Ultime novità Pensioni oggi 15 settembre, Damiano: ‘Quota 100 è sostenibile’

Ultime novità Pensioni oggi 15 settembre, Damiano: ‘Quota 100 è sostenibile’

Vediamo le ultime novità sulle pensioni di oggi 15 settembre, con due interessanti temi di discussione. Il primo arriva dalle parole di Cesare Damiano, che ribadisce come gli allarmismi su quota 100 e sui suoi costi siano ingiustificati. Il secondo tema viene lanciato dal Comitato Opzione Donna Social, che propone tramite la sua amministratrice Orietta Armiliato una soluzione pensionistica nuova: “La quota 100 rosa“.

Pensioni ultime novità oggi 15 settembre: Damiano su quota 100

Con una nota Adkronos il dirigente del Partito democratico Cesare Damiano ha detto: “Condivido l’opinione di chi, oggi la Cgil, sostiene che Quota 100 è sostenibile”. “I difetti di questa misura continua – li abbiamo lungamente elencati e affermato che, se fosse dipeso da noi, l’avremmo fatta diversa. Ma, detto questo, non si possono accettare gli allarmismi ingiustificati sul costo di questa misura e non considerarne il basso ‘tiraggio‘ che porterà un risparmio di parecchi miliardi”.

Quota 100 va mantenuta fino alla sua scadenza naturale: se qualche ritocco c’è da fare si può lavorare sulle finestre, senza compromettere però il diritto dei lavoratori ad andare anticipatamente in pensione”. “Non creiamo nuovi esodati: le persone non sono numeri da inserire freddamente in una legge di Bilancio da far quadrare”, conclude.

Pensioni ultime notizie oggi, CODS lancia la quota 100 rosa

Ecco di seguito il post scritto da Orietta Armiliato, e la sua nuova proposta al Governo: “Considerato che Quota 100 non ha soddisfatto per nulla i bisogni delle donne lavoratrici tant’è che le adesioni ammontano a meno di un terzo delle domande totali presentate (sono state infatti solo 45.680 su 175.995 complessive), come si evince dai dati attualizzati al 6 Settembre e resi noti dall’INPS, la proposta che é a mio avviso doveroso suggerire al nuovo esecutivo giallo-rosso é la seguente:

✅modificare per le donne i requisiti di accesso alla misura, lasciando invariata l’età anagrafica oggi imposta ovvero 62 anni ma, andando a diminuire l’ammontare degli anni di contribuzioni necessari da 38 come da legge vigente a 36, proprio in funzione dell’evidente difficoltà delle lavoratrici di raggiungere la soglia di versamenti richiesta, in virtù del riconoscimento e della valorizzazione del “lavoro di cura”.

Tale proposta scaturisce dall’attenta lettura dei dati, così come si evidenzia da quanto dichiarato da Ezio Cigna responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale, che spiega: “Avremo un risparmio considerevole rispetto alle risorse stanziate in legge di Bilancio, nel triennio verranno risparmiati 9 miliardi e 615 milioni (2 mld 258 mln nel 2019; 3 mld 924 mln nel 2020; 3 mld e 432 mln nel 2021)”. Il risparmio sarà dovuto a un coinvolgimento di solo il 35% della platea stimata dal precedente Governo, ossia 341.266 anziché 973mila”.

Giacché si ribadisce in ogni occasione quando si tratta il tema pensionistico, quanto sia necessaria una riforma previdenziale che garantisca flessibilità in uscita dal mondo del lavoro dopo i 62 anni e che preveda interventi che tengano conto delle condizioni delle donne costrette a doversi sobbarcare gli oneri derivanti del lavoro domestico o lavoro di cura che di si voglia, addizionato a quello esterno e che genera carriere discontinue, motivo che non consente loro il raggiungimento dei requisiti contributivi necessari al pensionamento, concludo quindi, sottolineando nuovamente, come un numero evidentemente troppo esiguo di lavoratrici abbia potuto aderire al pensionamento via Quota 100 , senza che questo non sia funzionale a porre interrogativi che necessitano di una presa di coscienza e dunque di un approfondimento della tematica che ne prospetti un’immediata soluzione.

Alla luce di codeste evidenze quindi, andiamo a proporre al nuovo esecutivo una misura che potremmo battezzare “Quota 100 Rosa” che contempli per le donne i requisiti di accesso sopra esposti ossia 62 anni di età e 36 di anzianità contributiva? Postate il vostro commento in proposito, grazie, ricordando sempre che le donne sono in credito”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

19 pensieri su “Ultime novità Pensioni oggi 15 settembre, Damiano: ‘Quota 100 è sostenibile’

  1. 21 anni di muratore, 21 di lavoro in fabbrica 23 punti di malattia professionale( ernie e sordità) 3 anni di lavoro in aziende che non mi hanno versato i contributi !devo lavorare ancora 1 anno per la pensione e lei signor Damiano mi viene a parlare di quota cento? Ma stia zitto e si vergogni!!!!!!

  2. Non è vero che i governanti si sono scordati dei quota 41! Se lo ricordano benissimo quando si tratta di sfruttare i ancora x qualche anno!!!!!

  3. Quota 100 rosa è troppo penalizzante per le donne, Lavoriamo il doppio per tutta la vita, abbiamo diritto di andare in pensione prima, l’Opzione donna è ragionevole , 58 anni e 35 di contributi, mettetela a regime e poi ognuna sceglie cosa fare. Pensate a chi ha figli, genitori anziani, malattie. Fate lavorare i giovani che ne hanno più bisogno.

  4. torniamo all’ingiustizia sociale. certezza per tutti. 41 per tutti
    al max 40 per le donne
    accentuare le disparità tra i lavoratori non fa bene; gli invalidi sono già tutelati, chi fa lavori di cura oggi ha la 104……
    si continua a dare vantaggi sempre alle stesse categorie già attenzionate e privilegiate. Per andare in pensione tutti devono avere la certezza data dagli anni di contributi
    oggi chi ha 38 anni di contributi va in pensione mentre coloro che ne hanno anche di più ma sono ‘giovani’ hanno una vita ‘rubata’
    Rinsavite!
    41 per tutti ! i precoci sono quelli che raggiungono quota 41 altre differenziazioni sono pretestuose
    I casi particolari, le malattie, le cause di servizio…..le 104 sono già abbondantemente previste
    Piuttosto mi sembra ragionevole per donne con figli prevedere i famosi 12 mesi(o anche meno) per figlio
    ‘opzione donna’ oggi inutile e penalizzante
    Il principio deve essere: comincio prima a contribuire e vado via indipendentemente dall’età

  5. Flessibilità, per tutti, altrimenti quelle nate il ’60 che maturano i requisiti il 2022, restano fuori? Perché, non è giusto!
    Flessibilità per tutti. Liberi di scegliere!

  6. ma possibile che questi sinistri sappiano solo fare PROPOSTE PEGGIORATIVE !
    NESSUNO DI LORO sa sicuramente cosa significa LAVORARE
    STRINGERE le finestre, ALZARE l’età, ALZARE i contributi.
    ma andassero a lavorare !

  7. Io i lavori di cura li dovrei effettuare ora che ho un padre con Parkinson di 83 anni e nipotini di 6 e 3 anni. Ho avuto i figli presto ed ho iniziato presto a lavorare ed i miei genitori mi hanno aiutato … ora dovrei ricambiare il favore ma ho solo 57 anni e 35 anni di contributi . Tra tre anni ne avrei 38 di anni di contributi e 60 anni … inutile dire che sarebbe opportuno per me andare in pensione per lavori di cura.

  8. Ho 59 anni, lavoro da 40 anni, sono mamma di due figli, lavorando li ho cresciuti ed educati, ho assistito mia suoceta inferma, il tutto con grandissimi sacrifici.
    Ora sono sfinita, pet di più mi hanno trasferito a 30 km di distanza (per l’unificazione delle ulss), devo lavorare ancora 2 anni… Ma non so se ce la faccio… Sono esausta, e penso che anche sul lavoro non rendo più come prima… Consentono di andare in pensione a chi ha lavorato 38 anni… E io… Dopo tutto sto calvario devo arrivate a 42 anni. È un’ingiustizia, una vetgogna, altro che rispetto pet le donne. Questo è schiavismo…

  9. Ovviamente il PD ha capito che se tocca quota 100 i suoi pochi consensi verrebbero ulteriormente rosicati.
    Quella del “…tuttalpiù si può lavorare sulle finestre…” però non mi è piaciuta. Già oggi la finestra (cioè l’intervallo di tempo dalla maturazione del diritto alla data di collocamento a riposo) per il dipendente pubblico è di sei mesi, che non sono affatto pochi.
    Cosa vorrebbero fare, portarla ad un anno? Allora chiamala Quota 101 e buona notte!

  10. Si parla tanto di quota con 100 38 anni e 62 di età mi chiedo perché io devo fare 5 anni in più sempre con 62 anni???????????(Con la Fornero) Sono forse figlio di un Dio minore!!! Oltretutto sono anche invalido al 75%

  11. Ma sempre con sta quota 100, e basta!!!!ci siamo anche noi con 41 anni di lavoro in fabbrica o vi siete dimenticati di noi? Caro Damiano sei una delusione totale!!!!!!

  12. Basta questa quota 100. Chi ha lavorato di meno non può andare in pensione prima di Quota 41, partendo almeno dai precoci che si sono visti spostare per innumerevoli volte la data di uscita dal lavoro….e perché non almeno le donne precoci????? Che con opzione donna perdono un sacco di soldi!!!!!
    Basta con le ingiustizie sociali. Siete dei buffoni. Avete paura che se scontentate i centisti alle prossime elezioni perderete un mucchio di votanti uomini probabilmente molti statali che vogliono uscire prima di chi ha lavorato di più. Povere donne. Sfruttate fino all’osso.

  13. QUANDO CI SONO DA DISTRIBUIRE QUATTRO SOLDI DI PENSIONE , TUTTI I SOLONI DI TURNO A METTERE PALETTI, LACCI E LACCIUOLI . MA SI VERGOGNINO

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