Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato come la proposta dei sindacati di una quota 41 per tutti sia stata appoggiata anche dall’ex sottosegretario all’economia Durigon, per favorire l’uscita dal mondo del lavoro una volta terminata la famosa quota 100 che andrà in scadenza il 31/12/2021. Restano però diversi dubbi sulla possibilità di realizzare questa quota 41, e di seguito vi riportiamo un’interessante dibattito nato nei commenti dell’articolo che abbiamo scritto due giorni fa su questo argomento.
Pensioni anticipate 2021: quota 41 per tutti da chi sarà appoggiata?
Luciano ci ha scritto rispondendo nell’articolo sull’eventuale quota 41 per tutti: “Penso che il ruolo politico della Lega in questo momento sia fondamentale perchè se il sindacato e la lega convergono su questo punto vedo molto difficile per il Pd in particolare con il ministro del Lavoro rigettare al mittente questa proposta senza rischiare una perdita di una forte base elettorale di sinistra che andrebbe a riversarsi sicuramente nel partito di Salvini”.
Marc risponde, analizzando la situazione politica attuale, e trovando nel M5S l’ago della bilancia, criticando le ultime posizioni del PD sull’argomento pensionistico: “Insisto nel dire che andrebbe appurata la posizione del M5S che su questo punto continua nel suo silenzio più assoluto quasi dimenticando che nel programma elettorale avevano il superamento della Fornero proprio con quota 41. L’eventuale legge di riforma pensionistica deve passare dal parlamento e quindi senza l’appoggio del M5S non si fa niente la Lega da sola non ha i numeri.
Su questa partita il PD è sempre stato contro i lavoratori inventandosi le varie “APE” cioè andare in pensione con i tuoi soldi (prestiti dalle banche) oppure come sta facendo adesso Orlando con i soldi delle aziende, per cui a questo punto non decide certo il lavoratore se andarci o quando andarci. A questo punto viene da dire meno male che la decisione finale sarà la risultante dei vari orientamenti politici e non dipenderà dal solo Ministro Orlando o dal suo partito di appartenenza“.
Pensioni anticipate 2021: ultime notizie oggi 20 maggio
Ancora Marc commenta poi l’appoggio a quota 41 di Durigon: “Il fatto che piaccia a Durigon non dovrebbe sorprendere visto che già la caldeggiava ai tempi nel 2018 quando era al governo in maniera più determinante. Quello che sorprende piuttosto è la sortita contenuta nel DDl 2855, sembra quasi che l’abbia inserita in quel modo per non sconfessarsi su quota 41 ma senza avere il coraggio di rivendicarla appieno come doveva essere da programma Lega (quota 100 senza paletti e quota 41). Non si è poi capito come mai questa quota 41 contenuta sia nel programma elettorale Lega che M5S uniche due forze al governo non abbia avuto luce.
Detto questo se si vuole rimodulare la Fornero verso il basso io credo che possa essere più che ragionevole per il Governo incontrarsi appunto a quota 41. Aggiungo, come mio parere personalissimo, che troverei anche accettabile l’applicazione dell’ipotesi di Tridico e cioè quella di percepire la quota retributiva della pensione fino al raggiungimento dell’anzianità Fornero”.
Infine segnaliamo anche il commento di Gianna, che pone l’attenzione su un tema spesso tralasciato: la situazione delle donne e delle madri: “Mai che si pensi alle lavoratrici madri…spesso costrette a lasciare il lavoro per poi riprovarci con tante difficoltà…41 anni di lavoro per le donne è abbastanza difficile raggiungerlo se si hanno avuto figli e per la famiglia in passato ci si sacrificava…almeno fate passare quota mamma”. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito, e tornate ogni giorno a trovarci per tutte le ultime novità sulle pensioni!

Fabrizio
Ma non capisco, la quota 41 per tutti è riferita a tutti i precoci o anche a chi non ha lavorato prima dei 19 anni (cosiddetti precoci)
Grazie
C’è qualcuno interessato alla mia domanda che può rispondere con certezza. Grazie
Secondo me lavorare 41 anni con contributi versati regolarmente,e’ piu’ che sufficiente. Anni fa i versamenti massimi erano 35/40 anni e i giovani non arriveranno a questi versamenti nemmeno a 70 anni.Cosa vogliono fare ? Quanto vogliono spremerci ancora? aspettano che ci ammaliamo e risparmiano sulle pensioni. Per noi che abbiamo iniziato a versare contributi a 18 anni e facciamo lavori sanitari per i quali ci hanno osannato nel covid e ora nessuna considerazione ,nemmeno riconosciuto come lavoro gravoso…..non ho parole
Per quei Politici / giornalisti e conduttori televisivi che pensano di liquidare il problema della riforma pensionistica giustificandosi con la più idiota delle frasi : NON CI SONO I SOLDI , volevo ricordare che anche se fosse vero non è certo un problema di noi lavoratori che abbiamo il DIRITTO SACRO SANTO di andarci dopo 41 anni di lavoro e VERSAMENTI CONTRIBUTIVI!!!! A tutta questa gente per fargli capire la stupidata che affermano bisognerebbe dire a fine mese : mi spiace ma non ti pago più perchè NON CI SONO PIU’ SOLDI. Chissà , forse così capirebbero le più che idiote affermazioni che quotidianamente predicano. CAMBIATE LAVORO CHE NON FA PER VOI.
Voglio evidenziare solo una cosa in merito a determinate persone, in primis GIORNALISTI/E ECONOMICI che scrivono e vanno in TV a propagandare che non si possono affrontare riforme pensionistiche e quindi di mantenere in auge la Fornero perché NON CI SONO SOLDI. Questi personaggi sono l’icona dell’ignoranza TOTALE, che non sanno distinguere che la pensione NON È UN REGALO O UNA DOLCE CONCESSIONE che si dà ai lavoratori…. ma che è un DIRITTO ACQUISITO,
GUADAGNATO E PAGATO CON UNA VITA. DI SACRIFICI E SUDORE da chi per 41 anni lo ha già fatto e lo sta facendo ANCORA. A questi personaggi, per fargli capire che farebbero meglio se cambiassero lavoro, gli augurerei che alla riscossione di una qualsivoglia forma assicurativa o di risparmio volontario a cui ha contribuito ad alimentare anno dopo anno per 40 e più anni…. Si sentisse dire : Sa signora mia non possiamo liquidargliela perché NON CI SONO PIÙ SOLDI comunque continui a versare ci risentiamo tra 2 o 3 anni.
Le donne sono sempre stata penalizzate
Nella considerazione lavorativa e negli impegni famigliari….riconosciamo a loro in qualche mofo fin da subito l.enorme welfare mai rivalutato come bene prezioso nella comunità.
italiani svegliatevi ,giovani di oggi muovetevi a sollecitare i nostri governanti a far si che questa benedetta riforma sulle pensioni venga effettuata ,ma non con 41 anni di lavoro o di contributi come richiesto dai sindacati , perchè con questa riforma prima di 70 anni non accede nessuno al diritto. E tantomeno di andare con anticipi pensionistici che portano a penalizzazioni sulle retribuzioni. Oggi è tutto contribuitivo e secondo me sarebbe più giusto fissare un’eta’ anagrafica di circa 65 anni per tutti i lavoratori come accesso e poi ognuno decide di andare col misto se di diritto oppure col contribuitivo o continuare a lavorare fino a 67 anni come fissato dalla legge Fornero.
grazie . Antonio
sono più che sufficienti 41 anni di contributi senza limite di età, non possiamo pagare gli errori degli anni passati che andavano in pensione con 15 anni e 6 mesi oppure 19 anni e 6 mesi siamo stanchi abbiamo il diritto di goderci un pò di vecchia con la famiglia e nipoti. Bastaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!
Tutti i pensionati che sono morti con il COVID 19… dove sono i soldi che l’INPS ha risparmiato!!!!!!
sono più che sufficienti 41 anni di contributi senza limite di età, non possiamo pagare gli errori degli anni passati che andavano in pensione con 15 anni e 6 mesi oppure 19 anni e 6 mesi siamo stanchi abbiamo il diritto di goderci un pò di vecchia con la famiglia e nipoti. Bastaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!
Tutti i pensionati che sono morti con il COVID 19… dove sono i soldi che l?INPS ha risparmiato!!!!!!
Se si ritiene giovane un 60enne dopo aver versato 42 anni di contributi, allora propongo di sospendere la trattenuta contributiva in busta paga, e girare la contribuzione aziendale in busta paga.
Cosi quando ci riterranno vecchi per andare in pensione, ce lo facessero sapere.
Non paghi la mia pensione, ma stop alla contribuzione, scambio legittimo.
La Lega e Durigon hanno proposto quota 41 col DDL 2855 ma tutto col contributivo, ma vi rendete conto a cosa siamo arrivati! Questo è un furto vero e proprio! Ci vogliono ridurre tutti in miseria?! Significa che lavori 41 anni per avere la pensione che è il 50% dello stipendio. NON FACCIAMO PASSARE UNA FOLLIA DEL GENERE!
Signor Franco,
a parte il fatto che la quota contributiva non è solo del 50%, almeno inizialmente, ci sono delle considerazioni da fare:
– Sono almeno venti anni che è stata introdotta la Pensione Integrativa. Chi non ha aderito aveva paura di spendere dei soldi e non ha guardato al futuro nonostante tutte le raccomandazioni soprattutto da parte degli economisti. Chi è partito venti anni fa con una PE fra dieci anni avrà un bel gruzzolo per integrare l’assegno mensile (anche se la PE non è tecnicamente una vera pensione).
– Con l’innalzamento dell’età pensionistica è del tutto evidente che più si andrà tardi in pensione e meno si avrà bisogno di una entrata mensile cospicua (fermo restando la sanità a carico del pubblico). Oppure Lei pensa che a 70 anni avrà voglia di sballarsi in discoteca o fare viaggi defaticanti o imprese sportive al limite della sopravvivenza?
Ne segue che non ha alcun senso ricevere uno stipendio pieno come pensione a meno che Lei non voglia accumulare risparmio per farlo fruire e godere a figli e nipoti…
il suo discorso è offensivo per chi ha sempre versato le tasse , ha uno stipendio da fame, ha versato soldi per un fondo P.Integrativa (togliendoli dalla sua misera busta paga) e magari dopo 42 o 43 o 45 anni di lavoro si ritroverà con una pensione INPS da fame e una P.Int. misera perché il fondo è andato male (magari causa covid).
Poi volevo puntualizzare che non tutti i pensionati dopo i 70 anni godono di ottima salute, magari hanno malattie che presentano cure costose che non sono a carico del pubblico … si informi e scoprirà un mondo reale molto diverso dal suo immaginario
Capisco signora Anna le sue considerazioni, ma bisogna fare un discorso complessivo, cioè di media. Lo so anch’io che dopo i 70 anni ci sono soggetti che sposano le ventenni o per contrasto c’è chi sta sulla sedia a rotelle ricoverato in una rsa…
PS: il fondo pensione non può “essere andato male” nel senso di averci perso dei soldi, casomai ha guadagnato meno della speranza, ma comunque sempre di più che lasciare il TFR in azienda: è garantito dallo stato.
Direi quota 41 e flessibilità in uscita da 62 anni,con piccolissime penalizzazioni. E comunque portare l’età pensionabile a 65 anni e non a 67 . Uniformarsi ai paesi europei.
E continuano ad approfittare della bontà e “minchioneria “ della gente onesta e lavoratori.
Durigon ha proposto quota 41 col DDL 2855 ma tutto col contributivo, ma pensate che sia una gran conquista? questo significa che lavori 41 anni (consecutivi o meno) per avere la pensione che è il 50% dello stipendio, IO PENSO CHE SIA INDECENTE
Rispondo a Luciano e marc.io non accetto che un mio diritto dipenda da frangie politiche da combine da partiti e altro io come detto negli anni ,,80 ho iniziato a pensare al mio futuro negli anni 2000 ho continuato a pensare al mio futuro oggi negli anni 20 devo accettare che una banda di cialtroni politici sindacalisti economisti e altro decidano di spostare il mio meritato futuro
Almeno ora pensassero alle donne…stipendi più bassi degli uomini…almeno agevolate nelle pensioni…AVANTI QUOTA MAMMA..
Sarebbe un traguardo in quest’anno tremendo..
quota 100 un altro anno; quota 40 anni; 62 anni bastano e avanzano; sistema misto e facendo così mi fottono 1 anno; pazienza….. ma 2 ……
Ecco cosè il movimento, rovina per la gente che lavora e per le aziende che creano lavoro per i 5 stelle è solo dare reddito ai mafiosi.
Un sacrosanto diritto almeno x le Donne, l’uscita dal lavoro a 62anni senza penalizzazione.
X le Donne con discontinuità lavorativa x i figli, 38/40/41 di contributi sono un miraggio, quindi, destinate a uscire x ultime dal mondo del lavoro a 67/68anni, dopo che si sono fatte carico dei figli, lavoro e casa.
Flessibilità per tutti (occupati e disoccupati )a partire da 62 anni ma con almeno 20 anni di contributi.
Un disoccupato sessantenne non troverà più un lavoro ed ha necessità di soldi per poter vivere, quindi:
A 62 ANNI OGNUNO DEVE POTER SCEGLIERE COME E QUANDO POTER UTILIZZARE I CONTRIBUTI VERSATI.
Gabriella,
concordo pienamente, aggiungendo che “TUTTE LE DONNE”, a prescindere dalla tipologia di lavoro svolto, devono avere diritto all’uscita dal mondo del lavoro a 62 anni di età, riscuotendo la pensione in base agli anni di contributi versati, senza penalizzazioni.
Quota 41 o quota x dev’essere per tutti! Inutile fare credere che le riforme riguardino ognuno di noi.
A fronte di un favorito ci dev’essere uno sfavorito, questa è la legge dei numeri!
Se tutti, tutti tutti, fossimo “uguali” probabilmente si potrebbe anticipare il pensionamento persino a quota 40.
Non mi riesce facilmente comprensibile la posizione di Orlando e del PD.
Se non ricordo male, il partito di Togliatti e di Berlinguer si definiva come partito dei COMPAGNI LAVORATORI ! Ma, forse mi sbaglio.
Opzione donna deve diventare fissa… maternità riconosciuta…. pensione minima uguale a reddito di cittadinanza.
Con 65 di età 36anni e 1/2 ..disoccupato , chi mi assume? Datemi la pensione che mi spetta con i contributi che ho versato…non voglio regali come avete sempre fatto, ma quello che ho maturato con i miei versamenti.
Credo che se il PD andrà contro la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi o 62 in base a quanto versato a prescindere che il minimo versato siano i 20/30/35 anni ne ho sentite e lette molte in base a quella che possa essere la quantità giusta di marche versate, andrà non solo contro i Sindacati che combattono per questa soluzione ma soprattutto contro il popolo che li vota ed il popolo in generale dandosi un colpo da Ko con gli elettori che non gli perdoneranno giustamente in questo maledetto momento che stiamo vivendo di non essere di aiuto a chi ne ha bisogno per sopravvivere.
Credo che se sono persone intelligenti e preparate come dicono di essere non si possano disinteressare della soluzione più giusta da trovare per questo delicato problema che affligge così tante persone.
Cosa ne pensate?
Ok quota 41 per gli uomini e quotà 35 per le donne
SENZA PENALIZZAZIONI E TRATTENUTE VARIE!
Non si può lavorare tutta la vita, basta!
Chiedo alle donne di alzare la voce e reclamare un’opzione donna senza penalizzazioni. La formula attuale è penalizzante, non pensata per TUTTE LE DONNE, ma solo per quelle donne che hanno una vita agiata
Antares,,
“TUTTE LE DONNE”, a prescindere dalla tipologia di lavoro svolto, devono avere diritto all’uscita dal mondo del lavoro a 62 anni di età, riscuotendo la pensione in base agli anni di contributi versati, senza penalizzazioni.
Dovrebbero i Sindacati per primi alzare la voce … le donne, purtroppo, non sono state ascoltate e non
lo saranno anche questa volta!
Buongiorno ribadisco che non ci deve essere altra opzione che quota 41 per tutti con la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 20 anni di contributi altrimenti dobbiamo ribellarci.
Ma vi rendete conto di quanti soldi ci stanno mangiando? Loro si aumentano gli stipendi e contrinuano a dare vitalizi a persone che non hanno fatto niente oppure solamente dei danni ed addirittura condannate.
ADESSO VERAMENTE BASTA, SIAMO STANCHI E QUESTA VOLTA NON DOBBIAMO ABBASSARE LA TESTA E FARCI SENTIRE A COSTO DI FINIRE IN GALERA
io sono basito sui commenti pubblicati. ribadisco che quota 41 è uguale alla Fornero………..significa che uno inizia a lavorare a 20 anni versando i contributi, ma non è cosi…………a 20 c era l’obbligo del militare , dopo il congedo a volte, per via del rinvio, si va a 21 anni o 22, poi trovi un lavoro, non ti pagano ne ti assumono nel periodo di prova e arrivi sui 23 o 24 o 25 anni che sommando ai 41 di servizio arriveresti a 66 anni. in EUROPA si va in pensione dai 63 ai 64 anni ….l’Italia è un Paese a parte……vergogna vergogna , devo quasi vergognarmi di essere italiano ……..i sindacati ci hanno venduti e trattano i loro affari e ci fanno credere di aver inventato l’acqua calda………………….non vedo l’ora di poter lasciare questo Paese che è caduto in mano alla vera dittatura
Ribadisco:
Caro Lorenzo, sbagli. Non so da quale città scrivi.
Solo a Firenze, e solo dalla mia scuola, i diplomati nel 1979 e 1980 sono stati centinaia, e tutti al lavoro da subito. Ad oggi pochissimi in pensione. Siamo tutti ad oggi con 40/41/42 di contributi.
Erano anni in cui si sceglieva tra varie offerte di lavoro. ( prova a estendere all’italia intera questo esempio.) Esistevano conquiste sindacali come la conservazione del posto di lavoro, per maternità ma anche per il militare. Mi chiedo invece:
Cosa ci sta a fare l’inps? Con una buona dirigenza, computer adeguati, e volontà , in poche ore potrebbe pubblicare i dati divisi per annate, quantità di contributi, zone geografiche,città, lavori usuranti o meno, tipologie di lavoro e pensione ( Inps deve rendere pubblico tutto! Separando in primo luogo assistenza da previdenza)
Così ci scanneremmo meno tra di noi e avremmo la possibilità di discutere piu razionalmente.
Quota 41 senza penalizzazioni e col misto deve viaggiare in parallelo a una flessibilità intorno ai 62 anni (o meno) E lo dico per chi sta peggio di me io ormai sono:
Paolo
60,5 età + 41,5 contributi = quota 102 ad oggi e
ancora a lavoro. (E in questa situazione siamo in tanti!!!).
Lasciare questo paese è una idea che anche io condivido; il fatto è che con quanto si prospetta per i “nuovi assegni pensionistici” possiamo pensare solo all’Africa.
41 anni di lavoro per le donne è MOLTO difficile specialmente se si sono persi anni di contributi per accudire i bambini in tenera età! Per favore non dimenticate questa donne!!!!