Ultime novità Pensioni oggi 26/3 su contatore opzione donna e CGIL

Nuovo inizio di settimana che vogliamo aprire con le ultime novità sulle Pensioni, riportando l’interessante analisi di Orietta Armiliato, fondatrice del Comitato Opzione Donna Social, che in queste ore ha fatto il punto della situazione sul documento del monitoraggio per il contatore di Opzione donna e ha poi ribadito lo scopo del comitato. Infine vediamo brevemente le ultime parole di Susanna Camusso della CGIL sul tema del lavoro e delle pensioni.

Pensioni oggi 26 marzo, ultime notizie dal Comitato opzione donna social: parla Armiliato

Con un post nel gruppo del CODS Orietta Armiliato ha voluto ribadire con una comunicazione di servizio la situazione relativa al monitoraggio del contatore per OD: “Informo coloro che continuano a sostenere (ultimo rilievo sul tema postato ieri nel gruppo pubblico Movimento Opzione Donna) che ci sia stata inadempienza da parte del Ministero del Lavoro e/o delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato della legislatura appena terminata relativamente alla produzione della relazione sul monitoraggio del cd. Contatore acceso nell’anno 2015 (e successivamente incrementato) per la misura dell’Opzione Donna che, sebbene in ritardo rispetto ai termini di legge stabiliti (circa 40gg) il documento è stato trasmesso alle Camere ed è stato, attorno alla metà dello scorso mese di Novembre, regolarmente pubblicato negli appositi spazi del sito web istituzionale della Camera dei Deputati, dove è archiviato ed a disposizione di chiunque desideri consultarlo”.

Infine conclude: “Ricordo, inoltre, che tale documento fu prontamente pubblicato su questa pagina a beneficio di coloro che erano in attesa di poterlo visionare”.  Di seguito vi rimandiamo al link ufficiale della Camera dove si trova il pdf, che la stessa Armiliato ha poi postato per comodità di consultazione, per accedervi cliccate qui!

Pensioni opzione donna, ultime novità di oggi

Terminate le comunicazioni di servizio, in un altro post sul gruppo CODS, Orietta Armiliato ha fatto il punto sulla situazione del gruppo e sui programmi futuri e non ha tralasciato una importante riflessione sull’elezione della prima donna a presidente del Senato: “Al momento non esistono ancora le figure istituzionali di riferimento alle quali poter sottoporre o meglio, riprendere, quelle che sono le nostre istanze e credo proprio che purtroppo, ancora per un po’, ci toccherà rimanere fermi ai blocchi di partenza. Questo Comitato rappresenta, oramai da tempo, la voce delle donne che sono da sempre portatrici di pesi iniqui legati agli impegni derivanti sia dalla sfera famigliare sia da quella lavorativa.

Si sprecano gli studi e le analisi a livello nazionale ed europeo, sul reale ruolo che le donne da sempre svolgono e continuano a svolgere, sopperendo alle carenze di un sistema che le vede impegnate h 24 in lavori non riconosciuti come tali e conseguentemente non valorizzati economicamente.  Devo anche dire, però, che sono piuttosto sconcertata dagli atteggiamenti che parecchie donne, probabilmente consolidate vittime del sistema che impone loro un ruolo evidentemente per molte diventato intrinseco al loro genere e quindi indiscutibile, assumono dichiarandosi disinteressate al tangibile riconoscimento di questi impegni gravosi che normalmente riassumiamo con la definizione di “lavoro di cura”, al quale sono gratuitamente assoggettate.

Eppure, sono quelle stesse donne che dai 50 anni in su, lamentano una stanchezza oramai insuperabile dovuta al carico di lavoro svolto appunto dentro e fuori dalle mura domestiche e che anelano quindi alla quiescenza anticipata rispetto alle leggi vigenti, per sopravvenuta situazione di impossibilità di vivere con la meritatissima serenità che spetterebbe all’età che le ha portate su quello che i poeti hanno definito come “viale del tramonto” così, come sono le stesse che alla notizia storica ed auspicata di vedere le donne assumere ruoli lavorativamente rilevanti in tutti i settori ed ovviamente non ultimi quelli delle istituzioni come, ad esempio, quello della presidenza del senato, invece di certificare positivamente l’importante dato storico che rappresenta per tutta la platea femminile, storcono il naso, criticano, sbeffeggiano e sentenziano il fatto che “quella donna” non sia l’incarnazione del modello femminile politico che ci piacerebbe fosse.

Rilevare il dato oggettivo in se ovvero che una poltrona da sempre appannaggio del genere maschile oggi venga occupata da una donna dovrebbe essere, a prescindere, non dico motivo di gioia ma palese riconoscimento del fatto che le cose per noi donne stanno significativamente, anche se lentamente, prendendo la giusta via verso il riconoscimento di quello che è l’effettivo valore che le donne hanno e che possono apportare alla comunità in tutti i settori che la compongono”

Aggiornamenti pensioni oggi 26 marzo 2018: parla Camusso

Per quanto riguarda le ultime novità di oggi sulle Pensioni, segnaliamo anche l’intervento di Susanna Camusso della CGIL, intervenuto domenica a Cernobbio presso il meeting organizzato da Confcommercio. La segretaria ha chiesto alla platea: “So che difendete il Jobs Act e che pensate che la legge Fornero siano una meraviglia. Ma sono due cose che sono all’origine della rottura che si è determinata. È possibile che il Paese continui a riformarsi senza andare all’origine di quella rottura?”.

Infine ha continuato parlando anche del tema del reddito di cittadinanza, spiegando che: “L’idea che, anziché proporre il tema di quale lavoro, come distribuito e con quale condizione di autodeterminazione della libertà delle persone, lo si supplisca con quelle che sono poi delle norme di welfare, sposta il tema. Ma questo induce un’idea della cittadinanza profondamente diversa. Noi continuiamo a essere convinti che la cittadinanza è fondata sul lavoro”. Come sempre noi di pensionipertutti vi aggiorneremo quotidianamente con le ultime notizie sulle pensioni, se volete scriverci o commentare l’articolo potete farlo qui sotto o tramite la nostra pagina facebook! Vi aspettiamo!

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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