Sondaggi politici elettorali, ultimi dati oggi 1 dicembre 2021: PD e Lega in Salita male Fratelli d’Italia

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Aspettando le prossime elezioni, si ragiona sui sondaggi politici elettorali che, se non possono, come si sa e come è nella loro natura, prevedere a distanza di molto tempo (ma spesso nemmeno nel breve periodo) i risultati di elezioni, suscitano però il dibattito, e orientano le strategie e soprattutto le tattiche quotidiane della politica dei partiti.

Ultimi Sondaggi politici elettorali: PD primo, Crollo FDI

Le ricerche sulle intenzioni di voto ci informano, per cominciare, che il Pd è ormai il solo partito che ha, per così dire, una specie di zoccolo duro, nel senso che il suo consenso da parte dell’opinione pubblica, a differenza di quello di quasi tutte le altre forze politiche, è stabile: esso non aumenta e non diminuisce da quasi quattro anni, attestatosi ormai intorno al 20% (in un sistema partitico come il nostro, nessun partito sembra ottenere nelle intenzioni di voto più di un quinto dei suffragi espressi!). Nonostante il Pd sia ormai la forza maggiore nello schieramento che si oppone al centro destra, 20% di intenzioni di voto sono meno della metà di quanto necessario per immaginare di battere lo schieramento avversario. Questa settimana secondo i sondaggi di La 7 di Mentana, il PD è ancora il primo partito con il 21,1%, a quasi due punti da Fratelli d’Italia, che invece crolla dello 0,4% e scende al 19,4%.

Fra i potenziali alleati del Partito democratico ci sono da un lato il M5S di Conte e le forze dell’estrema sinistra, dall’altro la micro-galassia dei piccoli partiti di centro. Come si sa, il partito ex populista, che fu creato e guidato da Grillo e Casaleggio, ha avuto, rispetto ai momenti degli allori delle elezioni del 2018, una decisa perdita di peso politico e può contare oggi (sempre nei sondaggi) su meno della metà di quello che valeva allora. Stando all’ultimo sondaggio il M5S è stabile anche questa settimana al 15,7% dei consensi, dietro anche alla Lega che questa settimana riguadagna lo 0,4% e sale al 18,8% in terza posizione.

Sondaggi politici elettorali oggi 1 dicembre 2021: i partiti minori

Guardando alle elezioni quindi ,anche un’ ipotetica alleanza PD – M5S da sola non basta. Questi due partiti non possono farsi facilmente l’illusione di portare al voto i numerosi cittadini che si sono rifugiati nell’astensione e che, come abbiamo scritto di recente su questo giornale, sono interessati ad una nuova e diversa offerta sul mercato elettorale. Per provare a vincere o almeno ad essere battuti di scarsa misura, con un peso rilevante in parlamento, ci vogliono accordi sia con gli scissionisti di sinistra, sia, soprattutto con i piccoli partiti di centro. E questa è una operazione più difficile.

Ad oggi questi partiti hanno un peso esiguo presi singolarmente, ma in totale molto rilevante: questa settimana secondo i sondaggi politici elettorali Azione di Carlo Calenda, guadagna lo 0,2% e arriva al 4,2%. Poi c’è Italia Viva di Matteo Renzi, che cresce dello 0,3% e sale al 2,7%. A seguire Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni al 2,5%, e i Verdi al 2,2%. Scende di 0,2% Mdp – Articolo 1 che passa al 2,0%. Chiude +Europa all’1,7%. In totale stiamo parlando del 15% abbondante dei voti, ma con un problema: Se si esclude la piccola e ragionevole pattuglia di Più Europa, le altre componenti, sono guidate da leader massimalisti e molto poco inclini ad andare in una larga coalizione per Governare. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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5 commenti su “Sondaggi politici elettorali, ultimi dati oggi 1 dicembre 2021: PD e Lega in Salita male Fratelli d’Italia

  1. Salvini ci hai preso per il culo fin troppo !!!! E il resto delle forze politiche ti seguono a ruota !!!!
    Ci vediamo alle prossime votazioni

  2. Quel genio che ha consentito con quota 100 a pochi fortunati di andare in pensione con 38 anni di contributi e ora esulta perché con quota 102 pochi eletti continueranno ad andare in pensione con 38 anni mentre moltissimi come me che con oltre 41 anni di contributi continueranno ad aspettare avrà una bella sorpresa quando finalmente andremo alle urne! Ma anche gli altri partiti non rideranno.

    1. Mi perdonino Matteo e Alessandro.

      Qui parliamo soprattutto di pensioni e credo ben sappiate come stanno le regole pensionistiche in Europa.

      Ora dico, si può sostenere o non sostenere la Lega e in particolare quella di Salvini, ma non necessariamente essere ipocriti giudicandolo solo rifacendosi al fatto che ciascuno di noi abbia personalmente goduto o non goduto della opportunità data da quota 100.
      Non dimenticate mai la presenza della meravigliosa Unione Europea che da anni, se necessario, ci “diffida”.

      Guardate un tantino alla storia della Brexit; a quanto dura è stata la lotta di uno stato sovrano, detentore di una moneta sovrana, di un gigantesco “potere finanziario” che ha dominato parte del mondo fino ad anni recenti e fatevi qualche domanda.
      Quanto tempo avrebbe impiegato l’Europa per affossare l’Italia, triturare le nostre pensioni o chicchessia a capo di un governo che avesse voluto perseguire la strada del mettere in dubbio le “regole Europee”.
      Delle ideologie di populisti che amoreggiavano con i Gilets Jaunes avete notizia!!!

      Ora gli Italiani voteranno chi vogliono, certo permarrà quello “zoccolo duro” che vota e voterà a sostegno di chi ha sempre avvallato le regole di cui, in questo sito, ci lamentiamo (legge FORNERO).
      Il fatto è, e rimane, che l’Europa è più che mai insediata a Roma e certo nessuno sarà in grado di rimuoverla o di modificare trattati e regole delle quali non di rado in Italia, giusto o sbagliato, ci si lamenta.

      Saluti

  3. Come italiano ho interesse a che prevalgano, nelle rappresentanze parlamentari, le capacità di gestione e di corretta interpretazione delle opportunità di sviluppo. Al di là della mia preferenza per un partito specifico, penso che queste qualità trovino l’espressione migliore nel PD ed in una Lega depurata dalle pulsioni avventuristiche delle ultime gestioni salviniane.

  4. Sono decenni che i politici si sono ridotti a marketing operator per riuscire a stare in poltrona a beneficio loro e dei loro eredi ed in qualche modo congiunti (molti privilegi sono estensibili o facilmente ereditabili)
    Sono anni che si preoccupano dei giovani, dell’ambiente, della sostenibilità finanziaria dello stato ma i diritti degli oggi giovani calano come quelli dei giovani di ieri e il debito pubblico aumenta (in UE siamo secondi solo alla Grecia con largo margine sulla terza, la Francia). Si preoccupano della denatalità ma abbiamo anche qui una situazione disastrosa rispetto ad altri europei come inesistenti sono le politiche in tal senso se paragonate a quelle dei meglio piazzati di noi.
    Chi ha lottato con il malaffare infiltrato è spesso stato lasciato solo dalla politica per cui commemoriamo i due caduti più insigni (Falcone e Borsellino) membri di una famiglia di caduti purtroppo numerosa. Di uno di questi abbiamo pure perso l’agenda nonostante fosse rossa e abbiamo dato la pensione di invalidità ad un capo del mondo di mezzo perchè ha perso un occhio in un conflitto con le forze dell’ordine. Poverino. Ma si sa, se è vero quello che aveva iniziato a raccontare, era a suo modo un servo dello stato. Diceva il Macchiavelli (1469-1527) nel suo “Il Principe”: Uno principe faccia ciò che vuole tanto a parole tutto si può giustificare. Anzi, si potrà far credere allo popolo che ciò che è stato fatto a suo danno, invece è stato fatto a suo vantaggio”. Decenni di prassi macchiavellica hanno rotto il patto politico tra cittadini e rappresentanti e istituzioni di controllo e solo un miglioramento complessivo degli indicatori potrà ricucirlo. Non abbiamo bisogno di nuovi partiti per vecchie ricette ma di nuove prassi. Se ci saranno ce ne accorgeremo e i politici si accorgeranno di una rinnovata paretecipazione. Le potenzialità dell’Italia meritano di meglio di una politica dove i politici, al di là dei numeri, sempre vincono e il popolo costantemente arretra.
    Purtroppo decenni di governo di fatto molto antipolitico, ha portato a quelle percentuali che se va bene riguardano circa il 50% dell’elettorato attivo, cioè poco per una democrazia realmente tale.

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