chiede, andando maggiormente nel dettaglio e forse lanciando una piccola ‘provocazione’ a Claudio Durigon: “Ma lei é il padre di quota 100? e’ diventato europeista anche in questo?

Durigon così precisa continuando a tessere le lodi della ‘sua’ misura , ma facendo notar eocme questa non possa più bastre, esplicitandone le ragioni: “Quota 100 é nata in un contesto nel quale era necessario ristorare tutti i danni che fece la Legge Fornero. Oggi invece rischia di diventare riduttiva. Il Covid é uno spartiacque: l’emergenza ha cambiato le figure professionali e sappiamo quanto c’é bisogno in questo momento di rimodulazione. Dobbiamo fare in modo che le aziende si possano riorganizzare con un pacchetto che consenta loro di salvaguardare l’occupazione , aumentarla per i giovani, ma ciò presuppone anche flessibilita in uscita: rimodulata ovviamente in chiave solidale, generazionale e produttiva”.

Voi cosa ne pensate delle considerazioni di Durigon relativamente alla quota 100? Fatecelo sapere come sempre nella sezione commenti

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25 commenti su “Riforma pensioni, ultim’ora: Quota 100 non basta é riduttiva, parla Durigon

  1. Quota 100 è stata una presa in giro dall’inizio. Prima doveva essere la somma dell’età anagrafica a quella contributiva senza se e senza ma, poi è saltata fuori la storia dei 62 anni di età.
    A 62 anni, uno che ha lavorato 38 anni può andare in pensione se invece ne hai 60 ed hai lavorato per 40, no. E’ una fregatura.
    Conta l’età o i contributi versati?

    1. Come ben sappiamo dai conti della serva, ad oggi quello che conta è: per quanto tempo l’Inps si prevede dovrà elargire una pensione in base alla ipotesi di sopravvivenza in vita del pensionato?
      Da questo concetto nascono le ipotesi di fissare una età minima per poter accedere alla pensione, contano molto meno le annualità contributive versate.
      Tra totalmente contributivo e coefficienti di rivalutazione, ormai siamo fottuti.

  2. Credo che dopo 40 anni di lavoro e di contributi, ognuno abbia il sacrosanto diritto di godersi il meritato riposo lavorativo, ed aggiungo che non farei distinzione ne tra pubblico o privato, Piuttosto agevolerei di un paio di anni le donne, che lavorano due volte, al lavoro e a casa.

    1. Mi scusi, purtroppo non capiamo che a 59 o 60 anni non ci permetteranno più di andare in pensione.
      Anche se abbiamo iniziato da giovani.
      Dobbiamo arrenderci, ma non troppo, puntando, noi anzianotti, a mantenere il diritto in una fascia compresa tra i 62 e i 63 anni, con 40/42 di versamenti, altrimenti ci spolperanno l’assegno pensionistico.

  3. Non bisogna essere laureati alla bocconi per capire che a 60 anni se non ai lavoro nessuno ti assume e come si fa a vivere in pensione a 62 anni con i contributi che si anno

  4. Senza distinzione di genere a 40/41 anni di contributi si deve andare in pensione, le donne devono essere aiutate quando stanno lavorando e seguendo la famiglia non quando devono andare in pensione .

  5. Possono parlare all’infinito ma la vera riforma resta di andare in pensione dopo 40 Anni di contributi a prescindere dall’età ,e inutile lasciare a casa i giovani e gli anziani a lavoro e illogico possono dire quello che vogliono ma già con i 35 di contributi si diceva che erano già tanti figurarsi ora che la frenesia e aumentata dopo 42/43 anni sei incenerito.

  6. Non se ne puo’ piu’…
    evitano come la peste di parlare di quota 41… e se non ne parlano, non esiste….

  7. Credo che sia un errore non prorogare quota 100 . Perché non è possibile che quelli nati il 31 dicembre del 59 possono ambire a quota 100 e quelli nati 1 gennaio del 60 devono lavorare un po’ di anni in più. A mio parere è un’ingiustizia. Quindi vorrei che questo governo valutasse attentamente.

  8. E una vergogna che parlate sempre di quota 100 e vi dimenticate quelli che anno più di 41 di contributi versati

  9. Credo che con 35 anni di contributi, il lavoratore ha il diritto di andare in pensione,naturalmente pensione proporzionale ai contributi versati. Considerato anche che dagli anni 80 jn poi, si entrati nel mercato del lavoro sopra i 25 anni di età

  10. Flessibilità = vaselina , meglio una cosa certa 41 per tutti senza penalizzazioni,come era stato promesso.

  11. La legge Fornero aveva prodotto un sacco di esodati.
    Il Covid produrrà un sacco di licenziati (tra i privati).
    Brunetta vuole produrre un sacco di prepensionati (nel pubblico)
    Durigon…Durigon devi essere più esplicito, tu cosa vuoi produrre?

  12. Bisogna fare non più parlare… Flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età in aggiunta ai 41 anni di contributi a prescindere dall’età!
    Per donne e fragili 2 anni in meno.
    Il tutto senza penalizzazioni e finestre varie.

  13. Dopo 40 anni di contributi le persone devono poter andare in pensione senza nessuna penalizzazione e subito, senza ulterirori ritardi tipo finestre,finestrini. In periodi come questo con pandemia, addirittura ridurrei a 35 anni di contributi.

  14. Si dovrebbe pensare con una certa urgenza alla liquidazione del TFS, non essendoci Banche che hanno aderito all’accordo.
    NON è possibile attendere 4/5 anni. Quei soldi diversamente sarebbero già entrati in circolo nel tessuto economico del paese.

  15. Penso che sia un grande errore non prolungare Quota 100 in questo periodo di estrema necessità anche perchè con il termine del blocco dei licenziamenti, succederà una carneficina di licenziamenti. E allora perchè non mandare in pensione quelle persone che hanno già maturato 38, 39 o persino 40 anni di contributi a prescindere l’età anagrafica. Ringrazio tutti coloro che potranno o vorranno darmi una minima spiegazione in merito.

  16. Si parla tanto di riforme, si spreca fiato su cosa fare per attutire il famoso scalone “Fornero” ma una volta tanto gli attori coinvolti vogliono decidersi e fare concretamente qualcosa di serio.A mio parere devono portare gli anni di contributi senza differenze di sesso a 40 anni, un lavoratore, una lavoratrice, dopo 40 di contributi ha il diritto di andare in pensione.

    1. Dite pure al sig. Durigon come mai lui Salvini si sono già dimenticati della promessa fatta a suo tempo: dopo quota100 ci sarà quota 41 quando andremo a votare ricordiamoci di queste promesse non mantenute

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