Ultime notizie Riforma Pensioni 2021: dibattito aperto su Quota 41e proposta Tridico

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

Ha fatto ampiamente discutere il nostro ultimo articolo sulle parole di Tridico che ha criticato quota 41 come forma di pensionamento anticipato. Per il presidente dell’INPS infatti “Quota 41 è una forma di rigidità, come del resto lo era Quota 100. Se si stabilisce una quota senza differenziare rispetto a lavori concreti e carriere viene fuori una misura iniqua“. Tridico ha proposto invece la sua ricetta per la prossima riforma delle Pensioni, con un “Uscita a 63 anni con la quota contributiva mentre la pensione completa scatterebbe ai 67“. L’opinione dei nostri lettori si è spaccata, tra lavoratori che criticano le parole del numero 1 dell’INPS e altri che invece apprezzano la sua proposta.

Riforma Pensioni 2021 ultime news oggi: Lavoratori vogliono quota 41

Partiamo dai commenti negativi, come quello di Pietro: “Condivido il pensiero di Tridico che “quota 41 non sarebbe l’opzione giusta per parlare di flessibilità”, infatti deve essere considerato il traguardo finale di lavoro oltre il quale le persone devono ritirarsi o essere fortemente penalizzate per restare al lavoro e mi permetto di chiedere a lui come ad altri professori, Ma Lei con quanti anni di lavoro intende andare in pensione? Poi nei ragionamenti inserisce il costo dell’operazione che parrebbe elevato per le casse INPS: “fino a 9 miliardi l’anno, partendo da oltre 4 subito”. (Vero è che i contributi sono stati versati per intero e per 41 anni). Rispondo dicendo semplicemente che se i costi sono così elevati è perchè ci sono un sacco di lavoratori che hanno raggiunto 41 anni, oppure c’è qualcosa che non torna nei numeri esposti. Non capisco questo suo accanimento nei confronti delle persone che hanno iniziato a lavorare presto. Perchè insiste nel volerli far lavorare piu degli altri i nati intorno al 1960? Non le bastano 41 anni di contributi sapendo che già son tanti e che le future generazioni non potranno lavorar così tanto. Su via un po’ di buon senso e di giustizia ci vuole nel formulare proposte, indipendentemente dall’immediato costo”.

Anche Giuseppe non è d’accordo: “Quota 41 troppo rigida? E iniqua? Manderanno forse in pensione a 64 anni con 36 di contributi e chi ha lavorato 41 anni no perché non raggiunge i 64 anni? Deve aspettare i 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra! Questo non è iniquo, vero Tridico? Mi chiedo perché non si ha l’onestà di ammettere che l’Inps è sempre stata gestita alla garibaldina, senza prospettiva e ora fanno pagare il conto a noi del 1960 che stiamo lavorando da 4 decenni + 1 anno”.

E ancora Alessandro: “Dopo 41 anni di contributi TUTTI i lavoratori DEVONO avere il diritto di scegliere di andare in pensione. E lo devono anche dopo aver superato i 62 anni di età. L’equità che forse intende Tridico , ammesso che venga veramente dal cuore, la può benissimo fare proponendo flessibili i 41anni e permettendo giustamente in base al lavoro usurante, di poter uscire molto prima di aver fatto 41 anni di lavoro. Altrimenti che equità sarebbe se chi fa un lavoro che Tridico considera non usurante, è costretto a stare incollato fono a 63 o 64 anni magari dopo averne fatti 44 di lavoro?

Ultime news Riforma Pensioni 2021: la proposta di Tridico divide i lavoratori

Ci sono anche lavoratori d’accordo con il presidente dell’INPS, come Marco che scrive: “Francamente mi trovo d’accordo con Tridico. L’ipotesi di dividere la pensione in due quote non mi dispiace (contributiva a 63, retributiva a 67) può essere la soluzione che può garantire un’uscita a chi non ce la fa più o a chi lo desidera, ad un’età tutto sommato decente. La penalizzazione sarebbe solo temporanea. Del resto sono previste anche altre ipotesi di pensionamento anticipato per il lavori gravosi e usuranti; lasciamo anche a chi non rientra in queste categorie la possibilità di uscire prima della vecchiaia (67 anni)”.

Cristina anche è concorde: “Io dico e ripeto che, in mancanza di meglio, la proposta di Tridico di un “doppio canale” mi sembra la più giusta e sensata sotto ogni aspetto. Essa è sostenibile per i conti pubblici e per le casse previdenziali (altrimenti non sarebbe stato proprio il Presidente dell’INPS a proporla). Permette inoltra a chi ne ha la necessità di ritirarsi 4 anni prima, con una penalizzazione solo temporanea. Mi sembra un compromesso accettabile per tutte le parti in causa. Infine Marina: “Sono d’accordo con la proposta di Tridico, uscita a 63 anni con il contributivo per poi raggiungere il retributivo o misto a 67. Sono d’accordo perché ho 64 anni e svolgo un mestiere stancante, sono davvero stremata.”

E voi cosa ne pensate di questo dibattito che si è creato? Siete d’accordo con questa nuova riforma delle pensioni proposta da Tridico? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e diteci la vostra anche su quota 41!

178 commenti su “Ultime notizie Riforma Pensioni 2021: dibattito aperto su Quota 41e proposta Tridico

  1. La proposta del Presidente INPS Tridico è molto saggia e mi auguro venga presa in considerazione dalle parti coinvolte.
    Rappresenta realmente il giusto equilibrio tra sostenibilità dei conti INPS e la flessibilità in uscita che le altre proposte non garantiscono.
    Pensiamo a tutti quei lavoratori che dopo oltre 30 anni di lavoro sono stati espulsi dal mondo produttivo a causa delle ristrutturazioni o chiusure aziendali e non riescono più a rientrarvi.
    Per loro è seriamente un dramma in quanto a volte non riescono neppure ad aderire all’APE sociale.

  2. Continuo a chiederlo ma non ho risposte.
    1) Attualmente si può andare in pensione con 42 anni e 10 mesi (maschi) oppure con 41 anni e 10 mesi (femmine) di contributi.
    2) Anticipare per tutti a 41 anni significa anticipare pochi mesi
    Domanda: Possono pochi mesi di anticipo (che tra l’altro comporterebbero anche una diminuzione dei contributi complessivi e quindi dell’importo finale della pensione) comportare una spesa complessiva quale quella ipotizzata dai geni dell’ INPS (Tridico)?
    Aiutatemi a capire

  3. Sono entrato nel mondo del lavoro con i 35 anni di contributi per andare in pensione, in corso d’opera sono state cambiate le regole aumentando gli anni per i contributi.
    Secondo me, quando sono entrato nel mondo del lavoro ho stipulato un contratto virtuale con lo stato presumendo fosse un diritto acquisito.
    Questo comporta che i diritti dei lavoratori vengono sempre modificati in base alle esigenze dello stato e non dei lavoratori.
    A mio parere la quota 41 dovrebbe essere uguale per tutti a prescindere dall’età.
    Che coraggio a parlare di spesa impossibile quando con 5 anni di legislatura si percepisce uno stipendio e una pensione pari al doppio di un metalmeccanico.
    Un ingiustizia sociale.

  4. A mio avviso se ci si divide abbiamo perso tutti. E’ vero che ognuno ha la propria storia e quello che proporrebbe Tridico ad alcuni potrebbe anche essere “conveniente” o almeno essere poco penalizzante (penso alle persone che hanno un’età vicino ai 67 anni).
    Penso che un’ipotesi della quale si potrebbe iniziare a discutere sia la seguente:
    Pensione anticipata con quota 101, con calcolo solo contributivo per il periodo che manca alla soglia dei 42 anni e 10 mesi. Trascorso questo periodo la pensione verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    Faccio alcuni esempi:
    -lavoratore con 60 anni e 41 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primo anno e 10 mesi con il solo calcolo contributivo, trascorso questo periodo verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    -lavoratore con 63 anni e 41 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primo anno e 10 mesi con il solo calcolo contributivo, trascorso questo periodo verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    -lavoratore con 61 anni e 40 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primi 2 anni e 10 mesi con il solo calcolo contributivo, trascorso questo periodo verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    -lavoratore con 62 anni e 39 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primi 3 anni e 10 mesi con il solo calcolo contributivo, trascorso questo periodo verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    -lavoratore con 63 anni e 39 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primi 3 anni e 10 mesi con il solo calcolo contributivo, trascorso questo periodo verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    -lavoratore con 64 anni e 39 anni di contributi può accedere alla pensione. Questa verrà calcolata per il primi 3 anni, trascorso questo periodo raggiungerà i 67 anni e verrà ricalcolata con il sistema retributivo/contributivo.
    Penso che gli esempi chiariscano tutto, ma nel caso scrivete per chiarimenti.

    Voi cosa ne pensate?

    1. E chi ha meno anni di contributi, pensi alle donne, come ci arrivano a 41 anni e 10 mesi? come funzionerebbe? Poi lo schema sopra funziona solo per gli uomini!

  5. È chiaro che vogliono una riforma il cui costo deve gravare sui lavoratori e non toccare le spese politiche. È chiaro che quota 41 sia una prerogativa attuale, ovvero i giovani non arriveranno neanche alla metà. Una riforma strutturale della pensione può ritornare giusta se si rispetta l’età del dipendente, massimo 63 anni. Ovviamente per eliminare le disparità devono essere valutati i contributi senza penalizzazioni.Il resto sono compromessi compresa la proposta di Tridico, la cui spesa grava comunque sui dipendenti presenti e non scalfisce minimamente i furbetti della politica italiana.

  6. La situazione di fatto è questa:
    1) reddito di cittadinanza è uno spreco enorme, è un bacino di voti che deve essere eliminato o quantomeno pesantemente rivisto considerato che assorbe moltissime risorse.
    2) quota 41. Ha un costo elevato semplicemente perché c’è un numero elevato di percettori e non si potrà fare solo per questioni di cassa.
    Quindi sarà: età 63 con almeno 41 anni di contributi – 64 con almeno 40 di contributi – 65 con almeno 39 di contributi – 66 con almeno 38 di contributi – 67 con almeno 37 di contributi.

  7. Io lascerei tutto aumentato solo un anno di età sulla quota 100 riguardo a quello che dice il presidente del limps andare prima in penzione solo con il contributivo le ricordo quelli degli anni 60 abbiamo sudato anche prima del 1995 grazie dell’attenzione.

  8. Quando una persona (indipendentemente dalla età anagrafica che ha) ad una certa data contrae un debito con una banca, e poi si mette d’impegno, e poi dopo 40 anni “onora il suo debito”, questa persona è libera da ogni vincolo.
    Ha semplicemente fatto il suo “dovere” nei confronti con la banca, e la banca non pretende più nulla.

    Detto ciò, quando una persona (indipendentemente dalla età anagrafica che ha) inizia a lavorare, e dopo 41 anni di “QUALSIASI tipo di lavoro”, dopo 41 anni di “contributi a carico del dipendente” VERSATI, dopo 41 anni di “contributi a carico dell’azienda” VERSATI, credo che questa persona abbia fatto il suo “sacrosanto dovere”.

    Questa persona deve essere considerata “libera” da vincoli, e la banca (ops … scusa caro Trittico, volevo dire INPS al posto di banca) deve, e sottolineo DEVE, riconoscere a questa persona tutto quanto gli spetta senza alcuna penalizzazione (perchè è assurdo “penalizzare oggi” una persona che ha lavorato per 41 anni, con tutti i contributi versati, facendo leva sulla sua età odierna o su algoritmi che vengono pensati di volta in volta all’interno dell’INPS o nelle stanze del GOVERNO).

    Io credo che una persona che abbia lavorato per 41 anni (e ha avuto la “fortuna” di lavorare per 41 anni) si sia guadagnata il meritato riposo, si sia guadagnata la rendita che gli spetta per il “capitale” che ha depositato per 41 anni nelle casse dell’INPS, rendita senza alcuna penalizzazione.

    Perchè caro Trittico e caro INPS, io (da parte mia) e l’azienda (da parte sua) OGNI MESE abbiamo versato il denaro nelle “casse dell’INPS”.

    Oggi, dopo 41 anni di lavoro, caro Trittico & INPS & GOVERNO non dovete pretendere più nulla.
    Sono io che ritengo che mi debba essere riconosciuto quanto mi spetta, nella maniera più onesta e razionale possibile.

    E domani, dopo 41 di lavoro, vorrei spendere il tempo che mi rimane della mia vita con la massima libertà e nella migliore maniera possibile.
    Senza nessun vincolo …

  9. CARI AMICI MI SEMBRA CHE OGNUNO ABBIA LE SUE ESIGENZE, MI SEMBREREBBE CHE 41 ANNI DI CONTRIBUTI E LA POSSIBILITA’ DI ANDARE IN PENSIONE COMUNQUE A 62 ANNI SIA LA SOLUZIONE CHE ACCONTENTEREBBE TUTTI, NON CAPISCO QUELLI CHE SONO D’ACCORDO CON TRIDICO CHE LI MANDEREBBE IN PENSIONE A 63 ANNI, QUESTA MI SEMBREREBBE MEGLIO.
    COMUNQUE CREDO CHE TUTTI QUESTI PROBLEMI SI POTREBBERO RISOLVERE ANDANDO IN MASSA DENTRO AL PARLAMENTO ED OBBLIGANDO QUESTI MALEDETTI A CANCELLARE TUTTI I VITALIZI E RIDURRE GLI STIPENDI DI LORO E DEI VARI TRIDICO AD UN MASSIMO DI EURO 50.000 LORDI.
    COSA NE PENSATE DI QUESTA IDEA?

  10. Caro Ministro Orlando, Caro Presidente Tridico, Cari Onorevoli, Professori, Tecnici e SuperTecnici con Fornero al seguito, vogliamo provare a fare 2 conti insieme.
    Partendo dal presupposto che dopo 40 anni di lavoro le persone hanno diritto di ritirarsi con una dignitosa pensione, vorrei sottoporre alla vostra attenzione una banale domanda: quanti anni è giusto che lavori una persona per aver diritto alla pensione? Partendo da questa risposta (mi auguro onesta e non frutto di un comportamento sadico) si costruiscono le norme che regolano il pensionamento. Siccome poi chi è chiamato al potere deve anche dimostrare sani principi di giustizia ed equità, mi pare assurdo che si fissi un obbiettivo superiore ai 40 anni. Infatti molte sono le persone che se ne sono andate in pensione prima dei 40 con le vecchie normative (ante Fornero), e altrettante saranno quelle che non raggiungeranno mai i 40 anni poichè entrano tardi nel mondo del lavoro.
    Da 10 anni a questa parte le persone iniziano un lavoro, spesso precario, dopo il compimento di 25 anni. Pertanto esiste una platea di lavoratori che per loro sfortuna stanno pagando anche per gli altri. Sono quelli che hanno iniziato a lavorare da giovani negli anni dal ’75 al ’95 e che sono i più penalizzati in assoluto. Hanno intrapreso un lavoro in età giovanile con la convinzione che dopo 35 anni di lavoro sarebbero andati in pensione con il sistema di calcolo allora vigente. Purtroppo però si sono visti cambiare le regole in corsa e spostare il traguardo più in la’. Prima a 38 anni poi a 40, poi 43 anni e un mese. Ma non solo, la stessa pensione ha subito delle variazioni negative passando dal sistema retributivo al sistema misto che, con calcoli alla mano, prederanno un mensile molto inferiore rispetto ai colleghi che se ne sono andati 5 anni prima. QUESTA E’ GIUSTIZIA? E’ EQUITA’?
    I MIEI GENITORI MI HANNO INSEGNATO CHE QUANDO C’E’ DA STRINGERE LA CINGHIA LO SI FA TUTTI INSIEME, L’INTERA FAMIGLIA, NON SOLO UN COMPONENTE.
    Solo una mente diabolica puo’ immaginare di far lavorare così tanto le persone… fino a 43 anni e un mese.

  11. La proposta Tridico deve essere accolta. Bisogna essere consapevoli che dai 60 anni in avanti le persone cominciano ad avvertire la stanchezza per il peso degli anni, con riferimento soprattutto alle donne che affrontano i disturbi della menopausa. È disumano costringere chi non se la sente a proseguire fino a 67 anni. Starà poi al singolo accettare o no la penalizzazione

    1. Ho iniziato nel 1974…..6 non meli hanno versati… 31 li ho di versamenti eda 10 accudisco invalida madre100x100…62anni…in attesa…. Di leggi tutelanti. X caregivers…. A 67 sono già morto… …

  12. Non capisco, non capisco, non capisco.
    Nella vita gli errori si possono fare, ma bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscerli, l’umiltà di ammettere i propri errori, il coraggio di porvi rimedio anche a proprie spese, la lungimiranza di non ripeterli l. Ebbene caro ministro sappiamo tutti che:
    il reddito di cittadinanza è stata ed è una gran caz…a;
    l’assunzione dei Navigator (altrettanto) parliamo di circa 12000 persone.
    Ora mi pare di capire che questi errori che gravano interamente sui conti INPS sono uno dei motivi pr cui mancano le risorse per mandare in pensione chi ha lavorato oltre 40 anni. Ebbene dott. TRIDICO anziche sbizzarrirsi in fantasiose proposte con l’intento di risparmiare denari a scapito dei LAVORATORI ONESTI, non sarebbe meglio se ammettesse gli errori di cui sopra e facesse ammenda nel migliore die modi senza colpire nuovamente il popolo dei lavoratori. Al posto suo, in coscienza, proporrei di ridurre gli stipendi di tutte le forze politiche che hanno appoggiato quelle scelte e cercherei di ridurre al massimo le spese inutili e gli innumerevoli privilegi della casta. MA IO NON SONO NESSUNO.. e lascio a lei questo arduo compito di decidere sulla vita altrui.

    1. Il legare una possibilità di uscita dopo 41 anni di contributi, al fatto che vi siano o meno risorse è un principio ingiusto! La domanda è :perchè non ci sono risorse? risposte perché degli incapaci incompetenti le hanno sprecate!! e noi lavoratori cosa c’entriamo??

  13. Nella vita ho imparato che 2 cose sono certe. L’avarizia di chi ci governa e la morte. Ma sulla seconda nutro ancora qualche dubbio.

  14. Mi trovo d’accordo con la riforma Tridico che ti permette a 63 anni di andare in pensione con la quota contributiva e a 67 anni di percepire l’assegno pieno calcolando il periodo retributivo ( misto ). La penalizzazione sarebbe solo provvisoria ma permette al lavoratore di ritirarsi qualche anno prima rispetto alla pensione di vecchiaia.

    1. Quindi lei, pensionandosi per esempio a 63-41, sarebbe contento di prendere ogni mese per 4 anni con il contributivo, una cifra pari se non addirittura inferiore ad un quota 100 che è andato in pensione con 62-38 e che prende la pensione calcolata con il sistema misto? Complimenti per il suo masochismo.

    2. Sono d’accordo con la proposta Tridico. Tanto meglio di questa non c’e’ niente. Chi puo’ se ne va, a 63 anni con pensione piena a 67. Pero’ il conto lo pagano tutti quelli che non rientrano nella famigerata legge Dini e i famosi 18 anni di retributivo al 31/12/1995. E le baby pensioni chii le ha pagate e chi le paga. Per non dire dei vitalizi. E’stato scaricato tutto questo sulle spalle di una generazione molto distratta e qualunquista che francamente non ha capito niente che nel brodo ci sono finiti loro.

  15. Caro tridico nei lavoratori fragili devono rientrare tutti gli invalidi io ho 104 personale e il 67% di invalidità ho iniziato a fare il falegname a 14 anni e 10 mesi ho 38 anni di contributi e nn c’è la faccio più dovreste vergognarti fate schifo voi del l’imps e di questo governo la pensione deve essere libera nn per tutti uguali in Inghilterra uno esce quando vuole e prende per quello che ha versato io nn posso andare a lavorare se ho dolori anche quando sto meglio quello che guadagno nn mi basta per le cure se mi mandate in pensione a casa ho meno dolori gli invalidi sono tutti fragili soprattutto i precoci e dopo 38 anni di fabbrica io ho un anca finita 5 discopatie la gonoattrosi ai ginocchi un aritmia é vergognoso che mi costringere a lavorare é una violenza vergogna

  16. 41 anni dietro un bancone di un supermercato e cercare di accontentare Tutta la Clientela è più che usurante …Lei Sigr Tridico l’ha mai fatto?? Io parlo per me , ma quanti si trovano nella mia stessa situazione se non peggio!!!
    Milioni di Cittadini che VERSANO I CONTRIBUTI e L’INPS
    è Sempre in Bolletta???
    Mi scusi ma come vengono GESTITI STI SOLDI??
    41 ANNI SONO ,PIÙ CHE GIUSTI PER TUTTI PER ANDARE IN PENSIONE …..Poi chi SBAGLIA nel GESTIRE I SOLDI DEI CONTRIBUENTI SE LA VEDA CON CHI DI DOVERE….
    NON FACCIAMO I FURBI TROVANDO NUOVE SCAPPATOIE ….DIAMO A CESARE QUEL CHE È DI CESARE …PERCHE LO STATO S,È GIA PRESO TANTO A PIENE MANI …

  17. INCREDIBILE:
    In Olanda ti riconoscono un assegno pensionistico (all’eta’ di 65) anche se hai lavorato e versato contributi per soli 2 (due) anni !!!

  18. La soglia dei 41 anni di contributi non è una meta raggiungibile da tutti, e con più si va avanti con più sarà difficile. I 41 anni sono prerogativa più per chi ha iniziato a lavorare negli anni 80, magari ancora minorenne, e senza lauree come invece ha la maggior parte dei giovani d’oggi. Detto questo credo la proposta di Tridico sia da prendere seriamente in esame e sia uno strumento di flessibilità per chi non può maturare i 41 anni ed è adeguato alle casse dello Stato. E cmq dà il diritto al lavoratore di scegliere se continuare fino ai 67 o se accettare un assegno inferiore per 4 anni (cioè andandoci ai 63 anni). Tuttavia credo che per le donne sarebbe opportuno valutare i 62 anni in caso di maternità e 61 in caso di più di un figlio. In questo modo si andrebbe anche incontro alle lavoratrici che a loro discapito si trovano ad dovere scegliere Opzione Donna la cui proroga di anno in anno pare una agonia continua.

    1. Sono d’accordo con te, fateci scegliere. Le donne arrivano “stremate”.Opzione donna e 35 anni di contributi, che sono tanti,non è una scelta fattibile per tutti.

      1. Io i 35 anni di contributi per andare in pensione con l’opzione donna li avrei, ma non ho l’età, quindi cornuta e mazziata!!!
        Sono stremata, ho problemi di salute e lavoro col pubblico che non viene considerato usurante e, francamente non capisco il perché, ma non posso andarmene perché ho SOLO 56 anni e non 58…
        Il punto è che chi ci governa ha fatto le proiezioni a lungo termine e quando vede che troppe persone potrebbero usufruire di quel diritto, mettono i paletti per impedirti di farlo…..

    2. La giusta data è 62 anni con i contributi posseduti tutto il resto è truffa ! Non si può morire a lavorare, un giovane non andrà mai prima di 27/30 anni quando uscirà ne avrà anche 70 e per voi è giusto ? Mentre loro prendono stipendi d’oro e vitalizio ??

    3. Non è una giustificazione per non farla quota 41. Moltissimi di quelli del 60 61 62 63 raggiungono 41 anni di contributi perché allora a 19 anni trovavi lavoro subito. Poi se in Europa negli altri Stati vanno a 62 anni perché chiediamo noi di andare a 63 64 o 65??? Mi sembra che la proposta di 62 sia più che accettabile per avere un po’ di riposo da SANI.

  19. SOLO PER IL FATTO CHE DOPO 41 ANNI DI CONTRIBUTI CONTINUANO A PARLARE DI “PENSIONE ANTICIPATA” FA CAPIRE CON CHI SI HA A CHE FARE! DOPO 41 ANNI E’ UN DIRITTO PER CHIUNQUE LI ABBIA SULLE SPALLE! PRIMA DI PARLARE DI INIQUO PROVATE A RAGIONARE SU CHE COSA PROPONETE!

    1. Perché non vengono sulle navi petroliere e gas……..cisi vedono se si può andare avanti fino a 64 anni.fanno schifo hanno tolto il lavoro usuranti specialmente per chi lavora in macchina a 50 gradi nei paesi caldi golfo persico e……incompetenti.

  20. Perché Tririco non si abbassa lo stipendio e il tfr (l’ultimo è stato milionario) visto che insiste col dire che non ci sono soldi per pagare le pensioni, com’è possibile che ci sono per il suo stipendio. Io sono 42 anni che lavoro e mi è stata spostata la data di pensionamento almeno 3/4 volte, quando c’è gente che ha fatto più di pensione che di lavoro.

  21. Io faccio 41 anni di lavoro mi sembra di aver dato abbastanza .sarebbe il momento di godersi la vita e di lasciare il posto ai giovani che non anno un lavoro

  22. Non capisco chi scrive che la proposta Tridico sia accettabile, andate a lavorare fino a 70 anni e oltre se volete e lasciate che chi ha 41 anni si goda il beato riposo, inoltre nessuno mette in evidenza l’altra assurdità dei tempi di riscossione del T. F. S. è una vergogna più di due anni saluti da un lavoratore con 41 anni di turni esausto…

  23. La doppia quota è perfetta…..ho 62 anni e sono stanca…..ho dato tantissimo al lavoro…..e vorrei godermi la famiglia….

  24. Anche io sono d’accordo con tridico e modificando un po’la proposta di tridico come dici tu andare in pensione a 62anni col 50 per cento dell’assegno e a 67 anni con la pensione intera Rodolfo

  25. Non sono rientrata nella quota 100 per 1 mese e pochi giorni. Al 1 novembre ho 40 anni e 6 mesi di servizio. Ho fatto la ferrista in sala operatoria multidisciplinare con tanto di reperibilità anche tante volte per notte. Non è lavoro usurante!!! Il giorno dopo non sei di riposo devi essere sempre assolutamente adeguata all’esigienze di servizio
    Allora basta….non è una lotta fra categorie…41 per tutti. Non molliamo.

  26. Siamo stanchi di mantenere questa Italia che purtroppo chi è al governo se ne approfitta.
    Lasciateci andare in pensione chi ha già 41 anni di lavoro e 58 anni di età, perché devo aspettare i 10 mesi e tre di finestra, è una bella fregatura , le donne ci vanno con 42 e gli uomini con 43!!! Questo non è corretto per chi ha iniziato prima dei 19 anni! Perché devo essere usurante per andare in pensione prima? Non ho lavorato comunque i miei 41 anni, non lo merito? Servono proprio quei 10 mesi, e la finestra!!!!!

    Cristina

  27. Bisogna essere flessibili, credo quota 102, tra il servizio e l’età. Bisogna smettere Signora Draghi di appesantire la vita di ogni lavoratore.

  28. 41 anni di lavoro sono sufficienti per poter dire io ho dato abbastanza.
    Assumete al posto mio altri giovani e date la possibilità di lavorare a chi ne ha le forze, io sono stanco e i miei soldi, quelli che mi avete prelevato ogni mese per 41 anni li rivoglio.
    Non mi serve una pensione come quella di un ministro perché con 1600€ sono riuscito a vivere fin’ora e spero di farlo in futuro. Se poi qualcuno ha voglia di occupare il posto di lavoro perché appagato o ben retribuito, che rimanga fino a quando ne ha voglia.

  29. Dico io, uno nato nel 1961 e con 40 anni di contributi facendo come lavoro: carico, autista, scarico e montaggio mobili…è un lavoro usurante ? e per quanti anni dovrà tirare ancora ? MAH DR. TRIDICO SA CHE COSA LE DICO ?… è meglio che non lo dico.

  30. Essere costretti a lavorare più di 42 anni per le donne e più di 43 anni per gli uomini, è violenza.Lo sanno bene i sindacati, lo sanno molto,molto meno nelle loro comodità, i politici.Dai politici salvo qualcuno, c’è da aspettarsi poco e niente.Sono i sindacati che non devono indietreggiare se hanno coraggio e dignità,sono loro che alla fine possono tradire.Dopo 41 anni di lavoro una persona ha il diritto di dedicarsi alle problematiche della propria famiglia possibilmente in buona salute e non spezzato in due.Ed è questa la violenza del Governo che prima menzionavo e che probabilmente si appresta a studiare: Spezzare il lavoratore fisicamente, moralmente e mentalmente, come una cosa che non serve più.

  31. Filomena: Sono d’accordo con la proposta di Tridico. È molto equilibrata perché consente a chi non sopporta più lo stress del lavoro di ritirarsi seppur rinunciando a qualche centinaio di euro ma per soli 4 anni!

    1. Filomena… questi sono squali assetati di potere, passano sopra a madri, padri e figli, non gli interessa nulla che al di la’ dei propri interessi personali… mettono gli uni contro gli altri per poter dare la soluzione… quella che gli conviene a loro… come nelle religioni… comportati bene oggi, poi, poi nell’ aldila’ sarai rincompensato… dare poco oggi per dare niente domani… questi ci prendono perennemente per fondelli

      1. Va bene 41 di servizio a prescindere dall’età. . Ma sono d’accordo con la proposta Tridico. Chi come me, ha lavorato sempre nel settore privato, spesso ha dovuto fare i conti con fallimenti aziendali. Per tre anni, ho lavorato con contratti a progetto i cui contributi finiscono in un fondo a parte e valgono zero come anzianità contributiva. Era il periodo della grave crisi del settore informatico e trovare un’azienda che assumesse era un’impresa. Quindi arriverei a quota 41 alle soglie della pensione di vecchiaia. D’accordo a lasciare il lavoro tre anni prima sia pure con un assegno relativo solo alla quota contributiva. Sarebbe una mia scelta.

  32. Tridico, Dovrebbe fare chiarezza sui conti inps, la parte previdenziale è sostenibile, la parte assistenziale no, quindi i conti non tornano, perché devono essere i lavoratori ad essere penalizzati? .
    l’assistenza deve essere a carico della fiscalità generale.
    Un ulteriore passaggio dovrebbe essere, quello di separare, chi ha molti contributi e pochi anni, da chi ha molti anni e pochi contributi, perché risulta ingiusto ed iniquo andare in pensione con 35 anni di contributi, e 65 di età, ed invece contare a sfruttare qui ha 41,42 anni di contributi me non ha l’età come cantava la Cinquetti.

    ciao da Giuseppe 57 anni, e 42 di contributi versati

    1. Beh … devo ammettere che 57 anni di età e 42 di contributi interamente versati sia quasi eroico!
      Per questo ritengo che non potendo prevedere innumerevoli modi di accesso alla pensione, non passi per la testa di qualcuno di fare anche un qualche piccolo ritocchino ai 43,1 di contributi della anticipata per soddisfare appetiti di altri.
      Auguri.

  33. Sono andato in pensione a 67 e 1 mese.
    Vorrei segnalare ai signori decisori che a 66 anni e 6 mesi ero bello che cotto.
    Quindi la questione dei 67 anni e una emerita cavolata.
    La quota cento è profondamente iniqua perché ha sfavorito i lavoratori tecnico manuali, mentre
    ha aiutato quelli impiegatizi e meno usurati.Quanto perde un operaio con la quota cento?(4 Anni in meno,circa 200 €),Da 1400€ lordi a 1200€ lordi.
    In Francia la tassazione sulle pensioni è al 16% da noi è al 23%.
    Dunque oltre a guardare le convenienze puramente economiche; la pensione è un rimborso assicurativo che si ottiene da fior di contributi e sacrifici,
    non dimentichiamoci dei fattori umani e sociali.
    .

    1. Signor Renzo, Lei ha fatto cenno alla Francia … in realta’, i vertici della PIRAMIDE ITALIA, osservano spesso sia la Francia che la Germania … Il problema e’ che “guardano” e “copiano” solo cio’ che conviene (a loro)!!
      Ammirando la Germania … corre voce che avrebbero nel cassetto la proposta di portare il contributivo per la pensione di “anzianita'” a 45 anni!!
      Peccato che non osservino che “compenso mensile” e che “assegno pensionistico” prendono i parlamentari tedeschi …(a differenza loro) !!!

  34. 41 anni di contributi sono più che sufficienti. Loro non sano che vol dire lavorare in Fabrica o cantieri… Non sano che vol dire dolori dei ligamenti della schiena. Dobbiamo lavorare per le loro stipendi vergoniose, per le loro vitalizi cuale non sono state tolte e tantissimi altre benefici…. Alla fine se non si esce in strada saremo sempre delle capre
    Grazie.

  35. Siamo sicuri che la Costituzione della Repubblica Italiana attribuisca il potere di ”proposta di legge” ad un qualsivoglia Presidente di un Ente strumentale di un Ministero della Repubblica?

  36. Il problema che i politici che ne sanno cos’è lavorare per loro è facile a parole mandare le persone in pensione a 64 anni loro non fanno nemmeno vent’anni di lavoro e prenderanno migliaia di euro di pensione .Io sono della classe 1961 e ho cominciato a lavorare nel 1976 come apprendista per necessità loro hanno avuto la possibilità di andare a scuola e fare una vita tranquilla .Quindi fate sta benedetta questa 41 emanate il lavoratore in pensione vi ho dato quasi mezzo secolo della mia vita in contributi .Quindi mandatoci a cssds e assumete i giovani che il futuro è il loro così si smuove un po’di economia.Veniteci incontro e non succhiate ancora il sangue a noi lavoratori.

  37. Ho iniziato a lavorare a 17 anni e durante la mia vita lavorativa qualche disonesto non mi ha versato i contributi, ciò nonostante a fine 2021 avrò 40anni di contributi, credo che 41 anni di contributi sia oggi corretto, piuttosto penalizzerei coloro che oltre questa soglia vogliono ancora occupare il “posto” non lasciando spazio ai nostri giovani.

    1. Il fatto reale è che oltre quella che lei chiama soglia, vi siano molti pensionati che, riassunti nella medesima posizione, continuano a lavorare.
      Saluti

  38. Per essere equa, la riforma deve prevedere la possibilità di ritirarsi, con quota 41 per chi ha tanti anni di contributi oppure dai 63 anni per tutti gli altri. Il continuare a lavorare deve essere una scelta, non un obbligo. Quando si raggiungono uno dei due requisiti, il lavoratore fa una scelta, se l’importo della pensione è adeguato alle sue aspettative bene, altrimenti continua a lavorare.
    Ma attenzione, per chi sceglie di andare in pensione, deve essere negata la possibilità di continuare a lavorare. Hai la pensione, te la fai bastare e lasci il tuo posto di lavoro ad altri.

  39. Lavoro da 44 anni, ma risultano “solo” 41. Nel mio percorso lavorativo ho trovato qualcuno che non mi ha versato i contributi ed è passato troppo tempo per reclamarli! Ho provato a fare la domanda ALL’INPS perché faccio i turni anche di notte come lavoro usurante, ma negli ultimi 10 anni faccio solo 60 notti l’anno anziché le 63 richieste! Ormai mi sono rassegnato ad andare in pensione con 42 e 10 mesi della legge Fornero, ma ne avrò lavorati 47. Il presidente Tridico, dovrebbe tenere presente che fra poco ci sarà una forza lavoro vecchia e piena di acciacchi dovuti all’età e passerà più tempo in mutua che al lavoro! E poi si stupiscono se i giovani non trovano lavoro!

  40. La cosa mi sembra ridicola,oppure studiata da qualcuno che non si è mai sporcato le mani ,ogni giorno per 40 anni ,cominciando a lavorare a 15 anni,e adesso che ne ho 55, devo lavorare ancora 8? Sino a 63?
    Mettevi nei panni di chi come me della mia generazione(anni 60) si incominciava a lavorare poco più che ragazzini

  41. Cari ” Ministri” , che dall’alto delle vostre profumate poltrone, guardate noi, povera pleba, e decidete per noi, numeri insignificanti, sudditi delle vostre disumane decisioni. Mai come in questo periodo, mi sento così triste di appartenere al popolo italiano, così sfiduciato. Dietro ogni vostra proposta, per venirci all’incontro, c’è di base una enorme ipocrisia. Perché decidete per noi?? Quota100?Si, possiamo andare in pensione ma con 600 euro, fino alla fine dei nostri giorni.. Dopo 38 anni di contributi versati e 63 di età, oppure attendere 67 anni, ed esalare l’ultimo respiro, perché non per tutti la qualità della vita è migliorata, c’è chi vive di stenti, mai vacanze, che poi le Vostre sono vacanze, le nostre, un arrangiamento illusorio in base al portafoglio.. Praticamente, arrivando al sunto, decidete per noi fino alla fine, dopo una vita di sottomissione alle vostre tasse e regole, anche alla fine della nostra vita, chiudete il capitolo della nostra scellerata esistenza. A saperlo prima, avrei abbandonato questo Paese che offre solo tanta tristezza. Che amarezza il pensiero continuo che mi viene…l’assalto alla Bastiglia… siamo tornati al 1789…con la gente che rivendica i suoi diritti. Ma qui siamo in Italia, dove la gente oramai subisce e non reagisce. Tanto valeva, lasciarci crepare col Covid… ah no, bisogna continuare a versare i contributi…

  42. È possibile che prima della Fornero un Macchinista FS andava in pensione con 37 e 6 mesi di contributi svolgendo un’attività usurante(Notti e orari su 24 ore)ed oggi adesso la nostra professione con la Riforma Fornero è una attività (Gravosa ),ma non Usurante con un aumento di più di 5 anni di contributi,guidando treni ad Agente Solo invece di 2 Macchinisti com’era prima della (Fornero)a qualsiasi ora.Tridico sa che significa guidare un treno da solo a tutte le ore da solo dopo 40 anni di servizio.Spero che qualcuno del governo se ne fa carico di questa falla (Maestre d’asilo Usurante noi no ) pazzesco. Riqualificare le attività Usuranti non solo la nostra è portare il limite max per la nostra professione a 41 anni di contributi senza limiti di età.

  43. Sono rimasta fuori dalla quota 100 per 1 mese e pochi giorni….a novembre 2021 avrò 40 anni e 6 mesi di contributi. Ho fatto la ferrista in sala operatoria per 28 anni ma per nessuno è stato riconosciuto lavoro usurante. Tante reperibilità e tante notti insonni con poco personale e il giorno dopo sempre al lavoro con la concentrazione adeguata. Devo ancora aspettare il 2023!!! I famosi 41anni,10mesi e la finestra di altri 3 mesi???? È umiliante e inaccettabile. 41 per tutti è la cosa più giusta per tutti. Non molliamo.

  44. Buonasera la proposta di Tridico è assurda, parla di ingiusta la proposta di 41 anni di contributi oppure 62 anni di età ma la sua è uno scandalo, potrebbe andar bene a quelli che hanno iniziato a lavorare dopo i 20 anni ma a noi che abbiamo iniziato a 15 come può pretendere di farci lavorare 48 anni?Magari spera anche che nel frattempo si muoia così può aumentarsi il suo stipendio
    Iniziamo a togliere tutti i vitalizi e ridurre le pensioni e gli stipendi dei parlamentari e dei vari Tridico ad un massimo di euro 50,000 lordi e non euro 150.000 e poi vediamo quanti soldi vengono fuori. Perchè dobbiamo essere sempre noi a fare dei sacrifici? Se iniziano loro io sono disposto anche ad andare in pensione con la legge Fornero non certo con la sua proposta.
    SE LORO SONO D’ACCORDO CON QUESTO BENE ALTRIMENTI GUERRA E CHE STIANO MOLTO ATTENTI A QUELLO CHE FANNO

  45. Da infermiera con 41 anni di servizio e a 57 anni di età credo che sia doveroso andare in pensione con il retributivo dato che la nostra professione è la più bassa dei nostri colleghi europei e dopo 2 anni di lavoro in trincea nel reparto covid!!!!

  46. E i 4 anni solo di contributivo come si “campa” considerato che abbiamo ancora i figli a carico che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro. Io sono del 1961 con37 anni di contributi di cui 12 con il calcolo retributivo……..di cosa stiamo parlando. Ci devono mandare in pensione senza penalità, non possiamo pagare così pesantemente gli errori del passato. Fino a 10 anni fa si andava con 35 anni di contributi e con il calcolo sicuramente più conveniente. Siamo stanchi.

    1. Sono più o meno nella sua stessa situazione Sig. Giuseppe, anzi meno. In più ho quasi 3 anni di buco contributivo dovuto a contributi non versati che purtroppo l”attuale normativa non mi permette di coprire anche con versamenti volontari, perché relativi a prima del 1996! Vorrei chiedere a chi se ne intende, perché è stata fatta una norma che non permette questo? Qualcuno esperto nella materia mi sa dare una risposta in merito? Grazie

  47. l’ho detto tante volte e lo ripeto: non è una brutta proposta ma il problema sono i 63 anni; facciamo alcuni calcoli: è la seconda fregatura di seguito per noi nati nel 1960; quest’anno quota 100 con il minimo a 62 anni; io tra 10 giorni ho 101 (calcoli fatti decine di volte) ma essendo del 1960 me la sono presa nel……….; ok ; allora dico: l’anno prossimo avrò 62 anni, avrò ben oltre 101 ma cosa fanno:? tolgono quota 100, non mettono nemmeno 102-103 e cosa fa TRIDICO: minimo 63 anni; così chi 2 opportunità (nati nel 195), chi 2 volte inculati (noi del 1960); non può funzionare così in un paese serio

  48. La proposta tridico fa schifo.con 41 di contributi si deve andare in pensione senza penalizzazioni e basta .. le altre proposte le introduca per quelli che non hanno contribuzione con un’eventuale penalizzazione

  49. Assurdo! Io penso che 41 anni di contribuzione siano gia’ tanti ! Ma quando potremo goderci il nostro meritato riposo ! Quando avremo 67 anni e non saremo piu’ in grado di fare nulla? 41 senza se e senza ma !

  50. Posso dire che l’amagioparte dei politici italiani mi fanno schifo perché pensano solo all’oro stipendio d’oro noi ché lavoriamo tutta una vita ci d’anno una pensione di merda. Manderei la fornero è tridico è signori politici in fabbrica a lavorare per 43 anni.anno rovinato l’italiana

    1. Non si mangi il fegato signor Maurizio.
      Ogni tanto seguo in Tv gli interventi alle Camere dei politici e poi, se non so chi siano, curioso in Internet sulla loro provenienza e carriera lavorativa.
      No so dirle quanti siano, ma mi è capitato di trovare laureati ad oltre 30 anni di età che pertanto non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi fintanto che, non un click, hanno vinto la lotteria.
      Mi ha capito suppongo, ma non lo dica a coloro che dalla età di 15 anni versano contributi, e pagano tasse, perché potrebbero incavolarsi.
      Saluti

  51. La questione è molto semplice: la proposta Tridico va bene per chi ha iniziato tardi a lavorare. Per gli altri, penalizza tantissimo, ed infatti è quella che fa più risparmiare l’INPS. Infatti prevede l’abolizione per gli uomini della pensione anticipata di 42 anni e 10 mesi (più il trimestre introdotto nel 2019 da Durigon). Lo stesso vale per le donne, che erano scontate di un anno. L’ho segnalato più volte, ma sembra che il sito, nelle sue informazioni, ignori questo aspetto dirimente.

    1. Concordo con chi siano i più penalizzati.
      Per quanto riguarda l’abolizione della anticipata gli esperti lo escludono e dunque speriamo non sia cosi. Ma se quanto Lei dice accadesse o se anche la anticipata ricadesse nella ipotesi penalizzanti del dottor Tridico, penso che i sindacati non sarebbero seguiti ma rincorsi nelle piazze.

  52. Ma per una donna che con la Tornerò può andare in pensione anticipata a 41 anni e 10 mesi indpendentemente dell’età che se zo ha la prposta quota 41?

  53. I soldi per quota 41 ci sono eccome, sono solo frottole quelle che ci raccontano. Sapete perché non la mettono 41? Perché poi si dovrà lavorare tutti davvero 41anni!
    Ad oggi invece con una manovra o con l’altra si riesce ad uscire con 35 36 38 anni. Tutti tranne noi precoci, la maggior parte con la scuola dell’obbligo per cui senza voce in capitolo. Trattati come deficenti.

  54. LA PROPOSTA … TRIDICO … IN EFFETTI LI COMPRENDE TUTTI, PER CUI … SI PUÒ BENISSIMO FARE … la QUOTA 41o 42 non sò dove sta la differenza .. si stabilisce un’età ed ok …. grazie,

  55. Trovo vergognoso che si debba subire una simile tortura dopo come il mio caso 42 anni e 2 mesi di contributi devo chiedere quelli mancanti con un operazione obiettivo pensione perche mi paghino i restanti 8. Midomando che paese e questo che per equilibrare le finanze scaricano tutto sulla generazione dei nati nei primi anni 60 che si sono visti nell arco della loro vita lavorativa cambiato le regole in corsa ben 4 volte 41 per tutti e si lasci spazio ad una nuova generazione che non abbiano la colpa di essere andati a lavorare dopo la scuola dell obbligo

  56. Ho già lavorato più di 40 anni e sono veramente stanca, vorrei poter fare la nonna, invece di fare i salti mortali per aiutare le figlie con la loro prole, 41 anni di contributi mi sembrano più che sufficienti. , trovo gravemente ingiusto poter andare in pensione con 36 anni di contributi e 64 anni di età e non permettere ha chi ha un’ anzianità contributiva maggiori e di dover aspettare un’ età anagrafica più avanzata.

  57. Tridico non faccia il furbo 62 anni o 41 di contributi senza penalizzazioni. Il reddito di cittadinanza fiscalità generale.

  58. Io non sono per niente daccordo i 5 stelle nel fare il reddito di cittadinanza dovevano dirlo che ci avrebbero rimesso i futuri pensionati..ok tutti sbagliamo anche il sottoscritto che li ha votati purtroppo.

    1. Mi permetta la battuta, visto che anni fa l’errore lo ho fatto anche io.
      Una cosa buona la hanno fatta, la legge con la quale, suppongo nel 2023, il mucchio farà un bel carachiri.
      Saluti

  59. Basta , Sigr Tridico , se ne vada se non e’ capace a trovare delle soluzioni , piu’ che proposte sono presa per i fondelli…
    nel frattempo l’incontro Governo/Sindacati e’ risultato essere una farsa, tanto per allungare il brodo e dare dei contentini a che si aspettava delle risposte che mai arriveranno. Salvini , non parla piu’ del suo cavallo di battaglia “quota 41 anni di contributi senza penalizzazioni”.
    Stanno veramente a tirare troppo la corda , ma prima o poi si spezza e la gente perde la pazienza..
    La pace sociale e’ sottile e loro proseguono a tirare la corda , non se ne puo’ piu’.

  60. Io penso che tridico ed i vari consulenti fornero ecc ecc non immaginano nemmeno lontanamente cosa vuol dire lavorare per 41 anni in fabbrica ad una qualsiasi catena facendo turni altrimenti non parlerebbero cosi. Io penso che se una persona che a iniziato a lavorare a 15 anni in fabbrica dopo 41di lavoro anche se a 56/57 anni il suo fisico a subito una usura che non puo essere paragonata ad altre persone che hanno lavorato in uffici avendo fatto lavori statali che sappiamo bene come si svolgono in italia, ed è per quesio che l aspettativa di vita non è per tutti ugualui cara fornero con i vari furbetti del cartellino e i vari assenteisti. Insomma come sempre non si fanno mai approfondimenti si fa nno semore dei gran casini e noi che abbiamo cominciato a lavorare presto dibbiamo pagare le pensioni di chi è andato cin i vari 16anni tipo ferrovie ed enti vari diciamo le cose come stanno questa e la verita in italia le persone oneste vengono sempre penalizzate e devono pagare per tutti gli altri furbetti che se la godoni da 40 anni la pensione senza nemmeno essersela guadagnata

  61. Tridico essendo espressione dei 5 stelle difende solo il reddito di cittadinanza anche penalizzando chi lavora da una vita egli cambierà solo con la separazione assistenza previdanza cosa peraltro necessariaaaaaa.

  62. Dovremo lavorare ancora sapete perché?dobbiamo garantire il reddito di cittadinanza e le pensioni dei politici e sindacalisti cosa possiamo fare per evitare questo.?…………..

  63. Non vi sono italiani di serie A e di serie B, i 62 anni x l’uscita devono essere assicurati a tutti anche dopo quota 100 con forme di flessibilità da ricercare. Non è possibile che x solo qualche giorno di differenza nella data di nascita (anno 1960) i lavoratori vengano così fortemente penalizzati.

  64. Va bene l’uscita a 63 anni col contributivo e 67 col retributivo. Ma la penalizzazione per i 63 anni di quanto è però? Io l’anno prossimo compirò 63 anni a giugno con 37 anni e 6 mesi di contributi. Quanto prenderei di pensione? Tenete conto che ora guadagno circa 1.600 euro netti al mese… Grazie.

  65. Assurdo continuano a tagliare penalizzando i lavoratori, amici se non erro se non tagliano ancora parliamo di 1300 euro mensili , che vergogna, perché non chiedete al presidente dell INPS se per la sua futura pensione andrebbero bene

  66. Mi pare il classico compromesso al ribasso. Noi “baby boomer” siamo già stati fin troppo penalizzati :prima il passaggio da 35 a 40 anni di contributi, poi sistema misto, poi Fornero e siamo a 43 anni di contributi con una pensione già ridotta al 70% circa dello stipendio, dopo aver pagato baby pensioni e assistenza varia ci troviamo a rischiare altre penalizzazioni? No, mi pare veramente un accanimento!!!!

  67. 41 anni sono tanti pensate alle nuove generazioni 41 di contributi e pensione o 63 anni con quello che hai versato. Che colpa ne ho io se ho cominciato presto e te tardi lavora con età più snvanzata.

  68. E uno scempio perche’ un lavoratore come me che e’ macellaio e lavora al freddo e non essere rientrato nei lavori usuranti perché, sono stati privilegiati i lavori al caldo , e ha 41 di servizio lo volete fa lavorare fine a 70 anni?

  69. Tridico faccia uno strappo, 65 senza penalizzazioni con almeno 36 di contributi. Lasci stare Fornero o altre proposte.
    Onofrio

    1. Sono infermiera da 40 anni, ne ho 60. Se il sig. Tridico si fida a farsi fare un prelievo o mettere un’infusione da un’anziana presbite…allora ok.

    2. Io o 61 anni 24 anni contributi devo lavorare fino a 67 vado in pensione con circa 500 euro o sempre lavorato con ditte di pulizie che nn si sa d che categoria appartengono ora dico io visto che comunque l’importo della pensione è e sarà sempre quella x che nn andare in pensione a 62 o 63 anni nn cambia assolutamente nulla

    3. Onofrio ti fai fare una legge ad hoc solo per quelli nella tua situazione??
      Su via siamo seri e solidali almeno noi.

      1. Perchè non chiede la solidarietà anche ai quota 100 che su questo sito hanno applaudito entusiasti ad una norma iniqua ed ingiusta che li ha favoriti sfacciatamente ?

    4. non capisco perchè non prolungare almeno un anno, e pare costi pure pochissimo,quota 100- quantomeno dar la possibilità di uscire con 41 anni di contributi ,non pochi! e poi l’assurdo: non ci sono i soldi per chi ha SEMPRE pagato le tasse e invece si regalan soldi per Reddito di Cittadinanza a cani e porci- o si regalano 6 miliardi ad Alitalia( perennemente in crisi) ed ora si voglia dare 10 miliardi per salvare Montepaschi! ma possibile che siate così vergognosamente schierati sempre contro i poveri lavoratori???

    5. Emanuele io sono del 1966 ad oggi sono a 40 anni di contributi se vado in pensione con 63 anni lavoro 48 anni vi pare giusto non bisogna guardare gli anni che hai ma quelli versati

    6. Sono d’accordissimo con la proposta dei 63 anni con il contributivo e poi l’intera pensione a 67 anni. In fondo il lavoratore può effettuare la sua scelta consapevole dei conteggi. Penalizza relativamente in quanto ci sono anche lavoratori che ormai sono costretti al part-time e poco gli cambierebbe

    7. Lo dico e lo ripeto, per l’ennesima volta, il dipendente privato Deve poter andare in pensione con 41 anni di contribuzione effettivamente versata, conteggiando pure i cosiddetti contributi figurativi, un esempio classico l’anno di militare, che lo stato, badare bene, ha costretto a svolgere, il dipendente pubblico che negli anni passati ha usufruito di vergognosi, e lo sottolineo, “lasciapassare” per accedere alla pensione, QUINDICI ANNI SEI MESI UN GIORNO, tanto per intenderci, poi VENT ‘ANNI, VENTICINQUE, e su pressioni esterne i fatidici trentacinque, ma molto tempo dopo, adesso è arrivato il momento di invertire la tendenza, il privato va con i 41,senza se e senza ma, il pubblico si becca la Fornero nella sua versione più perversa, ossia quella originale, non quella modificata dalla lega ed i 5 stelle, va ricordato, infine che i conti INPS sono notevolmente peggiorati da quando c è stato l’accorpamento pubblico – privato avvenuto qualche anno fa, prima di ciò i conti stavano a posto.

      1. Sono d’accordo, il dipendente privato è stato doppiamente penalizzato! Si è fatto, per usare un eufemismo, un grande mazzo sul lavoro, nella maggioranza dei casi senza nessun aumento salariale per non parlare di carriere ibernate e si trova ora a pagare il prezzo più alto allorché è stato la locomotiva di questo scellerato paese…..che tristezza!

  70. Buongiorno io trovo assurdo aver messo insieme lavoro gravoso con lavoro precoce , personalmente io farò 40 anni di lavoro gravoso ma non mi viene riconosciuto xchè ho solo 11 mesi di lavoro precoce,tra l’altro la beffa nella beffa è che non raggiungo i 12 mesi precoci xchè mi avevano chiamato x il servizio militare obbligatorio… No coment

  71. Provassero a lavorare in fonderia, Tridico e la Fornero compresi tutti i politici vedrai come cambierebbero opinione…..

  72. Penso che la nostra è la generazione più penalizzata di tutte quelle che ci hanno preceduto e che verranno visto che i nostri genitori sono andati in pensione con 35 anni di contributi con paga piena e senza penali noi con oltre 43 e paghe basse e ora si fa un gran parlare di next generation questo è ingiusto e disonesto

  73. “E intanto i giorni passano, E i ricordi sbiadiscono, E le abitudini cambiano …….”
    e pian piano chi ha lavorato 41 anni arriva ai fatidici 43 e un mese (sempre che non cambino nuovamente le regole) e si avvicina sempre più alla dipartita. Ma ATTENZIONE arriva la proposta TRIDICO che, mescolando le carte, pensa bene di allungarti gli anni di lavoro facendoti credere che te ne andrai prima e con una pensione + bassa. Se capisco bene, mi corregga se sbaglio, nel caso in cui una persona che oggi ha 41 anni di lavoro sulle spalle (classe 1964) dovrà lavorare altri 6 anni per avere 63 anni e maturare la pensione con calcolo contributivo. Se faccio due conti significa che ha lavorato 47 anni!! dico 47 anni. Ma dott. TRIDICO – POSSIAMO CHIEDERE TANTO?

    1. per risolvere il tutto e far andare in pensione ad una giusta eta’ basterebbe togliere il reddito di cittadinanza e ridurre le pensioni d’oro……

  74. Comunque credo bisogna distinguere molto sulla tipologia del lavoro Io ad esempio ho fatto sempre il camionista ed sempre con ditte private ( perdendo anche dei periodi contributivvi a differenza di chi ha lavorato con Stato , enti locali e grosse aziende) e non posso certamente restatare a lavoro dopo una certa età. Ho quasi 66 anni

  75. Io in parte sono d’accordo con il Presidente Tridico.. Mi spiego introdurrei il retributivo al 50% in pensione a 62 anni e a 67 pensione completa

  76. I progetti fanno parte della nostra vita. Li facciamo in base alle nostre capacità, alle nostre disponibilità e alle regole vigenti. Ancora 30 anni fa dopo neanche due decenni di lavoro si poteva andare in pensione. In base a questi criteri tante donne hanno potuto mettere la famiglia al primo posto preferendo far nascere, crescere ed educare i propri figli per poi eventualmente dedicarsi anche al lavoro fuori casa. Ormai stava tramontando la mentalità che solo i maschi potevano studiare e lavorare, mentre il posto delle donne era a casa con i figli.

    Oggi invece, in sole 2 generazioni, sono stati stravolti completamente i requisiti per andare in pensione. Il primo passo è stato quello di uguagliare l’età pensionabile delle donne a quella degli uomini (la differenza di prima di 5 anni riconosceva l’impegno della donna nella famiglia e la sua fragilità rispetto all’uomo) per poi aumentare ancora per tutti di altri 2 anni i requisiti necessari. Alla fine gli uomini devono lavorare 2 anni di più, mentre le donne 7.

    Quindi a una persona di 50, 60 anni la vita lavorativa è stata più che raddoppiata rispetto all’inizio della sua attività, cosa impensabile allora, e i progetti di vita stravolti.

    Pretendere oggi da una donna 50 o 60-enne, che ha dei figli, di aver anche più di 40 anni di lavoro è inaccettabile. Come è stato detto prima, quando queste donne erano giovani hanno potuto ancora dedicare la propria vita al matrimonio, ai figli e alla famiglia e la carriera era al secondo posto. Una volta svolto il suo ruolo di mamma non era facile trovare lavoro. Non per colpa loro, per pigrizia o mancanza di volontà, ma perché il lavoro scarseggiava e da allora non è cambiato nulla. Bisognava cercarlo, aver pazienza, fortuna e grande spirito di adattamento. E ora le mamme vengono punite. Difatti tra chi ha potuto andare in pensione con Quota100 oltre il 75% sono maschi.

    In poco tempo alla donna, sposa, madre che mette al mondo figli e che li fa crescere ed educare, caregiver in caso di bisogno, è stato imposto di assomigliare all’uomo maschio. La maternità, la cura dei cari non hanno più nessun valore positivo, anzi diventano un peso, un ostacolo perché essa deve occuparsi della sua carriera lavorativa per evitare il rischio di non poter avere una sua pensione o almeno una pensione dignitosa.

    Per le donne, però, è stata creata un’uscita chiamata “Opzione Donna”: quando le mancano 6 anni di contributi, con 35 anni di lavoro già fatti su 41 richiesti (cioè il 15% in meno) ed è spesso costretta dalla situazione familiare (genitori non autosufficienti, nipoti) o per motivi di salute a lasciare il posto di lavoro, viene offerta questa possibilità che la penalizza fortemente. E’ stato deciso che tutto il periodo lavorativo sarà calcolato in forma contributiva: ma non solo, i periodi di malattia o di congedo per maternità sarebbero considerati inutili per il calcolo delle pensione. In questo modo le donne perdono circa il 35% del suo valore contro il 15% di anni che mancano loro. E’ un vero furto legalizzato. Non per niente questo tipo di uscita dal mondo del lavoro non hanno avuto il coraggio di proporlo agli uomini. Si ritorna al vecchio modello, che pareva andato nel dimenticatoio, della sposa che per ragioni economiche deve sottomettersi al marito e non può essere economicamente indipendente.

    Ultimamente si parla tanto di pensare alle generazioni future, ma ci si dimentica di aiutare le donne oggi, quelle non più giovani alle quali la vita e i principi sono stati stravolti in poco tempo, che si vedono adesso dover lavorare fino alla vecchiaia per raggiungere quei famosi 41 anni di lavoro o 68 anni di età. Le violenze fisiche che le donne italiane subiscono indignano tutti, ma questo tipo di violenza passa nel silenzio assoluto. Ma se non ci fosse stato il loro sacrificio i giovani non sarebbero nemmeno nati.

    In realtà, in Italia, esiste un’altra finestra d’uscita a 63 anni (Ape Sociale) e mentre gli altri paesi lasciano uscire le donne a 60 anni (Polonia) o tutti a 62 (Francia), in Italia occorre avere a casa “la fortuna”, come si era espresso qualche giornalista, di un invalido al 100% del quale bisogna occuparsi 24 ore su 24. E’ veramente scandaloso!!!

    A queste condizioni alle donne italiane non conviene né sposarsi né tantomeno fare figli, perché sono costrette a fare la carriera alla pari dei maschi. Con le leggi pensionistiche in vigore, voler avere una famiglia tradizionale è pressoché impossibile. Se la donna viene uguagliata al maschio nella vita lavorativa, si comporterà da maschio. Non si sa però chi farà nascere i bambini e si occuperà di loro, perché anche i nonni sono costretti a lavorare. A questo punto forse anche le competizioni sportive, tipo calcio, sollevamento pesi ecc., non dovrebbero essere più nemmeno quelle divise fra i generi!

    Riassumendo, queste riforme distruggono le famiglie, provocano l’azzeramento delle natalità e il risultato già si vede.

    Prolungare la vita lavorativa che aumenta il livello della disoccupazione in modo sensibile significa anche tener lontani dal mondo di lavoro i giovani, che non possono nemmeno fare progetti e invece di guadagnare i propri soldi con dignità si vedono arrivare il reddito di cittadinanza senza far nulla, pagato con i soldi risparmiati con la legge Fornero.

    Nei mass media si sentono le voci di alcune persone famose ipocrite che appoggiano queste riforme e poi si scopre che esse hanno lasciato il mondo di lavoro a 50 anni.

    Come disse già nel 1980 un protagonista del film “Vizietto II” non conviene essere donna in questo Paese.

    1. Ho letto il suo commento però, se permette, non lo condivido per niente: in base a quanto da lei sostenuto, le donne dovrebbero andare in pensione prima degli uomini (un bel po’ prima…) prendendo la stessa pensione di questi ultimi…Ma dove sta’ scritto? Mi sembra che, rispetto ai colleghi uomini (a parità di stipendio…) le donne abbiano, sul lavoro, diversi permessi retribuiti (gravidanza, maternità ecc.) che comunque consentono loro di assentarsi dal lavoro e far fronte ai bisogni familiari. Altrimenti dove sta’ la famosa “parità” (solo nei diritti?)
      Tra l’altro se una donna non se la sente più di lavorare, può optare per “l’opzione donna” accettando le conseguenti “penalizzazioni a livello contributivo”. Poi se proprio non le va’ di lavorare, può anche starsene a casa.Non si può pretendere “la botte piena e la moglie ubriaca”.

  77. Secondo me è NECESSARIO dare la pensione arrivati ai 62/63 anni a prescindere dagli anni versati, e SENZA NESSUNA PENALIZZAZIONE.
    Se sapessimo con certezza di vivere fino a 100 anni si potrebbe anche fare, ma molti di noi nemmeno arrivano a 67, dovete mandarci in pensione subito e senza un solo euro in meno!

    1. Condivido tutto quello che a scritto Antonio e previlegiare di più a tutte le Donne e quelle Donne che anno dedicato in parte del suo tempo alla famiglia e a figli, dare delle agevolazioni per andare in Pensione prima. (Chi vuole andare).

  78. Facciamo 42a per tutti e non se ne parli più…..
    Io ho 57 anni e ad oggi 5/8/2021 ho 41 anni e 7 mesi di contributi versati.
    Sono prossimo alla riforma Fornero di 42a10+3m ma mi metto nei panni di chi fa lavori usuranti senza essere riconosciuti tali solo perché appartengono ad una delle più grandi, a livello numerico, delle categorie di lavoratori: i METALMECCANICI.
    Gli farei fare a loro 42a10+3m di fabbrica a 1500€/mese poi vorrei sapere come la vedono (per loro intendo on. Tridico-Fornero-Orlando-Draghi e compagnia bella).
    Certo che se i lavoratori metalmeccanici avessero una retribuzione simile alla loro di 5/10/15/30k ed oltre €/mese tutti andrebbero in pensione, nel caso sopravvivessero, a 90 anni, neanche a 67.

    1. Io penso che raggiunti.42 anni di lavoro si debba andare in pensione tutti.indipendentemente dall’età ..senza penalizzaxioni

  79. Penso si debba assolutamente aiutare la platea femminile prima di tutto, per lavori discontinui avuti per poter seguire soprattutto i figli, poi trovare forme di flessibilità per tutti possibilmente, e soprattutto per lavori pesanti, continuazione Ape social

  80. Io voglio quota 41 e quasi 41 anni che lavoro 8/10 ore al giorno in piedi e penso di avere già dato, considerando che in tutta la mia carriera lavorativa avrò fatto 4 mesi di mutua

  81. Non dovete bere la favoletta che non ci sono le risorse per la quota 41 , io ho iniziato a lavorare a 14 anni ora ne ho 55 e ho già fatto 41 anni di lavoro, allora cominciamo a tirare via gli abbuoni di un anno ogni 5 alle forze armate ai grafici e compagnia discorrendo.
    dividiamo il welfare dalle pensioni e portiamo la pensione a massimo 60000 euro lordi.

    1. È ingiusto e vergognoso andare in pensione con 1300 euro forse dopo 43anni di lavoro e dopo aver pagato le tasse fino all’ultimo centesimo, cosa? Non ci sono le coperture quindi più di tanto non possono dare .buoni solo a prendere poi quando te li devono dare loro c’è sempre qualche problema ,la verità è che ti hanno fatto lavorare di più per darti una pensione da fame , siete delle merde.

  82. l’INPS ha dato le pensioni facili decenni indietro, ora tocca pagare le conseguenze a noi, arrivando in pensione in eta’ avanzata senza goderserla, fanno propio schifo e per le future generazioni non esistera’ piu’ per loro una pensione.

  83. Proposta TRIDICO: BOCCIATA.
    Apprezziamo l’impegno ma non la sostanza e lo rimandiamo a scuola ma quella vera a fianco di un lavoratore. Prima si mette in testa che dopo 40 anni di lavoro si ha diritto alla pensione prima si merita il posto che ricopre. Mi piacerebbe portarlo una settimana in fabbrica per insegnargli il lavoro, forse dopo aver lavorato fianco a fianco riuscira nell’impresa di formulare una proposta + attinente alla realtà e più vicina ai lavoratori con la consapevolezza di cosa significa lavorare.
    Infine, all’interno della proposta, tra le righe, si nascondono grandi iniquita….
    Per esempio una persona che ha iniziato a lavorare all’eta di 15 anni e che ha già lavorato per 41 anni secondo il dottor Tridico dovrebbe andare in pensione a 63 anni e solo con il contributivo (badate bene con 48 anni di lavoro) per poi passare al retributivo a 67 anni. In pratica peggiorando, e di molto, la già scandalosa legge Fornero… Il gioco delle tre campanelle, ampiamente in voga negli anni 90 (tuttora vivo in alcune zone) lo vada a fare in altri luoghi magari tra i palazzi, non a casa dei lavoratori onesti…

    1. Concordo totalmente . Non è tollerabile pensare di accettare estorsioni simili. Non si può sempre continuare ad accettare ricatti.

  84. La proposta del presidente dell’INPS mi sembra sensata ed inoltre io rivedrei le categorie dei lavori usuranti

    1. Ma come puoi dire che la proposta di Tridico è sensata. Non so che lavoro lei faccia, ma lavorare 41 anni ininterrottamente vuol dire avere ben poco da offrire a qualunque azienda. Forse questo sig. Cesare ha risorse da vendere o fa un lavoro ben pagato con poca fatica. Dopo 41 anni dobbiamo solo pretendere rispetto per i sacrifici fatti ed il contributo dato all’INPS. Le risorse vanno cercate nei posti giusti senza penalizzare chi ha diritto di godersi un po di salute e di Famiglia. Lavoro etrasferta lontano da casa ti logorano. E mi venite a dire di lavorare fino a 62 anni e 10 mesi….. vergognatevi.

  85. Mi chiedo come si possa ragionare in questo senso…. Io ho 59 anni, e più di 41 di contributi, ma davvero devo aspettare a 63/64 anni per poter accedere alla mia meritata pensione? Premetto che ho lavorato 20 anni in miniera e 21 in fabbrica, e non dietro una scrivania…

  86. Con l’uscita a 63 anni dovrei andarci con 45 e passa di contributi… Già ora (ho 59 anni e lavoro nell’impiantistica dell’edilizia) arrivo alla sera che sono finito… Non ho potuto studiare perché mio padre ha ben pensato di morire e quando tanti miei coetanei giravano per le feste universitarie io facevo già 10 ore di lavoro! Andare in pensione alla stessa eta non sarebbe sicuramente equo… Forse sperate di farci schiattare in cantiere?!?

  87. Ritengo giusto consentire il pensionamento con 41 anni di contributi (che significa aver lavorato 41 anni) senza penalizzazioni. Al raggiungimento dei 62 anni introdurre la possibilità di accesso alla pensione con riduzione in base agli anni mancanti ai 41. Introdurre la possibilità di versare contributi anche non direttamente collegati a periodi di lavoro. Intanto bisogna considerare che con l’ innalzamento della speranza di vita, l’età di pensionamento tra qualche anno sarà comunque aumentata. Inoltre, entro qualche anno, finiranno quelli che vanno in pensione con un quota retributiva.
    Ritengo che considerare il tema delle pensioni in correlazione al basso tasso di natalità non abbia senso se prima non si avviano i troppi giovani disoccupati al lavoro (non precario – adeguatamente retribuito – con versamento di contributi adeguati – con adeguate prospettive per il futuro): in ogni caso se c’è tanta disoccupazione giovanile non è certo colpa di chi ha lavorato ininterrottamente per decenni, ma di una politica che non è capace di creare posti di lavoro che non siano precari e mal retribuiti.

  88. Avevo appena 15 anni quando ho iniziato a lavorare, tanti mestieri sporchi e faticosi anche se non considerati ne gravosi né usuranti. Caro Presidente quanto creda che possa ancora lavorare avendo oggi 38 anni di contributi;non le bastano 41 di contribuzione.Il resto degli anni ve li darò tutti di mutua.Cordiali saluti

  89. Dopo 41 anni di lavoro credo che una persona abbia diritto di godersi la vita… o bisogna essere decrepiti per godersela? Magari con gli animatori della casa di riposo…

  90. Io sarei più daccordo a dare la pensione di cittadinanza a 62 anni e togliere il reddito di cittadinanza ai giovani che si stanno impoltronendo a casa .secondo voi è giusto che un un’operaio edile a 64 deve ancora rischiare la vita su un ponteggio e i giovani devono prendere i soldi senza far niente a casa.

  91. Io penso che tutto dipenda dal tipo di lavoro e dal rapporto di lavoro che c’è tra il datore di lavoro e il lavoratore dipendente, il privato e più penalizzato del pubblico.
    Una piccola azienda privata con 7/10 dipendenti può ritrovarsi con 5/6
    ultra sessantenni che non possono garantire più la perfetta funzionalità della stessa azienda e intanto non può licenziare nessuno per motivi umani e affettivi. E questo è solo uno dei casi possibili, ma sono milioni di casi simili
    Credo che in alcuni di questi casi debba intervenire il governo per poter aiutare azienda e lavoratori che hanno versato milioni di euro nelle casse dello Stato

  92. Trovo il doppio canale interessante perché lascerebbe ad ogni singolo individuo se lasciare o continuare. La voto sicuramente.
    Bruno Bove

  93. La proposta del presidente Tridico è accettabile, una penalizzazione temporanea si può sopportare. Bisogna pensare che gli ultimi anni di lavoro sono veramente gravosi , uscire quattro anni prima sarebbe un sollievo per migliaia di lavoratori ormai stremati dalla fatica. Buona giornata da Gabriele

    1. Signor Gabriele sono nato nel anno 61…ho già 41 anni di contributi e secondo lei è giusto andare in pensione a 63 anni di età con 44 anni di contributi …per andare al lavoro faccio 150 km al giorno…forse lei lavora vicino a casa o non fa lavoro stressante…negli anni passati sono andati in pensione a 35/37
      anni senza penali…non è colpa mia se miei soldi sono stati mal gestiti…prima di scrivere ci pensi bene…

  94. Ottima proposta quella del Presidente.
    L’uscita a 63 anni consentirebbe a molti il riposo meritato e dopo 4 anni la pensione verrebbe presa interamente.
    Complimenti Dr Tridico!!!

    1. Weee Diego la proposta sarà ottima per coloro che come te non raggiungono i 41 anni di lavoro. Ma chi ha iniziato a lavorare in giovane eta, stando alla proposta, potrebbe doverne lavorare anche 47 e per giunta con una sostanziosa riduzione di pensione per 4 anni..

  95. Questo è uno dei motivi per cui dovremmo scendere in piazza. Arrabbiati, con la rabbia di chi sa che le sue ragioni e i suoi diritti sono stati calpestati. E lo dovremmo fare assieme ai più giovani. Quarant’anni di lavoro da dipendente sono un abominio. Costringere a lavorare oltre i sessanta anni milioni di persone mentre altrettanti giovani disoccupati rinunciano a “vivere” e a fare progetti, è un crimine. Ne più ne meno. La soluzione non è “costosa”. 50, 100 miliardi in 3 anni, mentre i nuovi assunti pagano a regime i contributi? Gli oltre 2000 miliardi di euro di debito pubblico sono tanti. Ma nn c’entrano le pensioni dei 35 anni di contributi. Corruzione, evasione, sperpero di chi nei posti dove si decide, ne è la causa principale. Poi, arrivano i “professori” e propongono ricette miracolose. Lavorare all’infinito e percepire mto meno.. Che genii. Complimenti!

  96. Sto compiendo 41 di lavoro continuo ininterrotto.
    Negli ultimi anni ho anche qualche piccolo problema di salute, e sono stato demigrato e ho subito addirittura mobbing x questo motivo.
    Svolgo una mansione come Jolly, cioè da autista con ADR a manutentore a magazziniere, archivista, travasista e tecnico collaudatore certificato.
    La MANSIONE in busta è….OPERAIO
    .Causa di ciò non rientro nelle categorie gravose ecc. Ma scavalco cancelli vado in sentieri ripidi e pericolosi con un Camion, intervengo sul GPL in situazioni critiche e pericolose…ed oltretutto non mi vogliono concedere nemmeno l’uscita con la Naspi.
    APPROVATE I 41 X TUTTI E SI RISOLVONO QUESTI PROBLEMI
    i contributi li ho versato da parte mia….prendetevela con gli evasori….non con gli onesti….ma che gente ci governa?

  97. Concordo con la proposta di Tridico. Ho 60 anni, insegnante, 23 anni di contributi, problemi di salute e a fatica arrivo a 63 anni, figuriamoci 67! Grazie dott. Tridico.

  98. Sono d’accordo con la proposta di Trofico. In considerazione del fatto che dopo aver perso il lavoro da tempo non riesco a ricollocarmi ( 61 anni). Andare in pensione a 63 anni pur se con un importo basso ed aspettare il ricalcolo a 67 anni e pur sempre un aiuto per chi è in difficoltà.

  99. E vergognoso che si discuta ancora di 41 anni si o no, mi chiedo se abbiate fatto i conti di quanti soldi ci avete tolto dalle buste paghe per 41 anni e dove finiscono i nostri soldi se gli usassero per chi ha versato saremmo apposto invece vengono usati per pagare cassa integrazione, maternità ecc, ecc come tutti sanno quindi chiedo a chi parla senza sapere, ridateci i soldi che abbiamo sudato e versato per tanti anni e nieniente più, grazie un saluto Beppe

  100. Salve io sono un macchinista che lavora per le ferrovie italiane, ho già da 37 anni di lavoro con dei turni non umani,in più con la legge Fornero siamo diventati gravosi quindi dovrei fare 43 e 10 mesi di lavoro per andare in pensione vorrei dire al signor Tridico che dopo 41 anni di duro lavoro ci volete far godere questa benedetta pensione oppure INPS aspetta che moriamo prima così non paga. Per concludere ma i nostri ragazzi a che età andranno a lavorare se noi veniamo a lavoro col bastone .

  101. È veramente assurdo che in passato tanti lavoratori hanno lasciato il lavoro a 50 anni, addirittura qualcuno a 45 anni, che i politici debbano prendere il vitalizio dopo 5 anni di non far niente, e oggi non si lascia andare in pensione persone che hanno lavorato 41 anni…..e già forse si dimentica che siamo in Italia !!!!!!

  102. Per far quadrare i conti basta eliminare tutti i privilegi della casta anche loro devono lavorare come noi miseri mortali e percepire pensioni adeguate. Per quel che riguarda l’età pensionabile deve essere ridotta e poi lasciare al lavoratore la decisione senza vincoli contributivi

  103. Quota 41 garantirebbe solo attualmente alcuni tipologie di lavoratori non certo chi ha gia attualmente 45 50 anni enuna carriera lavorativa fatta di interruzioni etc etc che non consentirà mai di arrivare a quota 41. UNa uscita anticipata a 63 o 64 con il solo sistema contributivo fino al comoimento del 67 anno di età è una norma dai contenuti piu generali… Si potrebbe invece pensare ad una quota 42 per gli uomini e 41 per le donne per ravvicinare li scostamento trabpensioni di pura anzianità e pensioni di anzianità contributiva.

  104. Secondo voi è giusto che solo perché ho iniziato a lavorare prima dei 18 anni dovrei andare in pensione con 42 anni e 10 mesi, e con la quota cento sono andate in pensione persone con meno anni di contributi miei,solo perché hanno iniziato a lavorare più tardi?

  105. Gestire questo argomento non è come giocare a bingo Chi è nato il 31 dicembre del 1959 può andare in pensione chi è nato a capodanno come il sottoscritto pur avendo 41 anni di servizio non può andare in pensione secondo voi che devo rispondere🤔🙄 che siamo in mano a degli sciagurati!!! 41 di lavoro sono più che sufficienti!! Poi sui costi il signor tridico guarda la nostra posizione non entro nemmeno a ricoprire tale incarico che si è raddoppiato lo stipendio !!!quindi ci faccia il piacere!!

  106. Sono d’accordo con la proposta di Tridico io non ne posso più faccio pulizie ma essendo titolare x me non valgono i lavori gravosi in fondo poi fra 3-4 anni si prende la pensione intera

  107. Bisogna agevare anche l uscita dal lavoro degli invalidi gravi o soggetti con patologie gravi (esempio, dializzati) . Tra permessi per cure, malattie e permessi ex 104 l’Inps “spende” molto di più rispetto ad n esodo incentivato.
    Grazie

  108. Scusate ma io la penso che quando hai lavorato 42 anni qualunque lavoro abbia fatto hai diritto alla pensione non anticipata ma pensione vera

  109. Cari politici perché non provate ad andare voi a questa età di 42 e 10 mesi lo dico primasi alla fornero che ne pensa della pensione della figlia già in pensione così giovane dopo ma noi siamo in comunità europea o no perché in europa vanno in pensione prima si o no come del resto voi che non vi diminuite lo stipendio e a pensione e andate in pensione prima con solo 4 anni ladri mafiosi altro che comunità europea io la chiamo mafia da educato attendo da voi risposta grazie.

  110. 41 anni di contributi sono più che sufficienti!! Lo erano già 40 prima della “Fornero”!! Fossi in Tridico andrei a rivedere quanti percepiscono pensioni “intere” rispetto ai contributi versati ( parlo dei baby pensionati ) o di chi, per questo o quel bonus, ha versato contributi iniqui rispetto alla pensione percepita.
    Per non parlare dei vitalizi e delle pensioni “d’oro” dei nostri politici a partire dai senatori in giù o se preferite dai sindaci in su. Ah!! Dimenticavo: i diritti acquisiti non si toccano!! E allora “dagli addosso al vil marrano”!!! Personalmente quando avrò 63 anni avrò versato 44 di contributi.
    Pertanto non sono d’accordo col Presidente Tridico!

  111. Sono d’accordo con tridico… vero che la pensione sarà meno a 63 anni ma sarà solo momentaneamente…poi a 67 si cambia, altrimenti la gente che come me ne ha 64 anni e 37 di contributi e retribuzione … quando andrà in pensione?? D’altronde a questa età chi mi assumerebbe? Preferisco andare in pensione anche con la decurtazione… come preferisco che assumono i giovani che me

  112. 41 anni di contributi mi sembrano sufficienti,per chi fa lavoro usurante direi basta la vita non è solo lavoro sveglia.

  113. Ottima l’uscita a 63 anni con il contributivo per poi raggiungere il retributivo o misto a 67 ma deve includere anche le persone già disoccupate che hanno raggiunto 20 anni di contributi.

  114. Prima di tutto penso che bisognerebbe allargare la platea dei lavori usuranti. Io sono una fisioterapista che lavora a domicilio e vi assicuro che è molto più usurante del lavoro di maestra d asilo che già fa parte di questa categoria di lavoratori nonostante tutti i mesi di non lavoro di cui usufruiscono. Non mi dilungo. In mancanza di altro sono d’accordo con Tridico. Meglio questo che niente. Per me sarebbe impossibile lavorare fino a 67 anni dato il tipo di lavoro che svolgo.

  115. Con quanti anni vanno in pensione i politici? Perché devono avere una modalità diversa dalla nostra?
    Tridico non ha ragione a proporre i due scaglioni, ancora una volta spremerebbero i lavoratori……veda invece di separare la previdenza dall’assistenza.

  116. Ho 41anni versati a settembre, lavorati 42 di cui uno perso, non versato dal datore di lavoro. Morale dovrò lavorare 42 e 10 mesi + 1 totale quasi 44. Caro tridico ed anche voi giornalai non raccontateci storielle… Siate più coerenti e giusti.

  117. La proposta di Tridico è ottima.
    Per chi a 63-63 anni non ce la fa più e non ha cominciato a lavorare così presto da maturare 41 anni di contributi, è giusto che possa andare in pensione anche con una cifra ridotta.

  118. 62 anni per tutti senza penalizzazioni e la pensione calcolata in funzione dei contributi versati, se poi uni vuole continuare a lavorare è libero di farlo.
    Ci sono determinati lavori che non possono essere svolti oltre i 62 anni vedi naviganti,camionisti,turnisti,muratori ecc ecc.

  119. 41 anni ? A un parlamentare ne bastano 5 per andare a 65 anni e 10 per andarci a 60. Dov’è la giustizia e l’equità.

  120. Gli ultimi fortunati di oggi sono coloro che hanno goduto di quota 100 o che nel tempo potranno goderne della sua cristallizzazione.
    I fortunati di domani saranno, forse, coloro potranno avvalersi dei 43,1 o 42,1 anni di contribuzione versata, almeno fintanto che non azzopperanno pure la anticipata.

    Se mi rifaccio al cicaleccio seguito all’incontro sindacato-governo in cui una parte ha parlato e un altra ha taciuto, sono portato a pensare che le funzioni del governo siano state in questo frangente demandate al dottor Tridico (ricordiamoci che è un funzionario dello Stato) quasi fosse un ventriloquo usato per fa pervenire ai lavoratori un messaggio.

    CONTRIBUTIVO!

    Per salvare i conti ed essere equi egli sostiene che si debba attuare da subito una specie di “contributo di solidarietà” ovvero che si congeli la parte retributiva per diversi anni ai lavoratori che ricadranno nel misto e avanzino richieste di pensione.
    E voilà l’azione di marketing dell’istituto previdenziale ha raggiunto l’obbiettivo, sta riuscendo perfino nel tentativo di appesantire ulteriormente la legge Fornero e i “sondaggi” che emergono anche in questo sito sembrano mostrare non pochi sostenitori.

    Viste poi le basse retribuzioni che girano tra la massa dei lavoratori sarà gioco forza, nei prossimi 15 di vita del sistema contributivo misto, per molti restare più a lungo sul posto di lavoro nel tentativo di aumentare il MONTANTE contributivo dilaniato ormai anche dai coefficienti di trasformazione.
    Solo chi si trovasse in una condizione di disoccupato, pur di campare, si vedrà costretto ad accettare e ringraziare dell’esistenza di una qualche opzione totalmente contributiva disponibile.

    Per tentare di pareggiare i conti si potrebbe pensare di rendere pan per focaccia: oltre ai tanti versamenti richiesti e stabilito un dato anagrafico immutabile ma umano per l’accesso alla pensione, servirebbe rivedere l’età per taluni in modo tale da renderla variabile e in funzione del reddito da lavoro percepito.
    Creare una curva a salire per la quale a stipendi elevati corrisponda un pensionamento posticipato.

    Ma forse questa è una utopia perché i numeri ci raccontano che: i risparmi si fanno solo agendo sui molti seppur bassi stipendi, attraverso regole scritte da pochi dagli elevati compensi.

  121. Ma come fate ad esprimere giudizi su di una proposta vaga senza dettagli?
    In pensione a 63 anni con il contributivo e a 67 con il retributivo.
    A Tridico chiederei almeno di essere più preciso facendo esempi pratici:
    es. stipendio attuale euro …… anni 63 = pensione NETTA poi, al compimento dei 67 anni, la pensione NETTA in che cifra “magicamente” si trasformerebbe?
    Questi, SONO I DETTAGLI DA CAPIRE PRIMA DI ESPRIMERSI A FAVORE O MENO DI UNA PROPOSTA!

  122. Quando devono trovare i soldi per il reddito di cittadinanza li trovano subito senza battere ciglio. Per chi lavora da oltre 40 anni sempre i soliti problemi per trovare le coperture finanziarie. Purtroppo siamo destinati a lavorare in eterno per mantenere i nullafacenti.

  123. Deve esserci flessibilità per chi ha tanti Anni di contributi,e per chi ha tanti Anni di età e meno di contributi e logistico che ci saranno delle differenze di importi ma deve decidere il lavoratore 41 va fatta ,che poi Fanno 63,64 anni di età e 36,38 di contributi questa a mio modo e flessibilità ..

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