Ringraziamo Francesco Provinciali, già dirigente ispettivo Miur e Giudice Minorile per questa interessante riflessione sull’ultima notizia di fonte sindacale, diffuso dal comunicato Uil SCUOLA Nazionale, che informa purtroppo sulle pieghe della Legge di Bilancio ove si prevede una graduale riduzione dei posti riservati ai docenti che si occupano di alunni disabili, prima 1.800 in meno , poi 5.000 nel corso dell’intero anno.
Per ottemperare a questa certa futura mancanza, relativa alla figura importante dell’insegnante di sostegno, il Ministero P.I sta organizzando in questo periodo un corso di formazione obbligatorio per gli insegnanti di classe sul tema delle disabilità, lo scopo ‘velato’, ma nemmeno tanto, é preparare docenti standard in modo che gli stessi subentrino nei compiti e nelle funzioni finora svolti dai docenti di sostegno. Senza considerare, però a nostro avviso, che per essere insegnanti di sostegno vi deve essere anche e sopratutto una predisposizione personale al ruolo, non certo semplice, e che il tempo da dedicare in classe agli studenti disabili, mentre si prosegue nella formazione didattica del gruppo classe non sarà così elevato, tutt’altro. A cosa si andrà incontro? Probabilmente, come sostiene affranto il Dott. Provinciali, ad una “clamorosa retromarcia rispetto alla tendenza ad implementare il sostegno educativo e didattico a favore degli alunni portatori di handicap, dalla legge 517/1977 in poi. Un grave “colpo” per la scuola e le famiglie dei disabili. Un argomento da esporre, su cui puntare i riflettori anche da parte dei media, affinchè siano chiarite le intenzioni di tale gesto dal Ministero P.I“
In conclusione, condividiamo in toto il suo disappunto, possibile che a rimetterci debbano nuovamente essere i soggetti più fragili? Prima i lavoratori fragili e la loro lunga battaglia durante la pandemia, poi l’assegno di invalidità percepibile solo in caso di inattività lavorativa (287,09 euro) , ora la graduale riduzione dei posti sostegno per i disabili, cos’altro dobbiamo aspettarci ai loro danni?. Eccovi le sue parole:
UIL Scuola Nazionale: Al via la formazione per gli insegnanti sul tema disabilità, quale l’obiettivo nascosto?
“Scuola in queste ore ci si sta domandando, alquanto allarmati, si andrà verso la riduzione dei posti dei docenti di sostegno? Per comprendere la domanda posta nel titolo è utile fare riferimento ad un documento elaborato e diffuso dalla UIL SCUOLA, che riassume in una scheda alcuni quesiti e interrogativi posti a seguito della attivazione di corsi di formazione in servizio per il personale docente da parte del Ministero dell’Istruzione, segnatamente quello sul tema della ‘sicurezza’ e quello relativo al ‘sostegno educativo-didattico”.
Nel primo caso si tratta di un corso già svolto in larga parte delle scuole, nel secondo di una iniziativa di formazione in atto nel corrente anno scolastico che prevede 25 ore di impegno obbligatorio. In entrambe le fattispecie il Sindacato scuola UIL ribadisce e ricorda che la partecipazione deve intendersi compresa nelle 40 ore annuali di aggiornamento/formazione previste dal vigente contratto nazionale di lavoro. Sulla adesione la UIL ricorda inoltre che il piano della attività di cui trattasi deve essere deliberato dal collegio dei docenti, nell’ottica dell’autonomia scolastica, tenendo conto che il Contratto del 19 novembre 2019 assegna agli istituti scol.ci il 60 % delle risorse disponibili mente il restante 40% viene gestito direttamente dall’Amministrazione della P.I.
La UIL argomenta intorno al concetto di obbligatorietà dei due corsi sopra descritti: nel primo caso si tratta di una iniziativa che riguarda la formazione sul tema della sicurezza, per adeguare le competenze alla normativa più recente, anche a livello europeo, della quale occorre tener doverosamente conto.
Circa il corso di formazione sul tema del “sostegno” per gli alunni con disabilità o comunque con bisogni educativi speciali, il sindacato scuola UIL adombra neanche tanto velatamente alcune riserve e alcuni dubbi: per capire di cosa si tratti pare corretto leggere testualmente quanto il citato documento riporta.
“Con il decreto n.188 del 21 giugno 2021 il Ministero attua quanto previsto dalla legge di Bilancio 2021 relativamente alla introduzione di 25 ore di formazione obbligatoria per tutto il personale docente non specializzato impegnato nelle classi con alunni con disabilità.
La norma inserita in Legge di Bilancio e alla quale ora si darà attuazione attraverso il decreto, nasconde un trucco che tanto celato non è: si determinerà infatti una riduzione in organico di diritto da subito di 1.800 posti e in futuro una riduzione di ulteriori 5.000 posti l’anno sul sostegno. In sostanza con questa formazione si compenserebbero le riduzioni di organico che ricadrebbero su tutto il personale, configurando un carico di lavoro aggiuntivo, quantomeno in termini di intensificazione.
È, infatti, una norma che prefigura la possibile limitazione-eliminazione del docente di sostegno e che ha un’unica direzione: la riduzione dei posti di sostegno, in particolare per quelli in deroga, per cui si tagliano i docenti di sostegno scaricando tutto sugli altri docenti della classe che non sono specializzati sul sostegno.
Per cui, attraverso una formazione obbligatoria di poche ore, si dà attuazione alla riduzione dell’organico di sostegno di almeno 5 mila posti l’anno, secondo quanto indicato nella relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio”.
Alla luce delle suesposte osservazioni pare legittimo porsi un interrogativo di fondo: la formazione obbligatoria in servizio avviata dal Ministero risponde alla necessità di adeguare le competenze dei docenti di classe o sezione ai bisogni formativi postulati dagli alunni disabili, in modo che essi possano farsene carico condividendo la corresponsabilità educativa con i colleghi di sostegno?
Ciò corrisponderebbe alle linee di indirizzo pedagogico-didattico sempre sostenute dalla legge 517/1977 in poi: il docente di sostegno è assegnato ad una classe o sezione frequentata dall’alunno disabile o con bisogni educativi speciali e non per occuparsi da solo di queste specifiche problematiche che vanno condivise con gli insegnanti titolari di classe o sezione. “Il sostegno è alla classe non al solo alunno”.
Ma la UIL adombra invece il dubbio che questa “campagna massiccia” di formazione obbligatoria venga avviata al fine di gradualmente sopprimere la figura del docente di sostegno, formando i titolari di classe sulle competenze specifiche di cui il sostegno fino ad oggi si è fatto carico.
Verso il taglio degli insegnanti di sostegno? occorre un chiarimento ufficiale del Ministro Bianchi
Un chiarimento ufficiale del Ministro dell’Istruzione sarebbe quanto mai opportuno. Tutta la normativa degli ultimi decenni è stata orientata ad implementare la presenza dei docenti di sostegno in affiancamento alle classi o sezioni, per garantire – come dice la parola – un supporto didattico alle difficoltà legate ai temi dell’inserimento, dell’integrazione e dell’inclusione degli alunni disabili.
Una retromarcia su questa linea sempre adottata a partire almeno dalla citata legge 517 – e sono trascorsi 44 anni – sarebbe un vulnus difficile da metabolizzare.
La riduzione dei posti di insegnante di sostegno costituirebbe un notevole aggravio per i docenti di classe che hanno alunni disabili o con difficoltà e per costoro rappresenterebbe una vistosa smentita di tutte le teorie finora sostenute su diritto allo studio e l’uguaglianza delle opportunità educative.
Fare economie sulla scuola significa senza mezzi termini disinvestire sul capitale umano, impoverire le risorse disponibili e deprivare di potenzialità un servizio pubblico essenziale in una società aperta e inclusiva. Pare che i soggetti più deboli debbano dunque contribuire al pareggio di bilancio dello Stato? Prima i lavoratori fragili e la loro lunga battaglia durante la pandemia, poi l’assegno di invalidità percepibile solo in caso di inattività lavorativa (287,09 euro) , ora la graduale riduzione dei posti sostegno per i disabili. Un sindacato ha posto il problema: sarebbe interessante sapere cosa ne pensano insegnanti e famiglie“.
Ringraziamo Francesco Provinciali per questo preciso editoriale che ben chiarisce la gravità del problema e confidiamo che quanto prima giungano i chiarimenti richiesti.
Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Sono d’accordo con Paolo Prof in merito alla gestione del comparto “insegnanti di sostegno” soprattutto perché non si è mai voluto (anche per colpa dei sindacati) gestire in maniera corretta e orientata al benessere dell’alunno, la messa in opera della legge sull’inclusione scolastica e lavorativa.
Siamo alle solite: si fanno leggi di facciata per tacitare il popolo e il Papa, tutte rivolte ad aiutare la disabilità, e poi non c’è né la volontà né il budget per realizzarle se non in minima e insufficiente parte.
E’ l’ennesima deriva italiana, una società che muore perché arruffona, amministrata male e purtroppo corrotta in ogni istituzione (basta pensare ai recenti scandali nella magistratura!)
Paolo, la tua testimonianza è preziosa per capire quanti sacrifici fanno i cittadini per bene in questo stato e in cambio sono trattati come carne da macello. GRAZIE !
Grande Prof. mi spiace soltanto che ci vai con la Rita: Su via accantona i ripensamenti e guardiamo al futuro.
Auguri
ora mi toccate nel profondo per cui il commento sarà lunghissimo; andiamo indietro di 33 anni; siamo nel 1988 e a quel tempo insegnavo ed. fisica da docente non di ruolo; nell’arco di 2 mesi fecero una legge che ci spezzò le gambe in senso figurato a noi docenti di ed. fisica (taglio di 5000 posti) e ai docenti di ed. tecnica (20000 posti in meno); gli effetti si videro l’anno successivo quando da 35 supplenze alle medie in provincia di Vicenza diedero 5 supplenze tra maschi e femmine; io presi una supplenza di poche ore in un paesino sperduto; quando chiesi per l’anno successivo mi dissero : neanche questo perchè ci sono esuberi; dovetti, a 30 anni, rimettermi a studiare e , fatalità, l’unica strada era fare , guarda caso, il prof. di sostegno; dovemmo fare 1000 ore in 2 anni (tra lezioni pomeridiane, lavoro alla mattina, tirocini vari etc). io so come arrivai allla fine: fisicamente e mentalmente distrutto; e l’anno successivo era l’anno di prova perchè entrai di ruolo perchè poi nessuno voleva fare questo lavoro per cui posti ce n’erano tantissimi; e per quanti anni lo feci questo lavoro? per 13 anni e se ho retto è perchè sono uno con i co…………………………….; ho retto anche perchè mi trovavo bene con gli alunni; quello che ho passato però lo so solo io ; quindi? solo 25 ore? sono fortunati; e ricordo sempre quando dissi: un pò di anni di sostegno dovrebbero farli tutti i professori; la scuola funzionerebbe meglio; e se adesso vado in pensione a settembre 2022 con la rita è perchè ho sofferto molto e so cosa vuol dire faticare saluti ai gestori del sito