Ultime novità Pensioni oggi 5 giugno 2019 sui numeri di quota 100 e i tagli

Ultime novità Pensioni oggi 5 giugno 2019 sui numeri di quota 100 e i tagli

Oggi 5 giugno 2019 è una giornata piena di notizie per quanto riguarda le ultime novità sulle pensioni. Si parte dagli ultimi dati rilasciati dall’INPS sulle domande di pensione anticipata con quota 100 (in netta decrescita a maggio) per poi vediamo anche le ultime notizie sui tagli alle pensioni 2019 e le critiche mosse alla quota 100 e agli importi degli assegni da parte della CGIL delle Marche e di chiara Gribaudo del PD.

Pensioni con quota 100: gli ultimi dati dell’INPS, netto calo di domande

Come evidenzia il Sole24 ore, sono arrivati i dati aggiornati al 3 giugno sul numero di domande per la pensione con quota 100. Il numero attuale è circa 142mila, con il mese di maggio che ha fatto registrare solo 17mila richieste, in netto calo rispetto ai mesi precedenti (a febbraio furono addirittura 77mila). Dai dati emerge che la maggior parte delle richieste arriva da lavoratori dipendenti (51.644), a seguire quelli pubblici (46.099), gli artigiani (12.408), i commercianti (11.965), gli iscritti ai fondi speciali (7.036) i coltivatori diretti (2.883) e in misura più marginale iscritti alla gestione separata e lavoratori dello spettacolo e sport.

Sono 50.164 le domande arrivate da persone con meno di 63 anni e 63.578 le richieste di persone tra i 63 e i 65 anni. Si conferma poi la prevalenza di richieste da parte di uomini con il 74% delle domande rispetto al 26% di quelle inviate da lavoratrici. Sul territorio le province che hanno registrato il maggior numero di domande, in valore assoluto, sono Roma (10.784), Milano (6.444), Napoli (5.968), Torino (4.999), Palermo (3.458). All’opposto troviamo Vibo Valentia (354), Isernia (321), Aosta (307), Fermo (300) e Sondrio (283).

Pensioni quota 100 ultime novità: le critiche ai tagli e alla riforma

Sulle pensioni ed in particolare su quota 100 ha scritto un post sulla sua pagina ufficiale Chiara Gribaudo, deputata del PD che spiega: ” Avevano promesso miracoli, un tasso di sostituzione giovani-anziani di tre volte, ma nonostante i pensionamenti la disoccupazione giovanile è tornata a crescere al 31,4 per cento: Quota 100 non funziona e i giovani rimangono a casa. Il Paese è con l’acqua alla gola e il prezzo della propaganda di Salvini lo pagano loro”.

Dalle Marche arriva poi un nuovo allarme sulle pensioni, lanciato da Catia Rossetti segretaria generale dello Spi provinciale a proposito dei dati elaborati nella provincia di Pesaro-Urbino. Infatti nella provincia di Pesaro Urbino 80 mila prestazioni pensionistiche, pari al 67% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese (66,6% la media regionale, 61,3% la media nazionale): dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Una condizione pensionistica nella quale si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 45,9% del totale (47% a livello regionale e 44,1% a livello nazionale), per le donne tale percentuale sale all’82,4%.

Rossetti commenta: “I dati elaborati da Ires Marche rafforzano le ragioni della manifestazione unitaria dei sindacati dei pensionati per sabato primo giugno. Come possono mantenersi in salute e curarsi se 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia di povertà? Il numero delle persone non autosufficienti cresce di anno in anno e milioni di famiglie sono in difficoltà, servono più risorse e la garanzia di livelli essenziali uniformi in tutto il territorio nazionale”. Infine per Per Silvia Cascioli, segretaria provinciale Cgil, “Quota 100 non dà risposta alle donne, che nella maggior parte dei casi, hanno percorsi lavorativi discontinui e raramente raggiungono i 38 anni di contribuzione a 62 anni di età. Inoltre la riduzione dei redditi da pensioni è anche dovuto agli effetti peggiorativi del sistema di calcolo contributivo che anche per i sistemi totalmente retributivi, è operativo dal 2012″. Voi cosa ne pensate?

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

2 pensieri su “Ultime novità Pensioni oggi 5 giugno 2019 sui numeri di quota 100 e i tagli

  1. Purtroppo la nostra bellissima Nazione ltalia deve dimenticare tutte le riforme pensionistiche precedenti perché siamo una Nazione da sempre piena di debiti e continua ad indebitarsi ad ogni cambio di governo strano ma vero solo una cosa funziona da sempre l’evasione incontrollata quindi la vera riforma pensionistica a mio giudizio potrebbe e dovrebbe in primis mettere sullo stesso piano tutti gli Italiani Politici e Cittadini mandare in pensione solo coloro che versano contributi per almeno 20 anni e 65 di età con la minima e con 40 anni con la massima al 80% del valore dei contributi realmente versati senza alcun vincolo di età punto e basta tutto il resto non si chiama pensione ma assistenzialismo chiaro.

  2. CVD. Come volevasi dimostrare, questa legge ha causato una perdita di reddito. Chi si è fatto fare i conteggi sull’assegno ha preferito rimanere al lavoro, troppa la differenza tra stipendio e futura pensione. Chi ha usufruito della quota 100 è chi il lavoro lo aveva perso e non aveva altre chance future (motivo valido), ma ne ha usufruito anche chi il lavoro lo aveva ancora e si può permettere di perdere qualche centinaio di euro magari integrandolo con del lavoro in nero o perchè benestante di suo. Rimane il fatto che per mantenere una promessa farlocca, si è preferito discriminare e dividere i lavoratori, favorirne alcuni a danno di altri e farlo tutto a debito nostro. Una porcata galattica. Comunque i dati sono inequivoci. E’ un flop.

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