Super Green Pass, ci siamo: nuove regole dal 6 dicembre, ne parliamo con il Prof Cazzola

Intervista esclusiva a Giuliano Cazzola

Dal prossimo lunedì 6 dicembre entreranno in vigore le regole del decreto approvato il 24 novembre che ha l’intento di contenere l’andamento dei nuovi contagi. Ecco che il Governo per farlo ha optato, non potendo imporre al momento l’obbligo vaccinale, per un super green pass, che rispetto al precedente, permette la validità della certificazione verde per accedere ad alcuni luoghi pubblici e servizi solo ai vaccinati, resteranno fuori, dunque, quanti ad oggi per ottenere il green pass avevano optato per i tamponi.

Il Green pass basic resterà valido solo per andare a lavorare, mentre per i clienti di un albergo, per salire su un autobus in città, su un treno, e in molti servizi pubblici ormai sarà necessario il super green pass. Lo scopo più che mai esplicito invitare il più possibile la popolazione alla vaccinazione vista come unica arma per liberarci dal Covid19.

Eppure resta uno ‘zoccolo’ duro, diverse persone continuano a dirsi contrari alla vaccinazione e contrari al super green pass che lede, dicono, la libertà individuale dei singoli. Della questione, sempre spinosa, ne abbiamo parlato con il Prof Giuliano Cazzola, giusvalorista. Eccovi le sue parole in questa interessante intervista che ci ha rilasciato in esclusiva per il nostro portale.

Super Green pass: l’intervista al Professor Cazzola

Pensionipertutti: Professor Cazzola cosa ne pensa di quanti si dicono no green pass e dunque, ancor più, contrari al super green pass, è davvero così lesivo della libertà personale o è l’unico stratagemma possibile, ad oggi, per incitare la popolazione alla vaccinazione?

Giuliano Cazzola: A dirla tutta vengo sempre più colpito da tanta ostinazione che ha ben poco di razionale, e non si spiega con le preoccupazioni relative alla salute perché chi ha un minimo di onestà intellettuale non può non riconoscere che nella somministrazione del vaccino sono di gran lunga superiori i vantaggi dei rischi. L’aspetto più inaccettabile di questa sfida riguarda la diffusa ostilità nei confronti di uno strumento banale come la certificazione verde che conferma l’avvenuta somministrazione del vaccino.

Pensionipertutti: Molti sostengono che sarebbero disposti alla vaccinazione solo se questa divenisse obbligatoria e lo Stato si facesse carico degli eventuali effetti collaterali. Concorda su tale posizione?

Giuliano Cazzola: No trovo assurda la posizione di color che rifiutano il green pass pur confermando la disposizione a vaccinarsi in caso di obbligatorietà che sarebbe necessariamente corredata da un regime sanzionatorio.. Introdurre, per legge, un  obbligo condizionerebbe il dibattito politico e  i gruppi parlamentari  belligeranti su fronti contrapposti, costringendoli a misurarsi non con i dati di fatto ma con le loro chimere e i loro deliri. Io, poi, sono contrario all’obbligo vaccinale per tutti i cittadini. Sarebbe un obiettivo difficile da realizzare anche in uno Stato di Polizia; la violazione dell’obbligo dovrebbe comportare delle sanzioni che – in presenza di particolari rapporti – avrebbero degli effetti molto seri. Come dovrebbe comportarsi un datore di lavoro nei confronti di un dipendente renitente all’obbligo? Inoltre, il fatto che una persona si sia vaccinata non può essere presunto, ma all’occorrenza dimostrato. Torniamo quindi alla necessità di una documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione nei tempi e nei modi stabiliti. Avercela col green pass per antipatia è una cosa insensata, anche perché il sistema green pass o tamponi, mascherina, lavaggi, distanziamento è un insieme di comportamenti e azioni flessibili, a cui possono sottostare anche coloro che sono contrari al vaccino ma che non sono così stupidi da negare l’esistenza del virus, visto che possono fidarsi di loro ‘’correligionari’’ che lo hanno contratto.

Pensionipertutti: Dunque cosa si sente di dire a quanti sostengono che se l’obbligo vaccinale non esiste, nessuno può, per vie traverse, vederselo imposto attraverso il green pass? In fin dei conti, ribadiscono, ognuno deve poter decidere quel che ritiene più giusto per la propria salute, molti temono, appunto, gli effetti del vaccino più che quelli dell’eventuale contagio da Covid19.

Giuliano Cazzola: Io credo che non dovrebbe essere difficile comprendere che la nostra libertà non può arrivare fino a mettere in discussione la salute degli altri. Anche nella follia è necessario mantenere un filo logico. Se riconosce che il Covid-19 esiste, che provoca dolore e morte, che è contagioso, una persona può anche decidere di correre questi rischi, ma non ha il diritto di farli correre ad altri. A meno di non diventare negazionisti, ma a quel punto associarsi a chi nega l’allunaggio, a chi pensa che le Twin Towers gli americani le abbiano fatte crollare per loro conto, e magari che la terra sia piatta (il Censis ci ha detto che la pensa così il 5% degli italiani) e che l’atmosfera sia percorsa da scie chimiche. Absit iniuria verbis, l’esperienza dimostra che manifestando queste opinioni si può diventare deputati; ma la responsabilità grava su chi è disposto ad eleggere dei visionari per non dire di peggio.

Pensionipertutti: Quindi è giusto mi passi il termine volutamente provocatorio ‘isolare’, in questo caso attraverso nuove restrizioni, quanti non si vaccinano affinché non mettano a repentaglio, nella vita di tutti i giorni, la salute di chi ha optato per il vaccino?

Giuliano Cazzola: Certo, a mio avviso coloro che non si rendono conto di essere pericolosi per sé e per gli altri vanno messi in condizione di non nuocere, evitando che vengano a contatto con altri senza un minimo di precauzioni.

Del resto, perché è proibito lo spaccio di droga, vi sono limiti alla velocità nei centri urbani e sulle autostrade, è vietato fumare in tutti i luoghi pubblici, non possono essere venduti né tabacco né alcolici ai minori, è prevista la possibilità del test dell’alcol per chi guida? Queste sono tutte limitazioni di diritti che rispondono alla tutela del singolo cittadino e alla salute della comunità. Il green pass e i tamponi consentono di cautelare se stessi e gli altri e di adempiere alle regole (imperfette) che una società adotta a propria difesa.

Chiunque di noi – anche il più accanito no vax – darebbe del deficiente a chi pretendesse di guidare un’ auto senza patente promettendo di essere prudente e rispettoso di tutti i segnali stradali.

Ringraziamo il Professor Cazzola per questa interessante intervista e vi invitiamo, se vi va, a dirci la vostra nella sezione commenti del sito, ricordiamo, invece, a chi volesse riprendere parte della stessa che é tenuto a citare la fonte.

2 commenti su “Super Green Pass, ci siamo: nuove regole dal 6 dicembre, ne parliamo con il Prof Cazzola

  1. su questo punto sono perfettamente d’accordo con il prof. cazzola; quando parliamo di pensioni è un altro discorso anche se comincio a capire il suo punto di vista; anche i miei alunni chiedono la mia opinione e ribadisco che se adesso in Italia ci sono stati per il covid 134000 morti e non 400000 lo dobbiamo al vaccino; ho appena fatto la 3 dose da qualche giorno. certamente piccoli disagi, lieve alterazione della temperatura ma non grandi problemi saluti ai gestori del sito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su