Zona Gialla o arancione? Dubbi per Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia

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Da domenica cambiano le regole per molte regioni, con alcune di esse che passeranno dalla Zona arancione a quella Gialla. Al momento sembra che resteranno gialle Toscana, Campania, Trento, Basilicata e Molise, con buone probabilità che lo diventino anche Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. Dubbi invece per la Lombardia e soprattutto per il Piemonte, con il rischio di restare zona arancione ancora una settimana nonostante i dati siano migliorati. Arancioni anche Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo.

Il Piemonte in bilico tra zona arancione e zona gialla

Soltanto questo pomeriggio si avrà la certezza se il Piemonte si appresta a passare in zona gialla da domenica 31 gennaio o dovrà restare in quella arancione fino al 7 febbraio. Al termine di un giovedì febbrile, le Regioni non sono riuscite a ottenere risposte dal ministro della Salute, Roberto Speranza. La questione: quante settimane con parametri da zona gialla sono necessarie per passare effettivamente nella fascia con misure restrittive minori? Tutti credevano due, come è stato finora, ma non è escluso che possano diventare tre. Il governo starebbe valutando di far partire il conteggio dal 22 gennaio, giorno in cui è stato ufficializzato il primo miglioramento, bruciando una settimana al Piemonte.

Intanto, tra le regioni cresce il malcontento. «L’ipotesi di dover aspettare un’altra settimana non sta né in cielo né in terra — tuonano da piazza Castello —. Due era pacifico, ma tre, no». Perché, se il Piemonte rimanesse arancione, bar e ristoranti sarebbero costretti a restare chiusi altri sette giorni. La Regione non lo vuole nemmeno immaginare: «Come si riuscirebbe ancora a spiegare alla gente i criteri usati da Roma?”. Da Torino si ricorda che il monitoraggio di ministero della Salute e Iss, impiegato per definire le zone, inseriva chiaramente il Piemonte in area gialla già al 22 gennaio. Prima settimana valida. «Perché — spiegano — lo scenario si determina in base al valore Rt più basso dell’intervallo indicato». Che era di 0.85. E in zona gialla rimarrebbe anche nel pre-report inviato mercoledì, ufficializzato oggi, relativo alla settimana in corso. La seconda utile. Il passaggio era, dunque, atteso per domenica, ma adesso potrebbe slittare di sette giorni.

Veneto passa in zona Gialla

La conferma ufficiale arriverà solo con l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, ma i dati sul contagio forniti dal Veneto agli scienziati del Cts che risultano dalla bozza informale che ormai gira non sembrano ballerini: il Veneto tornerà in zona gialla, ma il rischio è che con l’apertura risalgano anche i contagi. Lo ripete da giorni il presidente della Regione Luca Zaia: “Bene la zona gialla ma teniamo la guardia altissima. Lo dice per la riapertura delle scuole superiori in programma per lunedì ricordando che ormai c’è un’evidenza scientifica di correlazione fra banchi e contagi. “Siamo consapevoli che c’è un rischio maggiore a scuole aperte – spiega il governatore – tanto che abbiamo recuperato un progetto della dottoressa Francesca Russo di fine novembre e già finanziato sui controlli in progress e a campione sui distretti scolastici per monitorare la circolazione del virus nelle scuole.

L’Emilia Romagna spera di diventare zona gialla

L’Emilia-Romagna spera nel giallo. “Speriamo di diventare già da domenica zona gialla e permettere ad esempio a ristoranti e bar di riaprire — dichiara il presidente Stefano Bonaccini — le cose sono andate molto meglio in questi ultimi 20 giorni, ma bisogna sempre stare attenti, perché i dati che daremo oggi parlano di una curva in risalita rispetto all’ultima settimana”.

Ma come sono i dati del contagio da coronavirus dell’Emilia-Romagna? “Le cose vanno meglio — commenta Bonaccini —, i numeri che abbiamo sono i migliori degli ultimi due-tre mesi, ma vediamo altre regioni che rischiano di ricolorarsi più scure dopo essere tornate più chiare. Per l’andamento della curva epidemiologica, perché l’Rt è sceso ulteriormente, perché il numero di ricoverati in terapia intensiva e nei reparti Covid è sceso si potrebbe prospettare la zona gialla, ma non siamo noi ad auto-indicare la colorazione”

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