Ultime notizie Riforma Pensioni oggi 25 febbraio: le previsioni al 2050

Le ultime notizie di oggi 25 febbraio 2020 sulla riforma pensioni, riguardano la sostenibilità del sistema pensionistico nel prossimo futuro. Infatti secondo l’ultimo studio, le stime per i prossimi trent’anni su Pil e demografia incideranno sulla sostenibilità del sistema previdenziale in Italia. Vediamo poi anche l’ultimo appello lanciato dalla Sinistra europea e da Rifondazione Comunista proprio a proposito delle pensioni.

Riforma Pensioni 2020 ultime novità oggi: quale futuro ci aspetta?

Affari & Finanza, l’inserto economico di Repubblica, ha pubblicato un interessante articolo sulle pensioni e sulla loro sostenibilità. Come si può leggere nell’approfondimento a cura di Roberto Petrini ”  spesa sul Pil salirà dal 15,8 per cento di quest’anno al 17 per cento del 2050. I 17,9 milioni di pensionati ci costeranno 336,3 miliardi contro i 254,6 di oggi, 80 miliardi in più. Quello che l’Istat chiama ‘indice di dipendenza’ dà la misura di quanti anziani vengono ‘mantenuti’ da chi lavora: oggi gli over 65 ogni 100 cittadini in età lavorativa sono il 39,1 per cento, nel 2050 arriveranno quasi al 70 per cento”.

Numeri che chiaramente aprono ad una riflessione sulle riforme delle pensioni. Petrini prosegue poi parlando anche di quota 100: “E’ vero che le riforme degli ultimi anni, come quella del 1994 che ha introdotto il sistema contributivo dal 2036 abbatteranno i costi, ma è vero anche che camminiamo sul ciglio del burrone e non possiamo permetterci passi falsi come Quota 100“.

Ultime notizie Pensioni 2020: la Sinistra lancia l’appello ‘Facciamo come in Francia’

Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea,  ha organizzato un’iniziativa di propaganda con un volantinaggio in Largo San Matteo a Teramo, per diffondere la seconda fase della campagna nazionale del PRC-SE sulla questione sociale. Nel presidio compariva uno striscione, con le parole d’ordine “pensioni, lavoro, salari: facciamo come in Francia!”.

In una nota riportata anche dalla testata di Teramo Ekuonews.it si legge: “Il governo non ha concretamente avviato nessuna svolta e i teleschermi sono affollati di privilegiati che invocano l’abolizione di “Quota 100” e del reddito di cittadinanza. Siamo di fronte ad un sistema in cui centro destra e centro sinistra non intendono porsi il problema della salvaguardia dei diritti di chi lavora o ha lavorato. L’Italia è il Paese con i salari e le pensioni più bassi d’Europa e in cui si continuano a chiedere sacrifici a chi non ha nemmeno le risorse per curarsi, in nome dei vincoli di bilancio. Lo sciopero francese contro la riforma delle pensioni ha un’importanza decisiva per tutta Europa, dopo decenni di ritirata e perdita di diritti. Indica l’unica strada per imporre anche in Italia l’eliminazione definitiva della legge Fornero, cioè la ripresa delle lotte di tutto il mondo del lavoro.

Rifondazione Comunista è mobilitata per chiedere un salario minimo orario di non meno di 9 euro, l’abolizione del Jobs act, la reintroduzione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, il diritto per tutte/i di andare in pensione entro i 62 anni, la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali. Basta con privatizzazioni e precariato. La lotta dei lavoratori francesi è la nostra lotta. Cambiare è possibile, con la lotta si può”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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