Smart Working e lavoratori fragili: proroga fino al 31 marzo, e dopo cosa succede?

Pensioni e smart working, parla Nunzia Catalfo

Oggi diamo risposta pubblica ad un lavoratore che ci ha scritto per avere informazioni riguardo lo Smart Working per i lavoratori fragili. La misura infatti era in scadenza ed è stato rinnovato dal parlamento fino al 31 marzo 2022. E poi cosa succederà per i lavoratori fragili che al momento lavorano in smart working? Si potrà continuare ad usufruirne o no? Queste le domande del nostro letto a cui proviamo a dare risposta oggi.

Lavoratori Fragili e Smart Working prorogato: la lettera di un nostro lettore

Il nostro lettore ci scrive: “Ho letto che è stato approvato un emendamento della senatrice Catalfo per l’applicazione delle norme sullo smart working per i lavoratori fragili fino al 31 marzo e per la possibilità che i lavoratori fragili possano continuare ad usufruire dello smart working anche dopo il 31 marzo. Avete maggiori informazioni in merito?”

Poi ci racconta la sua storia che vogliamo portare all’attenzione delle autorità competeni: “Io sono una lavoratrice fragile per patologia autoimmune reumatologica e per utilizzo di farmaci immunosoppressori e sto usufruendo dello smart working semplificato su richiesta del Medico Competente della mia Azienda che opera nel privato.La possibilità di poter lavorare in sicurezza mi ha permesso e mi permette di mantenermi viva e di affrontare sia i quotidiani risvolti della mia patologia sia la paura della pandemia. Chiaramente la prospettiva di poter usufruire dello smart working semplificato anche dopo l’eventuale fine dello stato di emergenza potrebbe garantire a noi soggetti fragili una maggiore tutela dal punto di vista della sicurezza. Infatti, mi chiedo come possano:

  • la situazione attuale di contagio comunque diffuso
  • la pandemia che non permette di poter fare previsioni su un’eventuale evoluzione futura in endemia
  • i rischi che comunque resterebbero sempre vigenti soprattutto per i fragili anche in una situazione di endemia
  • l’apparente lassismo che l’ottimismo mediatico di questi giorni sta propagandando nella gente
  • l’ancora sconosciuta effettiva durata della copertura fornita dalla terza dose (che noi fragili abbiamo fatto a settembre/ottobre 2021, quindi da più di 4 mesi)
  • l’obbligo di green pass rafforzato nei luoghi di lavoro solo per gli over 50 e non anche per gli altri lavoratori
  • la diminuzione e/o l’eliminazione del periodo di quarantena e di isolamento per i contatti stretti, per i positivi asintomatici, anche per i non vaccinati
  • le limitazioni nella sensibilità e nell’utilizzo dei tamponi rapidi o auto-test, effettuati per ottenere il green pass base, per rilevare un’eventuale positività o per fine quarantena/isolamento garantire l’idonea sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro per un soggetto immunocompromesso?

Smart Working e lavoratori fragili, proroga fino al 31 marzo 2022

Come anticipato è stata rinnovata la misura da un emendamento al Decreto 221/2021 (che proroga lo stato d’emergenza Covid a fine marzo), approvato in via definitiva alla Camera il 17 febbraio. La proroga è contenuta nell’articolo 17 del decreto, commi 1 comma 3-bis, che intervengono sull’articolo 26, commi 2 e 2 bis, del decreto legge 18/2020, determinandone l’efficacia fino al 31 marzo 2022.

Purtroppo però al momento di ufficiale c’è solo la proroga di un mese, poi dal 1 aprile 2022 finirà la misura. C’è la speranza che il Governo decida di fare qualcosa, ma al momento l’unica cosa a cui aggrapparsi sono le parole di ieri del ministro Speranza: ”  durante un talk promosso dalla Flepar, la Federazione dei professionisti delle amministrazioni della Repubblica: “Il lavoro agile, lo smart working, ha rappresentato uno strumento importante anche dal punto di vista della tutela sanitaria. Soprattutto quando non c’erano i vaccini o non avevamo cure, le misure non farmacologiche hanno rappresentato l’unico argine per contenere il contagio”.

Ha poi aggiunto: “Abbiamo fatto un uso massiccio di questo strumento, ora bisogna immaginare un suo utilizzo intelligente per il futuro, in una stagione in cui non avremo più pressioni ed esigenze di una rottura delle relazioni sociali, come è avvenuto nella primissima fase. Questo strumento va affinato e utilizzato”.

4 commenti su “Smart Working e lavoratori fragili: proroga fino al 31 marzo, e dopo cosa succede?

  1. Buongiorno, anch’io come la signora lavoratrice fragile sto usufruendo dello smart working semplificato su richiesta del Medico Competente della mia Azienda che opera nel privato, perché soffro di cardiopatia ischemica, operato con 5 by-pass aortocoronarico, scompenso cardiaco e faccio uso di farmaci salvavita. vorrei sapere dopo la data del 31 marzo che fine faremo noi fragili, se costretti a ritornare in ufficio o continuare a lavorare in smart workin con un C.C.N.L. specifico con gli stessi accordi per i dipendenti pubblici come rileva Mariano Corso, responsabile Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, dove i temi caldi sono costi vivi (tariffe luce e telefono), disconnessione e stanno tornando i buoni pasto dice Corso anche per i giorni di smart working. Spero che sia valorizzata la contrattazione di prossimità, come aggiunge Arianna Visentini, fondatrice della società di consulenza Variazioni, “per non dover introdurre vincoli a livello di legge, che tradirebbero lo spirito del lavoro agile”.

  2. Si risparmia in carburante, inquinamento, affollamento. Tutto. Se i padroni vogliono davvero dare svolte green questo è il momento. Ma non credo

  3. Sindacati e politici sono menomato intanto i politici si sono presi aumenti e ripresi i vitalizi con addietrati a noi volete di nuovo farci morire nelle fabbriche ma state attenti gli italiani potrebbero insorgere tutta a una botta i lavori gravosi nn dovete metterli solo in ape social ma anche nella quota 41 é gli invalidi sono tutti invalidi no chi a soloni 74%perché dal 67 al 73 i dolori sono uguali chi a il 74%va in pensione con 41 anni chi a dalb67 aln73 %con 42 e 10 mesi questa é pura follia per i gravosi e tutti gli invalidi dovete farla la quota 41 questo si può fare io sono precocissimo ho 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 3 67%%di invalidità e nn posso andare in pensione nn c’è la faccio più credo farò la conciliazione aziendale perché é l’unico modo per uscire dal lavoro io stò sempre male per colpa della fornero un altra incapace in tutti i paesi di Europa gli invalidi sono tutelati in Italia li discrimine devono andare in pensione a 42 e dieci mesi come chi sta bene siete criminali dovreste andare tutti in galera politici e sindacati vergognavi dio ve la farà pagare

  4. Ci deve essere un metodo che tuteli l’ individuo singolo…. non siamo tutti uguali… cio’ che puo’ portare benefici ad una persona che ha delle patologie, puo’ essere magari deleterio a chi per sua fortuna gode di buona salute, ed ha un sistema immunitario reattivo…
    Sta al medico asssieme al paziente stabilirlo, senza coercizioni

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