Le ultime notizie sulle pensioni 2018 giungono dalla Lega che attraverso Alberto Brambilla sembra fare un passo indietro sulla possibilità di abolire la Riforma Fornero. Brambilla ritiene infatti che siano possibili interventi ‘chirurgici’nsulla Legge Fornero, ma che non debba essere messa a rischio la sostenibilità del sistema pensionistico. Poi spiega “Il nostro piano non è abolire la Fornero: toccare la previdenza è dinamite, guai a farlo. Ma di rivederla, questo sì”..
Pensioni 2018, Salvini favorevole all’abolizione: qualcosa non torna
Eppure Matteo Salvini pare non aver mai ritrattato su questo importante punto del suo programma elettorale che certamente le ha portato molti voti. Aldilà di quanto espresso dal fondo monetario internazionale e dalla Bce, che ha paventato tra le righe il rischio di una Fornero bis, il cavallo di battaglia di Salvini pare continuare a essere l’abolizione tout court della legge Fornero. E per farlo il leader della Lega cerca alleati: chi ci ha votato ci ha dato fiducia per fare cose come abolire la Fornero, dunque , fa intendere alla tv regionale, non possiamo deludere nessuno., proprio per questa ha aggiunto “ su questo dovremo vedere in Parlamento chi ci sta”. Nonostante ciò l’onorevole Brambilla, Lega Nord, ha rilasciato dichiarazioni differenti sulla non possibile abolizione della Riforma Fornero, ha parlato invece di reviione della stessa al fine di permettere a chi ha 41 anni e mezzo di contributi di poter accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica e a chi ha 35/36 anni di contributi di poterci andare a partire dai 64 anni. Le sue parole.
Riforma pensioni 2018, Brambilla su Fornero: No abolizione, ma sì a sostanziale revisione
Alberto Brambilla, Presidente del Centro studi Itinerari previdenziali, ricorda, nonostante il monito del Fondo Monetario internazionale e l’ipotesi di un nuovo intervento severo da parte della BCE, che la spesa pensionistica è in linea con la media europea. Dunque Si potrebbe quanto meno tagliare su ” quell’assistenza che va ai falsi invalidi e a chi non se la merita, perché mente sui requisiti”, ricavando così 50 miliardi in dieci anni con qui consentire “a chi ha 35-36 anni di contributi e almeno 64 anni di età, oppure 41 anni e mezzo di contributi a prescindere dall’età di andare in pensione”. Interventi mirati dunque che non vadano a ledere la sostenibilità del sistema pensionistico. Poi conclude dicendo : “Il nostro piano non è abolire la Fornero: toccare la previdenza è dinamite, guai a farlo. Ma di rivederla, questo sì”.
Dunque Salvini potrebbe scontrarsi all’interno della stessa Lega sull’abolizione della Legge Fornero, considerando che Brambilla ha curato il programma previdenziale del carroccio, senza mai parlare di abolizione totale?
