Tassazione redditi Forex: Guida Regimi fiscali 2020

Tassazione redditi Forex: Guida Regimi fiscali 2020

Il Forex o Foreign Exchange Market è un mercato valutario in cui si scambiano valute in termini di altre valute al fine di conseguire profitti speculando sul loro valore. Si tratta del più grande mercato del mondo e si stima che il valore giornaliero movimentato si aggiri intorno ai 5 mila miliardi di dollari. In questo articolo vedremo:

  1. Cos’è il Forex e come funziona
  2. Regime fiscale dei redditi derivanti da Forex
  3. Tassazione e calcolo della base imponibile
  4. Dichiarazione dei redditi

Cos’è il Forex e come funziona

Il ragionamento di base può essere paragonato a quello degli investimenti in azioni o titoli di Stato. Si acquista un bene sperando che il suo valore aumenti per poi rivenderlo. Nel Forex si ragiona in termini di coppie di valute, ossia si effettua una compravendita simultanea di valute: si compra una valuta e contemporaneamente se ne vende un’altra.

Supponiamo di voler investire nel cambio Euro/Dollaro, dove la valuta a destra è definita valuta base e quella a sinistra costituisce la valuta quotata. Il valore di cambio indica quante unità della valuta quotata (USD) mi servono per comprare una unità della valuta base (EUR), o quante unità della valuta quotata (USD) riceverò vendendo una unità della valuta base.

Ma vediamo un esempio concreto:

PERIODO 1: EUR/USD= 1,1800

Decido di acquistare 1000 Euro cedendo 1180 Dollari. Il mio bilancio del periodo sarà pari a +1000 EUR/-1180 USD. Chiaramente, effettuando questa operazione prevedo che la valuta base aumenti di valore.

PERIODO 2: EUR/USD= 1,2500

Decido di vendere la valuta base precedentemente acquistata – quindi 1000 Euro – e acquistare il corrispondente valore della valuta quotata secondo il tasso di cambio corrente del periodo. Il mio bilancio del periodo sarà pari a -1000 EUR/+1250 USD

Andando a calcolare il bilancio complessivo dei due periodi, la mia situazione finale sarà:

EUR= +1000-1000= 0 EUR

USD= -1180+1250= 70 USD

Regime fiscale 2020 dei redditi derivanti da Forex

Nel sistema tributario italiano, i redditi derivanti da compravendita di valute (i 70 USD dell’esempio precedente, per intenderci e semplificando di molto le cose) sono qualificati come redditi diversi ex Art. 67, comma 1, let. c-quater), TUIR1, “se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali o di arti e professioni”. Il legislatore tributario raggruppa nella categoria dei redditi diversi ipotesi reddituali eterogenee non riconducibili alle categorie tipiche indicate nell’articolo 6 TUIR (redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e d’impresa). Esse hanno carattere di residualità poiché prive di qualche tratto caratteristico dei redditi afferenti alle altre categorie.

La posizione assunta dal legislatore nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi è stata ribadita, a seguito di interpello, dall’ Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 102/E del 25 Ottobre 2011, nella quale è stato precisato che “i contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza anche mediante operazioni di rinnovo automatico (cd. “roll-over”), rientrano tra i “contratti finanziari differenziali” i quali ai sensi del medesimo testo unico sono considerati strumenti finanziari derivati”.

Per chiarire il significato della suddetta risoluzione, occorre fare una breve precisazione. Nel mercato Forex la compravendita di valute può avvenire mediante contratti denominati “spot” e “rolling spot”. Nel primo caso, l’investitore apre e chiude la sua posizione nell’arco della giornata; nel secondo caso, invece, opera il c.d. meccanismo del roll-over per effetto del quale, contestualmente alla chiusura della sua posizione, l’investitore ne ordina la riapertura nella giornata successiva prolungando, di fatto, l’operazione. Rientrano, dunque, nella categoria dei contratti differenziali anche quelli di tipo “rolling spot”.

Tassazione e calcolo della base imponibile

Determinata la norma di riferimento e la posizione dell’Agenzia delle Entrate, è possibile stabilire quale sia il regime di tassazione dei redditi derivanti da Forex. Le compravendite di valute possono generare differenziali positivi o negativi, rispettivamente plusvalenze e minusvalenze. Ai sensi dell’articolo 68, comma 8, TUIR:

La base imponibile è costituita: Dalla somma algebrica di tutti i guadagni (plusvalenze e altri proventi) e tutte le perdite (minusvalenze ed altri oneri, quali commissioni, spese ecc.) percepiti o sostenute.

Se il risultato è positivo sorge un debito d’imposta, in caso contrario il comma 5 dello stesso articolo 68 prevede che “l’eccedenza negativa possa essere portata in deduzione, fino a concorrenza, dalle plusvalenze e dagli altri redditi dei periodi d’imposta successivi ma non oltre il quarto, a condizione che sia indicata nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta nel quale le minusvalenze e le perdite sono state realizzate” (c.d. zainetto fiscale). La base imponibile determinata secondo la disciplina appena delineata è soggetta ad imposta sostitutiva con ritenuta alla fonte del 26% (aliquota fissa). Per effetto di ciò, i redditi in oggetto sono sottratti al meccanismo della progressività, non costituiscono componenti del reddito complessivo del percettore e non concorrono, di conseguenza, alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF.

Dichiarazione dei redditi 2020

In linea generale, quando opera un regime fiscale sostitutivo, soggetto passivo del tributo non è colui che percepisce il reddito, bensì l’intermediario che agisce quale sostituto d’imposta applicando la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. Nel caso di specie, ossia nelle operazioni di Forex, l’intermediario è il broker (o le piattaforme di trading online che agiscono come tali). Tuttavia, vi sono dei casi in cui è lo stesso contribuente ad applicare l’imposta sostitutiva mediante dichiarazione (c.d. autotassazione).

Con la Risoluzione n. 71/E dell’1 Settembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’opzione per il regime amministrato, con conseguente ritenuta alla fonte da parte del sostituto d’imposta, è subordinata al verificarsi di due condizioni:

  • presenza di uno stabile rapporto di mandato, di deposito, custodia o amministrazione presso banche, società di intermediazione mobiliare, società fiduciarie e società di gestione del risparmio residenti in Italia, nonché presso stabili organizzazioni in Italia dei medesimi soggetti non residenti, Poste Italiane S.p.A. e agenti di cambio;
  • in relazione ai redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater), del TUIR con l’ulteriore condizione che i predetti soggetti intervengano in tali rapporti come intermediari professionali o come controparti.

Qualora non sia possibile esercitare l’opzione per il regime amministrato, opera il c.d. regime dichiarativo di cui all’articolo 5 D.Lgs. 461/1997 e l’imposta viene dichiarata e versata dallo stesso percettore del reddito. Il regime in parola opera in ogni caso quando si ricorre a broker esteri, i quali non risultano idonei ad operare come sostituti d’imposta in Italia.

In dipendenza del regime dichiarativo, i redditi derivanti da compravendita di valute devono essere indicati nella sezione II-B del quadro RT del Modello Unico, al rigo RT41 sotto la voce “altri redditi diversi di natura finanziaria di cui all’articolo 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinqies), TUIR”.

Nel caso in cui il contribuente abbia effettuato operazioni di compravendita di valute con broker esteri, dovrà dichiarare tali rapporti avvalendosi della documentazione da questi fornita. L’Agenzia delle Entrate specifica, inoltre, che trattandosi di attività finanziarie estere devono essere indicate nel Quadro RW della propria dichiarazione, in ottemperanza dell’obbligo di Monitoraggio Fiscale e per l’eventuale determinazione dell’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (c.d. IVAFE).

A cura di Roberto Savino

BIBLIOGRAFIA: F. Tesauro, Istituzioni di diritto tributario, Milano, 2016

AGENZIA DELLE ENTRATE: Risoluzione 102/E/2011 Risoluzione 71/E/2016

FONTI NORMATIVE: Testo Unico delle Imposte sui redditi: articoli, 67, 68, 6 D.Lgs. 461/1997: articolo 5

1 Ai sensi dell’articolo 67, comma1, let. c-quater) TUIR sono redditi diversi quelli “realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere o acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni, o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e ad ogni altro parametro di natura finanziaria”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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