Ultime novità pensioni oggi 22 maggio 2019 su tagli, quota 100 e minime

Ultime novità pensioni oggi 22 maggio 2019 su tagli, quota 100 e minime

A proposito della riforma delle pensioni, e dei tagli alle pensioni sono tornati a parlare diversi esponenti nelle ultime ore, vediamo cosa ha detto Ivan Pedretti, Segretario generale Spi-Cgil nazionale e le parole di Silvio Berlusconi che promette novità per i pensionati. Infine l’allarme lanciato dall’ ANAP sulle pensioni di cittadinanza e su quota 100.

Tagli alle Pensioni 2019 ultime novità di oggi: parla Ivan pedretti (CGIL)

Il Segretario SPI-CGIL è tornato a parlare di Pensioni con un post sulla sua pagina facebook e ha sottolineato il taglio ai pensionati messo in atto dall’attuale Governo: “Lo avevamo denunciato da tempo e ora abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari il governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per un totale di 100 milioni di euro. Ovviamente il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri. Alla faccia del cambiamento”. Pedretti rilancia poi la manifestazione: “Il 1° giugno i pensionati saranno in migliaia alla manifestazione indetta dai Sindacati in piazza San Giovanni a Roma anche per denunciare questo ennesimo danno nei loro confronti”.

Pensioni ultime novità oggi: Berlusconi su minime e casalinghe

Come riporta l’Agenzia di Stampa Nova, Silvio Berlusconi è tornato a parlare in vista delle Elezioni Europee e l’ha fatto rilanciando il suo programma di Governo: “Ho detto l’anno scorso, e lo ripeto ora, che sono pronto a rispettare, in un governo di centro-destra, la regola secondo la quale il premier viene indicato dal maggiore partito della coalizione. Forza Italia rimane l’anima e la colonna portante del centro-destra“. Poi prosegue: “Se la Lega continuerà a tenere in vita un governo che aumenta le tasse, fa calare l’occupazione, blocca le grandi opere, aumenta la burocrazia, indebita ancora di più l’Italia, viola i diritti in materia di giustizia, non capisco come possa pensare che gli elettori di centro-destra continuino a dargli fiducia”.

Poi sul reddito di cittadinanza e sul tema delle pensioni: “Per la verità lo stanno eliminando gli italiani: molti dei possibili beneficiari si stanno accorgendo che è una presa in giro, tanto è vero che sono in parecchi a rinunciare. Noi daremo risposte serie, a cominciare dall’aumento delle pensioni minime a 1000 euro a tutti, anche alle casalinghe, per arrivare ai provvedimenti per dare un lavoro vero ai giovani: aboliremo per diversi anni ogni tassazione e contributo a carico alle aziende che assumono, finanziando la spesa con i Fondi Europei attualmente male utilizzati”.

Pensioni oggi ultime novità: ANAP contro pensione di cittadinanza

Ricordiamo infine l’allarme lanciato negli ultimi giorni dall’ ANAP ( Associazione Nazionale Anziani e Pensionati) che è tornata a parlare della Pensione di cittadinanza e del suo possibile Flop. “Se la percentuale di quelle respinte dall’INPS si confermerà, come sembra, del 25%, avremmo solo circa 100.000 pensionati che avranno avuto un qualche beneficio da questa osannata e propagandata legge per ridurre la povertà, quando invece sono ben 2.200.000 i pensionati che non superano il trattamento minimo di pensione”.

L’Anap spiega poi cosa non funziona e quali sono i paletti sulle pensioni da modificare: “La realtà è che, a causa dei numerosi paletti imposti dalla Legge 26/2019 di conversione del Decreto-legge 4/2019 sul Reddito di cittadinanza, quali gli stringenti limiti reddituali e patrimoniali, nonché quelli anagrafici, la stragrande maggioranza dei pensionati poveri, che sono cioè sotto la soglia di povertà, non avranno diritto ad alcuna integrazione della pensione, o, tutt’al più, avranno diritto ad una integrazione di importo assai modesto. Non si capisce perché siano stati imposti alcuni requisiti, quali il requisito dei 67 anni di età, che servono solo a contenere il numero dei beneficiari ponendo una seria discriminazione tra nuclei familiari di pensionati ugualmente poveri che si differenziano solo perché, ad esempio, in uno di essi c’è una coppia di anziani ultrasessantasettenni e nell’altro una coppia in cui uno solo è di età inferiore a 67 anni“.

Infine conclude: “Ed è ugualmente evidente la natura limitativa del requisito che esclude dal beneficio il pensionato che ha alla Posta più di 6.000 euro (8.000 per una coppia), quando tali piccole somme sono state messe da parte in previsione che dovesse presentarsi un’emergenza, quale un problema di salute. Altra cosa che ci sentiamo di criticare è che quando si ha una casa di proprietà, come accade per la quasi totalità degli anziani, non si ha diritto all’integrazione per l’affitto, e quindi, anche se si dovessero avere tutti gli altri requisiti, il reddito di cittadinanza non sarebbe 780 euro, bensì 630″.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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