Rivalutazione Pensioni 2021: aumento dello 0,4%, ma non per tutti

Aumento pensioni invalidità 2021: nuovi limiti reddituali e nuovi importi

E’ dello 0,4% l’incremento per l’adeguamento all’inflazione degli assegni in pagamento quest’anno rispetto agli importi dell’anno scorso. Tale aumento, però, viene riconosciuto integralmente solo per le pensioni complessivamente di importo fino a quattro volte il trattamento minimo dell’anno scorso, cioè fino a 2.052,04 euro mensili lordi. Infatti la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici comporta un adeguamento pieno (100%) dell’indice inflazionistico solo per gli importi più bassi, al fine di tutelare il potere di acquisto dei pensionati che ne beneficiano. L’adeguamento si riduce di pari passo con l’aumento del valore della pensione, fino a scendere al 40% per gli assegni di importo superiore a nove volte il minimo e così contenere la spesa previdenziale. Ciò significa che, mentre gli assegni fino a 2.052,04 euro mensili lordi hanno beneficiato di un aumento dello 0,4% rispetto al 2019, quelli oltre 4.617,09 euro sono stati ritoccati dello 0,160 per cento.

Come cambiano gli aumenti delle pensioni nel 2021: la tabella

Queste regole sono analoghe a quelle utilizzate negli anni scorsi, ma l’ultima legge di bilancio ha introdotto una piccola variazione che riguarda gli assegni di importo oltre tre e fino a quattro volte il minimo. Infatti nel 2019 l’adeguamento era del 97% dell’indice di riferimento. Da quest’anno viene riconosciuto l’adeguamento pieno. Le conseguenze pratiche sono che, invece di un aumento effettivo dello 0,388%, è stato riconosciuto quello dello 0,400 per cento. Tuttavia, poiché la variazione è stata definita con la legge di bilancio approvata a fine 2019, Inps questo mese ha messo in pagamento gli assegni sulla base delle regole vecchie, quindi con una maggiorazione dello 0,388 per cento. Di conseguenza nei prossimi mesi l’importo sarà adeguato e dovrebbe essere riconosciuta la differenza.

Questo meccanismo dovrebbe rimanere in vigore anche nel 2021. Successivamente, sempre in base alla legge di Bilancio, si dovrebbe ritornare alla rivalutazione per fasce applicata nel 2011 (legge 388/2000), ma modificata per quanto riguarda gli importi oltre tre e fino a quattro volte il minimo. La differenza fondamentale tra il sistema attuale e quello che dovrebbe tornare in vigore è che il primo applica l’aliquota di aumento a tutto l’importo in pagamento, il secondo lo applica a fasce: 100% dell’inflazione fino a quattro volte il minimo, 90% oltre quattro e fino a cinque volte, 75% oltre cinque volte il minimo. Di seguito ecco la tabella con le differenze:

Aumento Pensioni: cosa succederà nel 2021 con la rivalutazione?

Il Sole24ore riporta un esempio di quanto accadrà nel 2021 con l’aumento delle pensioni: Se una persona incassa 2.500 euro mensili di pensione lorda, con il sistema attuale ottiene un aumento del 77% dell’inflazione calcolato su tutto l’importo. Con il secondo otterrebbe un aumento del 100% per la parte fino a 2.052,04 euro (quattro volte il minimo) e del 90% per la parte oltre 2.052,40 e fino a 2.500 euro. Su questo tema è opportuno utilizzare il condizionale, dato che le regole introdotte in via transitoria per il biennio 2012-2013 sono state poi ritoccate e prorogate finora, al fine di contenere la spesa previdenziale incidendo sui trattamenti di importo più elevato.

Occorre inoltre ricordare che l’aumento dello 0,4% è un valore provvisorio, perché riferito all’andamento della variazione dei prezzi nel 2019 calcolato sulla base di stime per gli ultimi tre mesi dell’anno. A inizio 2021 sarà applicato il valore definitivo, che potrà essere uguale, inferiore o superiore allo 0,4 per cento. Se necessario si dovrà procedere a un conguaglio e al contempo però si applicherà il valore previsionale riferito al 2020. Quest’anno l’’adeguamento rispetto a quanto già pagato nel 2019 non è stato necessario perché l’aumento provvisorio, pari all’1,1% e già riconosciuto, coincide con quello definitivo.

Un commento su “Rivalutazione Pensioni 2021: aumento dello 0,4%, ma non per tutti

  1. con la pensione del mese di gennaio ho percepito 7 euro in meno rispetto a quella di gennaio dell’anno scorso, quindi non in linea con i conteggi da voi illustrati.

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