Rivalutazioni pensioni, ennesimo pasticcio: reazione di Pedretti, Spi-Cgil, e degli esclusi

Ivan Pedretti, Segretario generale Spi-Cgil nazionale, considera l’anticipo della rivalutazione deciso dal Goverrno nei giorni scorsi l’ennesimo pasticcio sulle pensioni, soldi a suo avviso mal spesi, che peseranno molto sul bilancio ma avranno un imparro ridicolo su quanti lo riceveranno. Quei denari bisognava destinarli a misure di senso, tipo, aggiunge, un intervento sulla 14esima, facendola avere a chi ancora non la riceve. Le sue parole e i tanti commenti sotto al post che egli stesso ha pubblicato sul suo profilo Facebook da cui noi stessi abbiamo attinto per riportarvi le sue parole.

Rivalutazione delle pensioni da ottobre: Pedretti, Spi-Cgil, contrario, misura pasticciata

Così Ivan Pedretti sulla sua pagina social: “Ennesimo pasticcio sulle pensioni.

L’anticipo della rivalutazione deciso dal governo porterà ad aumenti risicati e non risponderà all’aumento dell’inflazione.

Sulle pensioni medio-basse in particolare l’aumento sarà di appena qualche euro al mese e quindi non se ne accorgerà nessuno.

Sono misure costose ma allo stesso tempo pressoché inutili perché non producono un effettivo miglioramento delle condizioni reddituali dei pensionati, duramente penalizzate dall’aumento dei prezzi e delle bollette.

Abbiamo sempre sostenuto, e continuiamo a sostenerlo, che ci sarebbe piuttosto bisogno di un intervento sulla 14esima, facendola avere a chi ancora non la riceve. In questo modo l’aumento sarebbe percettibile e sarebbe rivolto a pensioni medio-basse che hanno bisogno d’ossigeno.”

Aumenti pensione, la rivalutazione del 2.2% non sarà per tutti, le reazioni dei pensionati

Vania, adirata commenta l’esclusione: “Invece che percepisce più di 35000€ è ricco non ha inflazione aumenti gas , energia elettrica , sarebbe stato opportuno , come fanno tutti gli anni , avere un decalage … noi siamo cittadini di serie B

Dino con rassegnazione aggiunge: ” Che ci piaccia o no i pensionati sono i più sacrificabili e i più sacrificati perché hanno potere contrattuale circa uguale a zero. E questo i sindacati della categoria lo sanno, inoltre sono quelli che forniscono il contributo maggiore ottenendo in cambio solo briciole ed elemosine”

Marco: “Le trattenute sulle pensioni sono ormai insostenibili

Franco:Non faranno nemmeno l’adeguamento totale all’inflazione a gennaio. Come sempre sarà riduzione programmata delle pensioni. Le pensioni vanno rivalutate. Per redditi bassi si usano altri strumenti. Senza timore di chiamare sussidi i necessari sussidi…

Antonio, dalla sua propone mobilitazioni:Servono iniziative di piazza, basta aspettare doni, da chi crede di governare per i lavoratori e pensionati”

Andrea, avvalora rivolgendosi direttamente al segretario generale della Spi-Cgil: “Ivan Pedretti facciamoci sentire, urliamo. Nessuno parla delle famiglie pensionati Monoreddito. Lottare per una quattordicesima per tutti mi sembra una buona idea, sarebbe un aiuto importante!!! Ivan chiediamo lo con forza!!“.

Voi cosa ne pensate di quanto stabilito dal Dl aiuti e dunque della rivalutazione anticipata? Fatecelo sapere nella sezione commenti

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2 commenti su “Rivalutazioni pensioni, ennesimo pasticcio: reazione di Pedretti, Spi-Cgil, e degli esclusi”

  1. Certo fino a quando si considererà il reddito procapite e non quello FAMIGLIARE si continueranno a fare solenni porcate . Famiglia composta da 2 persone con reddito procapite € 35000 ,totale € 70000 a nucleo familiare. Sono poverini che devono essere aiutati con bonus, agevolazioni per luce, gas e quant’altro perché in questa situazione non cela farebbero ad arrivare a fine mese. Famiglie monoreddito da 36000,,40000€ CON MOGLIE E FIGLI DA MANTENERE queste sono abbastanza RICCHE, da poter affrontare e superare brillantemente tutto questo….. MA VI RENDETE CONTO IN MANO DI CHI SIAMO?? Ormai sono decenni che si ragiona così e MAI NESSUNO HA DETTO NULLA!!!!! Vergogna!!!

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  2. Ha 64 anni non possiamo andare in pensione e si pensa a rivalutare quelle di chi è andato in pensione magari a 50 anni o poco più.
    I sindacati devono tutelare chi ha preso in pieno la legge Fornero e trovare una flessibilità in uscita.

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