Ultime novità Pensioni anticipate oggi: tagli fino al 30% per chi esce con quota 100

Domani sarà il grande giorno in cui dopo diversi rinvii il decreto sulle pensioni anticipate vedrà luce. Intanto però emergono nuovi dettagli per chi vuole uscire con quota 100 e le ultime notizie di oggi sulle Pensioni riguardano proprio il taglio dell’assegno per chi uscirà in anticipo dal mondo del lavoro.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’uscita anticipata costerà un taglio dell’assegno pensionistico che in alcuni casi può raggiungere anche il 30%. Su questo argomento ecco poi il parere di Marcello Pacifico, presidente dell’Anief che lancia l’allarme per i lavoratori della scuola.

Pensioni anticipate ultime novità oggi: le penalizzazioni per l’uscita con quota 100

I lavoratori che stanno pensando di aderire alla quota 100 come forma di pensione anticipata, dovranno fare i conti con i possibili tagli all’assegno. Secondo il Corriere infatti, chi vorrà lasciare il proprio posto di lavoro volontariamente con 5 anni e 4 mesi di anticipo (il massimo possibile) dovrà far fronte ad un taglio dell’ assegno che potrà arrivare al 30%.

Nella tabella del corriere che trovate in alto all’articolo potete vedere di quanto diminuisce la pensione rispetto alla normale uscita con la legge Monti-Fornero per chi deciderà di utilizzare quota 100. Come si può vedere, utilizzando la nuova quota 100 (caselle segnate in verde) i tagli saranno dal 10% al 30%.

Ultime notizie Pensioni anticipate 2019: Pacifico (Anief) lancia l’allarme

Il presidente dell’Anief ( Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori), Marcello Pacifico risponde a distanza a Durigon che più volte ha ribadito che non ci saranno tagli: ” Ammesso che abbia ragione, di sicuro il taglio dell’assegno di quiescenza non è affatto minimale. Perché su una pensione potenziale, per chi esce del lavoro a 67 anni, pari a 1.500 euro netti, si scenderebbe a circa 1.250 euro per tutta la vita, non è roba da poco”.

La platea stimata dei docenti che usciranno con quota 100 è circa 70mila, ma questi tagli potrebbero incidere sul numero di aderenti . Uscendo prima dal lavoro si hanno meno anni di contributi e con il coefficiente di calcolo applicato più basso, ed il montante pensionistico applicato a meno anni di contribuzione il taglio sarà dal 5% (per chi anticipa di un anno) fino al 30% per chi esce con 5 anni di anticipo.

Pensioni anticipate, il nodo INPS e le parole della Uil

Infine sono arrivate poche ore fa le parole di Proietti, segretario della Uil che ha lanciato un appello al Governo sulla Governance dell’INPS, altro nodo da sciogliere il mese prossimo quando scadrà il mandato dell’attuale presidente Boeri:

“Il Governo deve varare una vera riforma della governance dell’Inps e dell’Inail attraverso un modello duale.  Non è sufficiente reintrodurre un consiglio di amministrazione, ma occorre ridisegnare complessivamente il sistema. Infatti, la bozza del decreto pensioni affronta in modo parziale la riforma della governance dei due enti, rispetto ai quali si deve rafforzare il ruolo e la funzione dei Civ, dove siedono le Parti Sociali, rappresentanti dei lavoratori dipendenti e delle imprese e che sono gli azionisti di maggioranza di questi enti, dotandoli di reali ed esigibili poteri d’indirizzo e di controllo. Solo così, si può dar vita ad enti efficienti, trasparenti e partecipati.”

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Ultime novità Pensioni anticipate oggi: tagli fino al 30% per chi esce con quota 100

  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 6:52
    Permalink

    E per chi come me ha 41 anni di contributi e quasi 64 anni di età, di quanto sarebbe la decurtazione sulla pensione? Grazie

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 1:49
    Permalink

    Salve con molto rammarico vedo e sento cose inaudite su quota 100 ,i tagli sono veramente inopportuni e mirati a far sì che nessuno scelga di andare in pensione con 300 euro in meno .m5s è veramente meschino e cieco di fronte alle vere realtà del paese non si da il reddito di cittadinanza con i paletti ,i soldi servivano per far andare in pensione gli anziani per far lavorare i giovani non tolti per fare le solite cazzate politiche e aggiungo questi di politica non sanno nemmeno dove è la porta d’ingresso stanno solo facendo un tale casino che finiremo con la guerra civile questi inetti ,non riusciamo ad avere un governo che si rispetti vergogna ,abbiamo votato e creato un nuovo partito che noi italiani paghiamo e che non sa nemmeno quale è il vero problema italiano per risollevare l’occupazione il lavoro i giovani da un futuro incerto e forse se continuano in questa direzione senza un futuro privilegiando gli stranieri agli italiani vergognaaaaAAA FATE TUTTI SCHIFO

    Rispondi
  • Avatar
    15 Gennaio 2019 in 21:25
    Permalink

    leggo: ” Secondo il Corriere infatti, chi vorrà lasciare il proprio posto di lavoro volontariamente con 5 anni e 4 mesi di anticipo (il massimo possibile) dovrà far fronte ad un taglio dell’ assegno che potrà arrivare al 30%”.
    Non ne capisco il motivo: anche volendo entrare nella ERRATA logica di “PENSIONE ANTICIPATA”, CHE TALE NON DOVEVA ESSERE, ANTICIPATA, SE SI FOSSE, COME PROMESSO, PARLATO DI “ABOLIZIONE” DELLA LEGGE FORNERO, PER CUI NON ERA, QUOTA 100, ANTICIPATA RISPETTO A QUESTA SE QUESTA FOSSE STATA ABOLITA, MI CHIEDO: PERCHE’ PER CINQUE ANNI DI ANTICIPO SUI 67 ANNI, OVVERO 62 ANNI, SI PERDE IL 30%? SU UNA MEDIA DI QUARANTADUE ANNI, 5 ANNI NON RAPPRESENTANO UN TERZO MA UN OTTAVO E, QUINDI, SEMMAI, SI DOVEVANO DECURTARE, NON DI UN 30%, QUASI UN TERZO, TALI PENSIONI, MA DI UN 12%. Se la matematica non e’ una opinione, come sembra essere la politica.

    Rispondi
  • Avatar
    15 Gennaio 2019 in 21:13
    Permalink

    leggo: ” Secondo il Corriere infatti, chi vorrà lasciare il proprio posto di lavoro volontariamente con 5 anni e 4 mesi di anticipo (il massimo possibile) dovrà far fronte ad un taglio dell’ assegno che potrà arrivare al 30%”.
    Non ne capisco il motivo: anche volendo entrare nella ERRATA logica di “PENSIONE ANTICIPATA”, CHE TALE NON DOVEVA ESSERE, ANTICIPATA, SE SI FOSSE, COME PROMESSO, PARLATO DI “ABOLIZIONE” DELLA LEGGE FORNERO, PER CUI NON ERA, QUOTA 100, ANTICIPATA RISPETTO A QUESTA, SE QUESTA FOSSE STATA ABOLITA, MI CHIEDO: OERCHE’ PER CINQUE ANNI DI ANTICIPO SI ERDE IL 30%? SU UNA MEDIA DI QUARANTICINQUE ANNI , PER ABBNDARE, 5 ANNI NON RAPPRESENTANO UN TERZO

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *