A poche settimane dalle amministrative in molte città italiane, i sondaggi elettorali offrono uno spaccato interessante sugli orientamenti dell’elettorato. I dati aggiornati al 12 maggio 2025, rilevati da SWG per il Tg La7, mostrano movimenti significativi tra i principali partiti nazionali. Intanto, l’attenzione cresce anche per le elezioni comunali a Genova, Taranto e Ravenna, dove le dinamiche locali stanno ridisegnando gli equilibri politici. Vediamo nel dettaglio le ultime tendenze.
Sondaggi politici elettorali: le ultime intenzioni di voto al 14 maggio 2025
Il sondaggio realizzato da SWG per il TgLa7 e pubblicato il 12 maggio 2025 offre uno spaccato aggiornato delle preferenze elettorali degli italiani. Fratelli d’Italia registra un incremento dello 0,3%, consolidando la sua posizione di primo partito. Anche Forza Italia e l’Alleanza Verdi e Sinistra segnano un lieve aumento dello 0,1%. La Lega mantiene la sua percentuale stabile, mentre il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle subiscono rispettivamente una flessione dello 0,1% e dello 0,2%.
Tra le formazioni minori, Italia Viva guadagna lo 0,1%, mentre Azione e Noi Moderati restano stabili. +Europa perde lo 0,1% e le altre liste registrano un calo complessivo dello 0,2%. È interessante notare che la percentuale di indecisi o astenuti diminuisce dell’1%, suggerendo una maggiore definizione delle intenzioni di voto tra gli elettori.
Elezioni comunali 2025: i sondaggi nelle città chiave, da Genova a Taranto
Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, i sondaggi nei principali comuni italiani iniziano a delineare i possibili scenari. Genova, Taranto e Ravenna sono tra le città più osservate per via degli equilibri politici in gioco. Ecco cosa dicono le ultime rilevazioni.
Genova: il centrodestra recupera, sfida apertissima
A Genova, il sondaggio commissionato dallo staff del candidato Pietro Piciocchi (centrodestra) e realizzato da Noto segnala un netto recupero nei confronti della sfidante Silvia Salis, esponente del centrosinistra. Salis è ancora in vantaggio con il 50% delle preferenze (forchetta 48-52), ma Piciocchi la tallona al 47% (45-49). Gli altri candidati si attestano intorno allo 0,6% ciascuno.
Interessante il dato sugli indecisi, che raggiungono il 28%, mentre l’affluenza stimata si ferma al 50%. Se si guarda alle coalizioni, il centrosinistra raccoglie il 49,5% (47,5-51,5), con il centrodestra immediatamente dietro al 47,5% (45,5-49,5). A inizio aprile il distacco era di almeno 7 punti: ora, a meno di venti giorni dal voto, la partita è completamente riaperta.
Taranto: Bitetti (PD) in vantaggio, ma alta l’incertezza
A Taranto, il primo sondaggio ufficiale condotto da Winpoll mostra un elettorato ancora molto incerto: il 38% degli intervistati non sa o non intende votare. Il candidato in testa è Piero Bitetti (PD), con il 37% delle preferenze. Segue, ma con ampio distacco, Luca Lazzaro (centrodestra) al 21%, mentre Francesco Tacente (area civica) è al 14%. Annagrazia Angolano (M5S) è poco sotto al 13%, mentre Mirko Di Bello e Mario Cito chiudono con il 7% ciascuno.
L’alto numero di indecisi potrebbe ancora rimescolare le carte, ma al momento il centrosinistra può contare su un vantaggio significativo.
Ravenna: centrosinistra favorito, ma centrodestra in cerca di un’opportunità
A Ravenna non ci sono ancora sondaggi ufficiali, ma i risultati delle ultime regionali offrono indicazioni utili. Il Partito Democratico ha ottenuto oltre il 58% dei consensi nel comune, con la coalizione di centrosinistra che ha sfiorato il 60%. Il candidato Alessandro Barattoni parte quindi da una posizione di forza.
Il centrodestra si presenta diviso: Nicola Grandi è sostenuto da FdI, FI e Viva Ravenna, mentre la Lega corre da sola con Alvaro Ancisi. La sinistra radicale schiera Marisa Iannucci, e sono in corsa anche Veronica Verlicchi e Giovanni Morgese. L’assenza di un candidato unico forte nel centrodestra rende difficile, ma non impossibile, un arrivo al ballottaggio.

Sig. Nicola, io non sono di parte né qualunquista. Quello che ho scritto è chiaro. Siamo rimasti ai Guelfi e Ghibellini, Orazi e Curiazi. Povera Italia.
E’ molto comprensibile sig.Guido, se lei guarda un pò oltre senza abbandonarsi al qualunquismo. Fanno un referendum dove la sinistra se la canta e suona bisticciando fra di loro, dove all’ interno dello stesso partito (PD). alcuni votano si e altri votano no sul lavoro, perchè ( glielo ricordo) il Job ACT fu fatto da un certo Renzi segretario del PD. E mi fermo qui perchè la politica non dovrebbe entrare in questo sito, ma vedo che molti invece fanno propaganda per una parte.
La politica non è votare un partito ma risolvere i problemi. Le ricordo che è la politica che le dà armi e non pensioni.
Ci vorrebbe un altro Spinoza per accendere la luce.
Grande Giorgia
La cameriera vola 🤣🤣
Al posto della Meloni volete Conte o quella del PD. Ahahahahahahahha
Ma no, se la cantano e se la suonano. La maggioranza del corpo elettorale, giustamente, non vota, perché ha compreso che è tutta una presa per i fondelli e loro signori, con il culo al caldo, fanno gli interessi delle elite . Ma è sempre andata così, fin dalla notte dei tempi, le masse non hanno mai contato nulla, spiace, ma è così. Liberi di pensarla diversamente
Poveri noi
La Meloni ha fatto il contrario di quello che aveva promesso. E fa esattamente quello che le ordina il Presidente USA.
E aumenta i consensi. Incomprensibile.
Comprensibile: popolo di pecore.