Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100

Mentre la discussione sulla riforma pensioni procede costantemente tra le varie dichiarazioni di Elsa Fornero, Matteo Salvini, Luigi di Maio, e le ultime specifiche del ministro dell’economia Tria sulla Nadef che fanno intendere che la quota 100 con buona probabilità sarà solo una misura temporanea e sperimentale per il 2019, il Governo dovrà valutare se e come procedere; d’altro canto vi è anche chi come i precoci, ne hanno ‘piene le tasche’.

Esausti delle tante dichiarazioni e slogan da campagna elettorale, avendo ormai ben compreso che l’abolizione della riforma Fornero non passerà per la quota 41, ma solo ed unicamente per la quota 100 secca: 38+62, chiedono al ‘Caro Salvini’ di lasciare da parte le bacchette magiche e di comprarsi piuttosto una bilancia. L’affermazione ironica, ma nemmeno troppo, è quella che ha fatto Roberto Sinesi, lavoratore noto al gruppo ‘lavoratori precoci uniti’, sotto ad un post sul profilo Fb del vicepremier, ecco gli ultimi aggiornamenti all’11/10.

Pensioni anticipate quota 100 non basta, tutti contro?

La Fornero, ai microfoni di Rai Radio2 ne “I Lunatici”,  chiede a Salvini se abbia o meno una coscienza dicendo la sua anche su quota 100, che a suo avviso non farà altro che complicare le cose nel lungo periodo, non garantirà il turnover generazionale e si rivolgerà solo ad una platea, sebbene ancora non si sia capito quali saranno i fortunati beneficiari, a tempo determinato. Come era prevedibile non è tardata la risposta del ministro degli interni che scrive che non faranno, come governo, marcia indietro sulle riforme ‘alla faccia della Fornero’. Peccato che a detta dei lavoratori, specie dei precoci, al momento il governo abbia solo promesso, ma abbia fatto ‘un bel niente’.

La cosa più grave dicono all’unisono sui social è l’aver vincolato la quota 100 ad un requisito anagrafico, un paletto assurdo, al più avrebbe dovuto pesare maggiormente quello contributivo. Non è possibile, dicono affranti che non si usi il buon senso, può un lavoratore che ha alle spalle già 41 anni andare in pensione dopo colui che ne ha lavorati 38 solo perché giovane? Ma che colpa ha commesso, se non essere andato a lavorare in giovane età, ed aver già sacrificato la propria vita? Possibile che sia così difficile, ripetono a più voce sui social, comprendere che per i lavoratori le priorità dovrebbero essere in quest’ordine: stop adv per tutti dal 2019, quota 41, ed alla fine, risorse permettendo, quota 100. Qui invece il Governo, dicono furibondi, fa tutto al contrario ,premiando in primis chi ha lavorato meno.

Precoci contro Salvini: non serve la bacchetta magica, ma il buon senso

Così scoppia la rabbia e sui social i lavoratori precoci stanno letteralmente invadendo i profili di Luigi Di Maio e dell’onorevole Matteo Salvini, si dicono basiti da tanto senso di ingiustizia nei loro riguardi, e delusi di aver riposto malamente il loro voto verso il Governo del cambiamento, che aveva assicurato giustizia. Così Roberto Sinesi provocatoriamente ha scritto sul profilo di Salvini e ci ha avvertito di averlo fatto in pvt, affinché ne dessimo il giusto risalto:

Caro Salvini nessuno ti ha chiesto di avere la bacchetta magica è sufficiente che ti compri una bilancia così potrai capire che 38 non è maggiore di 41. Ti prendi un centinaio di sassolini tutti di ugual peso poi ne metti 38 da una parte e 41 dall altra ,poi capirai dove pende la bilancia”. Cosa ne pensate delle parole del lavoratore precoce, le condividete o reputate che comunque quota 100, 62+38, sia un buon inizio per ‘smontare’ la Riforma Fornero?

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

17 commenti su “Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100

    Giuseppe C.

    (13 Ottobre 2018 - 23:21)

    Mi risulta che nel settore pubblico dovremo attendere, con la legge Fornero, 24 mesi abbondanti la prima tranche di TFS e 48 abbondanti per la seconda; sperequazione con il privato che, nella precedente legislazione, si è voluta eliminare parificando le fasce orarie per le visite di controllo, perché le regole fossero uguali per tutti i lavoratori sia del pubblico sia del privato, PROVVEDIMENTO DI PORTATA GIGANTESCA (sono ironico). PERO’ IL 70% ANTICIPATO DEI “PROPRI SOLDI” PER MUTUO, ESTINZIONE MUTUO E RISTRUTTURAZIONE, NEL PUBBLICO NON SI CONCEDE; QUINDI, A PARTE IL CICLOPICO INTERVENTO SULLE FASCE ORARIE PER MALATTIA, PERMANE UNA DISPARITA’ ENORME DI TRATTAMENTO TRA CATEGORIE DI LAVORATORI PUBBLICI E PRIVATI.
    Laddove giustamente leggo: “… Riguardo a questa significativa e compromissoria condizione di differenza dei trattamenti fra dipendenti pubblici e privati i giudici hanno osservato che può trovare la sua unica giustificazione, a livello costituzionale, nell’articolo 81, che tutela l’equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio statale, tenendo conto delle fasi avverse del ciclo economico. Tuttavia l’emergenza economica, in linea di principio, pur potendo giustificare un intervento temporaneo e mirato sui trattamenti di fine rapporto, non può infatti avvalorare un’irragionevole protrazione, in via permanente, della dilazione e scaglionamento degli stessi…”
    IO AGGIUNGO CHE, INFATTI, NORMALMENTE, LA CORTE COSTITUZIONALE RITIENE, COME PERIODO MASSIMO DI BLOCCO, SE NON ERRO, TRE ANNI”, PROPRIO PERCHE’, “… l’emergenza economica, in linea di principio, pur potendo giustificare un intervento temporaneo e mirato sui trattamenti di fine rapporto, non può infatti avvalorare un’irragionevole protrazione, in via permanente, della dilazione e scaglionamento degli stessi…”
    NE SONO PASSATI, DAL 2011, SETTE, DI ANNI E LA DISPARITA’ PERMANE; SPERO CHE LE VOCI DI PROLUNGARLA ANCORA DA PARTE DELL’ ATTUALE GOVERNO, INVECE DI SBLOCCARLA ABOLENDO QUANTO FATTO DALLA LEGGE FORNERO COME PROMESSO, SIANO SOLO VOCI DI ALCUNI MEDIA MALIGNI CHE LO VOGLIANO METTERE IN CATTIVA LUCE.
    ALTRIMENTI NON SI TRATTEREBBE SOLO, RICEVO L’IMPRESSIONE, POSSO SBAGLIARE, DI “… tutelare l’equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio statale, tenendo conto delle fasi avverse del ciclo economico….”, MA MI SEMBREREBBE ANCHE UN PO’ DI PIU’; PER DIRE NUDA E CRUDA LA MIA IMPRESSIONE CHE PUO’ ESSERE SBAGLIATA, OLTRE A QUELLA DEI GIUDICI CHE OSSERVANO CHE LA “..differenza dei trattamenti fra dipendenti pubblici e privati i giudici hanno osservato che può trovare la sua unica giustificazione, a livello costituzionale, nell’articolo 81…” POTREBBE ANCHE SOMIGLIARE, POSSO SBAGLIARE, AD UN MODO PER FAR CASSA AD OLTRANZA CON DENARO ALTRUI”.

    tonielli delio

    (12 Ottobre 2018 - 18:14)

    Siete solo dei parolai come tutti gli altri.
    Come si puo’ mandare in pensione gente con 38 anni di contributi e chi come me ha gia’ versato 41 anni.
    Rispondetemi se avete il coraggio!

    Luciano

    (12 Ottobre 2018 - 16:10)

    Ma vogliamo renderci conto che ci vogliono vedere morti di lavoro così non devono più pagare la pensione a nessuno siamo governati da una massa di nullafacenti che non sanno nemmeno cosa voglia dire lavoro ed inoltre sono bugiardi e ipocriti mandiamoli a casa a calci in culo

    […] anticipata. In sintesi per poter uscire dal lavoro con quota 100, non solo bisognerà soddisfare i 2 paletti cardine della misura: avere 62 anni compiuti e 38 anni di contributi, ma l’uscita scatterà solo da aprile 2019, […]

    giorgio

    (12 Ottobre 2018 - 7:23)

    Il vero inghippo stà nel fatto il caro Salvini, come Renzi, Veltroni, Di Maio e tanti altri politici vecchi e nuovi non hanno mai lavorato, non si sono mai alzati alle cinque del mattino per timbrare il cartellino! Che delusione!!!

    Roberto

    (11 Ottobre 2018 - 19:30)

    Così tanto per sapere e lo chiedo anche alla Sig.ra Venditti : Ma è stato chiarito se potranno essere utilizzati per il raggiungimento di quota 100 anche contributi versati in gestioni diverse insieme a quelli inps o come sempre tutto è ancora avvolto nella nebbia. Se qualcuno avesse qualche informazione, personalmente gliene sarei molto grato.Grazie

    Agostino

    (11 Ottobre 2018 - 18:07)

    buona sera Luigi grazie per la risposta ,accetto e condivido il tuo ragionamento logico, però credo che per fare quello che vorresti tu anche se giusto, ha un controsenso. Giusto per i lavoratori precoci, ma non giusto per quelle persone che non hanno lavorato da giovani. O per meglio dire magari hanno lavorato pure a 11/12 anni perchè bisognosi però in nero, e magari arrivati a una età molto più grande essendo stati più fortunati hanno trovato un lavoro stabile, e datori di lavoro più onesti, che gli hanno versato i contributi. Quindi adesso, magari con una età di 62/63/64/65 ,e 38/39/40 di contributi versati che fa? lo facciamo lavorare fino che arriva a 67 anni ,oppure arriva a versare 43e 3 mesi di contributi.Come vedi solo i contributi non bastano, e se andiamo più in avanti con i lavori precari valli a mettere 41/42/43/44/45 anni di cotributi. Secondo me, mi sbaglierò di sicuro, perchè non sono un tecnocrate, ma la soluzione giusta sarebbe quella di pagare la pensione per quello che uno ha versato, e quando si vuole ritirare si ritira. Se poi uno lo fa per lavorare in nero, lo stato dovra penalizzare la azienda che lo fa lavorare in nero , con una pesante multa per la prima volta, e con la chiusura della stessa se viene ripescato perla seconda volta. Credo che in questo modo uno potrebbe lavorare in merito alle sue volontà, e al suo bisogno sia economico che salutare, tanto in fin dei conti prenderà quello che ha versato o no?

    giovanni

    (11 Ottobre 2018 - 17:36)

    credo che la formula perfetta per mandare in pensione un lavoratore sia quota 100 con 60 anni di età e 40 di contributi e quota 41 sono due formule di pensionamento giusto per tutti i lavoratori senza fare tante fantasie di numeri e paletti.

    Enzo

    (11 Ottobre 2018 - 17:02)

    Buona pomeriggio a tutti penso che le strade possibili per accontentare tutti siano due 1 ) Mandare in pensione chi ha raggiunto e superato 41 anni di contributi 2) oppure quota 100 senza paletti e penalizzazioni con soglia minima di 36 anni di contributi e 64 anni di età come promesso prima del 4 Marzo diventa difficile pensare che queste risorse non ci siano e poi si vogliono spendere 10 miliardi per il reddito di cittadinanza .

    Agostino

    (11 Ottobre 2018 - 15:54)

    Luigi scusa ma vendo che anche tu cominci a fare i calcoli, con l’aspettativa di vita .Con la differenza che tu sei molto più generoso, e immagini che uno può lavorare ,e versare da 41 a 45 anni di contributi . Mi posso sbagliare? ma per fare questo secondo me uno minimo deve campare, in ottima salute almeno 100 anni? Anche se io sono consapevole, e credo che i primi 100 anni saranno duri a passare, certo uno può sperare in meglio negli anni successivi, che di sicuro saranno molto più tranquilli. Di conseguenza credo che attualmente partendo con la quota 100, se per forza maggiore, non potendo mandare i lavoratori precoci, nello stesso momento di chi va in pensione di quota 100 anche se mi dispiace, perchè le promesse vanno mantenute ,però e sempre un buon inizio meglio di stare fermi. E attualmente visti i tempi di oggi che i nostri ragazzi non potendo lavorare più in una giovane età , come abbiamo fatto noi, e non avendo un lavoro stabile e sicuro per sempre, ti sarei grato se mi spiegheresti come faranno? anche perchè, io sono daccordo, che chi ha lavorato 38/39/40/41/42 oggi vada in pensione. Per il semplice fatto di dare spazio hai giovani. Anche perchè già qualcuno , comincia a parlare di ritardare l’abolizione della legge Fornero di 3 /4 mesi,a questo punto secondo me ci sono 2 motivi? 1 i burocrati ,tecnocrati, esperti della finanza, e casta capitalista, ci vogliono mandare sotto le elezioni europee , e in questi mesi terranno lo spread alto,che faranno schizzare sopra i 400 /550 punti cosi il governo non avendo altra scelta, visto che siamo in crisi finanziaria saranno costretti ad abbandonare la legge Fornero, reddito di cittadinanza ecc, ecc e saremo costretti a sottometterci all’europa. 2 invece chi è al comando e accetta di ritardare di 3/4 mesi l ‘abolizione della legge Fornero, lo farà per un conto personale, semplicemente per tirare più voti verso i propi partitti. Perchè con il blocco che gli è stato chiesto da tutti e da tutte le parti burocrati, tecnocrati, e esperti della finanza, capitalisti ( casta finanziaria capitalista) cosi LEGA e 5 STELLE saranno coperti, e ci inviteranno ad andare a votare in massa. In questo caso ci diranno, che potranno fare tutto quello che non hanno potuto fare prima,con le proprie promesse elettorali. Se effettivamente le cose dovrebbero andare cosi ,di sicuro io non andrò più a votare, almeno che non si farà un referendum, per uscire dalla comunità europea.

    massimo

    (11 Ottobre 2018 - 15:02)

    QUANDO COMPIRO’ 62 ANNI DI ETA’ AVRO’ MATURATO 38 ANNI DI CONTRIBUTI. DETTO CIO’ POTREI DIRE CHE A ME LA PROPOSTA ATTUALE DI QUOTA 100 VA BENISSIMO.
    MA NON E’ COSI’. HO SEMPRE SOSTENUTO DI ESSERE FAVOREVOLE ALLA QUOTA 100 INTESA SENZA LIMITAZIONI.
    PERTANTO UN CINQUANTOTTENNE CON 42 ANNI DI CONTRIBUTI HA IL SACROSANTO DIRITTO DI POTER SCEGLIERE SE ANDARE IN PENSIONE.
    RIGUARDO BOERI HO GIA’ ESPRESSO IL MIO PARERE PRECEDENTEMENTE: IL SUO COMPITO E’ DIRIGERE L’ENTE NON FARE POLITICA. PER QUELLA HA SEMPRE LA POSSIBILITA’ DI CANDIDARSI.

      Franco Giuseppe

      (11 Ottobre 2018 - 18:57)

      Sig. Massimo, i miei complimenti per la sua onestà intellettuale. Ho sempre sostenuto che si può andare oltre la Fornero anche facendo piccoli passi ma con giustizia sociale. Io ho 58 anni e 41 di contributi e andrò in pensione con i 43,3 nel novembre 2020 (60-43,3). Ora come vede farò la bellezza di 5,3 anni in più di quelli che andranno via con la nuova proposta e questa non è giustizia sociale. Ormai sono quasi arrivato e sinceramente non mi peseranno i due anni rimanenti ma è la logica che mi amareggia. Facciano altre cose tipo : Chiudere con gli esodati, stabilizzare OD per sempre, bloccare ADV per tutti. Poi si vedrà come risponderanno i mercati. Ma questi ragionano con la prospettiva delle europee del prossimo anno e la logica per loro non vale.

    Giampiero

    (11 Ottobre 2018 - 14:15)

    Infatti pensavo che c’era qualcosa di strano
    Mandare in pensione i 1957 paletto a 62!
    A noi non ci vogliono mandare ci vogliono fare schiattare sul campo
    A noi tutti dedico di vasco rossi: ADESSO CHE TOCCA A ME !

    Giuseppe C.

    (11 Ottobre 2018 - 14:11)

    L’unica cosa è attendere che la confusione si diradi e, eventualmente, appaia qualcosa di certo e accettabile. Poi si deciderà se convenga o meno andare con quota 100 o con la legge Fornero; con buona pace delle nuove generazioni che, spiace per loro, eventualmente la scelta ricadesse sulla legge Fornero, dovranno attendere ancora il turn over. Anche i datori di lavoro dovranno attendere, secondo le scelte effettuate, per sapere se tenersi il vetusto personale condannato al “lavoro a oltranza” dalla legge Fornero, o meno.
    C’è da riflettere anche sulla possibilità che, magari, andando con quota 100 “sperimentale”, poi si inizi di nuovo a parlare, offendendo chi ne abbia usufruito, o addirittura paventando ricalcoli, con campagne mediatiche, di “baby pensionati a quota 100”, privilegiati, affamatori delle future generazioni, ecc.
    C’è anche da riflettere sul problematico momento economico che, se portasse al rischio di una svalutazione delle pensioni e del wellfare in generale, vedrebbe un rifugio relativamente più sicuro nel posto di lavoro e relativo stipendio… In pratica, forse, continuando a lavorare finché passi una eventuale crisi, si avrebbe una sicurezza, forse, maggiore di mantenere lo stesso tenore di vita.
    Ma qui vado fuori tema, questo sito parla di pensioni… Infatti; se andarci, come, o non andarci!
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Renato

    (11 Ottobre 2018 - 13:45)

    Propongo di regalare un pallottoliere ciascuno a SALVINI E DI MAIO E MAGARI ANCHE A BOERI

    Alberto Manzi

    (11 Ottobre 2018 - 13:42)

    Anche oggi abbiamo l’ennesima vomitata di Boeri: “Con quota 100 il debito aumenta di 100 miliardi”.
    C’è da chiedersi in quali mani si trovano i NOSTRI CONTRIBUTI se a gestirli ci sono figuri per i quali la somma algebrica degli stessi elementi da sempre risultati differenti: prima 140, poi 100, poi 18, poi 8, poi 7, poi nuovamente 100.
    C’è veramente da preoccuparsi.!

    Paolo

    (11 Ottobre 2018 - 12:39)

    Leggo su ogni testata giornalistica che il sig. Boeri si schiera contro la quota 100 e l’abolizione della Legge Fornero. A parte che è già strapagato per guidare l’Inps ma, se intende far politica è sufficiente candidarsi alle elezioni. Per i prossimi 30 anni i cittadini voteranno per Salvini e Di Maio ma io gli faccio i più sinceri auguri anche perché nel 2019 scadrà il suo mandato e dovrà cercarsi un lavoro. Magari il PD è alla ricerca di un Segretario. Auguri

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