Ultimissime notizie Pensione anticipata 2017 oggi 20 dicembre: Fornero a DiMartedì’

Ultimissime notizie Pensione anticipata 2017 oggi 20 dicembre: Fornero a DiMartedì’

Continua il dibattito relativo alle Pensioni anticipate anche nella giornata di oggi 20 dicembre 2017. Dopo le dichiarazioni di Di Maio sull’abolizione della Legge Fornero entro i prossimi cinque anni, nella serata di ieri è tornata a parlare proprio l’ex Ministro del lavoro del Governo Monti e l’ha fatto intervenendo alla trasmissione di La7 Di Martedì.

Pensioni anticipate 2017 ultime novità oggi 20 dicembre: Parla Fornero

Il primo intervento dell’ex Ministro Elsa Fornero è subito una stoccata soprattutto verso coloro che parlano di abolire la legge pensionistica senza spiegare come sia possibile farlo: “Durante la campagna elettorale quelli che hanno solo un elenco di promesse per coloro che andranno a votare, non hanno un idea del futuro dell’Italia, hanno solo l’idea di arrivare in parlamento per fare qualcosa anzitutto per sè.

Pochi istanti dopo è intervenuto anche Cazzola, che da sempre difende la Fornero e che anche nella serata di ieri ha spiegato che “Mettere altri soldi sulle pensioni è scegliere una priorità che non esiste, perchè oggi chi se la cava meglio sono gli anziani, non i giovani”. Insomma nessun aumento delle pensioni sarebbe cosa giusta secondo Cazzola.

Ultime notizie Pensione anticipata 2017 oggi 20 dicembre: Armiliato sul Cumulo

Pochi istanti fa, Orietta Armiliato, fondatrice del CODS ha fatto il punto su quanto accaduto nella maratona notturna in commissione bilancio, focalizzandosi sull’emendamento richiesto per il cumulo gratuito dei contributi:

“Dopo 23 ore di maratona in Commissione Bilancio qualche minuto fa si sono conclusi i lavori ed il Governo, nonostante le fortissime pressioni del gruppo PD della Commissione Lavoro, ha detto NO all’emendamento sul Cumulo Gratuito dei Contributi. SI chiude il capitolo con un’occasione persa per dimostrare attenzione e correggere una stortura che crea diseguaglianza fra uguali e, ancora un volta, a spese delle donne e degli esodati. Più tardi cercheremo di produrre i dettagli delle motivazioni addotte dal Governo, noi insieme ai nostri referenti, in particolare ce l’abbiamo messa tutta… …non è bastato però!”

C’è ovviamente delusione da parte di tutto il gruppo per questa notizia, noi come sempre vi aggiorneremo anche qui su Pensionipertutti con le prossime novità sulle pensioni!

 

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

3 pensieri su “Ultimissime notizie Pensione anticipata 2017 oggi 20 dicembre: Fornero a DiMartedì’

  1. Trovo una certa contraddizione, oltre a quanto già esposto nell’altro mio commento, tra le dichiarazioni da Voi riportate (non ho visto la trasmissione) della Signora Fornero e del Signor Cazzola: se il Signor Cazzola dice che i giovani stanno peggio degli anziani, chiedo: come mai? Forse perché non hanno lavoro e, non lavorando, o lavorando saltuariamente, sottopagati e, spesso, in nero, non possono costruirsi né una normale serena vita né un eventuale relativo, sereno futuro, dato che, non lavorando, non versano, o poco versano, contributi per una futura pensione decente? Allora come se fa a difendere la riforma pensionistica Fornero se, grazie ANCHE a questa riforma, gli anziani devono lavorare fino a nove anni in più (e, dal 2019, ogni due, invece che tre, anni scatterà l’eventuale “aggravio di pena” per l’aumento dell’aspettativa di vita), da 58 anni, come era prima, fino a 67 anni e, quindi, non possono lasciare il loro posto ai giovani?
    Parlando in generale poi, senza nessun riferimento al programma in questione né ai Signori Fornero e Cazzola, trovo che una eventuale, non voluta, induzione di una guerra generazionale tra poveri, tra giovani ed anziani, come quella che, spesso, ho l’impressione sia indotta da alcuni media, sarebbe oltremodo scorretta; 1 perché svierebbe dal trovare il vero colpevole della situazione, la politica non in grado di creare occasione di lavoro e vita normale per i giovani come in molti altri Paesi europei; 2 perché. alla fine, stanca i poveri pensionati e pensionandi, stufi di essere sempre tirati in ballo come se chissà quale colpa avessero commesso per aver rispettato leggi, peraltro obbligatorie. 3 perché, compatendo i giovani e criminalizzando gli anziani, non si trova il vero colpevole: GLI EVASORI PER 120 MILIARDI ANNUI!

  2. Alla Signora Fornero, che chiede come sia possibile abrogare la Sua riforma pensionistica (premesso che non vedo nessun nesso tra i contributi che i lavoratori pagano per la loro pensione e il debito da altri creato), spiego io dove trovare i fondi in maniera consonante, invece che colpire innocenti lavoratori che hanno sempre rispettato leggi e regole: facendo pagare i 120 miliardi annui di evasione fiscale per i cinque anni pregressi, ovvero 720 miliardi annui, sufficienti ad estinguere il debito in meno di quattro anni; invece trovo non consonante pagare il debito coi soldi destinati ad altro, ovvero i versamenti dei lavoratori per la LORO pensione, come accaduto con gli 80 miliardi “risparmiati” con la riforma Fornero del 2011 e andati, invece che a rafforzare l’INPS, a sanare il debito, cosa che andava fatta con la fiscalità generale. Perché far pagare il debito solo ai lavoratori pensionandi e pensionati?
    Al Signor Cazzola faccio notare che non è esattamente vero che chi se la cavi meglio siano gli anziani: sia perché molti anziani hanno ancora cinque o sei anni da lavorare, sempre più in condizioni fisiche e psichiche precarie per l’avanzata età, sia perché devono anche mantenere figli e nipoti disoccupati, grazie al blocco del turn over generazionale creato dalla legge Fornero (se gli anziani non vanno in pensione non possono lasciare il posto di lavoro ai giovani).
    Sia perché, chi di loro sia riuscito ad andare vivo in pensione, si ritrova coi suoi soldi, il TFR, che spetterebbero il giorno dopo il licenziamento o il pensionamento, congelato per due/quattro anni abbondanti. Inspiegabilmente, se non per “far cassa”.

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