Ultime novità Riforma Pensioni oggi 19 aprile su quota 100, tagli e Def

Le ultime novità di oggi 19 aprile sulle pensioni riguardano ancora una volta la quota 100, ma non solo. Vediamo come procede il dibattito politico sul Documento di Economia e Finanza (DEF) discusso alla camera nella giornata di ieri, ma anche le parole di Damiano del PD che spiega come
“I ‘tagli‘ alle Pensioni, già in vigore da Gennaio per chi ha un assegno che parte da circa 1200 euro netti, valgono, nel triennio, circa 3,6 miliardi di euro e servono per pagare, in parte, Quota100 e Redditodicittadinanza“.

Riforma Pensioni ultime notizie oggi 19 aprile: parla Cesare Damiano

Il leader del Partito Democratico, in un lungo post su facebook ha spiegato il suo punto di vista sulle misure prese dall’attuale governo in merito a Pensioni, quota 100, e tagli ai pensionati: “Che sia finito, con il Governo gialloverde, il tempo nel quale ‘i cittadini e i lavoratori si sono visti togliere e non dare’, è perlomeno discutibile. Questa dichiarazione dei parlamentari 5 Stelle fa a pugni con la realtà”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito delle dichiarazioni dei senatori di M5S in merito ai dati sul lavoro diffusi oggi dall’Inps.

“Infatti, i pensionati – continua – che ricevono un assegno lordo mensile superiore ai 1.500 euro lordi, circa 1.200 euro netti, subiscono dal primo gennaio di quest’anno un ulteriore ‘rosicchiamento‘ degli aumenti che derivano dall’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Una decurtazione proporzionale all’importo della pensione che il Premier Conte ha definito ‘ritocchi impercettibili, non se ne accorgerebbe neanche l’Avaro di Moliėre’.

Peccato che questi ‘ritocchi‘ valgano, nel triennio, circa 3,6 miliardi di euro e servano per pagare, in parte, Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Una mano dà, l’altra toglie. Il taglio è stato fatto ignorando l’accordo del 2016 tra il Governo Renzi e Cgil, Cisl e Uil che ripristinava, a partire dal primo gennaio di quest’anno, il calcolo della indicizzazione delle pensioni secondo il metodo più favorevole degli ‘scaglioni di importo'”. “Accordo cancellato e, ancora una volta, pensioni che servono da bancomat. In questo caso il tanto evocato ‘cambiamento’ non si vede, neanche con il binocolo”, conclude così Cesare Damiano.

Riforma Pensioni ultimissime news: Marattin su quota 100

Nella discussione alla Camera terminata ieri con la risoluzione di maggioranza sul DEF 2019 è intervenuto anche l’Onorevole
Luigi Marattin  che ha preso una posizione molto critica contro il Governo: “L’impatto delle misure reddito di cittadinanza e “quota 100”, che avete sbandierato per mesi in campagna elettorale in quest’Aula, voi nel DEF scrivete che è prossimo allo zero sul PIL ed è negativo su occupazione e PIL potenziale: siete voi che, dopo averci detto che tutto diventerà un giardino di rose e fiori, con “quota 100” e reddito di cittadinanza, scrivete nei documenti di finanza pubblica che c’è un impatto zero o negativo”.

Critiche anche sulla Pensione di cittadinanza, con Pedretti della Spi CGIl che in una nota ha detto:” L’ Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie; il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila: non sarà così, saranno molte meno. I paletti per accedere all’integrazione sono infatti molto più rigidi di quelli propagandati e, sostanzialmente, la platea sarà la stessa che attualmente richiede l’assegno sociale, ovvero non più di 120 mila nuclei familiari a livello nazionale. Siamo di fronte a una promessa elettorale e dopo le elezioni europee arriverà la disillusione”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Ultime novità Riforma Pensioni oggi 19 aprile su quota 100, tagli e Def

  • Avatar
    20 Aprile 2019 in 9:19
    Permalink

    Forse, contestualmente al reddito di cittadinanza, sarebbe stato opportuno fare qualcosa per quei lavoratori rimasti disoccupati intorno ai 50 anni di età, grazie anche alle leggi sugli accordi collettivi che hanno permesso, alle aziende con più di 15 dipendenti e non in crisi economica, con la scusa del “riassetto aziendale…” , di licenziare il personale mettendo in mezzo alla strada i lavoratori, ai quali, in alcuni casi, il Ministero del Lavoro, ha accolto le istanze di salvaguardia. Malgrado ciò, a questi soggetti LICENZIATI e transitati per la mobilità, anche molti anni prima dell’avvento Monti (Fornero…?), è stato persino applicato l’incremento dell’aspettativa di vita introdotto con la riforma del 2011, del requisito anagrafico a 67 anni ed oltre, per il raggiungimento della pensione di vecchiaia. Costoro dovrebbero quantomeno poter accedere all’APE SOCIAL con il minimo di legge di contributi (20 anni) e 63 di età anagrafica, per andare in pensione definitivamente all’età in vigore al momento del licenziamento, visto il riconoscimento delle precedenti salvaguardie.

    Rispondi
  • Avatar
    20 Aprile 2019 in 6:29
    Permalink

    È proprio uno schifo.questi parlamentari sono peggio di quello che li hanno preceduti. Come si fa a prendere soldi dai pensionati per darli a gente che non ha mai lavorato ?togliendosi ai pensionati che già prendono unaiseroa di pensione dopo 40 anni di lavoro? Non day e promesse se i soldi non ci sono e soprattutto non le fate sulla pelle degli altri. È uno schifo che si vede solo in Italia e in nessuna altra parte del mondo. Poi si meravigliano se i giovani scappano dall’Italia. Fossi giovane lo fare i anche io subito

    Rispondi
  • Avatar
    19 Aprile 2019 in 20:15
    Permalink

    Sono d’accordo con Salvatore .Prima in tenera eta ‘ concedevano pensioni molto piu’ generose. Oggi con in moti casi quasi 63 anni e quasi 40 anni di contributi e’ insostenibile mandare meritatamente in pensione . Ma dico dove trovano la forza e il coraggio per dire ste MINCHIATE ! forse anno studiato alla bocc ..ni ?

    Rispondi
  • Avatar
    19 Aprile 2019 in 19:40
    Permalink

    Io credo che ora ci sia la possibilità di uscire chi ha 62 anni e 40 di contributi,ma con Fornero si condannava a morte un’intera generazione,o 67 anni o niente.vergognoso semplicemente,da quando si è insediato questo governo è sempre stato attaccato, sempre,ora quota 💯,poi si andrà con 41..e va bene,ma ci vuole pazienza per eliminare i danni fatti prima,per me sta lavorando bene, peccato non si vada d’ accordo….

    Rispondi
  • Avatar
    19 Aprile 2019 in 11:56
    Permalink

    Tutti, ma proprio tutti, i rappresentanti politici che hanno fatto parte o che hanno sostenuto i governi della passata legislatura, dovrebbero avere la decenza (se conoscono il significato di questa parola) di astenersi in toto da dichiarazioni, considerazioni, previsioni.
    Quello che hanno fatto non sarà di certo dimenticato, a cominciare dalla cosidetta “riforma Fornero”.
    Auguri di un affondamento felice e se tenete la bocca chiusa forse riuscite a sopravvivere un po’ di più.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *